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Approvata alla Camera la relazione del Governo e la nota di variazione del Def

Tutti i gruppi parlamentari nelle assemblee di Camera e Senato hanno varato all’unanimità la risoluzione con cui si approva la relazione del Governo con la nota di variazione al Def, Documento di Economia e Finanza . Un passaggio importante per quanto riguarda l’aggiornamento dei conti pubblici e quindi i Def. La risoluzione impegna inoltre il Governo a varare un decreto sui pagamenti della Pubblica Amministrazione in tempi brevi mantenendo il deficit pubblico al 2,9 per cento sul pil. Via libera della Camera anche alla riduzione delle spese per il personale di segreteria dei deputati titolari di cariche e del contributo ai gruppi. Il totale dei tagli è di circa otto milioni e mezzo di euro.  Continua a leggere

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Governo: incarico a Pierluigi Bersani

Sono iniziate alle 15 di sabato 23 marzo, per proseguire nelle giornate di domenica e lunedì, le consultazioni di Pier Luigi Bersani, che si svolgeranno presso la Camera dei Deputati. Continua a leggere

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Gli otto punti per il Governo

Unanimità della direzione del Pd, con un solo astenuto, per favorire il tentativo di Pierluigi Bersani di formare un governo con l’appoggio dei grillini e solo di essi, visto che sul Pdl rimane un no pregiudiziale. Un tentativo che nasce fin da subito tra tanti dubbi e perplessità, al punto che non è neanche detto che il capo dello Stato alla fine lo conferirà. Continua a leggere

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Disoccupazione frontalieri: interrogazione al Governo

Subito un’interrogazione al Governo per capire come intende intervenire a tutela dei lavoratori frontalieri attualmente in stato di disoccupazione. Lo annuncia la deputata comasca del PD Chiara Braga che si sta occupando della vicenda e che oggi ha incontrato il direttore dell’INPS di Como, proprio per un chiarimento a riguardo.

 

“A seguito della decisione adottata da UE e Svizzera lo scorso 31 marzo, - chiarisce la parlamentare democratica - i nuovi regolamenti comunitari in materia di sicurezza sociale, comprendenti le disposizioni in materia di disoccupazione, si applicano anche alla Conferenza elevetica con decorrenza 1 aprile 2012. L’INPS di Como, di concerto con le direzioni regionali e nazionali e in conformità a quanto avviene anche nelle altre province di confine, ha quindi deciso di sostituire il trattamento speciale di disoccupazione frontaliera con l’indennità di disoccupazione ordinaria prevista dalla nosta legislazione. Il problema è che questo comporta una penalizzazione notevole per i lavoratori frontalieri in stato di disooccupazione, dovuta sia all’applicazione di massimali non previsti dal trattamento speciale, sia alla riduzione del periodo di erogazione che scende da 12 a 8 mesi”.

 

“Ad oggi però – continua la Braga – risulta ancora vigente la legge 147 del 1997 che disciplina i trattamenti di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera e che prevede la corresponsione ai frontalieri delle indennità di disoccupazione, a valere sul Fondo costituito dalle quote di contribuzione versate dai lavoratori, fino al suo esaurimento. Sappiamo che su questo Fondo giacciono ancora risorse consistenti, circa 200 milioni di franchi, che devono essere trasferite all’INPS per l’erogazione dei trattamenti di disoccupazione e che tuttora i lavoratori frontalieri versano 50 milioni di franchi all’anno, come trattenute sulle loro buste paga, nonostante dal giugno 2009 non vengano più effettuati i trasferimenti alla parte italiana”.

 

“Per questo chiederemo al Governo come intende agire per tutelare un diritto dei lavoratori frontalieri a vedersi riconosciuta l’indennità di disoccupazione dovuta in forza della Legge 147. Occorre chiarire al più presto la situazione, dal momento che con le nuove disposizioni applicate dall’INPS alcuni lavoratori frontalieri rischiano di non percepire più alcuna disoccupazione già nei prossimi mesi, con l’approssimarsi della scadenza degli 8 mesi.”

