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Regolamento di polizia, ok al rinvio, ma più rispetto per l’Aula: per 120 emendamenti serve tempo

polizialocale“Nessun problema a rinviare le due sedute previste di consiglio comunale sul nuovo regolamento di polizia urbana, ma la Giunta doveva prevederlo che ci sarebbe voluto più tempo per esaminare 120 emendamenti”, ne fanno una questione di metodo e di rispetto dell’Aula, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, ma l’annullamento delle due sedute di consiglio non passano inosservate.
“Alle 11.56 è arrivata la email con l’ordine del giorno per la sera, alle 13.56 è arrivata l’email con l’annullamento delle sedute – rivela Lissi –. Complimenti per l’organizzazione e per il rispetto verso i consiglieri”.
E Fanetti aggiunge: “Era ovvio che ci voleva tempo ad analizzare gli emendamenti. Tant’è che già il giorno prima si poteva procedere con l’annullamento delle sedute, se non altro per il fatto che anche in maggioranza si erano levate voci in questo senso”.
Quindi, “ben venga il rinvio, ma ancora una volta qualcosa ci dice che l’intenzione era di ignorare completamente la presenza di forze politiche nella loro casa, cioè il consiglio comunale. Apprezziamo, perciò, il gesto, e vorremmo che diventasse la normalità”, conclude Guarisco.

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Parcheggi sotto le mura: la Giunta prima approva, poi smentisce

varese5“In Giunta comunale siamo al paradosso: approvano delibere ben precise e poi gli stessi assessori le smentiscono. Per la serie, ‘io non c’ero e se c’ero dormivo’. Ma gli atti parlano”. Sono sempre più caustici i consiglieri comunali del Pd: “L’assessore Locatelli si giustifica con il libretto delle assenze. Negretti e Butti sostengono che il provvedimento sia stato approvato a loro insaputa: benone! Speriamo non sia sempre così. Oppure, peggio ancora, parlano di ‘refuso’, che significa un errore di battitura. Alla faccia della tastiera del computer! E il sindaco? Come al solito fischietta guardando in alto”.
Ma Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco fanno presente che mai come nel caso di un’amministrazione comunale carta canta: “La delibera di Giunta numero 500 del 6 dicembre scorso dice chiaramente che gli assenti erano la vicesindaco Locatelli e gli assessori Caldara e Rossotti, che i voti sono stati espressi all’unanimità e che verrà attuata in via sperimentale, per un periodo di sei mesi, la regolamentazione della sosta, consentendo un tempo massimo di stazionamento pari a 2 ore, previo inserimento del numero di targa nel parcometro, che non potrà ripetersi nell’arco della giornata, in viale Lecco, piazza Verdi, via Manzoni, via Ugo Foscolo, largo Leopardi, lungo Lario Trieste, viale Varese”.
Non solo: i consiglieri Pd sottolineano anche, a proposito della presunta sbadataggine di alcuni assessori, che “loro stessi, il 30 agosto scorso, hanno approvato  l’indirizzo operativo 247 sulle ‘Disposizioni in ordine alla predisposizione dell’ordine del giorno della Giunta comunale’ nelle quali si dice che a partire dal 1 ottobre le pratiche per le quali viene chiesta l’iscrizione all’ordine del giorno della Giunta saranno supportate da adeguata istruttoria tecnico-amministrativa e da maggiore condivisione politica, e che a tal fine saranno messe a disposizione degli assessori con adeguato anticipo rispetto alla seduta di prevista trattazione. Quindi, da quella data vengono trasmesse alla Segreteria generale di regola entro il lunedì antecedente alla seduta di prevista trattazione, solitamente il giovedì pomeriggio. Fatta eccezione per quelle di particolare complessità, tra cui, ad esempio, le proposte di deliberazione consiliare, rispetto alle quali il termine retrocede al mercoledì della settimana precedente”.
Insomma, chiosa il segretario cittadino Tommaso Legnani, “i componenti della squadra di Mario Landriscina non hanno scuse: prendono decisioni politiche che indispettiscono chiunque, cittadini e operatori, e poi inventano storielle risibili per scaricarsi di dosso la colpa della scelta. Invece, si assumano le loro responsabilità: credono di aver fatto bene? Vadano avanti per la loro strada. Saranno gli elettori a decidere, a tempo debito, del loro operato”.

