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Le mafie nel Nord Italia

Giustizia-1Sabato 12 ottobre, dalle ore 9.00 alle 13,00, “Forum Giustizia PD” ed “Associazione Giustizia e Democrazia” hanno organizzato presso la Sala Bianca del Teatro Sociale in piazza Verdi a Como l’incontro pubblico: “Le mafie nel Nord Italia. Costruire la cultura della legalità. Creare una comunità cosciente alternativa alle mafie”. Continua a leggere

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Il testo di riforma del 416ter adottato all’unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera

Parlamento_070928_a270.000 cittadini hanno chiesto a gran voce la riforma del 416 ter e il testo definitivo è stato appena adottato  all’unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera. Dal 15 luglio si vota in Aula. Si tratta di un importante segnale che dimostra la volontà politica di intervenire su questa norma cruciale per la lotta alla corruzione in Italia, rispondendo all’istanza della società civile. Dopo 6 mesi di lavoro, finalmente abbiamo un testo definitivo. Continua a leggere
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Petizione popolare 3 giuste cause

Pubblichiamo nuovamente le informazioni sulla petizione popolare “una firma per tre giuste cause” riportano anche la petizione in formato pdf, in modo da poterla scaricare così da raccogliere altre firme.

“I sottoscritti cittadini elettori chiedono ai parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica di assumere i provvedimenti necessari perché anche in Italia sia introdotto il reato di tortura. La tortura, così come il genocidio, è considerata crimine contro l’umanità dal diritto internazionale. La proibizione della tortura e di altre forme di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante costituisce oggetto di molteplici Convenzioni internazionali ratificate anche dal nostro Paese. Esiste, quindi, un obbligo giuridico internazionale ad oggi inadempiuto dall’Italia, ossia l’introduzione del reato di tortura nel codice penale, più volte sollecitato sia dal Comitato sui diritti umani istituito dal Patto sui diritti civili e politici, sia dal Comitato istituito dalla Convenzione europea per la prevenzione della tortura. L’esplicita previsione del reato di tortura costituisce anche un forte messaggio in chiave preventiva. Significa chiarire con nettezza quali siano i limiti dell’esercizio dei pubblici poteri rispetto alle esigenze investigative o di polizia. L’introduzione del reato di tortura costituisce, quindi, un adeguamento della normativa interna a quella  sovranazionale, colma le lacune del diritto interno e costituisce un’ulteriore norma a garanzia dei diritti umani di tutti i cittadini. Chiediamo, inoltre, la modifica del codice penale in materia di recidiva. L’attuale condizione delle carceri italiane contraddice radicalmente l’intento delineato dalla nostra Costituzione e non è più tollerabile. Vi è stata da vari anni una politica della sicurezza incentrata sull’elaborazione di nuovi reati, utili a rispondere a vere o presunte emergenze, sull’innalzamento delle pene per reati di non particolare allarme sociale e sulla contrazione della possibilità di utilizzo delle misure alternative al carcere. Il caso emblematico è rappresentato dalla legge 5 dicembre 2005, n. 251 (cosiddetta legge “ex Cirielli”), che ha, tra l’altro, introdotto limiti alla concessione delle misure alternative alla detenzione ai recidivi reiterati, categoria che ricomprende in sé anche reati per fatti di scarso allarme sociale e spesso distanti decenni nel tempo. Questa legge ha contribuito così a determinare quel drammatico sovraffollamento penitenziario che rende le nostre strutture ormai prossime al collasso. La condizione carceraria in Italia rimane uno dei problemi più acuti all’interno del settore della giustizia e sono necessarie misure che incidano stabilmente sull’assetto complessivo dell’ordinamento penitenziario a cominciare, appunto, dall’abrogazione della legge ex Cirielli. Chiediamo, infine, di abrogare il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato italiano. L’immigrazione è la sfida del futuro, il terreno specifico sul quale si misurerà la nostra capacità di confrontarci con le complesse dinamiche della contemporaneità. La politica dell’immigrazione, specificatamente quella messa in atto dai governi di centrodestra, appare  profondamente inadeguata e totalmente sbagliata. L’immigrazione può e deve essere governata avendo presenti, da un lato, il presente e il futuro della società italiana e, dall’altro, i diritti inalienabili della persona sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Il Governo Berlusconi ha invece introdotto nel nostro ordinamento nel 2009, con la legge n. 94, il “reato di clandestinità” che comporta, a carico dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio, l’obbligo di denunciare la persona definita come “clandestina”, ovvero il migrante colpevole di non possedere o di avere perduto (suo malgrado e anche temporaneamente) il proprio permesso di soggiorno. Il reato di clandestinità è palesemente incostituzionale, perché punisce la persona in conseguenza non di un comportamento contrario alle norme, cioè non in ragione di quello che fa, ma per il fatto di trovarsi in una condizione personale di difetto di permesso di soggiorno, ovvero per quello che egli è, e non per ciò che fa, in totale e aperta violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Chiedendo, quindi, l’abrogazione dell’articolo 10-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, legge censurata anche dall’Unione europea, si porranno le basi per una nuova visione della politica nazionale sull’immigrazione”.

