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Parco ex Zoo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Contro lo spaccio più illuminazione e più manutenzione del verde”

parcheggio centro lagoPer risolvere i problemi di sicurezza legati allo spaccio di stupefacenti nel parco di via Sant’Elia-via Recchi, più noto come ex Zoo, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, propongono al Consiglio comunale una mozione che impegni sindaco e Giunta a dotare il parco di una maggiore illuminazione notturna e a eliminare le barriere visuali, anche tramite interventi sulla conformazione del verde e la sua manutenzione, in particolare nell’area del cosiddetto Giardino delle Rose.
L’atto è stato depositato e sarà discusso, si augurano i tre consiglieri, alla prima occasione utile in Aula.
“È notorio che nel parco sovrastante il parcheggio Centro Lago avvengano le attività illecite di spaccio di stupefacenti che alimentano un clima di insicurezza e allarme nella zona – ricordano Fanetti, Lissi e Guarisco –. Il modo di operare degli spacciatori nell’area si avvale degli alberi e dei cespugli dietro i quali si riparano durante le loro attività di smercio o nascondono le dosi di stupefacente”.
Ma è anche vero, precisano nella mozione i consiglieri Pd, che l’articolo 4 della Convenzione, sottoscritta dal Comune di Como, che è il concedente, con Parcheggi Italia Spa, che è la concessionaria, in data 15 dicembre 1999, alla voce ‘Utilizzo delle aree’, dice: «La Concessionaria si assume l’onere relativo alla manutenzione ordinaria del giardino pubblico, interessante l’intero appezzamento oggetto di concessione, fatte salve le porzioni interessate dai volumi indispensabili per l’accesso e la fuoriuscita di autovetture, nonché le porzioni strettamente necessarie per l’accesso all’impianto e quelle destinate al traffico veicolare e pedonale, per le quali la concessionaria si assume anche l’onere della straordinaria manutenzione. Il Concedente si riserva, comunque, la facoltà di concedere porzioni del giardino pubblico a terzi su specifiche istanze di utilizzo compatibili con la finalità e la fruibilità del giardino stesso. In tale circostanza il Concedente, qualora la richiesta consistesse nella installazione di manufatti, richiederà parere alla Concessionaria al solo fine di verificare la compatibilità tecnico-statica dell’utilizzo richiesto con il sotterraneo autosilo. L’eventuale porzione di suolo concessa a terzi dal Comune di Como sarà, ai soli fini della manutenzione, sgravata dagli obblighi assunti dalla Concessionaria».
Ed è tra le righe di questo accordo che il Gruppo comunale del Pd vede una possibile soluzione al problema che angoscia soprattutto i residenti in zona.

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Bagni pubblici, Lissi: “Chiusi sia quelli di Trenord che quelli di Sant’Agostino. Alla faccia della città turistica”

bagni a lago“Una città che vuole essere turistica non può avere tutti i bagni pubblici vicino al lago chiusi”, denuncia Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, che si è accorta del problema proprio in una giornata “in cui ancora molti visitatori girano per il centro e il lungolago”.
“E se non possiamo che segnalarlo e lamentarcene, per quanto riguarda i bagni gestiti da Trenord vicino alla stazione, voglio ricordare che quelli di Sant’Agostino sono stati sistemati dalla Giunta Lucini ed è stata aggiudicata la gara per la loro gestione, assieme ad altri quattro distribuiti in città, già da tempo. Quindi non si capisce perché oggi debbano essere chiusi”, prosegue la Lissi.
E se per i servizi di piazza Matteotti servono “interventi tecnici manutentivi di natura strutturale, è bene che il Comune li realizzi al più presto, per consentire alla ditta aggiudicatrice di potere avviare l’attività di cui è stata incaricata”.
La Lissi ricorda che “l’opposizione cavalcò la questione dei bagni pubblici per attaccare pesantemente la nostra amministrazione e ora ci ritroviamo che addirittura rimangono chiusi. Probabilmente i nuovi assessori stanno aspettando i bagni autopulenti e a scomparsa, ovvero il peggio che si possa offrire a chi viene nella nostra città”, insiste la consigliera Pd.
“Intanto, l’unica cosa che scompare, in tema di luogo dove espletare i propri bisogni, è la siepe di tasso in piazza San Rocco. Qui le sparizioni sono all’ordine del giorno: prima i bagni chimici, poi le panchine, ora la pianta dove i migranti, umiliati fino in fondo, cercavano riparo per le proprie esigenze. Questa amministrazione non ha rispetto per chi scappa da situazioni al limite, ma oggi abbiamo capito che non si preoccupa nemmeno per i turisti che vengono a portare in città soldi e ricchezza”, conclude Lissi.

