Archivi tag: donne

Festa della Donna: occasione per riflettere e per costruire un’Italia autenticamente civile e democratica

Ogni anno, l’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna. Una ricorrenza per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne e quelle ancora da conseguire. Ma anche un 8 marzo per non dimenticare le discriminazioni e le violenze di cui tante donne sono ancora oggi, anche in Italia, fatte oggetto. Continua a leggere

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento

Cariche pubbliche: la parità di genere non è più un’eccezione

Lo scorso 13 novembre, con 349 voti favorevoli, 25 contrari e 66 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il testo della legge A.C. 3466-B , che promuove la parità effettiva di donne e uomini nelll’accesso alle cariche elettive e ai pubblici uffici delle autonomie territoriali.

In particolare il provvedimento introduce nella legislazione elettorale dei Comuni con più di 5 mila abitanti, due misure rilevanti. La prima si riferisce ad una quota di lista, in virtù della quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste in misura superiore ai due terzi dei candidati. La seconda è la cosiddetta doppia preferenza di genere, ossia la possibilità di esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale, una per un candidato di sesso maschile e l’altra per un candidato di sesso femminile della lista. Per quanto riguarda le giunte degli enti locali e i consigli regionali, non sono previste singole misure, ma è fissato il principio per cui l’atto di nomina o la legge elettorale regionale devono garantire la presenza di entrambi i sessi. Sono inoltre introdotte disposizioni in materia di comunicazione politica e di parità nelle commissioni di concorso per l’accesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

“Il meccanismo della doppia preferenza e del limite dei 2/3 per la presenza di uno dei due generi rappresenta un passo in avanti nell’ambito della rappresentanza paritaria nelle istituzioni. Per questo, quella appena approvata in via definitiva, è una legge che contribuirà a valorizzare la qualità e la sensibilità delle donne nella vita pubblica, garantendo lo sviluppo di una democrazia moderna il più egualitaria possibile”. E’ questo il commento della parlamentare democratica Chiara Braga subito dopo l’approvazione delle legge sulla parità di genere. “Una legge che, – prosegue la deputata comasca – è stata approvata in tempi molto brevi dall’aula di Montecitorio grazie soprattutto al gruppo del Partito Democratico che ne ha chiesto la calendarizzazione immediata”.

“La speranza è che grazie a questa legge – conclude la Braga – sempre più donne con la passione per la politica e le competenze necessarie possano accedere e partecipare con le stesse opportunità degli uomini alla vita pubblica. In questo modo, la presenza, il ruolo e il punto di vista femminile diventano finalmente una normalità e non più una rarità o un’eccezione”. E conclude con l’auspicio: “Ora speriamo che questo passo in avanti in favore delle donne possa dare risvolti positivi anche sulla nuova legge elettorale in discussione in questi giorni in Commissione Affari costituzionali”.

“Esprimo grande soddisfazione per il provvedimento varato dal Parlamento anche se tocca purtroppo ravvisare la presenza di alcune astensioni e voti contrari” – interviene Andreé Cesareo, coordinatrice provinciale Donne Pd e consigliere comunale di Como che aggiunge: “Nonostante ciò, il risultato ottenuto è importantissimo: da oggi la parità di genere non sarà affidata solo al buon senso o alla gentile concessione di chi ad esempio è chiamato a formare le giunte o le commissioni dei concorsi pubblici, ma alla forza di una legge che contribuirà a fare dell’Italia una democrazia più moderna”.

