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Legge fusione Comuni, Gaffuri: “Un passo verso la vera autonomia”

Albiolo, MunicipioCon 48 voti favorevoli, 16 contrari e 3 astenuti il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge che rivede le procedure in materia di istituzione di nuovi comuni e di modifica delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali.
“Sarà molto più semplice d’ora in avanti consentire i referendum comunali  – spiega Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che insieme al suo Gruppo ha espresso un voto favorevole al provvedimento -. La procedura sarà più agile, più snella e rispettosa delle realtà territoriali. Un’evoluzione che porta sicuramente a una maggiore autonomia, più reale di quella tanto sbandierata ultimamente”.
E dopo l’approvazione della legge, l’Aula ha dato il via libera a due proposte di referendum consultivo riguardanti la provincia di Como: una per la fusione dei comuni di Albiolo, Rodero e Valmorea e l’altra per la fusione dei comuni di Casasco d’Intelvi, Castiglione d’Intelvi e San Fedele Intelvi.
“La fusione tra comuni omogenei ha una tradizione consolidata nel comasco -  aggiunge Gaffuri -. Ricordo, ad esempio, il caso di Gravedona e Uniti, di San Siro, Bellagio, Colverde e Tremezzina. E ancora Lanzo d’Intelvi, Ramponio Verna e Pellio Intelvi. È l’esempio che i cittadini vivono con naturalezza una collaborazione tra i comuni, un’opportunità significativa per proseguire nel superamento dei problemi legati all’eccessiva frammentazione amministrativa e per migliorare l’organizzazione e la gestione dei servizi comunali per i cittadini e le imprese. È giusto far proseguire questo percorso e dare la parola ai cittadini”, conclude il consigliere Pd.

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Le modifiche al Testo Unico degli Enti Locali dell’On. Mauro Guerra

piccoli-comuniMercoledì 13 novembre 2013 alle 13:30 presso la Sala Conferenze stampa di Montecitorio l’ Onorevole Guerra illustrerà la proposta di legge di sua iniziativa (AC 1737), assegnata alla Commissione affari costituzionali, inerente “Modifiche al testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e altre disposizioni concernenti i comuni di minore dimensione demografica, l’esercizio associato delle loro funzioni, nonché le unioni di comuni e la fusione dei medesimi”. Continua a leggere

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Patto di stabilità: stiamo lavorando per superarlo

Si è svolto a Casatenovo, presso la sala consiliare “Giovanni Maldini” in Municipio, un importante incontro di approfondimento sul tema della finanza locale analizzata nel quadro generale del patto di stabilità 2014. Continua a leggere

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Regione Lombardia si schiera contro il Governo sull’abolizione delle Province

provinceLega e PDL hanno approvato oggi in Regione una mozione contro l’abolizione delle province. Il testo, che ha ricevuto l’assenso anche della Giunta, chiede che la Regione manifesti la propria contrarietà al disegno di legge di riordino degli enti locali presentato dal ministro Del Rio, soprattutto nella parte che prevede il superamento delle province attraverso la cancellazione dell’elezione diretta di presidente e consiglio provinciale. La mozione dà mandato “al presidente della regione e al presidente del consiglio regionale a compiere, anche insieme ad altre regioni, tutti gli atti necessari” affinché “esprimano parere contrario, nelle opportune sedi istituzionali nei confronti del Disegno di legge recentemente approvato dal Governo recante disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”. Voto nettamente contrario è stato espresso dal Partito Democratico. Continua a leggere

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Rimborsi elettorali

Un recente provvedimento della Giunta Formigoni, risalente a gennaio scorso, ha derogato alla normativa nazionale che prevede, in occasione delle elezioni regionali, un’anticipazione delle spese da parte dei comuni e il successivo rimborso da parte della Regione. Quest’anno, infatti, la Giunta ha fissato dei massimali che si risolvono in un taglio lineare del 20% rispetto alle regionali del 2010. Con tutte le conseguenze del caso su comuni già provati da bilanci scarsissimi. Lo ha riassunto in una mozione, discussa e approvata oggi, martedì 7 maggio 2013, in Consiglio regionale, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd.

“Nel caso in cui le regionali e le politiche si svolgano in contemporanea – spiega Gaffuri nel documento –, le spese vengono ripartite tra Stato e Regione nella misura rispettivamente di due terzi e un terzo. Ma la Giunta Formigoni ha deciso il taglio del 20%, proprio in un anno in cui le spese anticipate dai Comuni hanno subito un aumento e le finanze locali sono in condizioni drammatiche”.

