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Carroccio attendista: ha paura delle elezioni

“Ci incuriosisce la posizione attendista della Lega che rinvia al fine settimana qualsiasi decisione. Forse vuole aspettare che a prendere in mano le redini del partito sia Maroni, il quale, a ben guardare, si è già espresso e parla di elezioni nel 2013”, commenta così Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, le dichiarazioni degli esponenti leghisti al termine dell’incontro in cui hanno affrontato anche il caso Formigoni e il futuro di Regione Lombardia.

“Tuttavia, come sempre il Carroccio sa stupirci, con Salvini che dichiara che la questione delle elezioni si può vedere ma non è detto, che la vicenda è politica o forse no, e se è giudiziaria va distinta dal resto ma non è così grave come per altri (chissà poi perché) e che il quadro cambierebbe se il presidente venisse arrestato. Un’affermazione quest’ultima di un’ovvietà quasi ridicola – incalza Gaffuri –. La sensazione è che la Lega cerchi in tutti i modi di tenere in piedi la baracca perché con il voto rischia di farsi molto male”.

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La Lega decida se tenere in piedi Formigoni o mandarlo a casa

“In attesa di sciogliere il giallo delle indagini su Formigoni, che l’interessato nega con tanto vigore, siamo curiosi di sapere che cosa farà la Lega nei prossimi giorni, a partire da lunedì. Gli uomini di Maroni decidano se continuare a sostenere Formigoni nonostante i gravi scandali oppure prendere atto che è il momento di porre fine a questa legislatura regionale, come noi diciamo da mesi. È inutile girarci intorno: è la Lega che può  decidere se Formigoni resta o va a casa. I lombardi lo sanno, come sanno che le inchieste di cui si sta parlando riguardano l’assessorato alla sanità, che da sette anni è retto da un assessore leghista. Ricordano anche che quando Alessandro Cè si mise a criticare, da assessore del Carroccio, quanto avveniva attorno alla sanità lombarda, fu scaricato dalla Lega, costretto alle dimissioni ed emarginato dal movimento.”

Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri in merito alla notizia diffusa dalla stampa su un’indagine a carico del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni nell’inchiesta sulla sanità lombarda.

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Dimissioni Boni: dopo 40 giorni finalmente le dimissioni

“La Lega si è arroccata per 40 giorni a difesa del presidente Boni, ma grazie alle prese di posizione unitarie dei gruppi di minoranza ha dovuto cedere. L’ennesimo sconquasso in una maggioranza sempre più allo sbando”, commenta Luca Gaffuri, capogruppo consiliare del Pd, dopo l’annuncio fatto dall’esponente leghista di dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio regionale.

“A quasi un mese e mezzo dalla notizia delle indagini a suo carico, Davide Boni ha fatto solo un atto di correttezza istituzionale che gli avevamo chiesto più volte – continua Gaffuri –. Erano i primi di marzo quando ha ricevuto un avviso di garanzia per corruzione e, nonostante gli inviti, non solo dell’opposizione, a farsi da parte, sosteneva e ha sostenuto fino a pochi giorni fa di non aver nulla da temere. Ora, all’improvviso, cambia registro e assicura di voler semplicemente seguire l’esempio del suo leader Umberto Bossi. In realtà, fa ciò che andava fatto da tempo: togliere dall’imbarazzo l’istituzione Consiglio regionale. Alla buon’ora”.

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Braga: “Tribunali, sedi periferiche: Bianchi se la prensa con il suo Partito!”

“Viene da chiedersi se il consigliere regionale  Bianchi viva sul Lago o sulla Luna. Sarebbe bene se si ricordasse che la soppressione delle sedi periferiche dei tribunali, che tocca anche la nostra provincia, è stata disposta dalla manovra estiva approvata dal Governo Berlusconi con il voto favorevole dell’alleato della Lega Nord. Mentre il Partito Democratico ha sempre sollecitato l’importanza di un percorso graduale e basato su un confronto con le realtà locali in modo da condurre ad un’effettiva razionalizzazione del sistema giustizia. Nulla c’entra quindi, in questa vicenda il Governo Monti”. Questo il duro commento dell’on. Chiara Braga del Partito Democratico in merito alle dichiarazioni del consigliere regionale della Lega Nord, Dario Bianchi sulla vicenda della soppressione delle sedi periferiche dei tribunali.

