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Foto Presidente Mattarella, Fanetti, Lissi, Guarisco e Legnani: “Giù le mani dal Capo di Stato e dalla casa di tutti i comaschi”

PALAZZO CERNEZZI“La richiesta della Lega, fatta propria anche a Como dal vicesindaco Alessandra Locatelli, di rimuovere i ritratti ufficiali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dagli uffici pubblici, è un gesto vile e inqualificabile”, commentano Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd.
“La figura del Presidente della Repubblica, garante super partes, deve restare al riparo dagli attacchi e dalle polemiche politiche – aggiunge Tommaso Legnani, segretario cittadino dei dem –. La Lega e Salvini avevano la possibilità di far partire il fantomatico ‘governo del cambiamento’ e hanno scelto deliberatamente di non farlo, per tornare alle elezioni e sperare di guadagnare una manciata di voti in più. Stanno prendendo in giro gli italiani, ma lascino stare il Presidente della Repubblica e gli uffici comunali, che sono la casa di tutti cittadini comaschi, non solo del vicesindaco o della Lega”, conclude, assieme a Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Scontri a Gaza, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Como, gemellata con Nablus e Netanya, condanni le azioni di forza”

gaza“Come Comune gemellato con le due città di Nablus, in Palestina, e Netanya, in Israele, Como condanni ogni azione di forza o unilaterale che aggravi la situazione di tensione nel Medio Oriente”, lo chiedono, con una mozione appena depositata, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, insieme a Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, dopo quello che sta accadendo nuovamente nei territori della Striscia di Gaza.
I tre consiglieri Pd ricordano nell’atto che “il Comune di Como è una fra le prime città al mondo a essere stata insignita del titolo di Città messaggera di pace dall’Onu ed è membro di altre associazioni attive sui temi della pace, dei diritti e della cooperazione internazionale”. Ma soprattutto “è gemellato, tra le altre, con Nablus e Netanya”.
Fanetti, Lissi e Guarisco riassumono poi le vicende di queste ultime ore con gli Usa che decidono di spostare l’ambasciata a Gerusalemme, “decisione in contrasto con le posizioni espresse più volte dall’Assemblea generale delle Nazioni unite e dalla comunità internazionale riguardo allo status della città, ancora da concordare all’interno del processo di pace tra israeliani e palestinesi”, e la strage di manifestanti lungo il confine tra il territorio palestinese della striscia  di Gaza e lo Stato d’Israele.
Per questo l’atto chiede che il consiglio comunale di Como “condanni ogni azione di forza o unilaterale che aggravi la situazione di tensione nel Medio Oriente; esprima dolore e solidarietà per le vittime uccise dall’esercito israeliano durante le proteste del 14 maggio 2018 lungo il confine con Israele; ribadisca il diritto a manifestare in forma pacifica, il dovere della tutela delle vite umane, il principio dell’uso proporzionato della forza; auspichi il termine di ogni violenza e la ripresa del processo di pace israelo-palestinese, basato sul principio dei due Stati; impegni il sindaco a farsi portatore di questo messaggio verso le città gemelle di Nablus e Netanya”.

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Albate, Guarisco: “Via il centro civico dal piano delle alienazioni: perso uno spazio pubblico, rischio nuovo condominio e peggioramento della sosta”

