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Auto blu: la Giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi

“Mentre il Consiglio regionale discute su come tagliare i costi della politica, la giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi”. Così il capogruppo del PD in Regione Lombardia Luca Gaffuri commenta la bocciatura da parte di Lega e Pdl, ieri in Consiglio regionale, di una mozione dell’IDV che chiedeva di estendere anche a presidente e assessori il taglio del rimborso sostitutivo dell’auto di servizio. La proposta era quella di assumere la stessa decisione assunta dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale la scorsa settimana, dopo che i componenti del PD, Carlo Spreafico e Sara Valmaggi, avevano annunciato la decisione di rinunciare all’auto blu e al relativo rimborso sostitutivo.

“In questo clima, con la crisi in corso, il rimborso per il mancato utilizzo dell’auto blu è incomprensibile – attacca Gaffuri -. Siamo di fronte a una stagione di tagli pesanti e la politica deve saper essere esemplare. Non c’erano motivi di bocciare la mozione, come invece hanno fatto Pdl e Lega, soprattutto dopo il nostro emendamento, che vincolava qualsiasi scelta all’ottenimento di un effettivo risparmio per le casse pubbliche. Sorprende che si sia dovuta attendere la discussione sulle auto blu della Giunta per vedere tanti assessori contemporaneamente presenti in Aula”.

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Con iLega e PdL la Regione rischia di non pagare nemmeno le spese obbligatorie

“Siamo giunti al punto di vedere la Regione Lombardia lamentarsi di non poter nemmeno affrontare le spese obbligatorie. Lega e PDL ci facciano il piacere di non parlare più di federalismo, che è ormai morto e sepolto”.

Così il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri commenta le dichiarazioni in merito ai tagli ai trasferimenti al bilancio regionale lombardo e alla stretta sul patto di stabilità dopo le manovre nazionali 2010 e 2011, effettuate ieri in conferenza stampa dal presidente Formigoni, dal vicepresidente Gibelli e soprattutto dall’assessore al bilancio Romano Colozzi. Si tratta di una contrazione dei trasferimenti di 1,5 miliardi nel 2012 rispetto al 2010, della riduzione del tetto alle spese posto dal patto di stabilità interno, che porta la capacità di spesa da 4,5 miliardi di euro a 3,4 (-1,1 mld), e infine della riduzione della spesa per investimenti da 450 a 330 milioni di euro.

“Ricordiamo tutti – aggiunge Gaffuri – quando la Lega di lotta sosteneva di volere che i soldi dei lombardi rimanessero in Lombardia. Ora, con la Lega al governo del Paese e della Regione, saranno i cittadini lombardi a dover pagare di tasca propria i mancati trasferimenti, o per l’aumento delle tariffe o perché, come per il taglio della spesa sociale, dovranno sobbarcarsi l’onere dei servizi che la Regione e i comuni non saranno più in grado di erogare. Dove sono finiti i proclami di un tempo?”.

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Firme false a sostegno delle liste di Formigoni. Almeno chieda

Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, commenta la notizia delle firme apocrife a sostegno della liste di Roberto Formigoni e del Pdl:

“A questo punto il presidente Formigoni deve chiedere scusa ai lombardi e ammettere che quello che sta dicendo da un anno e mezzo non corrisponde probabilmente a verità. Vi sono sì delle responsabilità di carattere personale da parte degli autenticatori, ma vi è una responsabilità politica da parte di Lega e Pdl. Sin dall’inizio noi avevamo dubitato della veridicità della raccolta delle firme, visto che le liste sono state chiuse fuori tempo massimo, in particolare per sistemare il famoso listino bloccato”.

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Affossato il secondo lotto della Tangenziale: grazie Carioni!

“Anche se i margini d’azione per arrivare ad un risultato diverso erano apparsi da subito molto stretti, perché non accade molto spesso di votarsi contro anche quando si sa di avere torto, la decisione uscita ieri dal Collegio di vigilanza sull’accordo di programma della Pedemontana, per i toni e i contenuti, è particolarmente pesante per il nostro territorio. L’affossamento del secondo lotto della Tangenziale di Como è uno schiaffo che Como non merita, soprattutto se si considera  la modalità con cui si è giunti a questa situazione: il venir meno di precisi impegni sottoscritti da tutte le parti nell’accordo di programma rispetto alla realizzazione complessiva del sistema pedemontano, comprensiva cioè dell’intera Tangenziale di Como”. Questo il commento della parlamentare comasca del PD, Chiara Braga.