 

Oltre all’interrogazione l’on. Braga interesserà, insieme ai colleghi Narducci ed altri, anche la Direzione generale dell’INPS per evidenziare le contraddizioni di un’interpretazione del regolamento comunitario che colpisce pesantemente i lavoratori frontalieri, soprattutto in un momento di difficoltà economica come quella che sta interessando anche le fasce di confine della nostra Provincia. “Sarebbe auspicabile a riguardo – conclude l’esponente democratica - un tempestivo incontro tra INPS e parti sociali italiane ed elvetiche, per chiarire le diverse problematiche aperte, rispetto a cui chiederò la disponibilità anche degli altri rappresentanti istituzionali del territorio”.

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Sconto carburanti: Formigoni faccia pressione sul governo

“Roberto Formigoni, come presidente della regione più popolosa d’Italia con i suoi 10 milioni di abitanti, deve avere più peso sul Governo centrale per quanto riguarda tutte le problematiche inerenti le province di frontiera della Lombardia. A partire dalla questione del prezzo dei carburanti”, lo dice Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, commentando la risposta dell’assessore alle Finanze Colozzi a una question time firmata anche da lui, discussa oggi, martedì 6 marzo 2012, in Consiglio regionale.

Nel documento si chiedeva proprio quali iniziative presidente e assessore avessero assunto “per mantenere l’efficacia della misura regionale di riduzione dei prezzi dei carburanti alla pompa, prevedendo pure forme flessibili di determinazione del valore dello sconto, e per introdurre l’avvio dello sconto anche per il gasolio, e quali ostacoli sono emersi dal confronto con il Governo tali da rallentare l’adozione delle misure necessarie”.

“Erano state fatte delle promesse – aggiunge Gaffuri –. Questo è un provvedimento utile per i consumatori e per chi lavora sul territorio”.

La risposta di Colozzi è presto detta, spiega Gaffuri: “Colozzi ha in pratica rigettato le cause dei ritardi e delle mancate decisioni sul Governo Monti che ha accettato di perdere 300 milioni di euro di accise per non sborsarne 40 necessari a conservare l’efficace funzionamento del meccanismo di riduzione dei prezzi. Insomma, tutto dipende da Roma, secondo l’assessore. Noi, in effetti, abbiamo già fatto sentire la nostra voce con i colleghi del Pd in Parlamento, ma siamo altrettanto convinti – chiude Gaffuri – che, considerati anche gli altri problemi delle province di frontiera, in primis la partita dei frontalieri e dei loro ristorni, il presidente Formigoni ha tutte le motivazioni e, dietro di sé, la forza di una grande regione per poter intervenire, in maniera più efficace, sul Governo centrale”.

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Il Governo riattivi il tavolo di confronto e concertazione sull politiche abitative

E’ essenziale che il ministro Passera mostri da subito segnali di attenzione al problema degli sfratti, riattivando al piu’ presto il Tavolo di confronto e  concertazione sulle Politiche abitative”. E’ quanto chiede la deputata del Pd Chiara Braga. ”L’aumento esponenziale di sfratti per morosita’ nel nostro Paese – spiega – e’ un segnale evidente degli effetti piu’ drammatici della crisi economica per migliaia di famiglie.

Per troppo tempo il precedente Governo ha negato l’esistenza stessa del problema, azzerando il Fondo Sostegno Affitti e venendo meno anche ad impegni assunti formalmente in Parlamento, su iniziativa del PD, per sostenere con le Prefetture ed i Comuni iniziative locali di sostegno alla locazione, attraverso fondi di garanzia per la morosita’ incolpevole. Il rischio, denunciato oggi dai sindacati degli inquilini, che l’introduzione dell’Imu sugli immobili comporti aumenti incontrollati dei canoni di locazione e’, purtroppo, reale”.
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Bersani: senza equità non c’è crescita

La svolta c’è stata e nelle parole del neo premier c’è passione civile e orgoglio italiano. Il PD sosterrà lo sforzo per l’emergenza, siamo pronti con proposte in ogni campo per dare una mano al governo: riforme istituzionali per dare efficienza alla democrazia rappresentativa.

“Non può esserci crescita senza equità, credo che sia l’unica condizione per rendere credibile un cambiamento”, ha affermato il Segretario del PD Pier Luigi Bersani, a margine della alla presentazione alla Camera del libro di Lucia Annunziata, Il Potere in Italia. Ma non per ragioni solo di natura politica e ideale – ha spiegato Bersani – ma economiche e pratiche: perchè la disuguaglianza è contro la crescita”.

