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Como Acqua, Fanetti: “Landriscina e i suoi non hanno capito cosa c’era in gioco. A pagare saranno i comaschi”

acqua_1“Una bocciatura inspiegabile, che nemmeno la maggioranza ha saputo giustificare. Anzi, Landriscina e i suoi non hanno proprio motivato in alcun modo la loro posizione”, Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, è ancora più lucido, nonostante la stanchezza di una seduta durata ben oltre la mezzanotte, a distanza di qualche ora da quanto avvenuto e deciso in Aula a proposito della fusione in Como Acqua.
È toccato a lui l’intervento politico su una vicenda che si è trascinata fino a un epilogo inaspettato: “Il soggetto chiamato in causa (il dirigente di Regione Lombardia, ndr) non aveva titolo per dare il suo parere – ha detto Fanetti alla maggioranza –. Anzi, questa decisione ha dimostrato un uso privatistico e di parte degli uffici regionali”.
In buona sostanza, l’amministrazione comunale comasca ha fatto un “pasticcio: ha cambiato posizione un numero esagerato di volte, Como non ha esercitato il suo ruolo di capoluogo, anzi, è andata al traino dei sindaci degli altri comuni – ha incalzato Fanetti –. Addirittura, abbiamo ricevuto una diffida ingiustificabile da parte del sindaco di Barni che ha letteralmente minacciato i consiglieri comunali, minando la serenità della discussione in Aula in modo assurdo e volgare”.
E durante la discussione in consiglio comunale, racconta a distanza di poche ore il capogruppo Pd, “abbiamo assistito a un’arrampicata sugli specchi da parte dell’assessore che non sapeva come giustificare i continui cambi di rotta, con il sindaco Landriscina in evidente imbarazzo, perché non hanno assolutamente capito cosa c’era in gioco”.
Al contrario, “noi abbiamo argomentato il motivo di questo percorso che doveva essere portato a compimento, ma ci hanno risposto con giustificazioni abborracciate. Ora, ognuno si assuma la responsabilità di questa decisione, con il rischio che l’acqua pubblica del comasco vada in mano ai privati. E poi, più avanti, riparleremo delle tariffe. Ma questo lo hanno voluto Landriscina e i suoi con un atteggiamento molto chiaro: non hanno a cuore gli interessi dei cittadini comaschi”.

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Bilancio, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Cosa intende fare Landriscina del progetto Come Voglio Como?”