albateIl consiglio comunale di Como ha votato il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari: la novità più rilevante è l’inserimento dell’ex Centro civico di via Giovane Italia, ad Albate, tra gli immobili comunali da porre in vendita, mutandone contemporaneamente la destinazione d’uso urbanistica per rendere l’edificio più appetibile per un eventuale compratore. In questo modo, chi lo acquisisse potrebbe abbatterlo e utilizzare l’area per scopi residenziali o anche commerciali.
“Ho presentato un emendamento che chiedeva di togliere l’ex Centro civico dalla lista degli immobili da vendere, ma è stato respinto dalla maggioranza, ovvero Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Insieme – fa sapere Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd –. L’alienazione comporterebbe il venir meno di uno spazio pubblico, senza che ne derivi un beneficio e questo, per la comunità di Albate, è inaccettabile: considerato che con l’approvazione del Piano è prevista la variazione di destinazione urbanistica dell’edificio per fini residenziali, che cosa ci guadagna il quartiere oltre alla probabile presenza di un nuovo condominio? In consiglio ho chiesto, senza ricevere risposta, se erano stati fatti approfondimenti sulle conseguenze dell’arrivo di nuovi abitanti in una zona, quella di via Giovane Italia e piazza IV Novembre, spesso già congestionata”.
E per quanto riguarda l’atteso guadagno dalla vendita, Guarisco fa sapere che “pare serva a sostenere le spese d’investimento che il Comune intende effettuare quest’anno, ma, come è emerso nel dibattito in consiglio, è dubbio che l’alienazione possa avvenire nel 2018, anche perché prima di effettuare l’asta occorrerà in ogni caso chiedere il nullaosta della Soprintendenza dei Beni culturali, trattandosi di un edificio pubblico costruito da più di settant’anni. Che fretta c’è, allora?”.
Inoltre, aggiunge il consigliere Pd, “nel giustificare la scelta della vendita, la Giunta ha detto che lo spazio è in disuso da alcuni anni: ma finché non lo abbiamo ricordato noi, in consiglio è stata taciuta la proposta, risultata vincitrice del concorso d’idee promosso dal Comune attraverso il progetto ComeVoglioComo, di destinare l’edificio alla realizzazione di un museo della vita contadina, avanzato e appoggiato dalle associazioni locali. La Giunta Landriscina e la maggioranza, mentre destinano più di mezzo milione di euro per due iniziative selezionate sempre attraverso la stessa iniziativa in altri quartieri della città, per Albate fanno una valutazione diametralmente opposta e vendono”.
Per Guarisco il risultato è chiaro: “Niente risorse per le iniziative del quartiere, uno spazio pubblico in meno, un condominio in più, incognite sulla vivibilità della zona. Non è quello di cui Albate ha bisogno”.

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Barriere architettoniche, Fanetti, Lissi, Guarisco: “L’assessore frequenti di più Como: alcuni interventi già fatti e Peba avviato da Lucini”

