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Calcio dilettanti: la Regione aiuti le piccole società sportive che lavorano a favore dei ragazzi

L’omologazione dei campi da gioco a 11 in erba artificiale è stata al centro di un’interrogazione a risposta immediata, il cosiddetto question time, presentato dall’Udc e sottoscritta anche da Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd.

La questione, come viene spiegato nell’interrogazione, riguarda il documento, approvato dalla Figc-Lega nazionale dilettanti, per la realizzazione, l’omologazione e il successivo rinnovo quadriennale dei campi in sintetico.

Nel documento sono contenute le linee guida da seguire per la realizzazione pratica dei campi, nonché l’iter burocratico e le prestazioni minime richieste per il campo stesso affinché possa essere omologato, pena la non utilizzazione.

E l’omologazione, spiega ancora il question time, ha una validità quadriennale, comporta un costo di 4800 euro, cui vanno aggiunti la riomologazione, scaduti i termini, e i costi di manutenzione.

In sostanza, dicono Udc e Pd, in Lombardia sono numerosissime le società dilettantistiche rivolte ai giovani e senza scopo di lucro, che si trovano in enormi difficoltà. E per questo hanno chiesto all’assessore se intenda intervenire nei confronti della Figc-Lega nazionale dilettanti e se c’è la possibilità di erogare contributi alle società sportive per affrontare la spesa.

“L’assessore ha risposto che sicuramente parlerà del problema e della sua eventuale soluzione con la Figc-Lega nazionale dilettanti e che se non sono previsti dei contributi regionali per questo genere di spese, valuterà il da farsi dopo l’incontro con la Federazione calcio – commenta Gaffuri –. Sicuramente chiediamo a Regione Lombardia di fare il possibile per evitare difficoltà burocratiche e costi eccessivi a queste piccole società che hanno spesso solo scopo educativo e sportivo verso i ragazzi”.

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Caso Giammario: subito al voto per ridare credibilità alla Regione

“L’avviso di garanzia ad Angelo Giammario è l’ennesimo ad un esponente della passata giunta Formigoni, in qualità di sottosegretario con delega ai rapporti con l’area metropolitana, e attuale consigliere. Non entriamo in alcun modo nel giudizio sul caso in questione e auguriamo al consigliere del Pdl di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti su cui la magistratura indaga. La nostra richiesta tuttavia è netta: la stagione formigoniana è finita, occorre tornare al voto e rinnovare l’istituzione regionale. Troppe sono le crepe in questa maggioranza, andare al voto è la strada maestra per restituire credibilità alla Regione”.

Così Luca Gaffuri, capogruppo Pd in consiglio regionale della Lombardia, commenta l’avviso di garanzia al consigliere regionale del Pdl Angelo Giammario.

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Tangenziale di Como, incontro in Regione con l’assessore Cattaneo

«Questa volta l’Assessore regionale alla viabilità, Raffaele Cattaneo, ha compreso che le decisioni sulle infrastrutture viabilistiche del comasco vanno condivise con l’amministrazione provinciale ed i comuni interessati». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale, si è espresso al termine dell’incontro, avvenuto questa mattina a Palazzo Lombardia, voluto direttamente dall’Assessore Cattaneo per parlare del secondo lotto della tangenziale di Como. Durante la mattinata sono state presentate le due proposte attualmente al vaglio: una a firma dell’amministrazione provinciale concernente lo svincolo in località Acquanera, l’ingresso della strada in galleria ed l’ interconnessione sulla Strada provinciale 342 tra Montorfano ed Orsenigo, l’altra predisposta da Infrastrutture Lombarde riguardante gli svincoli contenuti in località Bernate Rosales e Navedano, l’ingresso in galleria prima di Senna Comasco e l’interconnessione sulla Strada provinciale 342 tra Montorfano ed Orsenigo, che prevedono differenze tecniche nella realizzazione dei tunnel dal lotto attualmente in costruzione tra Grandate e la località Acquanera. «Ritengo si sia trattato di un incontro positivo – rileva Gaffuri – Soprattutto sono soddisfatto degli studi effettuati con la speranza che, questa volta, la progettazione preliminare corrisponda a quella definitiva dal punto di vista economico. In questi giorni analizzeremo nel dettaglio i progetti che ci sono stati presentati anche se ritengo che la soluzione prospettata dall’amministrazione provinciale sia quella caratterizzata da minor impatto sull’ambiente. Come auspicavamo, ora i Comuni avranno la possibilità di valutare le soluzioni presentate».

All’incontro ha presenziato anche la parlamentare comasca del PD, Chiara Braga: «Questo incontro in Regione Lombardia credo sia stato molto utile: ci ha consentito di conoscere quali sono le varie ipotesi attualmente allo studio per il completamento della tangenziale di Como. Ora tocca alla Provincia  di Como avviare un confronto trasparente con i comuni, ed i vari soggetti del territorio coinvolti, al fine di individuare quale sia la soluzione migliore per realizzare nel modo più rapido questo importante collegamento viabilistico. Bisogna comunque ribadire che, attualmente, il problema principale resta quello del reperimento delle risorse necessarie nonché la garanzia che, in ogni caso, vengano rispettati i contenuti dell’accordo di programma relativo al sistema viabilistico Pedemontano che prevedono la realizzazione complessiva della tangenziale di Como».

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Frontalieri: Governo, Regione ed enti locali parlino con una sola voce

“Occorre dialogare ma tenendo fermo il rispetto degli accordi internazionali. Non ci possiamo permettere di vedere ridimensionato il rapporto con il Canton Ticino, né di veder tagliati i ristorni ai nostri comuni e per questo le istituzioni italiane devono agire compatte nei confronti della Confederazione elvetica, e la Regione ha una parte di responsabilità nel garantire che ciò avvenga”, dichiara Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, dopo la trattazione, ieri, in Consiglio regionale, di un’interrogazione a risposta immediata a pochi giorni dalla decisione del governo ticinese di applicare un taglio del 50% ai ristorni.

“Abbiamo posto il problema dei rapporti italosvizzeri in Consiglio regionale due anni fa, nel dicembre del 2009 – continua Gaffuri – e l’allora assessore Piergianni Prosperini rassicurò sul fatto che nessun problema era alle viste. Non è andata così, e sono stati compiuti diversi errori: da parte del Governo, che ha inserito i frontalieri nello scudo fiscale per poi rimediare in modo difficoltoso. Ci sono stati esponenti del Governo e degli enti locali che hanno agito con profili differenti nei confronti delle istituzioni. La sovrapposizione delle dichiarazioni di alcuni ministri e le posizioni ambigue della Lega Nord creano confusione e indeboliscono il ruolo del nostro Paese. La Lega dei ticinesi ha promosso campagne inaccettabili come quella contro i frontalieri e poi il taglio dei ristorni. Sarebbero guai per la Lombardia se i rapporti economici con il Canton Ticino uscissero ridimensionati. Ciò non deve succedere, ma per questo ci aspettiamo un’iniziativa coerente, ad una sola voce, come si conviene a normali rapporti tra stati”, conclude Gaffuri.

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