come_voglio_como_testata“Che intenzioni ha la Giunta Landriscina nei confronti del progetto ‘Come Voglio Como’, visto che qualsiasi proposta di portarlo avanti è stata bocciata dal consiglio comunale?”, se lo chiedono, legittimamente, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo la seduta in cui è stata votata la variazione di bilancio. “Ogni nostro emendamento riferito al progetto è stato sonoramente bocciato. Questo non fa ben sperare per il futuro dell’iniziativa”.
Come Voglio Como è un percorso di partecipazione e collaborazione in cui i protagonisti sono i cittadini che hanno a cuore lo sviluppo e il benessere della città e vi contribuiscono individualmente o in forma associata. “Lo scopo – si legge sulla pagina dedicata sul sito del Comune – è far emergere bisogni, opportunità e proposte di intervento, individuare le priorità di intervento, consentire l’elaborazione comune delle esigenze e delle risposte, pervenire a decisioni, ovvero progetti, condivisi e cooperativi, riguardo a interventi specifici o determinate politiche pubbliche, valorizzare il ruolo delle assemblee di zona come luogo e strumento di partecipazione e collaborazione, promuovere un approccio collaborativo ai bisogni della comunità”. Tra i progetti vincitori e approvati la ‘Palestra scuole Tavernola – efficienza energetica e migliorie’, il ‘Museo della vita contadina: memoria e coesione sociale’, ‘Trasformiamo il Parco Negretti in un Parco polifunzionale’, ‘Rebbio-Creazione orti urbani e riqualificazione via Ennodio’, la ‘Riqualificazione urbana del lavatoio di via Alciato’, il ‘Campo sportivo polivalente, percorso vita e piscina a Lora’, ‘I sentieri dei poeti’, il ‘Banco Alimentare – Meno sprechi alimentari più aiuti’.
Per questo Fanetti, Lissi e Guarisco hanno presentato una serie di emendamenti che intendevano proseguire su questa strada: “Abbiamo chiesto 50mila euro in più per il progetto ‘Meno sprechi alimentari più aiuti’, ovvero il banco alimentare; 45mila euro per gli orti urbani di Rebbio e la riqualificazione di via Ennodio; 20mila euro per il sentiero dei poeti; 45mila euro per la realizzazione del percorso vita previsto dal progetto più ampio di campo sportivo e piscina per Lora; 50mila euro per l’efficientamento energetico della palestra delle scuole di Tavernola; ma anche 15mila euro per spese tecniche più in generale. Niente: nemmeno un emendamento approvato”.
Bocciato anche l’ordine del giorno che impegnava la Giunta “a garantire, nell’ambito degli stanziamenti del bilancio finanziario 2017, le risorse necessarie alla prosecuzione delle fasi di perfezionamento progettuale e tecnico delle iniziative selezionate nell’ambito dell’iniziativa Come Voglio Como; a prevedere nella proposta di bilancio per l’anno 2018 da sottoporre al consiglio comunale l’individuazione delle risorse necessarie all’avvio e alla realizzazione degli interventi previsti nel progetto; a riproporre un avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte per una città collaborativa”.
Un ‘no’ che preoccupa i consiglieri Pd: “Se non era intenzione della Giunta stanziare le risorse subito, con il nostro atto chiedevamo almeno di affermare la volontà di andare avanti con i progetti”.
La scusa accampata dalla Giunta? “Le motivazioni sono state di natura tecnica – raccontano i tre consiglieri Pd –: poiché noi abbiamo proposto di reperire quei soldi dall’avanzo di amministrazione, ci è stato risposto che per il momento non intendono usare quelle risorse. Ma se non vengono impiegate per progetti chiesti dalla popolazione, a cosa devono servire? Inoltre, a proposito di due emendamenti, ci è stato detto che non ci siamo con la tempistica, per eventuali bandi nel 2017: ma le altre proposte?”.
Insomma, l’amministrazione comunale non ha dissipato i dubbi sul destino di Come Voglio Como. “Nemmeno quando ci ha risposto che si riserva di rivalutare il progetto in futuro. Quindi, è certo che non sia tra le priorità di Landriscina e dei suoi assessori”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Via per San Fermo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Il lutto cittadino è un simbolo, non una formalità”

municipio como“Tanto in comuni piccoli come in grandi città la proclamazione del lutto cittadino è un atto che trova il suo unico e sufficiente presupposto nel cordoglio e nella partecipazione dell’intera cittadinanza a un evento che ha colpito e lasciato attonita la comunità, sia che si tratti della scomparsa di una famiglia in un incidente stradale, del decesso di una personalità particolarmente amata e significativa o della morte di un concittadino in qualche attentato, come purtroppo è avvenuto di recente”, è la premessa da cui partono le considerazioni di Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, a proposito della proclamazione del lutto cittadino per la tragedia di via per San Fermo, da parte della Giunta Landriscina.
“Perciò riteniamo necessario che l’amministrazione comunale si faccia interprete anche in questo modo dei sentimenti dei comaschi, profondamente colpiti dalla vicenda tragica di Sophia, Saphiria, Soraya e Siff Haitot e dei loro genitori, e dia espressione alla unanime vicinanza dei cittadini al dolore della madre, dei vicini, dei compagni di scuola e degli insegnanti, dei volontari e degli operatori che li hanno assistiti – concludono i consiglieri –. La proclamazione del lutto cittadino in occasione dei funerali delle vittime del rogo di via per San Fermo è un simbolo, ma non una formalità: che il primo cittadino arrivi a comprenderlo è ciò che i comaschi si attendono”.

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Parco ex Zoo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Contro lo spaccio più illuminazione e più manutenzione del verde”