“E i dati – continua la Cesareo – lo dimostrano. In Regione Campania, dove nelle elezioni del 2010 si è sperimentata la doppia preferenza di genere, i risultati sono stati apprezzabili. Non a caso infatti ora la Campania è al primo posto in Italia quanto a numero di donne elette in Consiglio regionale (14 su 60). Certo si tratta di una presenza femminile ancora lontana dalla piena parità di genere ma siamo sulla buona strada”

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento

Libere tutte: la violenza sulla donne

Il Coordinamento Provinciale Donne PD di Como, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, organizza l’incontro “Libere tutte – la violenza sulle donne raccontata attraverso pagine vere di diari e parole di scrittrici” a cura di Miriana Ronchetti con gli “Allievi del Teatro Arte Orizzonti in movimento” (allestimento scenico di Pietro Introzzi, musiche dal vivo di Cristiano Stella). Introdurrà Andree Cesareo, coordinatrice PD Donne Como: «Un incontro dedicato alla violenza sulle donne? Basta dare qualche numero per accorgersi che è proprio il caso… Gli omicidi volontari sono passati da 84 nel 2005 al picco di 180 nel 2006 e 157 nel 2010 (erano 149 nel 2007, 148 nel 2008, 173 nel 2009). Nel 2011 le donne uccise sono state 137: a novembre del 2012 sono state assassinate 105 donne.In totale dal 2006 al 2012 sono state uccise 1049 donne. Considerando questi dati si rende quanto mai necessario da parte di tutti i gruppi e le associazioni, non solo femminili, fare campagne informative e di sensibilizzazione sul tema del “femminicidio”». Le conclusioni della serata saranno affidate all’On. Chiara Braga. L’incontro si terrà a partire dalle ore 20.30 presso il Centro Civico di Camerlata.

Pubblicato in Notizie da Como | Taggato , , , | Lascia un commento

Approvata in Regione la legge contro la violenza sulle donne

Ieri il Consiglio regionale ha  approvato  all’unanimità la  legge  di contrasto alla violenza sulle donne, elaborata, in quattro mesi di intenso impegno, da un gruppo di lavoro  bipartisan.

“La legge – spiega  il  capogruppo del Pd Luca Gaffuri -  è il frutto di una buona mediazione fra  i  progetti di legge presentati da  Pd,   Sel,  Pdl   e uno di iniziativa popolare  e  ne accoglie in grande parte  i contenuti.   Un  risultato importante, reso possibile anche dalla mobilitazione delle promotrici del progetto di legge di iniziativa popolare”.

“Si tratta- continua Gaffuri -  di una buona legge, che  dà una risposta alla mancanza di strumenti di tutela dalla violenza delle donne in Italia,  denunciata  ieri anche dall’Onu, sana un vuoto legislativo  e interviene finalmente  su un fenomeno che, come testimoniano anche i tragici episodi recenti di cronaca, è in costante crescita.”

La legge  che condanna ogni tipo di violenza fisica, sessuale psicologica ed economica, prevede l’istituzione  di un tavolo permanente composto per metà dai rappresentanti delle associazioni e per metà da  quelli istituzionali,   con funzioni non solo consultive, ma  di proposta.   Prevede, inoltre  la creazione di una rete, di cui faranno parte i centri antiviolenza e di accoglienza che, da anni, operano sul territorio e hanno maturato una straordinaria esperienza. “Uno dei punti forti del documento- sottolinea il capogruppo del Pd – è proprio la valorizzazione di questo patrimonio, fondato sul metodo della solidarietà fra donne”.

La legge stabilisce, inoltre, che sia adottato un piano pluriennale che  individui criteri e modalità di intervento.  Altro punto centrale del documento approvato è la formazione degli operatori, necessità  espressa anche da chi si impegna nel soccorso alle donne maltrattate, che  fino ad oggi è stata  affidata solo all’iniziativa   dei volontari. Prevede, inoltre,  programmi educativi, sia per fornire strumenti atti ad individuare eventuali casi di violenza  o maltrattamento, sia  a  diffondere,  fin dall’infanzia, una cultura mirata al rispetto di genere.

Il finanziamento previsto per il 2012 è di un milione di euro. “Una cifra significativa – commenta Gaffuri – che dovrà essere stanziata entro quest’anno.  La necessità è quella di emanare subito i bandi e individuare  le linee di finanziamento. Una dilazione, vista l’urgenza dell’attuazione degli interventi, non sarebbe in alcun modo accettabile. Per questo ne seguiremo passo a passo il processo di attuazione,  vigileremo perché i tempi stabiliti per l’erogazione dei finanziamenti siano rispettati.   Ci impegneremo a far si che il  piano pluriennale sia approvato al più presto dal Consiglio e seguiremo l’attività di monitoraggio  del fenomeno della violenza alle donne. Ad oggi in Lombardia non esistono dati ufficiali. Per poter arrivare ad avere un quadro del fenomeno è necessario avviare un lavoro di collaborazione con i centri antiviolenza  e gli altri servizi già operativi”.