“Si continua poi, da parte regionale, - prosegue la deputata comasca – a tirare in ballo soluzioni propositive per un’alternativa viabilistica, quale l’autostrada Varese-Como-Lecco, che non è neppure coerente con il primo lotto della tangenziale già in corso di realizzazione e che, comunque, registra la contrarietà delle istituzioni territoriali, Provincia di Como compresa.  Questo atteggiamento di arroganza regionale, confermato ancora una volta ieri, rivela tuttavia in modo drammatico, la debolezza politica del livello istituzionale lariano rispetto a questa lunga e complessa vicenda, incapace di difendere un’opera, come il secondo lotto della tangenziale, davvero strategica per il miglioramento della viabilità comasca, ben più di qualche opera accessoria sparsa nei “feudi” di questo o quel politico di turno.

“Hanno un bel dire – continua la Braga -  il presidente della Provincia di Como, Carioni con la Lega al seguito,   e il viceministro Castelli, presente al momento della decisione di ieri, quando continuano a rifilarci promesse sul Nord, sul territorio, promesse che poi non mantengono. Quando si tratta di decidere per il bene di Como, gli emuli di Alberto da Giussano abbassano docilmente la testa, magari non presentandosi nemmeno, per evitare di perdere la faccia come è accaduto ieri allo stesso Carioni, che come sappiamo siede su poltrone che in questa fase si trovano evidentemente in conflitto di interessi. Salvo poi dichiarare, subito dopo o subito prima a seconda delle circostanze, che il suo, presunto, merito è quello di aver dato vita ad una politica che non è “fatta di spot […] ciò che parla sono le opere”.

“Caro presidente, – conclude la democratica – in questa Provincia le sue opere parlano talmente tanto che non si sentono, tacciono perché non esistono. E il risultato confezionato sul secondo lotto della Tangenziale ne è, purtroppo, l’ennesima e grave conferma ”.

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La Lega strumentalizza i crocifissi

“La Lega ci ha abituati a prese di posizione strumentali, ma arrivare a tirare in ballo il crocifisso ci sembra davvero eccessivo”. Così il consigliere regionale del PD Fabio Pizzul commenta l’approvazione, ieri in commissione bilancio del Consiglio regionale lombardo, della norma finanziaria di un progetto di legge voluto dalla Lega, e rimaneggiato ampiamente, che prevede di impegnare 2.500 euro per acquistare una grossa quantità di crocifissi per gli uffici regionali.

“L’esposizione dei simboli religiosi – continua Pizzul – in un Paese libero deve essere lasciata alla sensibilità dei singoli, e peraltro è del tutto evidente che questa materia non può essere normata dalla Regione. Da cattolico, peraltro, trovo che associare il crocifisso a quello che si configura come un obbligo ne snaturi il significato più autentico. Se poi i colleghi della Lega riusciranno a dimostrarci che l’esposizione è competenza regionale e che questo progetto di legge non è una pura e semplice strumentalizzazione ne discuteremo in Aula”.

“Anziché occuparsi dei problemi concreti dei lombardi – aggiunge il capogruppo Luca Gaffuri – e soprattutto di quelli in difficoltà, come il Vangelo chiama a fare, la Lega impegna il Consiglio su una norma di facciata, utile solo dal punto di vista mediatico

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Politica e affari: è colpa della Lega se il Consiglio Regionale non si impegna

“Il Consiglio avrebbe potuto discutere serenamente e produttivamente delle degenerazioni dei rapporti tra politica e imprese ma l’atteggiamento del tutto strumentale della Lega lo ha impedito”. Così il capogruppo del PD Luca Gaffuri commenta il mancato esito della seduta di ieri del Consiglio regionale, in cui si è discusso delle questioni relative, appunto, ai “rischi di degenerazione del sistema di rapporti tra politiche, imprese e mondo cooperativistico”.

“Noi – aggiunge Gaffuri – avremmo voluto che si arrivasse ad un voto largo, se non unanime, su un documento che contenesse tre impegni: che chi è interessato da inchieste della magistratura abbandoni gli incarichi negli organi di rappresentanza del Consiglio, che si approvi presto una nuova legge sulle nomine in favore della trasparenza e della separazione tra decisione politica e gestione amministrativa, e che si scriva un codice di comportamento per i consiglieri regionali. L’atteggiamento della Lega, velenoso e strumentale, è stato stigmatizzato anche dal PDL, che si è rifiutato di votare un documento presentato dal Carroccio”.