parcheggio centro lagoPer risolvere i problemi di sicurezza legati allo spaccio di stupefacenti nel parco di via Sant’Elia-via Recchi, più noto come ex Zoo, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, propongono al Consiglio comunale una mozione che impegni sindaco e Giunta a dotare il parco di una maggiore illuminazione notturna e a eliminare le barriere visuali, anche tramite interventi sulla conformazione del verde e la sua manutenzione, in particolare nell’area del cosiddetto Giardino delle Rose.
L’atto è stato depositato e sarà discusso, si augurano i tre consiglieri, alla prima occasione utile in Aula.
“È notorio che nel parco sovrastante il parcheggio Centro Lago avvengano le attività illecite di spaccio di stupefacenti che alimentano un clima di insicurezza e allarme nella zona – ricordano Fanetti, Lissi e Guarisco –. Il modo di operare degli spacciatori nell’area si avvale degli alberi e dei cespugli dietro i quali si riparano durante le loro attività di smercio o nascondono le dosi di stupefacente”.
Ma è anche vero, precisano nella mozione i consiglieri Pd, che l’articolo 4 della Convenzione, sottoscritta dal Comune di Como, che è il concedente, con Parcheggi Italia Spa, che è la concessionaria, in data 15 dicembre 1999, alla voce ‘Utilizzo delle aree’, dice: «La Concessionaria si assume l’onere relativo alla manutenzione ordinaria del giardino pubblico, interessante l’intero appezzamento oggetto di concessione, fatte salve le porzioni interessate dai volumi indispensabili per l’accesso e la fuoriuscita di autovetture, nonché le porzioni strettamente necessarie per l’accesso all’impianto e quelle destinate al traffico veicolare e pedonale, per le quali la concessionaria si assume anche l’onere della straordinaria manutenzione. Il Concedente si riserva, comunque, la facoltà di concedere porzioni del giardino pubblico a terzi su specifiche istanze di utilizzo compatibili con la finalità e la fruibilità del giardino stesso. In tale circostanza il Concedente, qualora la richiesta consistesse nella installazione di manufatti, richiederà parere alla Concessionaria al solo fine di verificare la compatibilità tecnico-statica dell’utilizzo richiesto con il sotterraneo autosilo. L’eventuale porzione di suolo concessa a terzi dal Comune di Como sarà, ai soli fini della manutenzione, sgravata dagli obblighi assunti dalla Concessionaria».
Ed è tra le righe di questo accordo che il Gruppo comunale del Pd vede una possibile soluzione al problema che angoscia soprattutto i residenti in zona.

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Viadotto dei Lavatoi, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Ma la Giunta che cosa intende fare per risolvere la situazione?”

viadotto dei lavatoi 2Un’interrogazione rivolta direttamente alla Giunta comunale di Como per chiedere cosa intende fare per la situazione del viadotto dei Lavatoi. La presentano i tre consiglieri comunali comaschi del Pd, riassumendo, nelle premesse, quanto sta accadendo.
Per questo Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco ricordano che “le deficienze strutturali rilevate sul viadotto dei Lavatoi prolungano il permanere dell’interdizione del transito dei mezzi pesanti e le deviazioni del traffico stanno producendo pesanti conseguenze sulla circolazione veicolare in zona. Inoltre, i rallentamenti causati dai manufatti (barriere jersey) collocati per assicurare le limitazioni d’accesso al viadotto, hanno avuto ripercussioni notevoli sulla situazione viabilistica dei quartieri di Camerlata, Muggiò, Lora e Albate, in particolare nelle ore di punta, con il coinvolgimento degli assi stradali delle vie Oltrecolle, Muggiò, Canturina, Napoleona, Tentorio e del Lavoro”.
Non solo: “Le notizie riportate dagli organi d’informazione indicano che l’amministrazione comunale, dopo avere valutato ipotesi differenti per il miglioramento degli accessi dei veicoli leggeri al viadotto quali l’istallazione di appositi portali, è intervenuta all’ingresso da via Oltrecolle con una diversa collocazione delle barriere jersey già presenti – proseguono i tre consiglieri Pd –. Nel frattempo, prosegue il confronto con le categorie degli autotrasportatori e viene fatta la proposta di un senso unico in via Donatori di Sangue. In tutto ciò si colloca l’esasperazione dei residenti”, riassumono i firmatari.
“Nell’interrogazione ribadiamo anche come, in sede di Consiglio comunale, sia stato chiesto alla Giunta di avviare un confronto con la cittadinanza dei quartieri interessati, per la raccolta di segnalazioni di criticità e di eventuali suggerimenti utili alla gestione della situazione”, insistono Fanetti, Lissi e Guarisco.
Per questo, nell’atto chiedono alla Giunta di sapere “in che modo sta monitorando gli effetti dei provvedimenti relativi all’accesso al viadotto dei Lavatoi, anche in riferimento alla situazione sulle direttrici stradali limitrofe e al fine di considerare ulteriori possibili azioni di miglioramento; in relazione all’accesso al viadotto da via del Lavoro e da via Canturina, se intende procedere all’istallazione di portali agli ingressi della struttura, e in caso negativo, quali ragioni ostino a questa soluzione, ovvero a una diversa collocazione delle barriere jersey già presenti, come avvenuto per l’ingresso da via Oltrecolle, e quali tempi sono previsti per la realizzazione delle azioni necessarie; se per il transito su via Donatori di Sangue ritiene di adottare l’istituzione di un senso unico oppure se sta valutando provvedimenti alternativi che evitino il totale indirizzamento dei flussi di traffico dal termine di via Oltrecolle verso via Muggiò, ad esempio tramite impianti semaforici ‘intelligenti’; quali richieste e indicazioni sono emerse dal confronto avviato con le organizzazioni trasportistiche; se e quando intende organizzare un’assemblea tematica per offrire informazioni alla cittadinanza dei quartieri direttamente interessati dalle ricadute delle deviazioni del traffico in atto e in previsione e per raccogliere segnalazioni e proposte; come intende garantire la sicurezza sugli assi stradali interessati da maggiori flussi di veicoli pesanti a seguito delle modifiche viabilistiche già poste in essere, come nel caso di via Sportivi Comaschi”.