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , , , | Lascia un commento

Approvato alla Camera il progetto di legge di riequilibrio di genere.

Con 372 voti favorevoli, 21 contrari e 48 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato ieri, martedì 8 maggio, il testo unificato dei progetti di legge che promuovono il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali nonché nelle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni.

Il provvedimento licenziato dall’Aula di Montecitorio, segue il percorso iniziato lo scorso 8 marzo 2012 con l’approvazione, a larga maggioranza, in Senato di una mozione unitaria sulle politiche di genere, e introduce misure volte a favorire la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive e ai pubblici uffici delle autonomie territoriali. Secondo il testo approvato, ora all’esame del Senato, gli statuti degli enti locali dovranno definire entro sei mesi dal varo finale del testo, norme per promuovere la pari opportunità tra i sessi nelle giunte e negli organi collegiali degli enti, aziende e istituzioni sotto il loro controllo.

La novità più importante è l’introduzione della doppia preferenza di genere ovvero la possibilità per gli elettori di esprimere due preferenze della stessa lista, una maschile e una femminile, per i candidati a consigliere comunale. Viene inoltre stabilito che l’atto di nomina delle giunte comunali e provinciali garantisca la presenza di entrambi i sessi.

“L’approvazione del progetto di legge unificato – commenta la deputata del PD, Chiara Braga - segna un passaggio importante per il nostro Paese che sconta una forte sottorappresentanza e marginalità del genere femminile nell’ambito della rappresentanza politica attiva e all’interno della pubblica amministrazione, a scapito della qualità stessa dell’attività amministrativa”.

“Non si  introducono – spiega la parlamentare comasca – quote rosa, che pure possono avere un senso in un quadro bloccato come quello italiano, ma di misure utili a creare le condizioni affinché si promuova l’accesso delle donne alle cariche elettive, agli organi esecutivi e agli uffici pubblici”.

“Il voto alla Camera – conclude la Braga – ha messo in luce come, comunque, permangono in alcuni partiti politici (Lega Nord e Pdl) delle forti resistenze a queste misure che, al contrario, dovrebbero trovare un posto rilevante anche nella discussione sulla riforma elettorale che si sta svolgendo in questi giorni e che mi auguro venga varata al più presto”.

Soddisfazione anche per Andrèe Cesareo , coordinatrice provinciale delle Donne PD, e candidata consigliere nella lista democratica per Lucini Sindaco.  “Finalmente – commenta – è arrivato il sì della Camera alla proposta di legge sul riequilibrio delle rappresentanze di genere. Una tappa fondamentale nel cammino per il riconoscimento delle politiche di genere che aumenterà le possibilità di ingresso delle donne nelle istituzioni”.

“Un risultato – aggiunge la giovane coordinatrice provinciale – che va a colmare un indubbio deficit democratico e di rappresentatività femminile che emerge anche dall’analisi dei dati attuali. A Como, ad esempio, nonostante le recenti elezioni amministrative abbiano consegnato il primato delle preferenze a due donne, le difficoltà femminili a ottenere la parità nella composizione delle liste e soprattutto, a risultare elette, vengono anche qui confermate”.

“Già nel 2009, – conclude Cesareo – la Regione Campania ha introdotto una legge regionale che ha introdotto il meccanismo della doppia preferenza facoltativa, e che ha dato ottimi risultati. Le donne elette nel consiglio regionale campano sono infatti passate da 6 a 14, raggiungendo la percentuale del 22%. “Siamo davvero sulla strada giusta, ora aspettiamo solamente la decisione definitiva del Senato”.