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Foto Presidente Mattarella, Fanetti, Lissi, Guarisco e Legnani: “Giù le mani dal Capo di Stato e dalla casa di tutti i comaschi”

PALAZZO CERNEZZI“La richiesta della Lega, fatta propria anche a Como dal vicesindaco Alessandra Locatelli, di rimuovere i ritratti ufficiali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dagli uffici pubblici, è un gesto vile e inqualificabile”, commentano Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd.
“La figura del Presidente della Repubblica, garante super partes, deve restare al riparo dagli attacchi e dalle polemiche politiche – aggiunge Tommaso Legnani, segretario cittadino dei dem –. La Lega e Salvini avevano la possibilità di far partire il fantomatico ‘governo del cambiamento’ e hanno scelto deliberatamente di non farlo, per tornare alle elezioni e sperare di guadagnare una manciata di voti in più. Stanno prendendo in giro gli italiani, ma lascino stare il Presidente della Repubblica e gli uffici comunali, che sono la casa di tutti cittadini comaschi, non solo del vicesindaco o della Lega”, conclude, assieme a Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Scontri a Gaza, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Como, gemellata con Nablus e Netanya, condanni le azioni di forza”

gaza“Come Comune gemellato con le due città di Nablus, in Palestina, e Netanya, in Israele, Como condanni ogni azione di forza o unilaterale che aggravi la situazione di tensione nel Medio Oriente”, lo chiedono, con una mozione appena depositata, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, insieme a Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, dopo quello che sta accadendo nuovamente nei territori della Striscia di Gaza.
I tre consiglieri Pd ricordano nell’atto che “il Comune di Como è una fra le prime città al mondo a essere stata insignita del titolo di Città messaggera di pace dall’Onu ed è membro di altre associazioni attive sui temi della pace, dei diritti e della cooperazione internazionale”. Ma soprattutto “è gemellato, tra le altre, con Nablus e Netanya”.
Fanetti, Lissi e Guarisco riassumono poi le vicende di queste ultime ore con gli Usa che decidono di spostare l’ambasciata a Gerusalemme, “decisione in contrasto con le posizioni espresse più volte dall’Assemblea generale delle Nazioni unite e dalla comunità internazionale riguardo allo status della città, ancora da concordare all’interno del processo di pace tra israeliani e palestinesi”, e la strage di manifestanti lungo il confine tra il territorio palestinese della striscia  di Gaza e lo Stato d’Israele.
Per questo l’atto chiede che il consiglio comunale di Como “condanni ogni azione di forza o unilaterale che aggravi la situazione di tensione nel Medio Oriente; esprima dolore e solidarietà per le vittime uccise dall’esercito israeliano durante le proteste del 14 maggio 2018 lungo il confine con Israele; ribadisca il diritto a manifestare in forma pacifica, il dovere della tutela delle vite umane, il principio dell’uso proporzionato della forza; auspichi il termine di ogni violenza e la ripresa del processo di pace israelo-palestinese, basato sul principio dei due Stati; impegni il sindaco a farsi portatore di questo messaggio verso le città gemelle di Nablus e Netanya”.

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Barriere architettoniche, Fanetti, Lissi, Guarisco: “L’assessore frequenti di più Como: alcuni interventi già fatti e Peba avviato da Lucini”