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Illuminazione pubblica, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Solo tre anni fa Butti faceva il cinema. Oggi il suo sindaco non sa che pesci prendere”

illuminazione“Solo tre anni fa l’allora consigliere comunale di opposizione Butti faceva il cinema in via Petrarca accendendo lumini per protestare contro l’annoso problema dell’illuminazione pubblica a Como. Oggi il suo sindaco Landriscina ammette candidamente che la questione è difficilissima da risolvere e che, sostanzialmente, non sa che pesci pigliare. Ci sarebbe da ridere, se non fosse un problema serio”, commentano sarcastici Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, la notizia apparsa sui media, ricordando quello che l’attuale assessore faceva solo poco tempo fa.
“Oggi Butti ha deleghe pesanti come la riqualificazione urbana, la pianificazione urbanistica, l’edilizia privata, il commercio, le attività economiche, lo sportello unico attività produttive. Perché non ci mette una pezza lui?”, insistono i tre consiglieri Pd.
“La verità è che, come ammette senza problemi lo stesso sindaco, la questione è tutt’altro che facile da risolvere, anche considerato il fatto che chi dovrebbe occuparsi della vicenda a livello di uffici comunali, è da tempo inattivo per le note vicende giudiziarie – concludono Fanetti, Lissi e Guarisco –. Forse al centrodestra conviene fare meno sceneggiate e guardare più ai fatti”.

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Giardini a lago, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La Giunta Landriscina rischia di perdere i finanziamenti, ma chiama Sgarbi”

giardini a lago“Forse i nuovi amministratori del Comune di Como non si rendono conto che mandando a gambe all’aria i progetti che erano stati così ben avviati dalla Giunta Lucini, rischiano di perdere completamente i finanziamenti. Piacciano o meno, queste opere non possono finire in un flop a causa delle posizioni più ideologiche che altro di Landriscina e dei suoi assessori”, sono preoccupati Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo aver appreso che l’ennesimo intervento della precedente amministrazione rischia uno stop da parte della nuova Giunta.
“Ci pare appena il caso di ricordare al sindaco che esiste un cofinanziamento regionale per la realizzazione dei giardini a lago, per 380mila euro, oltre ai soldi che ci ha messo il Comune, pari a quasi un milione di euro – proseguono i tre consiglieri –. Ma soprattutto, l’intera cifra regionale rischia di scomparire: esiste una convenzione tra Unioncamere e il Comune di Como che indica che Unioncamere è tenuta a erogare un acconto del 50% del contributo massimo totale concesso, entro 60 giorni dalla sottoscrizione della convenzione e il restante saldo entro 60 giorni dalla trasmissione della rendicontazione finale del Programma di intervento definitivo e previa verifica tecnico–contabile della rendicontazione trasmessa. Perciò, il Comune è tenuto a concludere i progetti inseriti nel Programma di intervento entro 12 mesi dalla data di sottoscrizione della convenzione, che è avvenuta il 22 novembre 2016, fatta salva la concessione dell’eventuale proroga di sei mesi. In sostanza, il termine massimo è il 22 maggio 2018”.
Per Fanetti, Lissi e Guarisco è incomprensibile come “Landriscina e i suoi possano solamente pensare a come distruggere quanto fatto finora: niente piste ciclabili, i lavori di riqualificazione di Villa Olmo visti quasi come fumo negli occhi, ora nemmeno i giardini a lago! Ma intanto si pensa a chiamare il critico Sgarbi, che non lavora certo gratis, per fare ciò che si può fare bene da soli, affidandosi a esperti del territorio, o per lo meno previo ascolto delle tante nostre associazioni che si occupano di cultura e arte. L’impressione è che a Palazzo Cernezzi regni la confusione più totale”.