Bersani ha apprezzato l’intervento del premier ieri al Senato: “Solo 10 giorni fa eravamo ai 308 voti, oggi siamo in un altro universo persino nei contenuti stilistici. La svolta c’è stata e nelle parole di Monti c’è passione civile e la voglia di unire equità e crescita. Ora si tratterà di passare ai fatti in un clima positivo e noi siamo pronti con proposte in ogni campo a contribuire e sostenere lo sforzo del governo per rendere ancora più evidente la svolta”.

Bersani ha poi espresso “la necessità di riforme istituzionali, per dare efficienza alla democrazia rappresentativa e per dare messaggi non populistici ma di partecipazione, migliorando meccanismi come ad esempio i regolamenti parlamentari ed avere modelli più funzionanti.

Cambiare la legge elettorale – ha affermato – è una di quelle riforme che muterebbe l’immagine del Parlamento e della politica. Sarebbe un buon risultato e la dimostrazione che si può mettere in piedi una democrazia rappresentativa e matura. Dunque – ha insistito – mentre si sostiene lo sforzo per l’emergenza, le forze politiche si dedichino finalmente a un processo di riforme”.

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Salari dei frontalieri: nessuna risposta dal Governo

In merito alla possibilità sostenuta dai vertici dell’Unione Svizzera degli Imprenditori (USI) per le imprese svizzere di poter, se necessario, reagire alle forti variazioni del cambio euro/franco, con misure volte a prevedere il pagamento ai frontalieri degli stipendi in euro, interviene l’on. Chiara Braga del Partito Democratico.

“Un’ipotesi, quella di pagare lo stipendio ai frontalieri in euro, fatta già circolare alcuni mesi fa’, alla quale ho reagito con la presentazione, lo scorso mese di settembre, di un’interrogazione ai Ministeri degli Affari Esteri e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali”.

“Siamo di fronte – prosegue la parlamentare comasca – al verificarsi di una condizione discriminatoria e di evidente svantaggio per i lavoratori frontalieri, spesso anche portati ad accettare condizioni sfavorevoli e dannose per non incorrere nella perdita del posto di lavoro”.

“Tali comportamenti risultano di fatto andare contro i contenuti dell’Accordo bilaterale siglato nel 2002 tra la Confederazione svizzera, la Comunità europea e gli Stati membri, tra cui appunto l’Italia, in base ai quali viene fatto esplicito divieto di qualsiasi ‘discriminazione fondata sulla nazionalità ’ e sancito che ‘il lavoratore dipendente cittadino di una parte contraente non può ricevere sul territorio dell’altra parte contraente un trattamento diverso da quello riservato ai lavoratori dipendenti nazionali per quanto riguarda le condizioni di impiego e di lavoro e in particolare in materia di retribuzione, licenziamento, reintegrazione professionale’”.

“Con questa interrogazione, insieme ad altri colleghi deputati PD (Narducci, Marantelli e Codurelli) chiediamo – prosegue la Braga – che il Governo italiano tuteli i propri cittadini, lavoratori frontalieri, dal rischio di subire trattamenti salariali discriminatori”.

“Ad oggi tuttavia, – conclude la parlamentare comasca – non abbiamo ancora ricevuto nessun tipo di risposta da parte del Ministero competente, l’ennesimo e ineludibile segnale dell’incapacità del Governo italiano di occuparsi dei problemi reali dei suoi cittadini.”

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Bilancio regionale: tempi difficili

Dopo aver letto la nota della Regione sui tagli contenuti nel bilancio regionale per il 2012, approvato ieri mattina in Giunta regionale, intervengono il capogruppo del PD Luca Gaffuri e il consigliere regionale Enrico Brambilla, capodelegazione in commissione bilancio.

“Siamo di fronte a tagli impietosi da parte del Governo che rischiano di tradursi in pesanti riduzioni dei servizi per i cittadini, a partire dai treni e dalle politiche sociali – dichiarano gli esponenti del PD -. È giunto il momento per la Regione di selezionare quelle poche priorità su cui concentrare le risorse e gli sforzi. Per noi quelle priorità sono la tutela dei più deboli, e quindi la difesa delle politiche sociali, il trasporto pubblico locale e le politiche per la crescita. Su altri settori è giunto il momento di razionalizzare. Pensiamo ad esempio alle società regionali, centri di spesa che sfuggono allo stretto controllo del Consiglio: sono troppi e troppo costosi. Cominciamo da lì, oltre che dalla riduzione dei costi della politica”.

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