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Variante alla Ss342, Guerra e Braga: “Anas approva il progetto definitivo della Nuova Briantea per un importo di 7,6 milioni di euro”

traffico a como“Lo scorso 31 ottobre Anas ha approvato il progetto definitivo della Variante alla Ss 342 Briantea di Olgiate Comasco per un importo complessivo di 7.606.421,02 euro”, lo annunciano i deputati comaschi Mauro Guerra e Chiara Braga, insieme alla presidente della Provincia Maria Rita Livio.
“Dopo la variante della Tremezzina, prende sempre più forma la realizzazione, nella nostra provincia, di un’altra infrastruttura viabilistica, quella della ‘Nuova Briantea’, di particolare importanza per il territorio dell’Olgiatese, congestionato da frequenti disagi, ormai divenuti quotidiani”, commentano Braga e Guerra.
“L’approvazione del progetto definitivo da parte di Anas arriva dopo il lavoro di modifica del progetto originario che come Provincia di Como abbiamo intrapreso per recepire le osservazioni delle parti interessate, soprattutto dei rappresentanti degli artigiani, espresse nella Conferenza dei servizi, da cui è scaturita una variazione al disegno definitivo, limitatamente a un’appendice, per evitare un ulteriore incremento di traffico nella zona industriale. Un risultato, quello restituitoci da Anas, lungamente atteso e che pone la Provincia di Como ormai vicina all’obiettivo finale della realizzazione della ‘Nuova Briantea’. I tecnici dell’amministrazione provinciale sono già nella fase finale della redazione del progetto esecutivo”, chiarisce la presidente Livio.
“Grazie al lavoro di squadra fatto a livello locale e nazionale, anche questa infrastruttura è finalmente in fase di attuazione, dando risposte efficaci alle esigenze di collegamento est-ovest del territorio provinciale”, concludono i deputati dem.

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Incontri di frontiera, il confine non è un muro

Si è tenuto venerdì 2 dicembre 2011 a Bellinzona il secondo incontro tra le rappresentanti PD del comasco, e lo svizzero Coordinamento donne della sinistra.

L’incontro è stata l’occasione per riprendere alcuni temi già abbozzati nel corso della prima visita a Olgiate Comasco e mettere sul tappeto altre iniziative da gestire in collaborazione, tra cui: scrivere una lettera firmata dalle rappresentanti della provincia comasca e del Canton Ticino alla Regio Insubrica per sollecitare misure e progetti sulla mobilità transfrontaliera, chiedere che, nell’ambito della sorveglianza del mercato del lavoro, vengano inserito quale criterio di valutazione della correttezza concorrenziale dell’azienda anche il rispetto della parità salariale, infine le donne di sinistra di frontiera hanno anche espresso l’intenzione di organizzare una manifestazione comune sul tema del “Femminismo islamico, una possibilità per la democrazia” per il prossimo mese di marzo.

L’on. Chiara Braga ha commentato l’incontro: “Sono molto soddisfatta che il percorso che abbiamo inaugurato mesi fa a Olgiate prosegua in modo proficuo, i cambiamenti intercorsi nel Governo italiano fanno ben sperare che a breve sarà dato seguito all’istanza già accolta dal Parlamento di riprendere seriamente i negoziati con la Svizzera”.

Rosangela Arrighi, consigliere Pd in Consiglio Provinciale, aggiunge: “Quando a sedersi intorno ad un tavolo sono le donne, queste sono sempre tenaci e concrete. E sono certa che questo tavolo svilupperà elaborazioni ed iniziative, anche dal punto di vista legislativo, che aiuteranno a risolvere la delicata questione del frontalieri, di cui buona parte sono le donne”.