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Turismo sul lago, Gaffuri: “Nuovo rilancio grazie al cofinanziamento, ma il Comune ‘rischia’ i giardini a lago”

alto lagoSi è parlato di turismo sul lago di Como, a Palazzo Lombardia, a Milano, durante un incontro che affrontava appunto le prospettive di sviluppo turistico del Lario.
“Due sono le linee di intervento individuate dalla Regione ed elaborate dal Comune di Como, per un investimento totale di 1.226.094 euro, di cui 591.094 di cofinanziamento regionale e 635.000 di cofinanziamento comunale – fa sapere Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. La prima riguarda l’infrastrutturazione e prevede un forte investimento sull’area dei giardini a lago con l’avvio della riqualificazione, che aumenterà l’attrattività e la sicurezza dell’area, l’illuminazione pubblica, la razionalizzazione delle aree verdi per le quali è previsto un layout rinnovato. Si affiancheranno a questi interventi una serie di investimenti tecnologici quali l’estensione della rete wi-fi pubblica, federata a quella regionale, e il potenziamento del sito visitcomo.eu oltre alla creazione di una nuova App gratuita”.
Tutto bene? Non proprio, a giudicare dalle notizie apparse in questi giorni sui media comaschi: “Abbiamo appreso che il Comune di Como tergiversa sul finanziamento concordato con Regione Lombardia che riqualifica i giardini a lago e questo può comportare la perdita dell’intero finanziamento”, fa presente Gaffuri.
La seconda linea punta, invece, sulla “promozione turistica che si caratterizza per la stretta collaborazione con Explora, finalizzata a generare un’immagine unitaria delle capitali d’arte della Lombardia, mettendo a sistema il patrimonio delle singole destinazioni e valorizzando al contempo le specificità e le identità territoriali. L’obiettivo è di cambiare in meglio la percezione collettiva di Como attraverso strumenti e iniziative di comunicazione innovative”.
Il totale complessivo del cofinanziamento regionale – legato all’iniziativa ‘L’anno del turismo e le capitali d’arte – Progetto Cult City’, gestito da Giunta e Unioncamere Lombardia – è ripartito in 402.559 euro per le spese di infrastrutturazione e in 188.535 euro per le spese legate alla promozione turistica.
In generale, comunque, Gaffuri riconosce come “positiva la volontà, emersa durante l’incontro, di individuare un soggetto unitario, la cui forma giuridica verrà individuata nelle prossime settimane, per il coordinamento delle politiche di sviluppo e di comunicazione del lago di Como”.
Quello che, invece, assieme al collega di Lecco Raffaele Straniero, Gaffuri ha chiesto è una “maggiore integrazione tra il trasporto e il turismo, a partire dallo sviluppo della linea Lecco-Como, che già conta pochissime corse e in orari poco affini alle esigenze dei turisti, soprattutto la domenica”, e ha anche sottolineato l’importanza di “prestare attenzione non solo al turismo lacuale, ma anche a quello del comparto montano”.

