Archivi tag: Formigoni

Sono troppi gli scandali della sanità lombarda!

“Un fatto gravissimo che alza il velo su un sistema di potere che ha avuto accesso libero alla sanità lombarda. Simone e Daccò sono persone molto vicine a Formigoni e sono accusate di aver distratto fondi da due grandi strutture sanitarie lombarde che ricevono molti soldi dalla Regione. Il presidente dovrebbe sentire il bisogno di spiegare perché tutto questo possa essere accaduto proprio sotto i suoi occhi”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Regione, e Gian Antonio Girelli, responsabile sanità per il Pd lombardo, commentano gli arresti odierni in merito allo scandalo relativo alla fondazione Maugeri.

“Dalle operazioni inutili alla clinica Santa Rita fino ai milioni di euro sottratti al San Raffaele e alla Maugeri, nella costosa sanità formigoniana gli scandali sono davvero troppi e troppo gravi. Anche per questo, torniamo a dirlo, è ora di ridare la parola ai lombardi”, concludono Gaffuri e Girelli.

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Trasporto pubblico: Formigoni si scopre collaborativo, a fasi alterne

Il presidente Formigoni riscopre a fasi alterne e fuori tempo massimo il desiderio di collaborare con le opposizioni, dispiace constatare che questo suo spirito conciliante si manifesti solo a parole e nei momenti di difficoltà, quando la norma è insulti e provocazioni. Fa specie che affermi di non aver visto avanzare uno straccio di idea dalle opposizioni visto che ad esempio il progetto di riforma del trasporto pubblico locale approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, di cui lui si appropria esclusivamente il risultato, è il frutto di un lavoro condiviso della Commissione territorio che ha lavorato nel merito della materia stravolgendo il testo licenziato dalla Giunta. Diversamente da quanto sostiene Formigoni, l’approvazione unanime dell’articolato, corretto nei punti essenziali dagli emendamenti presentati dalle opposizioni, è la prova provata che il centrosinistra in aula sta bene attento al merito dei provvedimenti e quando li condivide non ha difficoltà né remore a sostenerli. Peccato che troppo spesso l’atteggiamento della maggioranza vada esattamente nella direzione opposta.”

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Le parolacce di Formigoni: vogliamo un nuovo presidente!

“Dito medio alzato, inculati, pirla: vogliamo un altro presidente”, è secco e imbarazzato il commento di Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, dopo la performance del presidente Formigoni, oggi, martedì 20 marzo 2012, in Aula, che, a fronte di tutta la discussione fatta sull’opportunità politica che il presidente del Consiglio Boni si dimettesse, ha ritenuto come unica risposta di spiegare perché dare del pirla al capogruppo dell’Idv Stefano Zamponi non era un reato.

“Tempo fa, fuori da Palazzo Grazioli, dopo una riunione del Pdl, alla folla che lo contestava, Formigoni ha mostrato le corna e il dito medio – riassume Gaffuri –. Nell’altro Consiglio regionale si è rivolto al capogruppo dell’Udc Gianmarco Quadrini sostenendo che quest’ultimo aveva ‘inculato’ il centrosinistra. Oggi, con tutti i problemi che dobbiamo affrontare in una regione in difficoltà e con dieci suoi rappresentanti indagati, viene in Aula, cosa per altro assai rara, e invece di partecipare al dibattito sulla questione politica, offende un capogruppo e se ne fa la ragione, sostenendo che non sia così. Formigoni – conclude Gaffuri –, basta volgarità. E basta con questo presidente!”.

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Formigoni non potrà più dire che non ci sono casi giudiziari che riguardano assessori in carica

“Solo la scorsa settimana Formigoni sosteneva che la sua giunta non era stata toccata da vicende giudiziarie. Oggi è evidente che non è così. Romano La Russa è l’ennesimo esponente della giunta precedente coinvolto in un’indagine della magistratura, ma a differenza di Boni, Ponzoni, Nicoli e Prosperini è a tutt’oggi assessore in carica. Anche l’ambito in cui si dispiega l’indagine è significativo, perché l’Aler è un’azienda regionale. Per noi vale anche in questo caso la presunzione di innocenza e il sostegno al lavoro dei magistrati perché si arrivi presto a fare piena luce sulla vicenda. Il giudizio sulla legislatura e sui diciassette anni di governo di Formigoni non cambia: occorre un rinnovamento profondo, che può avvenire solo restituendo la parola agli elettori”.