barriere architettoniche“Forse l’assessore Bella dovrebbe frequentare di più Como. Solo così si renderebbe conto che molti interventi sono già stati fatti”, lo dicono all’unisono Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, a proposito dell’ennesima polemica con scontro diretto in Commissione sull’abbattimento delle barriere architettoniche.
“Anche perché sul Peba il percorso che l’amministrazione comunale sta portando avanti, sia pure lentamente, è quello impostato dalla Giunta Lucini, che aveva avviato il percorso”, insistono i tre esponenti dem.
E come avevano già avuto modo di dire, ribadiscono che “le fasi previste dalla Giunta Lucini per il Piano erano quattro: la mappatura e la classificazione delle barriere architettoniche esistenti in relazione all’accessibilità dei percorsi urbani, lo studio e la predisposizione delle azioni volte all’eliminazione delle barriere architettoniche riscontrate nelle infrastrutture stradali, il confronto con le associazioni e i portatori di interessi, la prima programmazione per il triennio 2018-2020 degli interventi tesi all’eliminazione delle barriere architettoniche rilevate nelle infrastrutture stradali. La redazione del Piano doveva partire a giugno 2017 e concludersi nel dicembre scorso, ma ciò non significa poi che non fosse stato fatto nulla in questi anni: sono stati spesi 550mila euro solo per abbattere le barriere lungo le strade pubbliche e per rendere accessibili scuole, case, uffici e centri civici. Gli interventi su strade e piazze sono stati 41, sugli edifici 13, tra ascensori e rampe”.
E adesso, invitano Fanetti, Lissi e Guarisco, “bisogna proseguire rapidamente, anche prima e in preparazione del Peba. Quanto alle affermazioni dell’assessore, che poi, in vero, si è scusato, suggeriamo di frequentare un po’ di più la città per evitare di apparire supponente anche agli occhi di chi soffre la presenza di barriere architettoniche. Noi siamo pronti a collaborare, ma con amministratori realmente informati su ciò che è stato fatto e ciò che si intende fare, in continuità, appunto, con la Giunta precedente. Ne trarremo tutti beneficio”.
In conclusione, i tre consiglieri ricordano ancora una volta quali sono gli interventi fatti dalla Giunta Lucini: “Per quanto riguarda l’edilizia pubblica sono stati investiti 550mila euro ed è stato fatto l’adeguamento dei servizi igienici aperti al pubblico nella sede comunale, nel centro storico (in via Vittorio Emanuele), in Villa Olmo; è stata adeguata l’aula magna della scuola di Albate, in piazza 4 Novembre, e gli ingressi dei cimiteri Maggiore, di Lora, di Monte Olimpino con un nuovo ascensore e modificato quello della scuola media di Sagnino. Altri adeguamenti hanno riguardato l’edificio per le attività diurne dei disabili alle Serre di Mognano, l’accesso e la realizzazione dei servizi igienici accessibili del mercato coperto, padiglione grossisti, i servizi igienici e la realizzazione dell’ascensore alla scuola di via Picchi. È stata, poi, installata una piattaforma elevatrice alla scuola di via Nicolodi a Breccia, sono state abbattute le barriere dei servizi igienici e degli spogliatoi della palestra della scuola secondaria di 1° grado di via Magenta, realizzata una piattaforma elevatrice a servizio del Centro anziani di Prestino, eliminate le barriere al piano terra della scuola Don Milani di Sagnino e nei servizi igienici al primo piano della scuola primaria di via Perti, nella palestra annessa alla scuola primaria di via Montelungo e in quella annessa alla scuola di via Interlegno. Alla scuola primaria di via Sinigaglia è stata sostituita la piattaforma elevatrice”.
Per quanto riguarda la mobilità e l’arredo urbano, sono stati realizzati nuovi posti auto riservati alle persone disabili presso edifici pubblici e centro storico. Sulle strade e le reti, è stato fatto un primo intervento sui marciapiedi presso la stazione di Como Lago e vari altri per l’accessibilità alle fermate del bus. Sono stati impiegati anche dei dissuasori ad alta visibilità con catarifrangenti, secondo la richiesta dell’Associazione ipovedenti e ciechi, per un totale di altri 10 mila euro. Più altri 105mila per i marciapiedi delle vie Bellinzona, Rosselli, Borsieri, Leopardi, Risorgimento, Cardina, Varesina, Canturina.