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Giardini a lago, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La Giunta Landriscina rischia di perdere i finanziamenti, ma chiama Sgarbi”

giardini a lago“Forse i nuovi amministratori del Comune di Como non si rendono conto che mandando a gambe all’aria i progetti che erano stati così ben avviati dalla Giunta Lucini, rischiano di perdere completamente i finanziamenti. Piacciano o meno, queste opere non possono finire in un flop a causa delle posizioni più ideologiche che altro di Landriscina e dei suoi assessori”, sono preoccupati Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo aver appreso che l’ennesimo intervento della precedente amministrazione rischia uno stop da parte della nuova Giunta.
“Ci pare appena il caso di ricordare al sindaco che esiste un cofinanziamento regionale per la realizzazione dei giardini a lago, per 380mila euro, oltre ai soldi che ci ha messo il Comune, pari a quasi un milione di euro – proseguono i tre consiglieri –. Ma soprattutto, l’intera cifra regionale rischia di scomparire: esiste una convenzione tra Unioncamere e il Comune di Como che indica che Unioncamere è tenuta a erogare un acconto del 50% del contributo massimo totale concesso, entro 60 giorni dalla sottoscrizione della convenzione e il restante saldo entro 60 giorni dalla trasmissione della rendicontazione finale del Programma di intervento definitivo e previa verifica tecnico–contabile della rendicontazione trasmessa. Perciò, il Comune è tenuto a concludere i progetti inseriti nel Programma di intervento entro 12 mesi dalla data di sottoscrizione della convenzione, che è avvenuta il 22 novembre 2016, fatta salva la concessione dell’eventuale proroga di sei mesi. In sostanza, il termine massimo è il 22 maggio 2018”.
Per Fanetti, Lissi e Guarisco è incomprensibile come “Landriscina e i suoi possano solamente pensare a come distruggere quanto fatto finora: niente piste ciclabili, i lavori di riqualificazione di Villa Olmo visti quasi come fumo negli occhi, ora nemmeno i giardini a lago! Ma intanto si pensa a chiamare il critico Sgarbi, che non lavora certo gratis, per fare ciò che si può fare bene da soli, affidandosi a esperti del territorio, o per lo meno previo ascolto delle tante nostre associazioni che si occupano di cultura e arte. L’impressione è che a Palazzo Cernezzi regni la confusione più totale”.

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Pizzo Cengalo, Gaffuri: “Subito le audizioni con gli assessori regionali, i presidenti di Provincia e il Canton Grigioni”

FranaLe ripercussioni sul territorio lombardo della frana del Pizzo Cengalo dello scorso agosto, sono al centro di una richiesta di audizioni presentata da Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, al presidente della Commissione Ambiente del consiglio regionale.
“Considerata la portata e la gravità dell’evento, le importanti ricadute ambientali che investono il fiume Mera e il territorio lombardo e che interesseranno nel medio e lungo periodo il corso d’acqua e le aree circostanti – dice Gaffuri –, chiedo che sia calendarizzata con particolare urgenza una seduta congiunta delle Commissioni Ambiente, Territorio e speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, per poter approfondire il tema”.
Secondo Gaffuri vanno innanzitutto ascoltati gli assessori regionali all’Ambiente Terzi, al Territorio Beccalossi, alla Protezione Civile Bordonali e ai rapporti con la Svizzera Brianza “affinché possano informare i consiglieri in merito alla situazione ambientale e idraulica del fiume Mera, ai possibili rischi idrogeologici derivanti da eventuali ulteriori crolli e alle azioni messe in campo da Regione Lombardia o da avviare per prevenire e mitigare il rischio e per limitare i danni, purtroppo già in atto, anche attraverso il coordinamento di iniziative locali”.
Inoltre, il consigliere Pd ha chiesto che vengano ascoltati anche i presidenti del Governo del Cantone dei Grigioni, delle Province di Como, Lecco e Sondrio e della Comunità Montana della Valchiavenna.