barriere architettoniche“Forse l’assessore Bella dovrebbe frequentare di più Como. Solo così si renderebbe conto che molti interventi sono già stati fatti”, lo dicono all’unisono Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, a proposito dell’ennesima polemica con scontro diretto in Commissione sull’abbattimento delle barriere architettoniche.
“Anche perché sul Peba il percorso che l’amministrazione comunale sta portando avanti, sia pure lentamente, è quello impostato dalla Giunta Lucini, che aveva avviato il percorso”, insistono i tre esponenti dem.
E come avevano già avuto modo di dire, ribadiscono che “le fasi previste dalla Giunta Lucini per il Piano erano quattro: la mappatura e la classificazione delle barriere architettoniche esistenti in relazione all’accessibilità dei percorsi urbani, lo studio e la predisposizione delle azioni volte all’eliminazione delle barriere architettoniche riscontrate nelle infrastrutture stradali, il confronto con le associazioni e i portatori di interessi, la prima programmazione per il triennio 2018-2020 degli interventi tesi all’eliminazione delle barriere architettoniche rilevate nelle infrastrutture stradali. La redazione del Piano doveva partire a giugno 2017 e concludersi nel dicembre scorso, ma ciò non significa poi che non fosse stato fatto nulla in questi anni: sono stati spesi 550mila euro solo per abbattere le barriere lungo le strade pubbliche e per rendere accessibili scuole, case, uffici e centri civici. Gli interventi su strade e piazze sono stati 41, sugli edifici 13, tra ascensori e rampe”.
E adesso, invitano Fanetti, Lissi e Guarisco, “bisogna proseguire rapidamente, anche prima e in preparazione del Peba. Quanto alle affermazioni dell’assessore, che poi, in vero, si è scusato, suggeriamo di frequentare un po’ di più la città per evitare di apparire supponente anche agli occhi di chi soffre la presenza di barriere architettoniche. Noi siamo pronti a collaborare, ma con amministratori realmente informati su ciò che è stato fatto e ciò che si intende fare, in continuità, appunto, con la Giunta precedente. Ne trarremo tutti beneficio”.
In conclusione, i tre consiglieri ricordano ancora una volta quali sono gli interventi fatti dalla Giunta Lucini: “Per quanto riguarda l’edilizia pubblica sono stati investiti 550mila euro ed è stato fatto l’adeguamento dei servizi igienici aperti al pubblico nella sede comunale, nel centro storico (in via Vittorio Emanuele), in Villa Olmo; è stata adeguata l’aula magna della scuola di Albate, in piazza 4 Novembre, e gli ingressi dei cimiteri Maggiore, di Lora, di Monte Olimpino con un nuovo ascensore e modificato quello della scuola media di Sagnino. Altri adeguamenti hanno riguardato l’edificio per le attività diurne dei disabili alle Serre di Mognano, l’accesso e la realizzazione dei servizi igienici accessibili del mercato coperto, padiglione grossisti, i servizi igienici e la realizzazione dell’ascensore alla scuola di via Picchi. È stata, poi, installata una piattaforma elevatrice alla scuola di via Nicolodi a Breccia, sono state abbattute le barriere dei servizi igienici e degli spogliatoi della palestra della scuola secondaria di 1° grado di via Magenta, realizzata una piattaforma elevatrice a servizio del Centro anziani di Prestino, eliminate le barriere al piano terra della scuola Don Milani di Sagnino e nei servizi igienici al primo piano della scuola primaria di via Perti, nella palestra annessa alla scuola primaria di via Montelungo e in quella annessa alla scuola di via Interlegno. Alla scuola primaria di via Sinigaglia è stata sostituita la piattaforma elevatrice”.
Per quanto riguarda la mobilità e l’arredo urbano, sono stati realizzati nuovi posti auto riservati alle persone disabili presso edifici pubblici e centro storico. Sulle strade e le reti, è stato fatto un primo intervento sui marciapiedi presso la stazione di Como Lago e vari altri per l’accessibilità alle fermate del bus. Sono stati impiegati anche dei dissuasori ad alta visibilità con catarifrangenti, secondo la richiesta dell’Associazione ipovedenti e ciechi, per un totale di altri 10 mila euro. Più altri 105mila per i marciapiedi delle vie Bellinzona, Rosselli, Borsieri, Leopardi, Risorgimento, Cardina, Varesina, Canturina.

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Via Oltrecolle, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La Giunta metta in sicurezza strada e attraversamento quanto prima”

strisce pedonaliLa sicurezza stradale su via Oltrecolle, a Como, è al centro di una mozione firmata e depositata da Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, e sottoscritta anche dai consiglieri di opposizione Bruno Magatti e Vittorio Nessi. Nell’atto, viene ricordato che l’arteria “presenta un elevato fattore di rischio di incidentalità per i profili di velocità dei veicoli che vi transitano e, in particolare la traversa di via Buozzi su via Oltrecolle, a Lora, è un punto critico non solo per quanto riguarda la svolta veicolare a sinistra, ma anche in relazione alle condizioni di sicurezza dell’adiacente attraversamento pedonale. Ad aggravare la situazione di rischio vi sono le scarse condizioni di visibilità, poiché l’illuminazione esistente all’altezza delle strisce è oscurata dalla presenza degli alberi e, sempre in prossimità, un lampione abbattuto nel 2016 in seguito a un incidente non risulta ancora essere stato rimesso in funzione”.
Purtroppo, gravi episodi hanno funestato quell’area: l’ultimo, il 22 aprile scorso quando una quindicenne è stata investita da un’automobile, riportando traumi che l’hanno costretta a settimane di coma e a un lungo e faticoso percorso di recupero. In proposito, il Coordinamento dell’Assemblea di Zona di Lora ha inviato una lettera all’assessore e all’ufficio competente al fine di sollecitare ulteriormente un intervento da parte dell’amministrazione per migliorare l’illuminazione dell’incrocio. E in effetti, il Piano generale del traffico urbano, adottato con deliberazione di Giunta comunale del 23 gennaio 2017, indica nella prima fase attuativa interventi di miglioramento e messa in sicurezza dell’intersezione tra le vie Oltrecolle e Buozzi.
Per questo i tre consiglieri del Pd, nella loro mozione, chiedono al consiglio comunale di impegnare la Giunta a “provvedere celermente alla messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale su via Oltrecolle all’altezza dell’incrocio con via Buozzi, assumendo le iniziative necessarie per migliorare la visibilità delle strisce pedonali, ripristinare i lampioni collocati e liberarli, se necessario, dalla vegetazione; verificare le condizioni di sicurezza dei restanti attraversamenti pedonali su via Oltrecolle, assumendo di conseguenza le iniziative che dovessero risultare necessarie od opportune per meglio prevenire rischi per la circolazione stradale e pedonale; prevedere provvedimenti per garantire l’effettività delle misure di moderazione della velocità veicolare su via Oltrecolle; procedere, pur nelle more dell’approvazione del Pgtu, con lo studio, la progettazione e la realizzazione degli interventi ipotizzati nel Piano per il miglioramento della conformazione e della sicurezza dell’incrocio tra le due vie”.

