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Iva, Gaffuri: “Grazie a un nostro ordine del giorno, sostegno alle cooperative sociali”

sociale“È ora che la Giunta getti la maschera e dica davvero se vuole farsi carico dei problemi delle cooperative sociali colpite dall’aumento dell’Iva dal 4 al 5%”, lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che, con i colleghi, ha visto approvare, nel recente bilancio, un ordine del giorno che, almeno in linea di principio, va incontro alle esigenze delle cooperative sociali che tanta utilità pubblica ricoprono in Lombardia. Un risultato che lascia Gaffuri “parzialmente soddisfatto perché vorrei ora vedere degli atti concreti subito”.
L’atto di indirizzo chiede che l’aggravio di costi che, con la Legge di Stabilità 2016, si è venuto a creare per le cooperative sociali, rispetto ad altri soggetti erogatori, sia in qualche modo compensato, individuando nell’ambito degli stanziamenti di bilancio 2017/2019 nuove risorse e verificando la possibilità di ridefinire il corrispettivo contrattuale per la gestione dei servizi sociosanitari accreditati al netto dell’Iva.
“Le cooperative sociali contribuiscono in modo determinante al buon funzionamento dei servizi sociosanitari di questa Regione, perché in grado di garantire presenza e prestazioni – ricorda Gaffuri –. In particolare, nel settore del welfare sono un milione le persone assistite dalla cooperazione sociale e oltre il 50% dei servizi alla disabilità. Per questo non possiamo permetterci di buttare via questo capitale, ma dobbiamo in ogni modo sostenerlo”.
L’ordine del giorno approvato rimanda però alle conclusioni del gruppo di lavoro insediato in seno alla Commissione Bilancio, di cui Gaffuri fa parte. La questione è dunque rimandata a dopo la pausa estiva “con l’auspicio che i tecnici della Giunta dimostrino una maggiore flessibilità rispetto a quanto è avvenuto finora”, sottolinea il consigliere.

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El Nino cooperazione, Braga: “Bene piano aiuti Farnesina per Africa sub-sahariana colpita da siccità”

“Gli effetti del surriscaldamento globale sono sempre più evidenti e purtroppo colpiscono particolarmente i paesi più fragili. Ecco perché va salutato con grande favore e va nella direzione giusta lo stanziamento di  fondi della Cooperazione italiana per  iniziative di adattamento al cambiamento climatico e di sicurezza alimentare in Etiopia, Mozambico, Swaziland, Malawi e Zimbabwe, paesi in gravi crisi ambientale e agricola. Lo afferma Chiara Braga, deputata e responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico commentando il  “Piano nazionale contro le conseguenze del Nino in Africa” presentato stamattina al Ministro degli Esteri. “Si tratta – continua Chiara Braga – di un importante investimento di 6 milioni di euro attraverso le ONG e di 4 milioni affidati a programmi delle Nazioni Unite, a cui va aggiunto un milione di euro già stanziato per tramite del PAM, a gennaio 2016. Non bisogna poi dimenticare che contrastare i mutamenti climatici nei paesi in via di sviluppo aiuta anche il continente europeo a prevenire il problema delle migrazioni. Di fronte all’impatto delle calamità naturali legate agli effetti di un clima sempre più imprevedibile non è sempre possibile adattarsi e perciò spesso milioni di donne, uomini e bambini sono costretti a fuggire. I migranti ambientali, secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 costituiranno circa 200 milioni di rifugiati e nel 2060, nella sola Africa, ci saranno circa 50 milioni di profughi climatici. A tal proposito, ho potuto vedere con i miei occhi le conseguenze ambientali e sanitarie della gravissima siccità in Etiopia – conclude Chiara Braga – in occasione di un recente viaggio  nel Corno d’Africa assieme alla collega Lia Quartapelle Procopio. A causa de El Niño la produzione agricola etiope è crollata dal 50 al 90 per cento in alcune regioni e azzerata, con la morte di migliaia di capi di bestiame, nelle zone orientali del paese portando così nell’insicurezza alimentare più di 10 milioni di etiopi.


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