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Via Oltrecolle, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La Giunta metta in sicurezza strada e attraversamento quanto prima”

strisce pedonaliLa sicurezza stradale su via Oltrecolle, a Como, è al centro di una mozione firmata e depositata da Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, e sottoscritta anche dai consiglieri di opposizione Bruno Magatti e Vittorio Nessi. Nell’atto, viene ricordato che l’arteria “presenta un elevato fattore di rischio di incidentalità per i profili di velocità dei veicoli che vi transitano e, in particolare la traversa di via Buozzi su via Oltrecolle, a Lora, è un punto critico non solo per quanto riguarda la svolta veicolare a sinistra, ma anche in relazione alle condizioni di sicurezza dell’adiacente attraversamento pedonale. Ad aggravare la situazione di rischio vi sono le scarse condizioni di visibilità, poiché l’illuminazione esistente all’altezza delle strisce è oscurata dalla presenza degli alberi e, sempre in prossimità, un lampione abbattuto nel 2016 in seguito a un incidente non risulta ancora essere stato rimesso in funzione”.
Purtroppo, gravi episodi hanno funestato quell’area: l’ultimo, il 22 aprile scorso quando una quindicenne è stata investita da un’automobile, riportando traumi che l’hanno costretta a settimane di coma e a un lungo e faticoso percorso di recupero. In proposito, il Coordinamento dell’Assemblea di Zona di Lora ha inviato una lettera all’assessore e all’ufficio competente al fine di sollecitare ulteriormente un intervento da parte dell’amministrazione per migliorare l’illuminazione dell’incrocio. E in effetti, il Piano generale del traffico urbano, adottato con deliberazione di Giunta comunale del 23 gennaio 2017, indica nella prima fase attuativa interventi di miglioramento e messa in sicurezza dell’intersezione tra le vie Oltrecolle e Buozzi.
Per questo i tre consiglieri del Pd, nella loro mozione, chiedono al consiglio comunale di impegnare la Giunta a “provvedere celermente alla messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale su via Oltrecolle all’altezza dell’incrocio con via Buozzi, assumendo le iniziative necessarie per migliorare la visibilità delle strisce pedonali, ripristinare i lampioni collocati e liberarli, se necessario, dalla vegetazione; verificare le condizioni di sicurezza dei restanti attraversamenti pedonali su via Oltrecolle, assumendo di conseguenza le iniziative che dovessero risultare necessarie od opportune per meglio prevenire rischi per la circolazione stradale e pedonale; prevedere provvedimenti per garantire l’effettività delle misure di moderazione della velocità veicolare su via Oltrecolle; procedere, pur nelle more dell’approvazione del Pgtu, con lo studio, la progettazione e la realizzazione degli interventi ipotizzati nel Piano per il miglioramento della conformazione e della sicurezza dell’incrocio tra le due vie”.

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Monteolimpino, Fanetti e Cereghetti: “Appena realizzata, la rotatoria Iperal già piena di buche. Il Comune dov’è?”

monteolimpino buche“Dopo solo un mese, la nuova rotatoria davanti all’Iperal appena inaugurato, a Monte Olimpino, è già una groviera e rappresenta un pericolo per i moltissimi mezzi che ci passano quotidianamente”, lo denunciano Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, e Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo di Monte Olimpino. “Come ogni volta che si apre un nuovo centro commerciale, i lavori per la viabilità spettavano all’azienda che ha realizzato il progetto – spiegano i due esponenti Pd –. Di fatto, il 10 dicembre una ditta incaricata ha finito di posare l’asfalto, ma oggi quello della rotatoria di accesso al supermercato si sta già sgretolando”.
I buchi si vedono a occhio nudo e rischiano di provocare danni ai mezzi che passano, sia dei residenti che dei molti che vanno e vengono dal confine con la Svizzera come traffico di passaggio. “Non solo è brutto da vedere, ma è anche pericoloso per auto, motocicli, pedoni… Probabilmente, l’asfalto non è adeguato ai carichi previsti”, insiste Cereghetti.
“Sicuramente il lavoro non è stato fatto a dovere e non è attribuibile alle strutture del Comune, ma è assolutamente vero che l’amministrazione comunale, in questi casi, deve vigilare – aggiunge Fanetti –. Temiamo che, invece, a Monte Olimpino non ci sia stato controllo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Come Gruppo del Pd, ci premureremo di fare subito le dovute verifiche nelle sedi e con le modalità più opportune”.