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Villa Olmo, Fanetti: “Il progetto Cariplo un’ottima eredità della Giunta Lucini. Altro che il contrario”

Villa Olmo“Villa Olmo è aperta e visitabile: centinaia di persone l’hanno, infatti, visitata in questi mesi estivi e non è vero che è inagibile. Non solo: le mostre finora sono sempre state fatte al piano terra, che è completamente agibile, appunto. Se Gaddi vuole fare una mostra può farla domani. Le foto riportate dai mass media riguardano quasi esclusivamente il secondo piano della villa, che, come si è sempre saputo, non è compreso nel progetto Cariplo: alcune sale sono in condizioni discrete, come ad esempio quelle dell’ex Centro Volta, altre versano in stato di abbandono dagli anni Sessanta”, Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, confuta punto per punto la polemica innescata dall’ex assessore Gaddi sulla fruizione e il futuro di Villa Olmo.
“Abbiamo sempre detto che il progetto Cariplo vuole dare il via a un rilancio complessivo della villa, ma non è certo sufficiente per restaurare tutto, anche perché 7 milioni di euro non bastano e nemmeno bastano 3 anni di lavori – continua Fanetti –. Per completare il totale restauro della villa ci vorranno più mandati amministrativi e nuove fonti di finanziamento, in parte già ipotizzate. Ma questo non impedisce, né rende vani gli interventi previsti sulla stessa villa nel progetto finanziato da Cariplo”.
E a proposito del giardino, il Gruppo del Pd fa presente che “è interessato da un intervento di riqualificazione anche perché si inserisce in un percorso di visita di ville e giardini del lago e contribuisce a portare visitatori alla villa. Il turismo culturale dei giardini sta vivendo un boom senza precedenti in Italia: 8 milioni di visitatori nel 2016”.
Uno degli obbiettivi del progetto Cariplo è la riapertura del primo piano al pubblico, anche per aumentare la disponibilità di sale per mostre, conferenze, eventi ecc. Il progetto, quindi, prevede e finanzia l’abbattimento delle barriere architettoniche (ascensori per il primo piano); il rifacimento dell’impianto di riscaldamento (piano terra e primo piano); il ripristino dei pavimenti, legato al rifacimento del riscaldamento; la realizzazione dell’impianto antincendio e opere necessarie per l’evacuazione (primo piano); il restauro della facciata principale, ovvero la più degradata.
Al termine di questi lavori buona parte del primo piano sarà utilizzabile, ma alcune sale richiedono interventi più importanti, non previsti dal progetto, fa presente Fanetti, e sottolinea che “Gaddi lo sa bene perché vi ha accumulato materiale delle sue mostre e ha contribuito al loro degrado. Per queste sale abbiamo sempre pensato di coinvolgere sponsor privati, come fatto con Bulgari per la Sala del Duca, al termine delle opere strutturali. Perché Gaddi non ha mai fatto nulla per queste sale quando per 15 anni ne ha avuto la possibilità?”.
Infine, un chiarimento sui rapporti con la Soprintendenza: “Non ci risultano comunicazioni recenti della Soprintendenza, la quale non ha bocciato nessun progetto, ma ha chiesto di elaborare un progetto unitario, che tenga insieme tutti quelli finora proposti per la villa. È per questo che i tecnici hanno lavorato e dovranno ancora lavorare per approfondire un masterplan complessivo che permetta di inquadrare i singoli progetti esecutivi (ascensori, impianti ecc.) in un quadro generale, che dia una visione d’insieme delle azioni sulla villa. Ciò non rappresenta peraltro un impedimento per i lavori previsti al primo piano e non ne pregiudica l’efficacia e la funzionalità, anche perché non è affatto vero che il tetto è un colabrodo”, aggiunge il Pd comasco.
Per il capogruppo in Consiglio comunale, “l’eredità della Giunta Lucini per villa Olmo è un’idea forte, un progetto di rilancio, con 5 milioni di euro ottenuti dalla Cariplo e una serie di cantieri di riqualificazione avviati. Come la Ticosa e le paratie? Non ci pare. Magari avessimo trovato noi certe eredità”.

