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Cambiamenti politici e il futuro del lago di Como, preoccupazioni a livello regionale

Quale attenzione verrà riservata al lago di Como nel nuovo Consorzio per i laghi prealpini che, posto sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente, subentrerà alle prerogative del Consorzio dell’Adda? A chi spetteranno i canoni che Regione Lombardia, in base ai dettami della Legge numero 22 del 28 dicembre scorso, dal 2013 verserà ai territori di Como e Lecco, visto che le Province, a  cui dovrebbero essere destinati, non opereranno più?

Sono queste le preoccupazioni che animano Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, rispettivamente capogruppo PD e consigliere segretario del Consiglio regionale, dopo l’audizione di ieri mattina in Commissione Agricoltura, parchi e risorse idriche dell’Assessore regionale Marcello Raimondi che ha relazionato in merito alle novità legate alla regolazione del livello delle acque del Lario.

“Auspico – dichiara Gaffuri – che nel nuovo Consorzio dei laghi prealpini siano ben rappresentate le esigenze del territorio lambito dalle acque del Lario ma soprattutto a chi spetterà ricevere e gestire le risorse: a Regione Lombardia? Ai singoli Comuni?” Rispetto ai contenuti della Legge Regionale 21/2011, infatti, che destina i proventi dei canoni idrici alle province, le disposizioni del Decreto Monti relegano questi enti a semplici organismi di coordinamento delegando alle regioni le funzioni ora svolte dagli enti di Villa Saporiti e di Villa Locatelli.

Altri dubbi sono sollevati da Carlo Spreafico sulla regolazione delle acque del Lario effettuate tramite la diga di Olginate: “Se non vi saranno risposte convincenti per il territorio, che di fatto oggi è ai margini del processo decisionale, chiederemo che Regione Lombardia proponga al Parlamento di rivedere l’attuale legge che regola il sistema di governo delle acque del Lario perché, diversamente, non si potrà mai programmare una seria politica di investimenti turistici e infrastrutturali,mentre sui comuni e i privati continua a gravare il costo delle manutenzioni del fronte lago”.

Allo stesso tempo Luca Gaffuri auspica che si arrivi anche una chiarificazione definitiva tra Regione Lombardia e città di Como sul fatto che il lungolago cittadino non può essere trattato alla stregua di una barriera per favorire l’accumulo d’acqua con la realizzazione delle paratie: “Spero che Regione Lombardia possa instaurare un nuovo e positivo dialogo con la futura amministrazione comunale di Como al fine di intervenire sugli errori finora commessi su questo cantiere che, se da un lato voleva preservare il capoluogo lariano dalle piene del lago, dall’altro aveva come scopo quello di massimizzare gli accumuli d’acqua nel bacino nei periodi propizi al fine di farla utilizzare quando necessario. Spero che con la nuova amministrazione cittadina si arrivi al più presto alla riapertura del lungolago e che l’idea delle paratie resti solo come monito dell’incapacità di PDL e Lega Nord”.

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Acque del lago: un obiettivo ancora da mettere a fuoco

Si è svolto oggi a Villa Gallia il convegno promosso dai parlamentari lariani sulla delicata questione della gestione delle acque del lago. Tra gli interventi era previsto il ministro Prestigiacomo e il presidente del Consorzio dell’Adda, che però non si sono presentati.

“L’incontro poteva essere un’occasione per fare il punto rispetto alla regolazione delle acque del nostro lago con tutti gli attori istituzionali competenti – commenta Rosangela Arrighi, consigliere provinciale PD -: in realtà, oltre alla solita passerella di giacchette verdi che sembra si siano rese conto solo oggi di una grave criticità che interessa il nostro territorio, il lavoro è ancora tutto da fare. Ora è fondamentale che la Provincia di Como faccia valere il proprio potere politico e istituzionale sui tavoli regionali, anche il relazione alla ridefinizione delle concessioni per lo sfruttamento delle acque del lago che è ad oggi in rinnovo. Una chiara ripartizione territoriale dei benefici economici è un punto fondamentale, anche se non esclusivo, di una nuova politica di gestione del Lago”.

“L’assenza del ministro Prestigiacomo – rincara l’on. Chiara Braga – non ha permesso di cogliere la posizione e l’impegno del Governo rispetto ad una eventuale modifica della composizione del Consorzio dell’Adda che garantisca la rappresentanza degli interessi territoriali. Oltre a quella del ministro, altre assenze pesanti sono state quelle della provincia di Lecco mentre era invece presente il sindaco di Lecco, Virginio Brivio (PD) e del comune di Como che pure avrebbe avuto interesse a partecipare viste le implicazioni che il progetto delle paratie hanno sul tema della regolazione lacuale. In ogni caso – prosegue la deputata – prendiamo per valido l’impegno strappato al presidente della provincia di Como di istituire un tavolo di confronto permanente inter-istituzionale su questi temi; mi auguro che il territorio possa presto costruire una posizione condivisa che si traduca in azioni concrete a livello sia regionale che parlamentare per dare risposte alle legittime aspettative dei comuni rivieraschi, che tenga conto non solo degli aspetti economici, ma anche di quelli ambientali e di quelli relativi alla valorizzazione e ad un governo integrato di una risorsa fondamentale qual’è l’acqua del nostro lago”.

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