Maria Rita Livio, consigliere Pd in Consiglio Provinciale e sindaco di Olgiate Comasco, conclude: “Il tavolo è stato più che proficuo: abbiamo approfondito tematiche che interessano non solo le aree di frontiera, ma tutta la Regio Insubrica. Tra noi abbiamo ragionato su argomenti e questioni che possono essere portare alla Regio Insubrica perché se ne faccia carico. È stato anche utilissimo il confronto con donne che fanno politica sia al parlamento cantonale di Bellinzona sia con donne di alto profilo politico come Marina Garobbio, deputata socialista al Parlamento federale di Berna”

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Donne in frontiera: il confine non è un muro

Le donne elette del Partito Democratico e le rappresentanti del Coordinamento donne della sinistra ticinese si sono incontrate venerdì 7 ottobre per confrontarsi sui problemi e le criticità che si sono di recente emerse nei rapporti tra Ticino e Como, in particolare sulla questione del frontalierato.

All’incontro hanno partecipato, per la parte italiana Maria Rita Livio, sindaco di Olgiate Comasco e consigliere provinciale, Rosangela Arrighi, vice presidente del Consiglio Provinciale, e l’on Chiara Braga. Per la parte svizzera, le candidate del Partito Socialista Marina Carobbio Guscetti, Françoise Gehring, Gina La Mantia Lechleitner, Denise Maranesi e del Partito Comunista Sonja Crivelli, oltre a numerose altre componenti del Coordinamento.

L’incontro, simbolicamente avvenuto alla frontiera di Ponte Chiasso con lo scambio di una forma di formaggio in omaggio alla campagna Bala i Ratt, è proseguito ad Olgiate Comasco.

Le politiche sono state concordi nel affermare che il lavoro trasnfrontaliero rappresenta una questione cruciale non solo da affrontare nell’agone politico – anche a causa della campagna xenofoba messa in atto dall’UDC e dalla Lega dei Ticinesi-, ma anche per le decine di migliaia di lavoratori che ogni giorno attraversano il confine per lavoro.

Marina Carobbio afferma: “Esiste un’effettiva difficoltà nei rapporti con l’Italia in materia economica e fiscalità, la reticenza di Roma di sedersi al tavolo delle trattative complica tutto. In materia di ristorni è evidente che se la il Cantone non trova una soluzione, i denari saranno stanziati da Berna, ma intanto questa difficoltà lascia spazio a iniziative come quella di Bignasca e della Lega dei Ticinesi”.

Chiara Braga commenta: “Il recente pronunciamento negativo del governo italiano non lascia ben sperare,ma è positivo che Italia abbia ripreso le trattative con la Confederazione Elvetica in materia fiscale, tuttavia il problema più grave sta proprio nell’assenza di un confronto rispetto a questioni molto serie e complesse, come la black list. che non possono certo essere risolte,come pensa la Lega Nord,con chiacchiere da bar. Noi chiediamo da mesi che su questi temi, riprenda un confronto serio a livello governativo, sui tavoli istituzionali. Lavoratori frontalieri e Comuni di confine – commenta la deputata – devono essere sostenuti nella difesa dei loro interessi da un Governo nazionale che finora è stato drammaticamente latitante”

Maria Rita Livio: “La questione dei ristorni è fondamentale per i comuni di frontiera e diventa tanto più importante ora che il Governo ha varato una politica di tagli severi nei confronti degli enti locali”

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Ristorni dei frontalieri: si tenga conto della voce degli enti locali

Giovedì 15 settembre il governo federale svizzero ha annunciato di voler chiedere all’Italia una riduzione dei ristorni dei frontalieri, con un taglio stimato intorno ai 10 punti percentuali.

L’on.Chiara Braga dichiara: “E’ positivo che Italia abbia ripreso le trattative con la Confederazione Elvetica in materia fiscale, tuttavia il problema più grave sta proprio nell’assenza di un confronto rispetto a questioni molto serie e complesse che non possono certo essere risolte,come pensa Bossi,con chiacchiere da bar. Noi chiediamo da mesi che su questi temi, riprenda un confronto serio a livello governativo, sui tavoli istituzionali. Lavoratori frontalieri e Comuni di confine – commenta la deputata – devono essere sostenuti nella difesa dei loro interessi da un Governo nazionale che finora è stato drammaticamente latitante”.