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Polizia nautica, Gaffuri: “È la Regione che deve occuparsi della sicurezza delle nostre acque”

alto lago“La questione della sicurezza nelle acque dei nostri laghi è da risolvere quanto prima, perché al momento la situazione non è affatto presidiata”, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, si riferisce alle Polizie nautiche provinciali, quei corpi specialistici nati per il pattugliamento dei laghi e dei fiumi della Lombardia e per la sicurezza delle imbarcazioni e delle persone, che sono stati smantellati insieme alle Province.
“Di fatto, i mezzi sono rimasti in capo alle Province, mentre la competenza è tutta regionale, ma si è creato un vuoto amministrativo e soprattutto in termini di sicurezza”, spiega Gaffuri.
Durante l’ultimo Consiglio regionale le opposizioni hanno presentato una mozione sul tema che, in barba alla maggioranza, è stata approvata.
“Ora, dunque, la Regione non può più far finta di niente – conclude Gaffuri –. Si tratta di un segnale forte che ci ricorda l’importanza della questione, evidentemente molto sentita non solo dalle minoranze”.

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Problemi idrogeologici, Guarisco: “No ai seminterrati vicino a corsi d’acqua tombati o a cielo aperto”

lago como esondatoDurante l’ultima seduta di Consiglio comunale, tenutasi lunedì 11 settembre 2017, Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd, discutendo ancora delle linee programmatiche della Giunta Landriscina, ha sollecitato un’attenzione particolare alle problematiche idrogeologiche. “Como è una città fragile: lo dimostrano le vicende delle paratie o le ripetute interruzioni di via Rienza o di via per Brunate, che hanno isolato quartieri come Camnago Volta o Civiglio”, ha detto Guarisco in Aula.
Il primo provvedimento di carattere urbanistico importante cui la nuova Giunta sta lavorando, e nello specifico l’assessore all’Urbanistica Butti, è la delibera che poi dovrà essere sottoposta all’approvazione del consiglio entro il 31 ottobre, che tratta le specifiche esigenze di tutela paesaggistica o igienico-sanitaria o di difesa del suolo e di rischio idrogeologico. Un documento che definirà gli ambiti cittadini esclusi dall’applicazione della recente legge regionale 7/2017, finalizzata al recupero dei seminterrati a uso residenziale, terziario o commerciale.
Sollecitato dai recenti tragici eventi di Livorno e dai danni che anche a Roma hanno coinvolto abitazioni ricavate nei seminterrati, Guarisco ha chiesto alla Giunta di “predisporre questo documento con un atteggiamento lungimirante e prudente: via Dante a Como o viale Giulio Cesare sono corsi d’acqua, vale a dire il Valduce e il Cosia, coperti con una strada, torrenti tombati, come si dice in gergo tecnico. E di situazioni simili in città ne sono presenti altre: l’esclusione da interventi di recupero a fini abitativi dei seminterrati degli immobili adiacenti a questi corsi d’acqua, dopo una valutazione attenta, sarebbe espressione di un indirizzo di azione amministrativa lungimirante e previdente, nell’ottica di evitare pericoli futuri che possano coinvolgere le persone”.
Il consigliere Pd ha invitato l’amministrazione comunale a prestare attenzione anche ai torrenti a cielo aperto. E aggiunge, dopo la seduta, “io stesso ho già avuto modo di segnalare agli uffici comunali la situazione della Roggia Segrada, in Valbasca, nel cui alveo si sono accumulati in differenti punti rami e fusti di alberi crollati dai versanti per il dilavamento del terreno e la difficile situazione dei boschi – ha detto Guarisco –. Lì c’è bisogno di un intervento celere per liberare il letto del torrente ed evitare che questo accumulo di materiali porti problemi in occasione di qualche pioggia torrenziale che ormai non è un evento così raro”.

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Tremezzina, Guerra: “Dopo la Greenway, ora in arrivo la bikeway”