Gaffuri ha, dunque, chiesto alla nuova Giunta, quella guidata da Roberto Maroni, di impegnarsi “a rimborsare integralmente ai comuni le spese anticipate e a operare presso il Governo nazionale affinché analoga soluzione sia adottata in relazione alle spese per le politiche”.
E all’assessore regionale al Bilancio Garavaglia che gli faceva notare come la Giunta sia ben consapevole del problema, Gaffuri ha risposto che, di fatto, “una delibera specifica non è ancora stata predisposta, ma ora, dopo la decisione del Consiglio, la Giunta sarà costretta a votarla”.

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Brienno dimostra la priorità di rivedere l’applicazione dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali

“L’esasperazione del Sindaco Nava è più che comprensibile, soprattutto se legata alla mancanza di risposte adeguate da parte dell’ente provinciale. Ma la condizione del Comune di Brienno, sconvolto dalle frane del luglio 2011, dimostra ancora una volta la priorità di rivedere l’applicazione dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali, come il PD ha chiesto con forza anche in questi giorni in Parlamento al Governo in carica”. Queste le parole della parlamentare comasca Chiara Braga in merito allo stallo dei lavori di ricostruzione di Brienno.

“In particolare – spiega la Braga – la riduzione delle possibilità di spesa in conto capitale determinata dalle regole ottuse del patto di stabilità ha colpito indistintamente anche settori di intervento prioritari, come quelli della prevenzione del dissesto idrogeologico e della cura del territorio, per i quali la tempestività degli interventi di prevenzione permette di evitare costi ben maggiori per la gestione delle emergenze. Non a caso su questi temi già nella precedente legislatura avevamo ottenuto un impegno del Governo, su una mozione a mia prima firma, per escludere dai vincoli del patto di stabilità le spese per la manutenzione diffusa del territorio e dei corsi d’acqua. Un impegno che chiediamo di assumere con forza anche al nuovo Parlamento e al futuro Governo”.

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Patto di stabilità territoriale, la tabella dei Comuni comaschi

Più risorse ai Comuni virtuosi con l’obiettivo di velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni lombarde e di immettere nuova liquidità nel sistema economico regionale. Regione Lombardia ha pubblicato il prospetto con il quale ripartire le risorse finanziarie del “Patto di stabilità territoriale”. Un plafond finanziario di 210 milioni di euro – cifra triplicata rispetto ai 70 milioni dello scorso anno – per consentire alle amministrazioni locali di effettuare investimenti altrimenti impossibili a causa del blocco imposto dal Patto di stabilità nazionale. «Il patto di stabilità territoriale altro non è che uno “spazio finanziario” per consentire alle Amministrazioni comunali che hanno a disposizione risorse di liquidità di sostenere spese che vadano oltre gli stretti vincoli del patto di stabilità nazionale» sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale. Attraverso il meccanismo regionale, infatti, lo “sforamento” di questi comuni viene compensato consentendo il rispetto complessivo del “patto di stabilità” in due modi: patto verticale (Regione Lombardia mette a disposizione degli enti locali lombardi un plafond che sarà utilizzato per effettuare i pagamenti in conto capitale); e patto orizzontale (consiste nello scambio reciproco di spazi finanziari tra comuni, nell’ambito del quale Regione Lombardia svolge un ruolo di regolazione). «Rispetto al 2011 i Comuni si vedono assegnare spazi finanziari maggiori – sottolinea Gaffuri -. Questo perché il Comune di Milano, guidato dalle forze politiche di centro-sinistra, ha scelto di avvalersi di un analogo provvedimento nazionale deciso dal Governo Monti. In questo modo ha lasciato a disposizione delle altre amministrazioni locali lombarde le intere somme previste dal Patto di stabilità regionale».