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , , , , , | Lascia un commento

Debora Serracchiani a Como per “Donne e Giovani: energie da non sprecare”

Si è tenuto sabato 28 aprile, il convegno “Donne e Giovani: energie da non sprecare” organizzato dal Partito Democratico di Como che ha visto la partecipazione della parlamentare Chiara Braga, del vicesindaco  con delega ai Giovani e alle Pari Opportunità di Lodi, Giuliana Cominetti, della segretaria dei Giovani Democratici, Barbara Vaccarella, della Coordinatrice delle Donne PD, Andrée Cesareo, del candidato Sindaco Mario Lucini e delle consigliere provinciali, Rosangela Arrighi e Maria Rita Livio.

A fare da sfondo all’incontro, il lago di Como visto dalla suggestiva sala di Villa Gallia che ha letteralmente affascinato l’ospite speciale della serata, l’Europarlamentare PD, Debora Serracchiani , che nel primo pomeriggio ha preso parte ad un’iniziativa a Cantù.

Nella sala affollata, la Serracchiani ha impresso al dibattito sui giovani e sulle donne una visione europeista, mettendo anche a confronto l’Italia con il resto dell’Unione Europea, allargando di fatto, con puntualità e competenza, l’orizzonte locale e territoriale del pubblico presente.  “Vorrei dare e aggiungere un po’ di sperienza europea alla discussione” – ha esordito la Serracchiani, prendendo come termine di riferimento il modello dell’Europa del Nord. “Il Nord Europa ha fatto degli sforzi culturali che noi onestamente siamo molto lontani dall’aver fatto in questi vent’anni. Non abbiamo creduto fino in fondo a quell’invito, a quell’indicazione che ci era stata data dalla stessa Europa fin dal 2000. Quando si è trattato di disegnare la nuova Europa, prima della crisi economica e finanza così violenta che purtroppo oggi conosciamo, l’Europa aveva dato le sue coordinate, ci aveva esortato a puntare e a investire sul capitale umano, sulla capacità di far lavorare e formare donne e giovani, sulla capacità di sfruttare il nostro patrimonio culturale. Diversi furono allora, come lo sono oggi, gli obiettivi suggeriti”. Tra questi risalta quello dell’occupazione femminile. “Nel 2010 tutti i 27 Paesi europei avrebbero dovuto garantire il 60 per cento di occupazione femminile. Chi ci ha creduto  ha fatto uno sforzo straordinario e sono molti i Paesi che ci sono riusciti; chi non c’ha creduto, come l’Italia si è piazzato al 26° posto, dopo di noi c’è solo Malta”.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=8LwKvbRcdpA

“In Italia non è che non ci sono buone leggi. Quello che da noi non funziona  è il sistema di protezione sociale che deve rende applicabile quella legge. Non bastano la legge servono i servizi; non basta dire alle donne che hanno la possibilità di lavorare di più, ma bisogna creare le condizioni perché ci siano quei servizi che nella Danimarca sono garantiti dal pagamento del 53% di tasse e dove in questo 53 per cento sono coperti gli asili nido, l’assistenza agli anziani, ecc. Fondamentale allora è cercare di creare le condizioni affinché vi sia un sistema di protezione sociale applicabile, che si mette in moto a tutela dei giovani, delle donne, degli anziani, delle fasce più deboli”.