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Como, a proposito del “Piano Generale del Traffico Urbano”

Il Partito Democratico della città di Como, in relazione alla discussione in atto sulla futura definizione del Piano Generale del Traffico Urbano della città
1. Ricorda
 che l’aggiornamento del piano era incluso nel programma di governo, per realizzare il quale l’attuale maggioranza e il Sindaco Lucini sono stati eletti;
 che tale aggiornamento è divenuto strettamente necessario (oltre che obbligatorio per legge), viste le trasformazioni che la città ha subito negli ultimi quindici anni e la completa inadempienza delle giunte precedenti nell’aggiornarlo;
 che il gruppo di lavoro del PD attivo sulle tematiche di viabilità e trasporti ha, anche in incontri pubblici, enunciato con grande efficacia e incisività una serie di esigenze e di proposte progettuali pienamente in linea con quelle che l’assessore Gerosa ha a più riprese illustrato.
2. Esprime
 il pieno apprezzamento per il percorso di redazione, che si è avviato con una modalità ampiamente e autenticamente partecipativa, e che è ancora lontano dall’essersi concluso;
 la convinzione che la definizione del piano sarà ulteriormente corroborata dal confronto interno alla maggioranza, che potrà utilizzare i risultati degli studi, le ipotesi di soluzione, i contributi dei cittadini per dare forma conclusiva al nuovo piano nel pieno ascolto di tutte le componenti rappresentate.
3. Ringrazia
 i cittadini che hanno partecipato numerosi agli incontri pubblici di questa settimana con
suggerimenti, indicazioni, proposte, o rilevando criticità, tutti contributi utili per il lavoro degli uffici;
 gli Assessori e i funzionari che hanno promosso questo significativo esercizio di democrazia, che il PD auspica di vedere replicato in futuro anche su altri temi rilevanti, ora che l’attività delle Assemblee di zona è quasi a pieno regime;
 i tecnici, che a breve saranno in grado di presentare una prima bozza del Piano e la metteranno a disposizione della Giunta, del Consiglio e – nuovamente – dei cittadini che potranno presentare le osservazioni, nei tempi e nei modi previsti dalla normativa.
4. Non perde tempo a deplorare che ci sia chi si oppone a priori a questo processo di partecipazione, perché i luoghi del confronto sono sempre aperti a chi intende portare il proprio contributo costruttivo. Altre modalità semplicemente non appartengono alla cultura e alla sensibilità del Partito Democratico.

Stefano Fanetti – Segretario cittadino PD

Andrea Luppi – Capogruppo PD in Consiglio comunale

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Como. Fanetti: «Compatti con Lucini»

SCHEDA 4 - LAGO DI COMOIl nodo della Ticosa, ma soprattutto le paratie, hanno affondato le possibilità del sindaco Mario Lucini di ricandidarsi alle elezioni nel 2017? Il dibattito – tra voci di corridoio, prese di posizione e smentite – sta già entrando nel vivo. E chi interviene per chiarire, senza ombra di dubbio, la propria posizione è Stefano Fanetti, segretario cittadino del Pd. «Il partito c’è ed è sempre al fianco del sindaco Mario Lucini, ora più che mai. E ovviamente, se decidesse di andare avanti, come tutti ci auguriamo, noi siamo presenti», spiega Fanetti.
«Naturalmente è inutile negare che questi due grandi temi – la Ticosa e il lungolago - hanno segnato il cammino di Lucini, pur sottolineando come si tratti di due enormi problemi che il sindaco si è trovato in eredità. Lui sta cercando in ogni modo di risolverli. È naturale che la sua decisione sulla ricandidatura risentirà della situazione attuale e delle possibilità concrete di poter venire fuori da queste due paludi», aggiunge sempre Stefano Fanetti.  Continua a leggere

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