ciclisti bikeDopo la presentazione ufficiale di qualche settimana fa del nuovo progetto di estensione e sviluppo della Greenway, che da Griante condurrà fino ad Argegno, collegando lago e valli in itinerari turistico-culturali, un altro importante risultato è in dirittura d’arrivo per il Comune di Tremezzina nell’ambito del bando promosso da Regione Lombardia ‘Promozione del cicloturismo in Lombardia’.
“Il progetto presentato lo scorso mese di gennaio dal Comune di Tremezzina riguardante la realizzazione di un percorso cicloturistico di collegamento delle località di Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo, è stato ufficialmente ammesso al finanziamento da parte di Regione Lombardia con un contributo di 46.752,33 euro su un investimento totale accettato di 93.504,65 euro”, annunciano Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e deputato Pd, e Alessandro Bordoli, assessore allo Sport e tempo libero, che in anteprima svelano il disegno della nuova bikeway.
“Si chiamerà ciclovia Tremezzina o ciclovia delle Azalee ed è un progetto molto ambizioso per il Comune di Tremezzina, che vuole offrire un tracciato sostenibile per svolgere l’attività ciclistica lungo un percorso di mezza costa lontana dalla strada statale Regina, ricco di tratti particolarmente interessanti per la suggestività delle vedute e la bellezza dei luoghi e dei borghi antichi attraversati”, dicono i due amministratori.
“Pedalare in Tremezzina è sicuramente un valore aggiunto o meglio, da aggiungere al territorio – spiegano inoltre Guerra e Bordoli –. Attualmente, infatti, chi intende utilizzare la bicicletta sul lago trova una serie di difficoltà e di limitazioni. L’assenza di percorsi segnati e comunque pensati per questa attività, rappresenta una forte lacuna del nostro territorio, così come vedere i ciclisti pedalare sulla statale Regina procura forti preoccupazioni sia per i disagi viabilistici presenti, sia soprattutto per i rischi che si corrono in termini di sicurezza. Grazie alla collaborazione di esperti ciclisti e tecnici abbiamo compiuto lo sforzo di ricercare un tracciato in grado di poter garantire una pedalata più tranquilla, salutare, ecologica e soprattutto il più sicura possibile. Al contempo, abbiamo lavorato per poter fornire una passeggiata pregevole dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, strategica per raggiungere luoghi di alto valore turistico e artistico”.
Come si legge nel progetto e nelle specifiche relazioni allegate, si tratta di una bikeway della lunghezza complessiva di circa 6.310 metri percorribili in andata e ritorno pedalando su vie comunali esistenti, di diversa natura e consistenza, poste all’interno del territorio di Tremezzina che collegherà le quattro località principali di Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo. Lungo il tracciato si potranno attraversare borghi antichi altamente suggestivi e raggiungere luoghi di particolare interesse e bellezza unici al mondo come ad esempio il Sacro Monte di Ossuccio, il promontorio del Lavedo, con la villa Balbianello del Fai, il parco Mayer, la vecchia torre medioevale di Rogaro con vista panoramica unica sul lago di Como e sulle retrostanti montagne della Grigna e del Legnone.
Lo sviluppo del percorso, opportunamente indicato con un’idonea segnaletica orizzontale e verticale, partirà dal luogo denominato Riposo ad Ossuccio, scenderà ai punti più bassi prima di Lenno, risalirà a Mezzegra fino all’abitato di Bonzanigo, scenderà ancora a Tremezzo per poi risalire definitivamente a Rogaro alla quota più alta di 338m sul livello del mare. La via cicloturistica potrà essere presa da diversi punti, raggiungendo il tracciato in auto da tutte le località principali e sfruttando, per il carico e scarico delle biciclette, i parcheggi pubblici esistenti che lo lambiscono, distribuiti sul territorio.
“Un passaggio importante del progetto – continuano sindaco e assessore – è dato dall’incontro della Bikeway con la Greenway. La promiscuità della ciclovia con la rinomata via pedonale, in località Mezzegra, fino all’inizio della località di Tremezzo, costituisce infatti un elemento di collegamento e scambio culturale tra due modi di intraprendere lo svago, l’attività turistica e fisica, accrescendo il messaggio umano ed ecologico da entrambi espresso”.
I lavori da eseguire ammontano a 102.530 euro per i quali si è chiesto e ottenuto da Regione Lombardia, a fronte del costo complessivo ammesso di 93.504,65 euro, la corresponsione del finanziamento previsto per le infrastrutturazioni dei percorsi ciclabili minori del Bando cicloturismo pari a 46.752,33 euro.
“Nel quadro economico dell’intervento – precisa Guerra – abbiamo accantonato una somma iniziale per l’acquisto di una bicicletta tipo bike e ebike assistita quale dotazione minima a disposizione dell’utenza. Confidiamo ovviamente nella necessità di incrementare l’equipaggiamento in relazione al grado di utilizzo della pista ciclabile che verrà da subito incentivato, pubblicizzato e monitorato. L’aumento della presenza delle nuove bike in dotazione potrebbe anche essere sponsorizzata o finanziata da parte degli operatori turistici locali. Abbiamo inoltre usato l’accortezza di dare la possibilità a tutti coloro che pedaleranno sulla ciclovia della Tremezzina di acquistare a un prezzo vantaggioso, in alcuni punti specifici del tracciato, il campanello sonoro, accessorio utile in presenza di persone a piedi o di altri ciclisti”.
I tempi necessari per eseguire materialmente l’opera: il bando di Regione Lombardia prevede che i progetti finanziati vengano realizzati entro 12 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
“Abbiamo voluto puntare fortemente sulla mobilità sostenibile, prima con l’ulteriore sviluppo della Greenway, adesso con la realizzazione di una Bikeway della Tremezzina nella speranza che questo primo progetto di ciclovia possa fare da apripista ad altrettanti itinerari ciclo-turistici, sportivi e culturali dei territori del lago di Como da raccordare e allacciare insieme per dar vita, in un futuro che speriamo sia prossimo, ad un (ecosistema) sistema ciclabile funzionale che metta in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati del lago di Como – concludono Guerra e Bordoli –. Investire in infrastrutture che permettono l’espressione della mobilità sostenibile di qualità  incrementerebbe di sicuro il turismo di queste nostre zone, nel rispetto del rapporto uomo e natura,  aiutando anche l’economia di quei territori che rischiano maggiormente di rimanere isolati. Ciclovia significa infatti turismo sostenibile, attrattività, salvaguardia dell’ambiente e soprattutto valorizzazione e scoperta dei territori e delle bellezze del lago”.

