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Cultura e sociale: giovedì 8 giugno, Traglio incontra il Ministro Franceschini e l’assessore Maiorino

franceschiniGiovedì 8 giugno 2017, per Como e il nostro candidato sindaco Maurizio Traglio sarà una giornata speciale. Alle 17.30, nella sala Bianca del Teatro Sociale, Traglio incontrerà Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Intervengono l’on. Chiara Braga e il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri.
Alle 19, al Just Art Cafe di piazza Roma, si tiene, invece, un incontro pubblico sul tema “Il sociale e l’integrazione: la sVolta“. Maurizio Traglio interviene assieme a Pierfrancesco Maiorino, assessore alle Politiche sociali, salute e diritti del Comune di Milano. Introduce il segretario provinciale del Pd Angelo Orsenigo.

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Franceschini: togliere di più agli evasori, togliere di meno ai pensionati

“La ragione sociale attorno alla quale è nato questo Governo sostenuto da una strana maggioranza parlamentare di avversari politici che sanno di esserlo e sanno che torneranno ad esserlo alle prossime elezioni, è quella di salvare l’Italia.Tutti sappiamo che è stato difficile mettere insieme questo decreto, perché normalmente nei sistemi costituzionali, c’è una maggioranza politica che si presenta agli elettori con un programma i cui atti sono dettati dalla coerenza con quel programma e dalla compattezza della coalizione politica. Questa è una manovra che nasce come specchio della situazione inedita in cui ci troviamo oggi ad operare in modo duro, difficile. Vi ringraziamo per il lavoro che avete fatto, lavorando in mezzo all’emergenza ai vincoli posti dall’Unione Europea e all’esigenza di fare una sintesi possibile tra posizione così alternative e così diverse. Sia noi che la destra probabilmente avremmo fatto due manovre diverse tra di noi e anche diverse da questa”. “

Noi del Partito Democratico, avremmo lavorato per una maggiore equità, per un intervento più graduale sulle pensioni, per uno scalone meno improvviso; non dimenticandoci di chi vede innalzarsi l’età non solo mentre lavora ma soprattutto mentre ha perso il suo posto di lavoro; non dimenticandoci dei lavoratori precoci. Avremmo voluto e vorremmo una franchigia maggiore per l’Imu sulla prima casa; avremmo voluto e vorremmo invece di più sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie; avremmo cercato risorse sulle frequenze televisive e sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare. La destra probabilmente avrebbe fatto altre scelte”.

“Le cose che Le (Capo del Governo) abbiamo detto negli incontri di queste settimane, nessuna delle quali dettata dal problema dei voti del consenso ma dal rispetto di un principio che non si deve mai dimenticare che è quello della  giustizia sociale. Perché ogni cittadino italiano in cui in queste ore si va a chiedere un sacrificio deve sentire che questo sacrificio è chiesto ad ognuno in base ai propri mezzi e che non ci saranno più furbizie che non si tollererà più chi da anni viola le regole ed evade commettendo un delitto contro la propria comunità, una vigliaccheria contro la comunità, quella in cui vive. Per questo vogliamo un impegno molto forte sull’evasione fiscale, le proposte non totalmente accolte dal Governo, ma positivamente e parzialmente accettate miravano esattamente a questo:  la tracciabilità dei pagamenti, con la scomparsa del contante che crea nero ed evasione, noi la vorremmo fissata a meno dei mille euro stabiliti; vorremmo un prelievo maggiore sullo scudo fiscale perché se si chiede un contributo di solidarietà lo si chiede a chi ha violato la legge, a chi ha esportato illegalmente i capitali e ha pagato solo il 5%. Vorremmo che questo tema della lotta all’evasione e lo dico al Pdl, che il rispetto delle regole e la lotta all’evasione non fosse solo la nostra bandiera ma una battaglia comune a tutte le forze politiche che siedono in questo parlamento senza distinzione tra l’essere di destra o di sinistra”.

“Oggi Lei, Lei riceve una forza da questo parlamento, la forza che ha chiesto, che i partiti, il parlamento Le danno. Una forza che per noi comporta anche qualche incomprensione con gli elettorati, con i ceti sociali che talvolta hanno drammi. E allora questa forza che noi Le diamo, la usi per fare sentire la voce forte dell’Italia sui tavoli europei, per dimostrare l’orgoglio di un grande Paese fondatore degli UE. Perché noi non dobbiamo solo salvare l’Italia ma salvare e costruire l’Europa”.

Intervento completo di Franceschini

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Trattamento economico parlamentari, una nota di Franceschini

Le decisioni assunte nei giorni scorsi dall’Ufficio dei Questori del Parlamento, in merito al dibattito, tuttora in corso, sui costi del Parlamento, e relative in particolare al superamento del regime dei vitalizi e all’introduzione del sistema contributivo pro-rata a partire da questa XIV legislatura, vanno nella giusta direzione e trovano il gruppo del Partito Democratico alla Camera del tutto concorde, al di là di ogni nota stonata e personale pronunciata in questi giorni da alcuni colleghi parlamentari. Personalmente ne sono fermamente convinta, tanto più in un contesto di difficoltà come quello che sta attraversando il nostro Paese ed alla luce dei sacrifici richiesti ai cittadini italiani, contenuti nei provvedimenti che il Governo Monti presenterà proprio oggi alle Camere.