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Barriere architettoniche, Lissi e Guarisco: “L’iter del Piano è stato avviato: la Giunta prosegua il lavoro di Lucini”

barriere architettoniche“L’iter del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche non solo è già stato avviato, ma erano già anche stati stanziati 190mila euro per il 2017. Quindi, la Giunta Landriscina non deve fare altro che dare corso alla nostra programmazione. Nulla di più”, lo ribadisce Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, dopo averlo già fatto presente durante la seduta d’Aula e dopo le notizie apparse in queste ore sui mass media.
“Un conto è stato votare e appoggiare la mozione dei cinquestelle che sollecitava la messa in opera di un piano – le fa eco il collega Gabriele Guarisco –. Un altro sono le parole del vicesindaco che sostiene non esserci nulla in proposito e che una commissione preposta lavorerà per produrre un programma. I documenti parlano chiaro: nel Piano esecutivo di gestione del responsabile del settore Gestione reti stradali, uno degli obiettivi è proprio il Peba”.
Le fasi previste dalla Giunta Lucini erano quattro: la mappatura e la classificazione delle barriere architettoniche esistenti in relazione all’accessibilità dei percorsi urbani, lo studio e la predisposizione delle azioni volte all’eliminazione delle barriere architettoniche riscontrate nelle infrastrutture stradali, il confronto con le associazioni e i portatori di interessi, la prima programmazione per il triennio 2018-2020 degli interventi tesi all’eliminazione delle barriere architettoniche rilevate nelle infrastrutture stradali.
“La redazione del Piano doveva partire a giugno 2017 e concludersi nel dicembre scorso, ma ciò non significa poi che non fosse stato fatto nulla in questi anni – aggiungono i due consiglieri Pd –: sono stati spesi 550mila euro solo per abbattere le barriere lungo le strade pubbliche e per rendere accessibili scuole, case, uffici e centri civici. Gli interventi su strade e piazze sono stati 41, sugli edifici 13, tra ascensori e rampe”.
I consiglieri democratici ricordano anche quali: “Per quanto riguarda l’edilizia pubblica sono stati investiti 550mila euro ed è stato fatto l’adeguamento dei servizi igienici aperti al pubblico nella sede comunale, nel centro storico (in via Vittorio Emanuele), in Villa Olmo; è stata adeguata l’aula magna della scuola di Albate, in piazza 4 Novembre, e gli ingressi dei cimiteri Maggiore, di Lora, di Monte Olimpino con un nuovo ascensore e modificato quello della scuola media di Sagnino. Altri adeguamenti hanno riguardato l’edificio per le attività diurne dei disabili alle Serre di Mognano, l’accesso e la realizzazione dei servizi igienici accessibili del mercato coperto, padiglione grossisti, i servizi igienici e la realizzazione dell’ascensore alla scuola di via Picchi. È stata, poi, installata una piattaforma elevatrice alla scuola di via Nicolodi a Breccia, sono state abbattute le barriere dei servizi igienici e degli spogliatoi della palestra della scuola secondaria di 1° grado di via Magenta, realizzata una piattaforma elevatrice a servizio del Centro anziani di Prestino, eliminate le barriere al piano terra della scuola Don Milani di Sagnino  e nei servizi igienici al primo piano della scuola primaria di via Perti, nella palestra annessa alla scuola primaria di via Montelungo e in quella annessa alla scuola di via Interlegno. Alcuni interventi sono stati fatti anche al cimitero di Albate, mentre alla scuola primaria di via Sinigaglia, in questi anni, è stata sostituita la piattaforma elevatrice”.
Per quanto riguarda la mobilità e l’arredo urbano, sono stati realizzati nuovi posti auto riservati alle persone disabili presso edifici pubblici e centro storico. Sulle strade e le reti, è stato fatto un primo intervento sui marciapiedi presso la stazione di Como Lago e vari altri per l’accessibilità alle fermate del bus. Sono stati impiegati anche dei dissuasori ad alta visibilità con catarifrangenti, secondo la richiesta dell’Associazione ipovedenti e ciechi, per un totale di altri 10 mila euro. Più altri 105mila per i marciapiedi delle vie Bellinzona, Rosselli, Borsieri, Leopardi, Risorgimento, Cardina, Varesina, Canturina.
“Il precedente assessorato aveva promosso, in collaborazione con altri enti e società, la soluzione dei problemi legati alla presenza di barriere architettoniche non di diretta competenza comunale come quelle presenti alla stazione di Como San Giovanni. Insomma, dire che si parte da zero significa raccontarla davvero grossa!”, concludono Lissi e Guarisco.