“Il momento è difficilissimo sia a livello economico sia anche a livello politico”. Ed alla questione politica che la Serracchiani dedica il suo finale d’intervento. “Occorre che ci sia la capacità di distinguere. Perché non è vero che siamo tutti uguali, perché le nostre idee non sono tutte uguali; le capacità di disegnare una comunità piuttosto che un’altra sono diverse, c’è un investimento diverso. E  queste amministrative sono un momento importante per incamminarci in questo sforzo collettivo di cambiamento. Anche dai territori deve arrivare un segnale forte. Tutto quello si sarebbe dovuto fare in Italia, che ho cercato qui di riassumere, è esattamente il contrario di ciò che in questi 20 anni è stato fatto nel nostro Paese. Dove alcune forze politiche ci hanno raccontato che l’Italia era un’altra cosa, che la crisi non c’era, che ce l’avremmo sempre e di sicuro fatta. Penso invece che questa crisi ci stia insegnando tutta un’altra cosa. Che bisogna recuperare valori che forse avevamo messo troppo in fretta da parte, la solidarietà, il senso di comunità, di responsabilità. E ripartire dalle amministrative e dai territori credo sia un segnale molto efficace e importante. Io ho molta fiducia in questo senso e credo che anche a Como visto che c’è la prova provata di come non si deve governare, si debba fare una scelta di cambiamento. E’ sull’idea di cambiamento che bisogna investire. Convincere che lo sforzo deve essere collettivo, che nessuno deve tirarsi da parte, che non c’è un colore politico che può permettersi di essere irresponsabile”.

“Ma che c’è la necessità fortissima di ritrovare quella  capacità di coesione che di fronte all’emergenza questo Paese è in grado di tirare fuori, magari affidandola alle donne e ai giovani. Noi per un lungo periodo abbiamo escluso dalla scena politica donne e giovani. Negli ultimi dieci anni la percentuale dei giovani in Italia che diventano dirigenti è passata dal 9,4 al 6,5 per cento; invece di aumentare, i giovani dirigenti diminuiscono”. E così i nostri manager “sono i più vecchi rispetto alla media europea. Dobbiamo smetterla di considerare che siano l’età e l’esperienza gli unici titoli validi per fare carriera. Bisogna tentare di fare uno sforzo collettivo per metter insieme esperienza e qualità. Chi c’è deve formare chi viene dopo di lui e chi viene dopo di lui deve esser migliore di chi l’ha preceduto. Credo che creare queste condizioni sia la fotografia migliore per portare l’Italia davvero in Europa”.

Pubblicato in Idee e politica, Notizie da Como | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Cantù: poche donne nelle liste. Un’altra occasione persa?

A poche settimane dalle consultazioni per eleggere il sindaco di Cantù, le donne del Partito Democratico commentano la scarsa presenza femminile nelle liste; confermando come il mondo della politica sia ancora tutto al maschile, dove per le donne è difficile trovare un proprio spazio

Beatrice Bernasconi,candidata a Cantù nella lista PD, dichiara: “Credo che tutte le donne presenti e assenti nelle liste debbano fare uno sforzo in proprio, quantomeno per sottolineare un dato che continua ad evidenziare l’assenza di un vero superamento della disparità di genere. Infatti la presenza femminile nelle liste per le prossime elezioni a Cantù rimane scandalosamente ridotta. Scorrendo le liste di nomi salta agli occhi come, ancora una volta, la scelta di molte formazioni sia stata quella di relegare in un ruolo di secondo piano le donne, tranne che per poche e lodevoli eccezioni. Alcune liste – prosegue la candidata – sono addirittura sotto il 10% come percentuale di presenza femminile: In Cantù (8.3), Lavori in Corso (8.6) e Cantù Rugiada (8.3), (ma in generale tutte le liste che sostengono Bizzozero vedono una scarsa presenza femminile). Forza Cantù arriva alla scelta incomprensibile di dividere i candidati per genere, mettendo tutte le donne in fondo. Dispiace vedere che anche nelle liste dei giovani le donne siano pochissime, a testimoniare che certi comportamenti non necessariamente cambiano con le giovani generazioni”.

Andrèe Cesareo, coordinatrice provinciale Donne PD, aggiunge: “La situazione migliore è quella del Partito Democratico, che ha il 50% di donne nella sua lista, dimostrando che quando e se si vuole è possibile mantenere questo impegno, mentre SEL ha l’unica candidata donna al ruolo di sindaco. A questo si aggiunga che anche vedendo i capolista, la situazione non cambia: sono quasi tutti uomini. Se queste sono le premesse, temiamo che anche il prossimo Consiglio Comunale sarà rappresentativo di una sola metà del cielo, così come quello precedente, eppure – considera la ordinatrice – sono proprio le donne che, nelle cittadine come Cantù, si trovano a fare i conti nel loro quotidiano con i servizi comunali: quando iscrivono i figli a scuola, quando li accompagnano in giro per la città, quando richiedono documenti all’anagrafe o quando si devono occupare di genitori anziani che necessitano di assistenza. A maggior ragione quindi, le donne dovrebbero essere presenti nei luoghi “dove si decide”.