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Mozione migranti, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La maggioranza boccia la nostra mozione, ma non fa nulla per risolvere i problemi”

stranieri“L’amministrazione comunale di Como non vuole una città più curata, pulita e ‘senza muri’. Non ha bisogno di coinvolgere persone e nel contempo mantenere il decoro. E intanto niente succede, nulla si muove, i problemi rimangono”, se ne lamentano Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo che in consiglio comunale la maggioranza ha bocciato la loro mozione sul lavoro volontario dei migranti richiedenti asilo.
“Milano, Bergamo e tante altre città lombarde insegnano che questi progetti si possono benissimo fare: chiedevamo semplicemente di stipulare un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti. Lo scopo era il riconoscimento della dignità di queste persone e un principio di restituzione verso la comunità che li accoglie”, aggiungono i consiglieri Pd.
“Avrebbero potuto occuparsi della cura del verde pubblico, del mantenimento del decoro urbano, del presidio di aree pubbliche laddove il Comune, con le sue forze, non arriva. Niente: non c’è stato verso. E se la risposta della maggioranza è stata che l’attenzione sarà semmai rivolta ai comaschi in condizioni di bisogno, vorremmo almeno capire in che modo. Perché finora non ci pare di aver visto muovere un dito neanche per queste persone”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Como Acqua, Fanetti: “Landriscina e i suoi non hanno capito cosa c’era in gioco. A pagare saranno i comaschi”

acqua_1“Una bocciatura inspiegabile, che nemmeno la maggioranza ha saputo giustificare. Anzi, Landriscina e i suoi non hanno proprio motivato in alcun modo la loro posizione”, Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, è ancora più lucido, nonostante la stanchezza di una seduta durata ben oltre la mezzanotte, a distanza di qualche ora da quanto avvenuto e deciso in Aula a proposito della fusione in Como Acqua.
È toccato a lui l’intervento politico su una vicenda che si è trascinata fino a un epilogo inaspettato: “Il soggetto chiamato in causa (il dirigente di Regione Lombardia, ndr) non aveva titolo per dare il suo parere – ha detto Fanetti alla maggioranza –. Anzi, questa decisione ha dimostrato un uso privatistico e di parte degli uffici regionali”.
In buona sostanza, l’amministrazione comunale comasca ha fatto un “pasticcio: ha cambiato posizione un numero esagerato di volte, Como non ha esercitato il suo ruolo di capoluogo, anzi, è andata al traino dei sindaci degli altri comuni – ha incalzato Fanetti –. Addirittura, abbiamo ricevuto una diffida ingiustificabile da parte del sindaco di Barni che ha letteralmente minacciato i consiglieri comunali, minando la serenità della discussione in Aula in modo assurdo e volgare”.
E durante la discussione in consiglio comunale, racconta a distanza di poche ore il capogruppo Pd, “abbiamo assistito a un’arrampicata sugli specchi da parte dell’assessore che non sapeva come giustificare i continui cambi di rotta, con il sindaco Landriscina in evidente imbarazzo, perché non hanno assolutamente capito cosa c’era in gioco”.
Al contrario, “noi abbiamo argomentato il motivo di questo percorso che doveva essere portato a compimento, ma ci hanno risposto con giustificazioni abborracciate. Ora, ognuno si assuma la responsabilità di questa decisione, con il rischio che l’acqua pubblica del comasco vada in mano ai privati. E poi, più avanti, riparleremo delle tariffe. Ma questo lo hanno voluto Landriscina e i suoi con un atteggiamento molto chiaro: non hanno a cuore gli interessi dei cittadini comaschi”.