Così dichiara il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri dopo la notizia della chiusura delle indagini a carico, tra gli altri, dell’assessore regionale del Pdl Romano La Russa.

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Caso Boni: evidente l’imbarazzo di Formigoni e del centrodestra

“La giornata di oggi segna uno spartiacque nella legislatura. Il centrodestra ha scelto di forzare le regole pur di non discutere né votare sul caso Boni una mozione del tutto legittima delle opposizioni. L’imbarazzo di Pdl e Lega e di Formigoni è del tutto evidente, e il gesto delle opposizioni, che compattamente si sono rifiutate di discutere le altre mozioni all’ordine del giorno, è il segnale di un disagio forte e di una chiara unità di intenti su un punto: che Davide Boni deve separare la propria vicenda dal ruolo di presidente dell’assemblea. Le sue dimissioni sono un atto necessario”.

Così Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia, commenta quanto accaduto ieri mattina in Regione durante la seduta in cui si sarebbe dovuta discutere la mozione delle opposizioni che chiedeva le dimissioni di Boni dalla presidenza dell’Aula. Mozione dichiarata inammissibile dal vicepresidente Carlo Saffioti, in veste di presidente.

“L’immagine di Boni che anziché presiedere si siede tra i banchi della Lega – continua Gaffuri – stretto tra Renzo Bossi e il capogruppo Galli, rimane un simbolo di questa giornata. Un presidente sotto tutela politica non è ciò di cui la Lombardia ha bisogno”.

Quanto a Formigoni, Gaffuri risponde così: “il presidente della Regione è prigioniero di un fortino che si sta sgretolando per gli scandali e per gli errori suoi e di chi con lui ha assunto ruoli importanti in Giunta e in Consiglio. Le sue accuse all’opposizione, tra gaffes e imprecisioni, denotano solo nervosismo, perché la sua maggioranza, lo si è visto oggi, non è nemmeno in grado di esprimersi, né in un verso né nell’altro, su un fatto semplice come le dimissioni di una persona inquisita dalla presidenza del consiglio regionale”.

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Formigoni intervenga con Roma e Berna per sbloccare i ristorni

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione in cui si chiede il blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri e di avviare una forma di cooperazione con la Svizzera in materia fiscale.

La mozione urgente, bipartisan, impegna il presidente Formigoni “ad attivarsi nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri affinché addivenga, in un quadro europeo e in tempi rapidi, alla conclusione della trattativa con il Consiglio federale elvetico in merito alla cooperazione in materia fiscale e al conseguente sblocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri a favore dei Comuni interessati delle province di Como, Varese, e Sondrio”.

Inoltre, aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, “abbiamo chiesto a Formigoni di provvedere, nelle more di questa trattativa internazionale, ad anticipare, in tempi brevi, alle amministrazioni comunali gli importi dei ristorni monetari bloccati dall’autorità elvetica”.

La mozione aggiunge l’impegno a “intervenire nella competente sede giudiziaria per ottenere il rispetto da parte dell’autorità elvetica dell’accordo internazionale sottoscritto da Roma e Berna nel 1974 in questa materia e a chiedere il risarcimento o l’indennità pecuniaria a titolo di riparazione per il danno subito a causa della violazione della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati, commessa dal Consiglio di Stato del Canton Ticino entro il termine utile del giugno 2012”.

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Regione Lombardia: siamo determinati ad andare al voto

“Formigoni continua a non vedere che tutto gli sta crollando intorno. Siamo pronti a dimostrargli anche in Aula che la nostra richiesta di elezioni è forte e chiara. Poi ciascuno si prenderà le proprie responsabilità di fronte ai cittadini”. Così il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri risponde al presidente della Regione Lombardia Formigoni sulla richiesta delle opposizioni di elezioni anticipate.

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Gaffuri: subito al voto e Boni si dimetta.