La Petizione popolare nazionale è promossa dal Partito Democratico, via sant’Andrea delle Fratte, 16 – fax 0669532330 forum.giustizia@partitodemocratico.it
Forum Giustizia - Forum Immigrazione - Forum Sicurezza

Link per la pubblicazione della petizione popolare “una firma per tre giuste cause”:

https://mail.partitodemocratico.co.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.partitodemocratico.it/doc/243633/petizione-popolare-per-lintroduzione-anche-in-italia-del-reato-di-tortura.htm

Testo della petizione:

petizione tortura_petizione partecipaz immigrati

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Braga: “Tribunali, sedi periferiche: Bianchi se la prensa con il suo Partito!”

“Viene da chiedersi se il consigliere regionale  Bianchi viva sul Lago o sulla Luna. Sarebbe bene se si ricordasse che la soppressione delle sedi periferiche dei tribunali, che tocca anche la nostra provincia, è stata disposta dalla manovra estiva approvata dal Governo Berlusconi con il voto favorevole dell’alleato della Lega Nord. Mentre il Partito Democratico ha sempre sollecitato l’importanza di un percorso graduale e basato su un confronto con le realtà locali in modo da condurre ad un’effettiva razionalizzazione del sistema giustizia. Nulla c’entra quindi, in questa vicenda il Governo Monti”. Questo il duro commento dell’on. Chiara Braga del Partito Democratico in merito alle dichiarazioni del consigliere regionale della Lega Nord, Dario Bianchi sulla vicenda della soppressione delle sedi periferiche dei tribunali.

“A noi -continua la deputata comasca presente insieme a Gaffuri  all’incontro della scorsa settimana con l’ordine degli avvocati – non interessa far demagogia, ma trovare una soluzione che non penalizzi gli operatori e gli utenti dei tribunali locali. Per questo, ricordo al consigliere Bianchi, che più di un mese fa abbiamo portato in approvazione in consiglio provinciale una mozione per avviare un percorso di analisi dei dati e di valutazione della sostenibilità economica delle sedi periferiche dei tribunali. Ciò al fine di verificare, insieme ai Comuni, se esistono le condizioni per il mantenimento di alcuni servizi, in particolare il giudice di pace, anche sul lago e quindi a Menaggio. Ci piacerebbe sapere se quell’impegno ha portato a qualche risultato ”.

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Navigazione e uffici legali, il consiglio provinciale approva le proposte del PD

Il Consiglio provinciale di lunedì 30 gennaio, ha approvato all’unanimità le due mozioni presentate dal Partito Democratico che riguardavo, rispettivamente, il trasporto pubblico sul lago e il riordino degli uffici giudiziari sul territorio.

Mauro Guerra, capogruppo Pd in Consiglio, dichiara: “Queste due mozioni seguenti riguardano non solo le materie specifiche su cui vertono, ma anche il ruolo della provincia. Quando le province verranno abolite verranno  meno tutta una serie di funzioni amministrative dirette. Sarebbe bene, per il tempo che ancora ci è dato, preoccuparsi del disegno del nostro territorio. Non possiamo permettere che su alcune questioni rilevanti come la giustizia e il trasporto pubblico manchi la voce di un livello territoriale come quello della Provincia”

Sulla questione del riordino degli uffici giudiziari Guerra spiega: “Lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri vincola l’esistenza del giudice di pace alla soddisfazione di alcuni indici (carico di lavoro/numerosità della popolazione), stando a questo decreto dovrebbero essere soppressi i 3 giudici di pace di Cantù, Erba e Menaggio. Gli enti locali potrebbero però mantenere gli uffici se fossero disposti a sobbarcarsi le spese. Questa possibilità ci richiama ad un ruolo di regia: come vogliamo che siano disposti i giudici di pace prima e gli altri uffici legali poi? Non possiamo lasciare i comuni a far fronte al problema, la Provincia dovrebbe valutare, insieme ai comuni, questa questione e procedere ad un’analisi seria e ragionata delle funzioni che dovrebbero ospitare i nostri territori”. La mozione approvata impegna quindi il Presidente e la Giunta ad assumere tutte le iniziative necessarie perché la Provincia, in raccordo con i Comuni, intervenga per contribuire a definire un assetto degli uffici giudiziari razionale e rispondente ai bisogni dell’intero territorio comasco, dei cittadini e delle imprese e a relazionare entro 30 giorni al Consiglio sulla situazione, le prospettive, le iniziative intraprese.

Sulla Navigazione Laghi, la mozione accolta ieri all’unanimità impegna la Giunta ad attivarsi in ogni sede verso il Governo, il Parlamento, la Regione Lombardia, la Provincia di Lecco, la Navigazione Laghi,  al fine di adottare tutte le iniziative necessarie per scongiurare tagli di corse e servizi che penalizzino il sistema del trasporto pubblico locale via lago, i lavoratori e gli studenti che lo utilizzano quotidianamente e la sua funzione turistica. “Inoltre – conclude il capogruppo – vorremmo che fosse predisposto e condiviso, con tutti gli enti interessati e competenti, un Piano di rilancio del trasporto pubblico sul lago, al fine di costruire una offerta potenziata che lo renda in grado di competere sempre più come alternativa al trasporto su gomma, con i vantaggi che ne derivano in termini di minori costi ambientali, di diminuzione del traffico sulla statale 340 Regina e sulla Provinciale Lariana, di migliore mobilità per i cittadini e le attività economiche”.

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