Intervenendo in Aula, durante il dibattito, il consigliere regionale Franco Mirabelli, dopo aver ribadito che “il PD attende con fiducia l’esito delle inchieste” e dopo aver rimarcato che “Filippo Penati ha fatto un passo indietro, dimettendosi da vicepresidente del Consiglio regionale, cosa che altri non hanno ritenuto di fare” aveva duramente stigmatizzato le accuse della Lega: “è inaccettabile – ha detto – che si criminalizzi la storia di buon governo della città di Sesto San Giovanni, più volte confermata dal voto dei sestesi, così com’è sbagliato criminalizzare la storia del mondo cooperativo e del Pci, del PDS e DS”. Ha poi definito la Lega “smemorata sull’operazione Serravalle, che è stata fatta nell’interesse pubblico e ha permesso che si desse il via ad opere infrastrutturali importanti come Tem e Pedemontana. La Lega lo sa bene – ha attaccato Mirabelli – perché sull’acquisizione delle azioni della Serravalle in Consiglio provinciale si astenne”.

Molto critico sul Carroccio anche il vicesegretario regionale Alessandro Alfieri, secondo cui “la Lega alza la voce perché deve coprire i suoi comportamenti romani, dove dopo aver salvato dall’arresto col proprio voto l’onorevole Milanese contribuirà proprio mercoledì a salvare dalla sfiducia il discusso ministro Romano, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa”.

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Unità d’Italia: Lega e PDL bocciano un emendamento approvato anche con i voti del PDL

È stato bocciato oggi in commissione bilancio dall’intera maggioranza, PDL e Lega, l’emendamento all’assestamento al bilancio regionale 2011 e al pluriennale 2011 – 13 per la promozione dei monumenti risorgimentali anche oltre il 2011, anno del 150° anniversario dell’unità d’Italia. L’emendamento era stato approvato ieri, martedì, in commissione cultura, con i voti di PD e PDL, contraria la Lega.

Il testo dell’emendamento recitava: “La Regione riconosce il valore storico e culturale delle vestigia e delle memorie degli eventi risorgimentali presenti nel territorio regionale; nell’ambito delle proprie competenze, ne sostiene la promozione, la conservazione e conoscenza”. Nello stesso emendamento si chiedeva di togliere il limite temporale legato ai festeggiamenti del 2011.

La bocciatura in commissione bilancio è stata preceduta dalla dichiarazione del capogruppo del PDL Paolo Valentini Puccitelli che, sotto gli occhi dell’altro capogruppo di maggioranza, il leghista Stefano Galli, ha dichiarato il voto contrario dei consiglieri pidiellini con la ragione che l’emendamento non era stato concordato in maggioranza.

“È un incredibile passo indietro del PDL che in due giorni riesce a contraddirsi in modo plateale per compiacere la Lega e la sua crociata antinazionale” dichiara il capogruppo del PD Luca Gaffuri. “Una cosa è certa – aggiunge – prima con l’ostruzionismo perché non si approvasse la legge e ora con la limitazione dei suoi effetti al solo 2011 la Lega sta riuscendo nel suo intento iniziale, ovvero boicottare le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità in Lombardia. Quel che sorprende è che il PDL accetti supinamente questa impostazione”.

La legge per la celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia e per la valorizzazione del patrimonio risorgimentale in Lombardia, presentata in modo bipartisan – prima firma il consigliere pd Fabrizio Santantonio – e approvata in Consiglio con i voti di tutte le forze tranne la Lega nel marzo scorso, prevedeva lo stanziamento di 1,3 milioni di euro. Ad oggi i bandi per utilizzare quei fondi non sono ancora stati pubblicati.

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Stallo in Regione

Dopo il Consiglio regionale le commissioni consiliari: da alcune sedute la Lega non si presenta ai lavori pre Aula e il Pdl è a ranghi ridotti. Ieri , mercoledì 6 luglio 2011, la minoranza ha detto basta e si è ritirata dai lavori di commissione che in questi giorni vanno avanti praticamente grazie alla sola presenza dei consiglieri di opposizione. E in ballo c’è l’assestamento di bilancio da approvare entro luglio. Un gesto dimostrativo affinché la maggioranza e il suo presidente Formigoni si chiariscano.Ieri mattina i gruppi di minoranza hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare le ragioni della loro posizione.

“Ieri abbiamo denunciato che il Consiglio regionale opera a scartamento ridotto, oggi ci ritroviamo che anche le commissioni sono in impasse – ha esordito Luca Gaffuri, capogruppo del Pd –. Inoltre, la Lega Nord decide di scioperare per protesta contro il Pdl, ma firma la presenza percependo la diaria. Ma se un qualsiasi lavoratore sciopera, perde lo stipendio di quel giorno. Per il Partito di Berlusconi il leit motiv non è tanto diverso: i consiglieri firmano, qualcuno rimane, la gran parte abbandona la sala commissioni. Stamattina abbiamo deciso di andarcene anche noi per chiamare alle loro responsabilità Pdl e Lega e soprattutto il presidente Formigoni. Ci devono dire se esiste ancora una maggioranza e se riescono a garantire l’attività del Consiglio e della Regione in generale”.