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Mozione migranti, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La maggioranza boccia la nostra mozione, ma non fa nulla per risolvere i problemi”

stranieri“L’amministrazione comunale di Como non vuole una città più curata, pulita e ‘senza muri’. Non ha bisogno di coinvolgere persone e nel contempo mantenere il decoro. E intanto niente succede, nulla si muove, i problemi rimangono”, se ne lamentano Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo che in consiglio comunale la maggioranza ha bocciato la loro mozione sul lavoro volontario dei migranti richiedenti asilo.
“Milano, Bergamo e tante altre città lombarde insegnano che questi progetti si possono benissimo fare: chiedevamo semplicemente di stipulare un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti. Lo scopo era il riconoscimento della dignità di queste persone e un principio di restituzione verso la comunità che li accoglie”, aggiungono i consiglieri Pd.
“Avrebbero potuto occuparsi della cura del verde pubblico, del mantenimento del decoro urbano, del presidio di aree pubbliche laddove il Comune, con le sue forze, non arriva. Niente: non c’è stato verso. E se la risposta della maggioranza è stata che l’attenzione sarà semmai rivolta ai comaschi in condizioni di bisogno, vorremmo almeno capire in che modo. Perché finora non ci pare di aver visto muovere un dito neanche per queste persone”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Bilancio, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Cosa intende fare Landriscina del progetto Come Voglio Como?”