 

Ecco il prospetto relativo alla ripartizione delle risorse del Patto regionale verticale ai comuni della Provincia di Como:

 

Albavilla            € 187.638,81

Alzate Brianza    € 120.499,61

Appiano Gentile  € 177.817,11

Bregnano           € 112.795,14

Cabiate             € 47.116,43

Cadorago           € 154.468,59

Cantù                € 816.718,23

Canzo               € 104.347,41

Capiago Intimiano       € 67.956,42

Carugo              € 135.453,30

Cermenate         € 111.823,13

Cernobbio          € 186.052,84

Como                € 2.120.306,05

Erba          € 653.568,83

Figino Serenza    € 79.634,95

Fino Mornasco    € 122.104,10

Guanzate           € 121.846,18

Inverigo            € 167.752,47

Lipomo              € 52.106,04

Lomazzo            € 214.535,50

Lurago d’Erba     € 82.647,05

Lurate Caccivio   € 184.558,29

Mariano Comense       € 776.419,83

Mozzate             € 511.919,27

Olgiate Comasco € 227.672,92

Rovello Porro     € 65.392,74

Tavernerio         € 75.718,90

Turate               € 119.910,73

Villaguardia                € 122.123,85

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Sì alla Provincia Pedemontana, sconcertante l’atteggiamento di Carioni

«Dal Tavolo della competitività è emersa un’opinione univoca e condivisa affinché, nel futuro riassetto delle province lombarde, i territori di Como, Varese e Lecco siano riuniti in una sola amministrazione. Per questo ci sentiamo di affermare la nostra assoluto contrarietà all’iniziativa di Leonardo Carioni, che imitando la presa di posizione della Provincia di Varese, intende riaffermare l’assoluta estraneità a fusioni territoriali di sorta della Provincia di Como davanti ad UPL e CAL. Anzi, chiediamo con forza le dimissioni di Leonardo Carioni quale Commissario Straordinario della Provincia di Como in quanto la sua è stata una chiara iniziativa politica presa senza tenere in alcuna considerazione le rappresentanze del territorio. Un fatto molto grave». Così l’On. Chiara Braga ed il capogruppo in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, del PD si sono espressi al termine della riunione del Tavolo della Competitività della Provincia di Como che si è tenuto, come di consueto a Villa del Grumello. I due politici del PD hanno quindi giudicato di grande importanza la posizione espressa oggi dai membri del Tavolo della Competitività sulla questione del riordino delle Province prevista dall’art. 17 della legge sulla spending review votata dal Parlamento lo scorso mese di luglio.

«Bisogna saper cogliere in positivo la sfida del cambiamento, partendo dal presupposto che questo riordino deve puntare ad una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa del livello provinciale – rileva l’On. Braga -. I requisiti minimi fissati dal Governo (2500 kmq e 350.000 abitanti) sono il quadro entro cui ragionare su ipotesi di accorpamento, così come la norma che prevede che il nuovo capoluogo, salvo diverse intese, sia il Comune capoluogo di Provincia esistente con maggior numero di abitanti. Per questo la proposta emersa dal Tavolo, che prevede l’accorpamento unitario del territorio pedemontano e prealpino, rappresentato dalle attuali province di Como, Lecco e Varese, con l’eventuale inclusione di Sondrio, è quella su cui puntare anche per garantire il mantenimento strategico del capoluogo nella città di Como e per rafforzare la rappresentanza territoriale ed il peso politico ed istituzionale dell’area pedemontana, rispetto al quadro regionale ed al rapporto con la città metropolitana di Milano che si andrà a costituire. Con Monza sussistono molti elementi di affinità e condivisione, ma non si può ignorare il rischio che un accorpamento con Monza rischierebbe di sottrarre a Como il ruolo di comune capoluogo e di individuare in Monza un capoluogo assolutamente non baricentrico rispetto alla macro-area pedemontana».

«Lascia sconcertati la posizione del Commissario provinciale Carioni, che per tramite del vice-commissario dott.ssa Pagano, ha reso noto al Tavolo di aver trasmesso l’altro giorno all’UPL un documento che rivendica il diritto all’autonomia ed al mantenimento della Provincia di Como. Al di là delle discutibili motivazioni di merito, è improprio che Carioni nel suo ruolo di Commissario Straordinario esprima una posizione che contraddice di fatto la legge vigente, senza aver ricercato alcun confronto e condivisione con gli attori del territorio, ma esclusivamente per ragioni di opportunità politica. Una posizione del genere rischia non solo di indebolire la proposta emersa chiaramente dal Tavolo della Competitività, ma anche di consegnare ad altri livelli le decisioni che riguarderanno in maniera così rilevante il nostro territorio. L’inadeguatezza del ruolo svolto da Carioni – conclude l’On. Braga – è ancora una volta evidente e dovrebbe essere immediatamente risolta con le sue dimissioni».