“Occorre andare presto al voto e ridare la parola agli elettori. Boni è l’ennesimo ex assessore di Formigoni colpito da un’indagine della magistratura. Dalle bonifiche alle cave, dalla sanità ai centri commerciali, emergono fatti gravi sui maggiori campi di competenza della Regione. L’inchiesta su Boni è anche un duro colpo alla Lega, perché Boni è un suo esponente di primo piano, a cui sono stati affidati ruoli importanti”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri dopo l’avviso di garanzia al presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni.

“Per rispetto dell’istituzione – aggiunge Gaffuri – Boni si deve dimettere subito dalla presidenza del Consiglio regionale. Lo invitiamo a fare un passo indietro, per ridare serenità all’Aula e per garantire quel decoro che Boni stesso ha più volte richiesto”. Boni, ricorda Gaffuri, nella sua veste di presidente dell’assemblea lombarda è al momento anche coordinatore della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative regionali e delle Province autonome.

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Sconto carburanti: Formigoni faccia pressione sul governo

“Roberto Formigoni, come presidente della regione più popolosa d’Italia con i suoi 10 milioni di abitanti, deve avere più peso sul Governo centrale per quanto riguarda tutte le problematiche inerenti le province di frontiera della Lombardia. A partire dalla questione del prezzo dei carburanti”, lo dice Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, commentando la risposta dell’assessore alle Finanze Colozzi a una question time firmata anche da lui, discussa oggi, martedì 6 marzo 2012, in Consiglio regionale.

Nel documento si chiedeva proprio quali iniziative presidente e assessore avessero assunto “per mantenere l’efficacia della misura regionale di riduzione dei prezzi dei carburanti alla pompa, prevedendo pure forme flessibili di determinazione del valore dello sconto, e per introdurre l’avvio dello sconto anche per il gasolio, e quali ostacoli sono emersi dal confronto con il Governo tali da rallentare l’adozione delle misure necessarie”.

“Erano state fatte delle promesse – aggiunge Gaffuri –. Questo è un provvedimento utile per i consumatori e per chi lavora sul territorio”.

La risposta di Colozzi è presto detta, spiega Gaffuri: “Colozzi ha in pratica rigettato le cause dei ritardi e delle mancate decisioni sul Governo Monti che ha accettato di perdere 300 milioni di euro di accise per non sborsarne 40 necessari a conservare l’efficace funzionamento del meccanismo di riduzione dei prezzi. Insomma, tutto dipende da Roma, secondo l’assessore. Noi, in effetti, abbiamo già fatto sentire la nostra voce con i colleghi del Pd in Parlamento, ma siamo altrettanto convinti – chiude Gaffuri – che, considerati anche gli altri problemi delle province di frontiera, in primis la partita dei frontalieri e dei loro ristorni, il presidente Formigoni ha tutte le motivazioni e, dietro di sé, la forza di una grande regione per poter intervenire, in maniera più efficace, sul Governo centrale”.

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Canone Rai: Bene il passo indietro, ma cosa fa chi ha già pagato

“Siamo soddisfatti del passo indietro della Rai sull’odioso balzello che ha tentato di imporre a società, imprese, liberi professionisti, detentori di partite Iva e associazioni di volontariato, ma ci chiediamo cosa debba fare a questo punto chi ha già pagato”, commentano così Luca Gaffuri ed Enrico Brambilla, capogruppo e consigliere regionali del Pd, la scelta dell’azienda televisiva di Stato di limitare l’applicazione del canone a chi effettivamente utilizza computer, videofonini, iPad per ricevere un segnale radiotelevisivo.

Il Gruppo regionale del Pd aveva seguito a ruota le iniziative dei colleghi di partito parlamentari e stava predisponendo una mozione indirizzata al presidente Formigoni, in cui lo si impegnava a chiedere al Governo Monti di stralciare dalla manovra la voce che impone a società e imprese di dichiarare il pagamento del canone Rai.

“A questo punto cercheremo di capire se imprese e associazioni si sono già adeguate e nel caso come permettere loro di recuperare il maltolto”, concludono Gaffuri e Brambilla.

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