Pubblicato in Idee e politica, Notizie dalla Provincia | Taggato , , , , | Lascia un commento

Como al voto: la passione e i talenti delle donne per cambiare passo

Martedì 17 aprile 2012, ore 17,30 Fondazione Avvenire, via Teresa Ciceri n. 12, Como

«C’è uno scandalo in Italia che fa ancora poco scandalo e sta nei numeri molto bassi della presenza delle donne nelle stanze decisionali della politica». Con queste parole Assunta Sarlo e Francesca Zajczyk iniziano il loro libro Dove batte il cuore delle donne? (Ed. Laterza, 2012), in cui analizzano il controverso rapporto delle donne italiane con la politica. Per quali motivi in Italia la presenza femminile in politica è ancora così limitata?
Perché è così importante che ci siano più donne? Cosa si può fare per avvicinare le donne alla politica e, soprattutto, per favorirne una significativa presenza nei luoghi decisionali?
In vista delle prossime elezioni comunali a Como, le candidate delle liste di centro sinistra che sostengono Mario Lucini si interrogano sulle molte sfaccettature della partecipazione politica delle donne e ne discutono con Francesca Zajczyk, docente di Sociologia urbana all’Università Bicocca e Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità al Comune di Milano.

h. 17,30 Introduce e coordina Gisella Introzzi
h. 17,40 Saluto del candidato Sindaco Mario Lucini
h. 17,50 Lo sguardo delle donne sulla città nel programma della coalizione Chiara Bedetti – AMC
h.18,00 Donne e partecipazione politica – Francesca ZAJCZYK
h. 18,30 Interventi di candidate della coalizione
Andrée Cesareo – PD
Celeste Grossi – PACO-SEL
Valeria Guarisco – COMO CIVICA
Letizia Romano – IDV
Idapaola Sozzani – AMC
h. 19,00 Dibattito
h. 19,30 Conclusioni

Pubblicato in Idee e politica, Notizie da Como | Taggato , , | Lascia un commento

Presentata una mozione contro violenza sulle donne

Presentata in questi giorni alla Camera una mozione a prima firma della democratica Susanna Cenni e sottoscritta anche dall’ on. comasca Chiara Braga, per contrastare la problematica della violenza sulle donne, di cui risultano vittime, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dall’Istat, 6 milioni e 743 mila donne dai sedici ai settant’anni. Una donna su tre è vittima di molestie o violenze fisiche, psichiche o sessuali nel corso della sua vita mentre sono circa un milione quelle che hanno subito stupri o tentati abusi sessuali. Il dato europeo parla di atti di violenza che riguardano il 20 e il 25 per cento delle donne.
“Di fronte a questi dati – commenta l’onorevole Braga del PD – che tuttavia non tengono conto dei numerosi casi in cui le condizioni personali, familiari e soprattutto la paura impongono di tacere, abbiamo presentato una mozione per dare piena e concreta attuazione al Piano Nazionale Antiviolenza tramite un approccio che non si limiti all’aspetto repressivo, ma investa soprattutto su una rete integrata di politiche fondate sulla prevenzione, sulla protezione e rieducazione”.

“Nel maggio dello scorso anno – spiega la democratica – il Consiglio d’Europa riunitosi a Istanbul ha varato la “Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne”, trattato che rappresenterebbe il primo strumento giuridicamente vincolante in Europa per la creazione di un quadro giuridico completo per proteggere e combattere la violenza grazie a misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria e di supporto alle vittime. Nel testo della Convenzione, frutto di due anni di lavoro e ratificato ad oggi da diciotto Paesi, ma non ancora dall’Italia, sono indicate una serie di misure che gli Stati devono adottare per prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire gli autori dei reati. In particolare, la Convenzione prevede che siano sanzionati le violenze contro le donne, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, lo stalking, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Nel documento è inoltre prevista la creazione di un sistema di monitoraggio”.