Per Gabriele Sola, vice capogruppo regionale IdV, “ammesso e non concesso che esista ancora una maggioranza in Regione Lombardia, è in grado di governare? Si direbbe di no. Il comportamento di PdL e Lega nelle commissioni è la fotografia di una crisi evidente ma è, soprattutto, un atteggiamento grave, offensivo nei confronti dei cittadini lombardi e dell’istituzione che si dovrebbe rappresentare. Riteniamo doveroso, nell’interesse dei lombardi, che il ‘celeste’ Governatore Formigoni, uso ad ascendere al cielo quando le circostanze lo suggeriscono, si materializzi finalmente in Consiglio regionale e chiarisca questa situazione insostenibile”.

Gianmarco Quadrini, capogruppo dell’Udc, ha assicurato che la minoranza vuole “semplicemente mettere la maggioranza di fronte alla proprie responsabilità: spetta a lei governare e spetta a lei prendere atto della situazione e verificare urgentemente se sussistano ancora le condizioni per poter continuare”. In merito poi al gettone di presenza, l’esponente centrista ha aggiunto che “se fosse confermato il loro comportamento, gli amici leghisti che fino a ieri urlavano ‘Roma ladrona’ sarebbero oggi i protagonisti di un nuovo slogan: Milano scroccona”.

Ha rincarato la dose Giulio Cavalli di Sel: “La Lega ha inaugurato lo ‘sciopero con indennità’. I suoi eletti si assicurano la diaria con una firma e poi paralizzano l’attività consiliare, bloccando tutti i provvedimenti sull’assestamento di bilancio. Che si sa, di un qualsiasi governo, è il punto politico fondamentale, la traduzione in atti delle linee programmatiche, il termometro dell’alleanza. In tanto parlare di riduzione dei costi della politica, qui manca addirittura il prerequisito dell’assunzione di responsabilità nei confronti del ruolo e degli impegni istituzionali. I cittadini si ritrovano così doppiamente beffati. E la tenuta di questo centrodestra, dietro la nota pittoresca dei reciproci dispetti e affossamenti, proprio non c’è più. Forse è ora che il presidente Formigoni esca dal centocinquantacinquesimo piano del suo palazzo e ci illumini su quanto sta accadendo alla sua maggioranza”.

A chiosa Alessandro Alfieri, vicesegretario regionale del Pd: “C’è un dato politico che va oltre le beghe locali di Pdl e Lega ed è il riverbero di una manovra finanziaria pesante che verrà scaricata a livello locale. Viviamo, cioè, anche qui le conseguenze delle difficoltà della coalizione a livello nazionale. Oltre tutto in un momento in cui si parla di bilancio, il documento finanziario che doveva tradurre in realtà tante promesse fatte da Formigoni in campagna elettorale. I problemi politici Pdl e Lega devono affrontarli fuori dalle istituzioni: qui ci si concentri sulle priorità dei cittadini lombardi”.

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Regione: Lega e PDL hanno perso capacità propulsiva

Un Consiglio regionale che lavora con il freno a mano tirato dall’inizio della legislatura e ancor più negli ultimi mesi. È la denuncia dei capigruppo di opposizione in Regione presentata ieri durante una conferenza stampa.

I numeri sono eloquenti: nel 2011 il Consiglio si è riunito solo 13 volte, di cui 3 nell’ultima settimana, e ha approvato solo 10 leggi. Poche anche le sedute di commissione, mentre la Giunta ha approvato dall’inizio della legislatura 1940 delibere, mentre nello stesso periodo della legislatura precedente ne aveva approvate 2800.

“Il Consiglio lavora troppo poco – dichiara il capogruppo del PD Luca Gaffuri – e si riunisce quasi solo per mozioni e interrogazioni e per progetti di legge la cui approvazione è dovuta al recepimento di norme nazionali o europee. In un momento di crisi economica come questo si dovrebbero fare politiche innovative per rilanciare l’economia. C’è anche una debolezza di Formigoni che al suo quarto mandato manca di dinamismo anche perché ambisce ad altri ruoli che però non gli vengono affidati.”