“A noi -continua la deputata comasca presente insieme a Gaffuri  all’incontro della scorsa settimana con l’ordine degli avvocati – non interessa far demagogia, ma trovare una soluzione che non penalizzi gli operatori e gli utenti dei tribunali locali. Per questo, ricordo al consigliere Bianchi, che più di un mese fa abbiamo portato in approvazione in consiglio provinciale una mozione per avviare un percorso di analisi dei dati e di valutazione della sostenibilità economica delle sedi periferiche dei tribunali. Ciò al fine di verificare, insieme ai Comuni, se esistono le condizioni per il mantenimento di alcuni servizi, in particolare il giudice di pace, anche sul lago e quindi a Menaggio. Ci piacerebbe sapere se quell’impegno ha portato a qualche risultato ”.

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In Consiglio Regionale PDL e Lega si rifiutano di commemorare Scalfaro

“È vergognoso che tutta la Lega e la quasi totalità del PDL, compresi il presidente Formigoni e il presidente del Consiglio regionale Boni, si siano rifiutati di tributare il giusto onore al presidente Oscar Luigi Scalfaro. In Aula in questi ultimi anni abbiamo commemorato un po’ tutti, da politici a campioni sportivi e, dopo importanti vittorie, abbiamo ricevuto i presidenti di Inter e Milan. Abbiamo invece dato un triste spettacolo con il rifiuto dei leghisti a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e ad assistere in Aula all’esecuzione dell’inno nazionale. Detto questo, non sorprende che il ricordo del Presidente Scalfaro sia occasione di dimostrare quanto sia scaduto il Consiglio regionale in questo quarto mandato di Formigoni, ma certo amareggia molto”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Luca Gaffuri dopo che Lega e PDL hanno abbandonato l’Aula per non partecipare al minuto di silenzio in ricordo dell’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

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Stadio del ghiaccio di Casate: ennesimo esempio di disinteresse verso la città

«La situazione in cui versa lo stadio del ghiaccio di Casate, ad un mese dalla potenziale chiusura definitiva, è l’ennesima dimostrazione di scarsa, per non dire nulla, attenzione nei confronti della città e dei giovani da parte dell’Amministrazione, anzi della non-amministrazione visti i fatti, di PDL e Lega Nord».

Non fa mancare la sua voce sul rischio di chiusura dello storico impianto sportivo comasco il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri che, dopo l’animato Consiglio Comunale di ieri sera, sottolinea come anche in questo caso è mancata la volontà di fare il bene comune.

«Sarebbe bastata un po’ più di attenzione, per non parlare di una più sensata pianificazione e regolamentazione dell’area visto che lo stadio del ghiaccio è stato costruito tra il 1967 ed il 1968 mentre le abitazioni, i cui proprietari, si sono lamentati del rumore proveniente dall’impianto ed hanno iniziato questa lunga battaglia legale, risalgono alla seconda metà degli anni ’80 e nei primi anni ‘90, per evitare tutto questo. Un po’ più attenzione nel cercare di mantenere in ordine una struttura che tanto ha dato ai giovani invece lasciata a se stessa e che oggi non viene difesa dagli amministratori di Como bensì solo da personaggi di primo piano nel mondo degli sport invernali, come il pattinatore Maurizio Margaglio per non parlare delle centinaia di ex giocatori di hockey, di praticanti di pattinaggio nonché di semplici fruitori per puro divertimento. Ancora una volta…anzi, per l’ennesima volta, l’Amministrazione Comunale di Palazzo Cernezzi sembra guardarsi attonita attorno alla ricerca di un “miracolo”. Ma l’esperienza, soprattutto recente, dovrebbe insegnare che a Como di miracoli non ne sono capitati, eppure quanto ce ne sarebbe bisogno. Inoltre non posso mancare di sottolineare anche l’atteggiamento di arroganza da parte del Sindaco, Stefano Bruni e della sua giunta che hanno ignorato le interrogazioni sull’argomento profuse dalle forze di minoranza nel corso di questi mesi».

Infine Gaffuri non manca di sottolineare un laconico inciso in questa vicenda: «Casate rischia la chiusura e il Consiglio Comunale ha approvato il progetto per il nuovo palazzetto dello Sport: in quest’ultimo scampolo di un vero e proprio sciagurato quinquennio l’Amministrazione PDL-Lega Nord non manca di indossare ad ogni occasione i vestiti di Don Chisciotte. Invece di fare il concreto bene comune pensa ai mulini a vento mentre dell’argomento se ne tornerà a parlare solo tra due settimane non in Consiglio Comunale bensì in Commissione Sport, a soli 15 giorni dalla data del 29 febbraio in cui la struttura potrebbe chiudere».