Dello stesso tono il pensiero di Luca Gaffuri che, condividendo quanto sottolineato dall’On. Braga, rileva come: «Carioni non può più occupare il ruolo di Commissario Straordinario. La sua iniziativa è infatti di natura politica oltre che presa ad imitazione di un analoga proposta avanzata dalla Provincia di Varese. L’accorpamento tra i territori delle attuali province di Varese, Como e Lecco, da estendere eventualmente a Sondrio se le discussioni sull’opportunità di mantenere in vita le province montane non dovessero sortire risultati positivi, è la strada preferibile da perseguire».

«Credo che sulla questione del riordino delle Province, in questo momento sia particolarmente significativo cogliere il senso di sfida lanciato dalla Spending review – rileva la segretaria provinciale del PD di Como, Savina Marelli -, pur nella consapevolezza di alcune criticità che emergono da quanto proposto dal Governo. L’occasione è in fatti quella di modernizzare le amministrazioni pubbliche e cioè dar vita a realtà che siano più rispondenti alle necessità dei territori e dei loro cittadini, che snelliscano l’eccessiva burocrazia e perseguano un effettivo risparmio economico. Per il PD tutto questo rappresenta una grande opportunità che non intendiamo sottovalutare né ignorare. In effetti ci aspetteremmo che anche gli altri partiti politici raccogliessero tale sfida e si unissero per perseguire l’obiettivo di creare un nuovo tessuto locale più moderno e vicino alla gente».

Ecco il testo sottoscritto da tutti i partecipanti alla riunione di quest’oggi del Tavolo della Competitività sulla riforma della provincia di Como:

Tavolo_competitivita_documento_sottoscritto_10_09_2012

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Province: sbagliata la deroga per Isernia, Terni e Matera, la maggioranza ci ripensi

“La maggioranza ci ripensi, introdurre deroghe per tre piccole province sarebbe un grave errore”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri dopo la notizia dell’approvazione, oggi in commissione bilancio al Senato, di un emendamento presentato con firme di esponenti di PD e PDL che salverebbe le province di Isernia, Terni e Matera dalla chiusura.
“Noi – aggiunge Gaffuri – siamo pronti ad accettare la sfida della costruzione di un nuovo assetto degli enti territoriali valutando l’accorpamento di province con territori popolosi ed estesi, come sono quella di Como, di Varese e di Monza e Brianza. Ma non possiamo assistere ad accordi al ribasso per i quali ogni volta che si prende una decisione c’è sempre qualcuno che propone deroghe incomprensibili, con argomenti francamente risibili rispetto al passaggio epocale che stiamo affrontando. In Lombardia abbiamo province consistenti per territorio, numero di abitanti e di comuni, che non sono nemmeno comparabili alle tre che si vorrebbero salvare. Noi vorremmo parlare, pur con qualche perplessità sui criteri adottati, di una revisione degli enti territoriali che vada incontro alle linee guida della spending review per razionalizzare i costi e garantire servizi migliori ai cittadini, ma se comincia il gioco delle deroghe la discussione perde di senso”.

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Manifestazione Statale Regina: Piena comprensione per i motivi della protesta, ma è importante l’unità del fronte amministrativo e territoriale

“Pur condividendo le ragioni delle preoccupazioni che domani daranno vita alla manifestazione di protesta sulla Statale Regina e ben conoscendo la fondatezza delle ragioni che spingono a chiedere con forza interventi tempestivi e risolutivi, resto comunque convinta che la ricerca di soluzioni necessarie, alle quali ciascun rappresentante istituzionale e di categoria, per la sua parte, sta lavorando, possa trovare più forza nella compattezza del fronte amministrativo e territoriale, che nella scelta di metodi di protesta certamente più “visibili” ma che rischiano di avere un carattere esclusivamente rivendicativo e di creare ulteriori difficoltà ai tanti cittadini comaschi e turisti che soprattutto in questo periodo si riversano sulle sponde le nostro lago”. Interviene con questa dichiarazione sulla manifestazione in programma domani sulla Statale Regina, la parlamentare comasca Chiara Braga dopo aver dato risposta all’invito del Comitato organizzatore a partecipare all’iniziativa di protesta.

“Rinnovo – conclude la Braga -   la mia completa disponibilità a qualsiasi incontro al fine di cercare di raggiungere soluzioni concrete alle problematiche viabilistiche della Statale Regina e delle altre reti stradali della nostra provincia”.

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