Maria Rita Livio, sindaco di Olgiate Comasco, commenta: “Non è possibile stabilire un taglio dei ristorni senza un’approfondita disamina della situazione e senza ascoltare le parti. A luglio i sindaci dei comuni di frontiera si erano incontrati e avevano stilato un documento condiviso sulla base di cui potere aprire un confronto serio e circostanziato sulla questione. È fondamentale che la voce degli enti locali sia ascoltata in questa delicata occasione”

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Frontalieri: gli enti locali preparano un documento condiviso

Si è svolto lunedìi a Varese l’incontro dei sindaci dei comuni frontalieri per affrontare la delicata questione dei rapporti con la Confederazione Elvetica. In agenda la definizione di un documento condiviso da presentare a Roma

Maria Rita Livio, consigliere provinciale e sindaco di Olgiate comasco, era presente e commenta: “L’incontro è stato molto positivo per la partecipazione dei sindaci e per l’eco che ha avuto, tanto che sono arrivati tanti personaggoi politici italiani – tra cui i deputati lariani Braga (PD) e Molteni (Lega), e svizzeri, peccato che il Governo Italiano non abbia inviato nemmeno un rappresentante nonostante la questione dei ristorni sia di cruciale importanza per le Province e per i Comuni di Confine a ragione del grande volume di denaro che coinvolge (circa 40 milioni di euro per la sola provincia di Como da spendere per il 70%infrastrutture e il 30% in spese correnti).

Siamo tutti soddisfatti di avere posto l’attenzione sul problema nei termini corretti e attraverso l’istituzione che è aggiormente deputata a fare questa cosa, l’ Associazione Comuni Italiani Frontalieri, e con la collaborazione dell’Anci. Ieri sera – prosegue il sindaco – c’è stata una bella discussione approfondita ed è stato anche molto utile l’intervento di Ignazio Cassin, un deputato svizzero del partito liberale radicale, che ha elencato una serie di motivazioni che stanno alla base delle difficoltà di relazione italo- svizzere. Abbiamo così avuto un panorama oggettivo della situazione e dei problemi che sono ancora sul tavolo e per cui la Svizzera si attende di trattare con l’Italia”.

L’on. Chiara Braga, deputata PD, aggiunge: “Positiva l’unitarietà di utenti espressa dai Sindaci dei Comuni di frontiera, mentre l’assenza della voce del Governo, nonostante la folta pattuglia di ministri del nord, ha pesato negativamente. Del resto è emerso chiaramente anche dalle parole del deputato Cassis che il problema più grave sta proprio nell’assenza di un serio confronto in sede diplomatica da parte del Governo italiano rispetto a questioni molto serie e complesse che non possono certo essere risolte,come pensa Bossi,con chiacchiere da bar. Noi chiediamo da mesi che su questi temi, nei rapporti con la Confederazione elvetica, si torni a confrontarsi in modo serio a livello governativo, sui tavoli istituzionali. Oggi si aggiunge una richiesta pressante e importante da parte dai Comuni,a cui i auguriamo segua presto un riscontro adeguato dal Governo nazionale”.

Luca Gaffuri, capogruppo Pd in consiglio regionale, ha assicurato che farà propria la mozione uscita ieri dall’assemblea di Varese che sarà presentato in Consiglio Regionale

Il documento è stato approvato all’unanimità dall’assemblea e sarà mandato a Roma

Maria Rita Livio Conclude: “Si è realizzata un’unità di intenti e posizioni che non può che essere positiva e che, si spera, dovrebbe incentivare la riapertura di un tavolo di confronto dialogante con la Svizzera”

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L’assessore Cattaneo eviti gli insulti gratuiti e tenga fede agli impegni presi

In occasione dell’inaugurazione del nuovo svincolo di Lainate, l’assessore regionale Cattaneo esprime un giudizio sul secondo lotto della tangenziale e apostrofa i comaschi tutti chiamandoli “gnucchi, cocciuti e ottusi” per essersi ostinati a presentare un progetto troppo costoso.