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Anche la Lega ammette che Formigoni non è credibile

“Finalmente anche la Lega ammette che Formigoni e la sua giunta regionale hanno perso credibilità. Ma dov’è stato finora il Carroccio? Ora attendiamo di capire se la Lega compirà atti conseguenti o, per l’ennesima volta, farà prevalere il proprio tornaconto rispetto all’interesse dei cittadini. Del resto troppe volte il partito di Bossi ci ha abituati a grandi proclami rimasti senza conseguenze. Per noi il percorso è chiaro e lo ribadiamo: nuova legge elettorale senza listino bloccato e subito dopo la parola deve tornare agli elettori”.
Con queste parole il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri commenta le dichiarazioni di Umberto Bossi relative a un possibile voto anticipato in Lombardia

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Caso Ponzoni: ora nuova legge elettorale e poi subito al voto

“Il centrodestra ha un grave problema di credibilità che rischia ogni giorno di coinvolgere sempre di più tutta l’istituzione regionale. È un tema politico di assoluto rilievo che non può essere minimizzato e di cui si dovrebbe prendere atto con senso di responsabilità: lo diciamo al presidente Formigoni e a PDL e Lega. Bisogna urgentemente rinnovare l’istituzione regionale tornando a fare esprimere i cittadini. Non ha più senso tirare a campare: occorre approvare in poche settimane una nuova legge elettorale senza più listini bloccati e andare al voto nel più breve tempo possibile”. Lo sostengono il segretario regionale lombardo del PD Maurizio Martina e il capogruppo in Consiglio regionale della Lombardia Luca Gaffuri dopo le notizie relative al mandato d’arresto per l’ex assessore regionale, oggi consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Massimo Ponzoni.
Il PD, con Sel e il Partito Pensionati, chiese nell’estate 2010 con una mozione a Ponzoni di dimettersi dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Pdl e Lega bocciarono la mozione a voto palese il 14 settembre 2010.

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Voto su Cosentino: ecco la vera faccia della Lega

A scrutinio segreto, con 309 voti contrari, 298 favorevoli e 22 deputati che non hanno partecipato al voto, la Camera dice no all’arresto di Nicola Cosentino, il deputato e coordinatore campano del Pdl indagato dalla magistratura di Napoli per collusione con la camorra.

“L’on. Cosentino – commenta la deputata democratica Chiara Braga – deve dire grazie alla Lega Nord che martedì scorso, nella giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera, aveva votato a favore dell’arresto, salvo poi ribaltare completamente posizione al momento del voto segreto di quest’oggi in Aula. Basta andare a rileggersi la dichiarazione di voto del deputato leghista che hanno riscosso grandi applausi dai banchi del Pdl”.

“Questo rovesciamento totale di fronte – continua la parlamentare comasca -  metta a nudo, ancora una volta l’anima più bieca del  Carroccio, pronto a salvare personaggi come il deputato Cosentino accusato di avere agganci con i colletti bianchi della camorra, mentre è pronto ad evocare il pugno di ferro della legalità contro gli immigrati ai quali scadono i permessi di soggiorno”.

“Nonostante le dichiarazioni di Roberto Maroni – conclude la Braga – siano state dirette, in questo ultimo periodo, a considerare ormai chiusa l’alleanza con il Pdl, questo voto ha reso evidente la sua sconfitta dentro la Lega Nord e la prevalenza di legami ed interessi di potere ancora fortissimi tra Bossi e Berlusconi. Questo è quel che emerge dal voto di oggi; chissà cosa penseranno di tutto questo gli elettori della Lega”.

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La Lega contro la mobilità territoriale

“La Lega fondamentalmente si dimostra contro la mobilità territoriale che, ricordiamoglielo, avviene per motivi di studio o di lavoro o qualsiasi altro fatto che induce un cittadino, italiano o straniero, a risiedere in Lombardia. Ma è proprio di questo che forse i leghisti non si sono resi conto: la loro proposta va a colpire chiunque, anche cittadini italiani”. Commenta così, Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, la proposta della Lega di introdurre il termine di 15 anni di residenza per avere diritto a servizi sociali e sanità.

“Paradossalmente, questo limite ricadrebbe pure su un abitante di Peschiera del Garda che dal Veneto si sposta pochi chilometri più a ovest e va a vivere a Desenzano. O, dall’altra parte, un cittadino piemontese di Trecate che viene a risiedere a Magenta. Non occorre andare a scomodare grandi distanze per riconoscere l’assurdità della proposta”, aggiunge Gaffuri, citando non a caso due regioni contermini a governo leghista.

Propositivo è invece il capogruppo Pd: “Il momento è indubbiamente difficile, ma in una situazione di risorse limitate è necessario non arroccarsi e offrire i servizi a meno utenti, bensì cercare di ottimizzare questi servizi. E’ necessario avere il coraggio di fare modifiche radicali di quelle che sono state le politiche sociali portate avanti da Formigoni in questi anni, e che reggevano bene a risorse sempre crescenti, ma che in questo frangente, a risorse decrescenti, mostrano i loro limiti”.

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