“Nella mozione – prosegue la Braga – si fa poi esplicito riferimento all’inquadramento giuridico, al potenziamento e finanziamento dei Centri antiviolenza, che negli ultimi anni hanno subito tagli pesantissimi, su tutto il territorio nazionale, nonché ad emanare delle linee guida al fine di creare una sorta di “cabina di regia” che si avvalga della sinergia tra Governo, Parlamento, Regioni, Enti Locali, Centri antiviolenza e associazioni impegnate in queste tematiche con la richiesta di istituire e rendere operativo anche l’Osservatorio Nazionale sulla violenza di genere in modo da dare vita ad un sistema di rilevazione dati competente, professionale e duraturo per contrastare in maniera più efficace gli abusi”.

“I drammatici fatti di abusi sessuali – conclude la deputata democratica – verificatesi anche a Como e Cantù, con il dato allarmante di otto casi di violenza sessuale in quattro mesi, testimoniano anche nel nostro territorio la presenza di una problematica pesante e dolorosa sulla quale occorre tenere sempre alta la guardia”.

“Gli ultimi dati a nostra disposizione – interviene la consigliera provinciale del Pd, Rosangela Arrighi – ci dicono che nel 2010 sono state circa 302 le donne che si sono rivolte all’Associazione Telefono Donna di Como per segnalare abusi. Un dato che di fatto risulta sottostimato considerando che la violenza spesso viene subita in silenzio”.

“Lo scorso dicembre 2011, – continua la rappresentante democratica di Villa Saporiti – il Partito Democratico,insieme con altre forze di opposizione, ha presentato al Consiglio Provinciale un ordine del giorno approvato all’unanimità, in merito alle “Azioni di contrasto alla violenza sulle donne”. Segnale positivo di una totale assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione provinciale, di fronte ad un fenomeno in drammatica crescita. E gli otto casi di donne abusate a Como sono lì come un urlo sociale a dimostrarcelo”.

“Occorre un cambio nella cultura delle persone. Anche per questo – conclude Arrighi – il Partito Democratico ha recentemente presentato un emendamento trasformato poi in ordine del giorno affinché nelle scuole, nel comparto del sapere e delle conoscenze vengano elaborati progetti educativi sulle politiche di genere. Solo dall’educazione si può arrivare a quel cambio culturale indispensabile per la lotta agli abusi sessuali.

Pubblicato in Idee e politica, Notizie da Como | Taggato , , , , | Lascia un commento

Abusi sessuali su donne a Como: problematica grave e preoccupante

“Otto casi di violenza sessuale, sette in città e una a Cantù, in quattro mesi nella nostra provincia sono davvero troppe. Fanno emergere con tremenda crudeltà un lato oscuro e violento di Como, soprattutto nei confronti delle donne, che francamente non immaginavamo”. Questo il commento di Andrée Cesareo, coordinatrice provinciale Donne PD di Como, in merito ai recenti casi di abusi sessuali  in città e provincia.

“ Crediamo – continua la rappresentante delle Donne Pd – che questi otto casi rappresentino dei segnali, forti e chiari, di una problematicità grave che desta preoccupazione e che merita di non essere sottovalutata. Le violenze sono reati in crescita e occorre elaborare un più efficace programma di sicurezza per la città, basato sia sull’utilizzo indispensabile delle forze dell’ordine, dei vigili di quartiere ma anche sul potenziamento delle attività di prevenzione, sull’educazione culturale al rispetto del corpo femminile, e sul rafforzamento sinergico delle reti relazionali tra le donne e le varie associazioni presenti sul nostro territorio. Occorre agire per tempo, prima che la situazione si faccia ancora più grave”.

Pubblicato in Notizie da Como | Taggato , , , | Lascia un commento