Maria Rita Livio, consigliere provinciale, commenta: “L’assessore Cattaneo pare ce l’abbia con tutti: con i suoi, con il ministro, con l’opposizione, con gli svizzeri… vorrei ricordare all’assessore che lui non è il deus ex machina del mondo intero e non gli spetta il titolo di infallibile. Di certo non può permettersi di offendere tout court un’intera provincia e tutti i suoi cittadini. Mi auguro che il presidente Carinoi, risvegliandosi dal torpore ormai abituale, Faccia valere le ragioni del territorio che è chiamato a rappresentare”

Rosangela Arrighi, consigliere provinciale, dichiara :”Sono dichiarazioni non degne di un rappresentate istituzionale a livello regionale. sommessamente ricordiamo all’assessore che il progetto della Pedemontana – da Orio al Seri al valico del Gaggiolo-comprendeva il primo e il secondo lotto della tangenziale così come  era stato approvato, con tanto di piano finanziario allegato, anche dal CIPE. Anzichè insultare le istituzioni e i cittadini che dovrebbe rappresentare, eviti di buttare via soldi per l’autostrada Varese- Como- Lecco che il consiglio provinciale di Como all’unanimità ha bocciato e tenga fede agli impegni presi. Stiamo ancora incredibilmente in attesa della documentazione che attesti il sorprendente aumento del costo del secondo lotto”.

L’on.Chiara Braga aggiunge: “L’atteggiamento di arroganza mostrato dall’assessore regionale Cattaneo, soprattutto nei confronti dei comaschi, ha superato il segno, diventando fastidioso e insopportabile. Nel merito della questione, rispetto al raddoppio dei costi del secondo lotto della tangenziale attendiamo ancora di capire quali sono le motivazioni, dal momento che il lago di Montorfano, le cui difficoltà tecniche di attraversamento sembrerebbero la causa reale dell’aumento spropositato del costo dell’opera, non è certo spuntato fuori all’improvviso. Se davvero Cattaneo conosce le motivazioni ed è così certo delle sue spiegazioni – conclude la deputata – ribadiamo l’invito, già per altro presentato nell’ambito della Commissione territorio della Provincia, a venire a spiegarcele al più presto, insieme ai progettisti di Pedemontana. Magari le capiranno anche gli gnucchi, cocciuti e ottusi comaschi”.

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Una mozione per valorizzare i sedimi ferroviari

Vista la delibera n. 63 del 10 marzo 2011 della Giunta provinciale avente per oggetto l’approvazione dell’elenco di beni immobili di proprietà della provincia suscettibili di alienazione;

considerato che nell’elenco di cui sopra sono compresi tratti di sedime della dismessa linea ferroviaria Como-Varese delle Ferrovie Nord, interessanti i comuni di Villa Guardia, Olgiate Comasco, Solbiate;

verificato che per tali tratti è prevista l’alienazione attraverso una pubblica asta, attualmente in fase di istruttoria;

considerato altresì che presso Villa Gallia si è tenuto lo scorso 23 giugno il convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti paesaggisti avente all’ordine del giorno il Progetto Moslo relativo alla mobilità dolce, progetto per il quale è indispensabile la disponibilità del sedime dell’ex ferrovia Como-Varese nella parte ovest del territorio provinciale;

ricordato che l’associazione Iubilantes da diversi anni ha promosso in collaborazione con i comuni lungo l’ex tracciato ferroviario un’azione di recupero e valorizzazione del percorso stesso per un utilizzo di mobilità dolce, per il quale il 14/10/2005 i comuni stessi avevano sottoscritto con Iubilantes un protocollo d’intesa e che l’Amministrazione provinciale era ed è al corrente di detta azione;