come_voglio_como_testata“Che intenzioni ha la Giunta Landriscina nei confronti del progetto ‘Come Voglio Como’, visto che qualsiasi proposta di portarlo avanti è stata bocciata dal consiglio comunale?”, se lo chiedono, legittimamente, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo la seduta in cui è stata votata la variazione di bilancio. “Ogni nostro emendamento riferito al progetto è stato sonoramente bocciato. Questo non fa ben sperare per il futuro dell’iniziativa”.
Come Voglio Como è un percorso di partecipazione e collaborazione in cui i protagonisti sono i cittadini che hanno a cuore lo sviluppo e il benessere della città e vi contribuiscono individualmente o in forma associata. “Lo scopo – si legge sulla pagina dedicata sul sito del Comune – è far emergere bisogni, opportunità e proposte di intervento, individuare le priorità di intervento, consentire l’elaborazione comune delle esigenze e delle risposte, pervenire a decisioni, ovvero progetti, condivisi e cooperativi, riguardo a interventi specifici o determinate politiche pubbliche, valorizzare il ruolo delle assemblee di zona come luogo e strumento di partecipazione e collaborazione, promuovere un approccio collaborativo ai bisogni della comunità”. Tra i progetti vincitori e approvati la ‘Palestra scuole Tavernola – efficienza energetica e migliorie’, il ‘Museo della vita contadina: memoria e coesione sociale’, ‘Trasformiamo il Parco Negretti in un Parco polifunzionale’, ‘Rebbio-Creazione orti urbani e riqualificazione via Ennodio’, la ‘Riqualificazione urbana del lavatoio di via Alciato’, il ‘Campo sportivo polivalente, percorso vita e piscina a Lora’, ‘I sentieri dei poeti’, il ‘Banco Alimentare – Meno sprechi alimentari più aiuti’.
Per questo Fanetti, Lissi e Guarisco hanno presentato una serie di emendamenti che intendevano proseguire su questa strada: “Abbiamo chiesto 50mila euro in più per il progetto ‘Meno sprechi alimentari più aiuti’, ovvero il banco alimentare; 45mila euro per gli orti urbani di Rebbio e la riqualificazione di via Ennodio; 20mila euro per il sentiero dei poeti; 45mila euro per la realizzazione del percorso vita previsto dal progetto più ampio di campo sportivo e piscina per Lora; 50mila euro per l’efficientamento energetico della palestra delle scuole di Tavernola; ma anche 15mila euro per spese tecniche più in generale. Niente: nemmeno un emendamento approvato”.
Bocciato anche l’ordine del giorno che impegnava la Giunta “a garantire, nell’ambito degli stanziamenti del bilancio finanziario 2017, le risorse necessarie alla prosecuzione delle fasi di perfezionamento progettuale e tecnico delle iniziative selezionate nell’ambito dell’iniziativa Come Voglio Como; a prevedere nella proposta di bilancio per l’anno 2018 da sottoporre al consiglio comunale l’individuazione delle risorse necessarie all’avvio e alla realizzazione degli interventi previsti nel progetto; a riproporre un avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte per una città collaborativa”.
Un ‘no’ che preoccupa i consiglieri Pd: “Se non era intenzione della Giunta stanziare le risorse subito, con il nostro atto chiedevamo almeno di affermare la volontà di andare avanti con i progetti”.
La scusa accampata dalla Giunta? “Le motivazioni sono state di natura tecnica – raccontano i tre consiglieri Pd –: poiché noi abbiamo proposto di reperire quei soldi dall’avanzo di amministrazione, ci è stato risposto che per il momento non intendono usare quelle risorse. Ma se non vengono impiegate per progetti chiesti dalla popolazione, a cosa devono servire? Inoltre, a proposito di due emendamenti, ci è stato detto che non ci siamo con la tempistica, per eventuali bandi nel 2017: ma le altre proposte?”.
Insomma, l’amministrazione comunale non ha dissipato i dubbi sul destino di Come Voglio Como. “Nemmeno quando ci ha risposto che si riserva di rivalutare il progetto in futuro. Quindi, è certo che non sia tra le priorità di Landriscina e dei suoi assessori”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Via per San Fermo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Il lutto cittadino è un simbolo, non una formalità”

municipio como“Tanto in comuni piccoli come in grandi città la proclamazione del lutto cittadino è un atto che trova il suo unico e sufficiente presupposto nel cordoglio e nella partecipazione dell’intera cittadinanza a un evento che ha colpito e lasciato attonita la comunità, sia che si tratti della scomparsa di una famiglia in un incidente stradale, del decesso di una personalità particolarmente amata e significativa o della morte di un concittadino in qualche attentato, come purtroppo è avvenuto di recente”, è la premessa da cui partono le considerazioni di Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, a proposito della proclamazione del lutto cittadino per la tragedia di via per San Fermo, da parte della Giunta Landriscina.
“Perciò riteniamo necessario che l’amministrazione comunale si faccia interprete anche in questo modo dei sentimenti dei comaschi, profondamente colpiti dalla vicenda tragica di Sophia, Saphiria, Soraya e Siff Haitot e dei loro genitori, e dia espressione alla unanime vicinanza dei cittadini al dolore della madre, dei vicini, dei compagni di scuola e degli insegnanti, dei volontari e degli operatori che li hanno assistiti – concludono i consiglieri –. La proclamazione del lutto cittadino in occasione dei funerali delle vittime del rogo di via per San Fermo è un simbolo, ma non una formalità: che il primo cittadino arrivi a comprenderlo è ciò che i comaschi si attendono”.