Nella nota di Dario Franceschini, Presidente del Gruppo parlamentare PD alla Camera, che qui sotto è allegata, si possono acquisire alcune utili informazioni sulle modifiche intervenute al trattamento economico dei deputati nel corso degli ultimi cinque anni e, in generale, sui costi della politica. Un argomento troppe volte oggetto di cattiva o carente informazione.

Nello specifico, con riferimento al dato sull’indennità netta mensile, riportato nella lettera allegata trasmessa dal presidente Franceschini, si forniscono alcune precisazioni riprese dal sito della Camera all’indirizzo http://www.camera.it/14?conoscerelacamera=4

Pertanto, a decorrere dal 1° ottobre 2011, l’indennità parlamentare mensile è pari a 5.246,97 euro, al netto della ritenuta fiscale (€ 3.719,00), della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66). L’importo dell’indennità scende a 5.007,36 euro netti per i deputati che svolgono un’altra attività lavorativa.

Qualora il deputato versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell’assegno vitalizio, l’importo mensile netto ammonta a 4.995,34 euro ovvero, per i parlamentari che svolgono un’altra attività lavorativa, a 4.755,73 euro.

L’importo netto è ulteriormente ridotto dalle imposte addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato. Nei nove mesi in cui sono trattenute tali imposte, l’importo dell’indennità si riduce mediamente di 250 euro.

Lettera di Franceschini

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Governo battuto alla Camera sul rendiconto finanziario 2010

Governo e maggioranza sono stati battuti ieri a sorpresa alla Camera dei Deputati sul disegno di legge, già approvato dal Senato, recante il rendiconto generale  dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2010. Dopo il no dell’Aula all’articolo 1 del provvedimento il dibattito è stato sospeso e rinviato alla seduta di oggi .

In seguito all’increscioso incidente, il premier Silvio Berlusconi, visibilmente adirato e accompagnato dal grido dimissioni, dimissioni” che si è levato dai banchi dell’opposizione subito dopo il responso della votazione, ha convocato d’urgenza per questa sera i vertici del Pdl nella sua residenza romana per fare il punto della situazione e verificare la possibilità di rimediare all’impasse. Tra le ipotesi in campo, quella di un maxiemendamento cui porre la fiducia o la riscrittura dell’articolo respinto. Secondo il presidente della Camera,  questo voto “ha evidenti implicazioni di carattere politico”.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha commentato così la novantunesima sconfitta del governo dall’inizio della legislatura: “Un governo bocciato sul consuntivo non può fare l’assestamento di bilancio e senza assestamento il governo non c’è più. Mi aspetto che Berlusconi ora si convinca ad andare al Quirinale”.

“Approfittiamo della presenza del Presidente del Consiglio in Aula, per invitarlo a prendere atto che la sua maggioranza parlamentare non esiste più, esiste soltanto in occasione dei voti di fiducia in cui venite in Aula per salvare voi stessi  e garantirvi la sopravvivenza ma la maggioranza parlamentare non c’è più nel paese e non c’è più in quest’aula” tuona, applaudito da tutto il Pd alla Camera, il capogruppo democratico Dario Franceschini.

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Frontalieri: oggi a Bellinzona l’incontro tra Canton Ticino e Regione Lombardia

Approfondire le tematiche che riguardano i rapporti tra Italia e Svizzera, in modo particolare riguardo al mercato del lavoro ed al frontalierato, sono all’ordine del giorno dell’incontro istituzionale tra gli Uffici di Presidenza delle Assemblee Legislative di Regione Lombardia e della Repubblica e Canton Ticino in programma oggi, mercoledì 21 settembre, a Bellinzona.

I rapporti italo-svizzeri e le discussioni relative alla presenza di lavoratori frontalieri in Canton Ticino di questi ultimi mesi, argomenti sfociati nella decisione del Consiglio di Stato ticinese che il 30 giugno scorso ha congelato di metà delle quote di ristorno del 38,8% di tasse dei lavoratori frontalieri che spettano all’Italia in base all’ultimo accordo in materia del 1974, saranno al centro dell’incontro.

«I motivi di discussione tra Regione Lombardia e governo del Canton Ticino sono ben noti, soprattutto per ciò che concerne i lavoratori frontalieri e la revisione degli accordi sul ristorno delle imposte – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, che sarà presente oggi all’incontro -: se le proposte avanzate dal Consiglio di Stato ticinese dovessero essere recepite dal governo federale i comuni di confine, molto spesso piccoli centri, non avranno la possibilità di assicurarsi entrate sufficienti ad assicurare i servizi ai loro cittadini visto che la maggior parte di loro lavorano all’estero».

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