sottolineato peraltro che lo stesso assessore alle Infrastrutture e al Territorio Sergio Mina, in occasione del convegno sopra menzionato aveva assicurato l’impegno dell’amministrazione provinciale alla partecipazione al progetto di recupero del tratto dismesso Grandate-Malnate, parte importante dell’ex linea ferroviaria Co-Va;

il Consiglio Provinciale

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA PROVINCIALE

Ad eliminare dall’elenco dei beni da alienare attraverso asta pubblica i tratti di sedime dell’ex linea ferroviaria CO-Va in quanto gli stessi sono inseriti in un progetto pubblico-privato di recupero ciclopedonale

A concordare con i comuni situati lungo detta linea le modalità più opportune di azione sinergica che possano favorire le azioni di recupero dei terreni afferenti il sedime da parte dei comuni stessi.

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Allarme ristorni: gli enti locali si mobilitano

Allarme ristorni: da Porlezza e da Malnate si alza un unanime grido di aiuto dei Comuni lariani verso il Governo

«Condivido pienamente le proposte che i Comuni di frontiera vogliono presentare al Governo Federale di Berna auspicando che vengano accolte in sede di riesame degli accordi in materia di ristorno delle tasse dei lavoratori frontalieri». Così si è espresso Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, al termine dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio a Porlezza ed al quale hanno partecipato numerosi amministratori dei comuni lariani di frontiera che, complessivamente sono 160, ovvero tutti quelli posti entro il limite di 20 chilometri dal confine di Stato. Una “riunione operativa”, sulle rive del Ceresio, per dare voce alla preoccupazione di tante amministrazioni comunali che, dopo la decisione del Consiglio di Stato ticinese di congelare metà delle quote di ristorno del 38,8% delle tasse dei lavoratori frontalieri che spettano all’Italia in base all’accordo del 1974, insieme alle manovre economiche che vedono ridursi sempre di più i finanziamenti a loro favore decisi dal Governo, corrono seriamente il rischio di interrompere qualsiasi loro attività nonché smettere di erogare servizi a favore dei cittadini in campi come la sanità e l’educazione.

«Un detto popolare dice “l’unione fa la forza”. Il fatto che tanti amministratori, accomunati da un unico problema, si siano ritrovati per discutere insieme e stabilire una comune via di azione, è un fatto politico significativo perché solo insieme si possono superare le difficoltà o mitigare gli effetti di momenti particolari come quello che stanno vivendo i Comuni di frontiera i cui bilanci, e, attività, dipendono in gran parte dalle quote di ristorno – sottolinea Gaffuri -. Queste Amministrazioni, infatti, non hanno la possibilità di assicurarsi altre entrate visto che i propri cittadini lavorano all’estero. Confidiamo che il Governo elvetico, nel rivedere gli accordi con l’Italia, non arrivi dunque a prendere in considerazione quote di ristorno inferiori a quella attuale, pari al 38,8%, accogliendo le istanze che i sindaci del territorio comasco gli sottoporranno e che hanno tutto il nostro appoggio. Da parte nostra non mancheremo di sottoporle all’attenzione della Giunta regionale, chiamata ad un ruolo di primo piano nei prossimi mesi relativamente alle trattative tra Italia e Svizzera su questo argomento».

Maria Rita Livio, sindaco di Olgiate Comasco, ha partecipato ad un analogo incontro che si è tenuto a Malnate alla presenza del Sindaco di Lavena – Ponte Tresa, presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera e racconta: “Abbiamo stabilito che il sindaco di Lavena Ponte Tresa, che ha la titolarità per farlo, convochi un’assemblea di tutti i comuni interessati da questa preoccupante situazione per fare il punto su questa e su altre questioni legate ai frontalieri e ai rapporti con la Svizzera. Per questo coinvolgeremo tutti i comuni frontalieri, anche con la collaborazione dell’ANCI. L’assemblea si terrà a Varese il prossimo 25 luglio”.

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