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Recupero seminterrati, Guarisco: “Una legge non chiara, i rischi sono dietro l’angolo e si perderanno parcheggi”

seminterratiIl Gruppo comunale del Pd ha votato contro l’adeguamento normativo alla legge regionale sul recupero dei vani e dei locali seminterrati, nonostante sia stata accolto uno dei due emendamenti presentati. A spiegare i motivi Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd: “La legge regionale che ora dobbiamo attuare suscita perplessità: votata a marzo dal consiglio regionale, è stata già modificata ad agosto per introdurre almeno alcuni requisiti minimi tecnici, perché non tiene fede agli obiettivi di incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l’installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera. Peraltro, le modifiche mettono in discussione pure il requisito, già risicato, dei 2 metri e 40 di altezza dei locali oggetto di recupero, introducendo il concetto di altezza media, che consente di operare anche su porzioni d’immobili di 1 metro e 50”.
Per Guarisco “in via ipotetica potremmo vedere l’aspetto positivo di riqualificare l’esistente in un’ottica commerciale e terziaria, ma ci preoccupa molto la spinta alla realizzazione di nuovi spazi abitativi attraverso il recupero facilitato dei seminterrati. Spazi la cui abitabilità resterà sempre problematica e rivolta a chi ha possibilità economiche ristrette. Non crediamo poi che in questo tipo di operazioni di recupero vi sia un particolare interesse economico per il settore dell’edilizia, che può aspirare ad attività di maggior portata”.
E per spiegare meglio le preoccupazione del Pd, il consigliere ha ricordato “i pericoli idrogeologici: in un territorio fragile, con condizioni meteo sempre più instabili, collocare sotto terra attività e locali abitabili rappresenta un rischio. C’è poi l’impatto paesaggistico: di qui la nostra proposta di emendamento che chiedeva di considerare tra gli ambiti di territorio comunale esclusi dall’applicazione della legge regionale le porzioni di città che il Pgt vigente individua come ‘Città murata e borghi storici’ e come ‘Centri storici suburbani, nuclei storici ed edifici di valore storico e/o rilevanza artistica e/o ambientale’. Parliamo di edifici prenovecenteschi in cui i seminterrati non sono stati neppure lontanamente pensati come possibili locali d’abitazione”. Ma la proposta che in questi ambiti il recupero non possa avvenire e che vi sia una tutela dei loro caratteri storico-architettonici e paesaggistici è stata bocciata dalla maggioranza.
Approvato, invece, l’emendamento che affrontava il tema degli impatti dal punto di vista del carico urbanistico: “Se trasformo un garage o una rimessa seminterrata, sfratto l’automobile che veniva ospitata lì e la trasferisco in strada – ha spiegato Guarisco, convincendo la Giunta –. In una città affamata di spazi per la sosta com’è Como, questo è un problema. Noi abbiamo proposto di prevedere il vincolo del reperimento dello stesso numero di spazi di sosta anche quando ad andare persi, per via del recupero dei seminterrati, sono parcheggi non pertinenziati e, nel caso il reperimento non sia oggettivamente possibile, indichiamo una misura delle monetizzazioni che almeno al Comune consenta di realizzare stalli di sosta in egual numero. Tuttavia il problema è solo ridotto ma non risolto del tutto, perché la legge regionale ci consente di attivare questo meccanismo di compensazione solo nei casi in cui i locali recuperati abbiano una superficie maggiore di 100 metri quadrati”.

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