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Bilancio, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Cosa intende fare Landriscina del progetto Come Voglio Como?”

come_voglio_como_testata“Che intenzioni ha la Giunta Landriscina nei confronti del progetto ‘Come Voglio Como’, visto che qualsiasi proposta di portarlo avanti è stata bocciata dal consiglio comunale?”, se lo chiedono, legittimamente, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo la seduta in cui è stata votata la variazione di bilancio. “Ogni nostro emendamento riferito al progetto è stato sonoramente bocciato. Questo non fa ben sperare per il futuro dell’iniziativa”.
Come Voglio Como è un percorso di partecipazione e collaborazione in cui i protagonisti sono i cittadini che hanno a cuore lo sviluppo e il benessere della città e vi contribuiscono individualmente o in forma associata. “Lo scopo – si legge sulla pagina dedicata sul sito del Comune – è far emergere bisogni, opportunità e proposte di intervento, individuare le priorità di intervento, consentire l’elaborazione comune delle esigenze e delle risposte, pervenire a decisioni, ovvero progetti, condivisi e cooperativi, riguardo a interventi specifici o determinate politiche pubbliche, valorizzare il ruolo delle assemblee di zona come luogo e strumento di partecipazione e collaborazione, promuovere un approccio collaborativo ai bisogni della comunità”. Tra i progetti vincitori e approvati la ‘Palestra scuole Tavernola – efficienza energetica e migliorie’, il ‘Museo della vita contadina: memoria e coesione sociale’, ‘Trasformiamo il Parco Negretti in un Parco polifunzionale’, ‘Rebbio-Creazione orti urbani e riqualificazione via Ennodio’, la ‘Riqualificazione urbana del lavatoio di via Alciato’, il ‘Campo sportivo polivalente, percorso vita e piscina a Lora’, ‘I sentieri dei poeti’, il ‘Banco Alimentare – Meno sprechi alimentari più aiuti’.
Per questo Fanetti, Lissi e Guarisco hanno presentato una serie di emendamenti che intendevano proseguire su questa strada: “Abbiamo chiesto 50mila euro in più per il progetto ‘Meno sprechi alimentari più aiuti’, ovvero il banco alimentare; 45mila euro per gli orti urbani di Rebbio e la riqualificazione di via Ennodio; 20mila euro per il sentiero dei poeti; 45mila euro per la realizzazione del percorso vita previsto dal progetto più ampio di campo sportivo e piscina per Lora; 50mila euro per l’efficientamento energetico della palestra delle scuole di Tavernola; ma anche 15mila euro per spese tecniche più in generale. Niente: nemmeno un emendamento approvato”.
Bocciato anche l’ordine del giorno che impegnava la Giunta “a garantire, nell’ambito degli stanziamenti del bilancio finanziario 2017, le risorse necessarie alla prosecuzione delle fasi di perfezionamento progettuale e tecnico delle iniziative selezionate nell’ambito dell’iniziativa Come Voglio Como; a prevedere nella proposta di bilancio per l’anno 2018 da sottoporre al consiglio comunale l’individuazione delle risorse necessarie all’avvio e alla realizzazione degli interventi previsti nel progetto; a riproporre un avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte per una città collaborativa”.
Un ‘no’ che preoccupa i consiglieri Pd: “Se non era intenzione della Giunta stanziare le risorse subito, con il nostro atto chiedevamo almeno di affermare la volontà di andare avanti con i progetti”.
La scusa accampata dalla Giunta? “Le motivazioni sono state di natura tecnica – raccontano i tre consiglieri Pd –: poiché noi abbiamo proposto di reperire quei soldi dall’avanzo di amministrazione, ci è stato risposto che per il momento non intendono usare quelle risorse. Ma se non vengono impiegate per progetti chiesti dalla popolazione, a cosa devono servire? Inoltre, a proposito di due emendamenti, ci è stato detto che non ci siamo con la tempistica, per eventuali bandi nel 2017: ma le altre proposte?”.
Insomma, l’amministrazione comunale non ha dissipato i dubbi sul destino di Come Voglio Como. “Nemmeno quando ci ha risposto che si riserva di rivalutare il progetto in futuro. Quindi, è certo che non sia tra le priorità di Landriscina e dei suoi assessori”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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