“È emblematico che dall’inizio del 2011 siano state approvate solo 10 leggi –dichiara il capogruppo dell’Italia dei Valori Stefano Zamponi – l’ultima delle quali ormai due mesi fa sul riconoscimento delle confraternite enogastronomiche. C’è una sorta di paralisi, manca totalmente l’attività propositiva da parte della Giunta. E il paradosso è che, delle poche leggi approvate, alcune sono state fatte anche male, tanto che sono state perfino impugnate dal Governo centrale. O questa maggioranza riesce a darsi una svolta politica in tempi brevi, oppure è meglio che si torni al voto”.

“La Regione Lombardia – osserva Gianmarco Quadrini, capogruppo Udc – rispecchia la situazione del Paese: fermo, ripiegato su se stesso, che riesce a dare poche risposte a ciò che chiedono i cittadini lombardi. Non si può andare avanti così per tutta la legislatura – conclude – ed e’ giunto il momento di accendere la luce sul rischio di paralisi che sta correndo la regione”.

“Chiediamo – aggiunge Chiara Cremonesi, capogruppo di SEL – che si discuta di problemi concreti come l’acqua, visto l’esito del referendum, del progetto di legge che abbiamo presentato per il contrasto alla violenza sulle donne o del contrasto alla crisi economica. Lo stallo attuale dimostra che PDL e Lega hanno perso la forza propulsiva e anche qui in Regione è ora di cambiare”.

QUANTO HA LAVORATO IL CONSIGLIO REGIONALE NEL 2011?

LE SEDUTE DI CONSIGLIO: 13 con oggi

LE LEGGI REGIONALI APPROVATE: 10

LE SEDUTE DELLE COMMISSIONI
(al netto di incontri, audizioni, gruppi di lavoro)

I comm – 14 sedute (l’ultima il 27 giugno)
II comm – 8 sedute (l’ultima il 7 aprile)
III comm – 17 sedute (l’ultima il 21 giugno)
IV comm – 17 sedute (l’ultima il 4 luglio)
V comm – 9 sedute (l’ultima il 26 maggio)
VI comm – 16 sedute (l’ultima il 15 giugno)
VII comm – 9 sedute (l’ultima il 4 luglio)
VIII comm – 12 sedute (l’ultima il 15 giugno)

QUANTO HA DELIBERATO LA GIUNTA REGIONALE NELLA NONA LEGISLATURA?

La Giunta ha fino ad oggi, nella nona legislatura, approvato 1940 delibere
Nello stesso periodo del 2006, ottava legislatura, la Giunta aveva prodotto 2800 delibere

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Crisi in Provincia: le parole di Carioni sono sconcertanti

Il commento di Chiara Braga all’intervista a Leonardo Carioni apparsa ieri sul quotidiano La Provincia.

“L’intervista di oggi alla Provincia di Carioni è a dir poco sconcertante. Anche se siamo ormai abituati ad assistere a sceneggiate simili in Consiglio Provinciale, non saprei come altro definire le parole di un Presidente della Provincia che si trincera dietro silenzi, “non saprei” e ”preferisco non rispondere”, dimostrando un disprezzo totale per il ruolo istituzionale che è chiamato a ricoprire”. Così il commento della parlamentare democratica comasca Chiara Braga in merito all’intervista pubblicata oggi dal presidente della Provincia di Como, Roberto Carioni.

“A distanza di solo pochi giorni dalle dichiarazioni sullo stato di salute della maggioranza di Lega e Pdl in Consiglio Provinciale – prosegue la deputata comasca – lascia senza parole il rimpallo di responsabilità e gli attacchi alle altre forze di maggioranza, in particolare al Pdl locale e all’assessore regionale Cattaneo sul destino delle infrastrutture della nostra Provincia. E’ questa l’unità e la compattezza con cui pensano di finire il mandato? Al contrario, è l’ennesima dimostrazione che quello che interessa a Carioni e alla sua residua maggioranza è semplicemente restare bene attaccati alle loro poltrone (alcune, per lo stesso Carioni, molto remunerative) e poco importa se, come lui stesso dichiara, le sconsiderate decisioni assunte negli ultimi giorni si traducono in una totale paralisi dell’attività amministrativa della Provincia, anche in materie importanti come quella del turismo e degli enti locali”.

“Abbiamo capito da tempo – conclude la consigliera provinciale del Pd – che Carioni non è che una “pedina” manovrata dai partiti centralisti che, come lui stesso dichiara “gli hanno ordinato il rimpasto”,  ma quel che ci preoccupa è il continuo degrado di un’istituzione provinciale che dovrebbe avere a cuore solo gli interessi dei comaschi. Il fallimento di questa Amministrazione è ormai evidente; è ora di aprire una fase nuova, mettendo al centro le aspettative ed il futuro del territorio comasco”.

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