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Siccità, Braga: “Risorsa acqua sia centrale nel piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico”

acqua_1“Dal seguito dell’audizione del Ministro Galletti emerge ancora più palesemente la necessità di lavorare da subito per realizzare il Piano di Adattamento nazionale al cambiamenti climatico, per garantire una gestione efficiente della risorsa acqua, sempre più scarsa”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico e componente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, a latere del seguito dell’audizione del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei rappresentanti di Utilitalia.
“Visto l’approssimarsi della scadenza naturale della legislatura – continua Braga –, mi auguro che nella legge di bilancio per il 2018 si possa trovare spazio per dare risposte adeguate anche al tema del corretto uso dell’acqua che contempli misure per la manutenzione degli acquedotti colabrodo assieme ad investimenti certi, specie nelle filiere agricole e industriali, in tecnologie che permettono un minore e un migliore utilizzo dell’acqua. E su questo punto anche le società di gestione devono fare la propria parte con responsabilità, in particolar modo sugli interventi di manutenzione ed efficientamento della rete. Infine, sulla governance delle Autorità di distretto, definita dal Collegato ambientale nel dicembre del 2015, serve accelerare per superare il ritardo accumulato e dare piena operatività ai soggetti e agli strumenti utili alla pianificazione e alla corretta programmazione delle risorse idriche”, conclude la deputata.

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Le “Note sul lago” di un pianoforte chiudono la campagna elettorale

concerto finalePer chiudere in bellezza la campagna elettorale del candidato sindaco Maurizio Traglio, in vista del ballottaggio di domenica 25 giugno, venerdì 23 giugno, alle 20.30, al molo di Sant’Agostino, si terrà un concerto sull’acqua dal suggestivo titolo “Note sul lago”.
La Como internazionale che è nei progetti di Traglio e di tutti coloro che lo sostengono, porta un pianoforte sullo specchio d’acqua più famoso al mondo e la sua sVolta. In programma un opening di Andrea Chindamo, pianista comasco, cui seguirà la performance di Aeham Ahmad, pianista premio Beethoven 2015 per il suo impegno in favore dei diritti umani.

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