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Consiglio regionale, Orsenigo eletto segretario della Commissione Svizzera. E sarà anche in Bilancio, Affari istituzionali e Antimafia

angelo orsenigoIl consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo, 42 anni, commercialista, comasco, è stato eletto segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia, Confederazione svizzera, Province autonome e istituzioni europee. Orsenigo farà parte anche della I Commissione Programmazione e bilancio, della II Commissione Affari istituzionali e della Commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità.
Sindaco dimissionario di Figino Serenza e segretario provinciale del Pd di Como, Orsenigo lavorerà dunque in due commissioni permanenti e in due speciali: “Se le prime due sono davvero istituzionali, ma è da queste che passa il ‘cuore’ del lavoro che andremo a fare in consiglio regionale, è nelle commissioni speciali che si può cercare di incidere di più. L’Antimafia è fondamentale per la gestione trasparente della macchina regionale e per l’analisi del fenomeno sul territorio lombardo. Ma è nella speciale Rapporti con la Svizzera che avrò modo di affrontare in maniera decisiva alcune grosse questioni che tuttora permangono e riguardano migliaia di nostri lavoratori frontalieri e padroncini. Il compito di consigliere segretario spero mi aiuterà a portare avanti alcune istanze che chi ha governato nella passata legislatura ha colpevolmente abbandonato”.
Infine, un augurio: “Adesso mi aspetto di cominciare a lavorare quanto prima: mai come questa volta abbiamo perso davvero tanto tempo per l’avvio delle attività del consiglio. I cittadini attendono urgentemente risposte che sono rimaste in sospeso”.

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Programma di governo, Orsenigo: “Nessun accenno ai temi comaschi. Ma in Lombardia non va tutto bene”

angelo orsenigoGiornata dedicata al dibattito sul programma di governo del nuovo esecutivo, in Consiglio regionale. Ma per Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, “nel discorso introduttivo del presidente Fontana non si è fatto nessun cenno ai temi comaschi: incredibile che nel suo programma non venga mai nemmeno citata la Pedemontana. E soprattutto le argomentazioni portate dai tanti interventi dei consiglieri leghisti ci hanno lasciati esterrefatti”.
Orsenigo spiega, ad esempio, che con la situazione del trasporto su rotaia dei pendolari al collasso, “abbiamo dovuto sentire dai nuovi colleghi ancora la vecchia tiritera del Governo Renzi che ha tagliato i fondi, mentre, invece, semmai è vero il contrario. Fontana, dal canto suo, a proposito di trasporto pubblico locale, ha parlato di istituzione di voucher di mobilità per i pendolari autostradali e ferroviari. E il ruolo di Trenord? Noi proponiamo una gara pubblica per una migliore gestione, investimenti e tempi certi, mentre dal neo presidente neanche una parola sui ritardi, sulla pessima qualità del trasporto ferroviario, nessun accenno agli investimenti, a Trenord e ai problemi di sicurezza”.
Insomma, “in Lombardia non va tutto bene, come sostiene Fontana, e sarebbe un errore, da parte sua e della sua Giunta, leggere l’esito del voto come un’entusiasta promozione di come il centrodestra ha governato la Regione negli ultimi anni, e ancor di più non vedere le cose che non vanno, e che richiedono da parte della sua amministrazione ben altro impegno e capacità di cambiamento rispetto alla semplice idea di continuità che il suo programma tende a comunicare”.
Come opposizione, fa sapere infine Orsenigo, “ci sta a cuore il futuro della Lombardia e dei suoi cittadini. Per loro desideriamo uno sviluppo sostenibile fondato sull’innovazione e sulla conoscenza, una crescita che produca buona occupazione, un forte raccordo con l’Europa, la ricucitura delle molte fratture e delle molte disuguaglianze che minano la coesione della società lombarda e che alimentano sentimenti di incertezza nel cuore di tanti nostri concittadini”.

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Nidi gratis, Gaffuri: “Strutture non possono fare da banca. Pagamenti siano più rapidi”

asilo-nido“Troppe strutture che lavorano con il sistema regionale si trovano, per inadempienze di Regione Lombardia, a fare ‘da banca’, aspettando di essere rimborsate e spesso andando in sofferenza”, così Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, ha detto, intervenendo in Aula, nell’ambito dell’interrogazione sulla misura ‘Nidi gratis 2017-2018’, presentata dai democratici per sapere quali siano le motivazioni per le quali i Comuni non hanno ancora potuto rendicontare la spesa a carico della misura in questione, ritardando così a loro volta l’erogazione dei fondi alle proprie strutture convenzionate.
L’incertezza e i ritardi della fase istruttoria stanno mettendo a rischio l’operatività delle strutture. L’assessore ha ricostruito le fasi di attuazione della delibera che ha introdotto la misura nel luglio del 2017, assicurando una sua sistematizzazione e un incremento di risorse in funzione del numero di aderenti crescenti.
“Abbiamo chiesto nello specifico quando avverranno i trasferimenti ai Comuni – aggiunge Gaffuri –. La mia impressione è che il sistema sia stato ingolfato in questi mesi e a farne le spese sono state purtroppo le strutture che ogni mese erogano il servizio avendo a proprio carico costi di personale, derrate e servizi vari”.

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Parco Brughiera Briantea, Gaffuri: “L’ok un momento storico: 34 anni di attesa per superare interessi e tutelare il territorio”

parco brughieraTrentaquattro anni per avere un parco. Non perché non ci fossero proposte di legge che lo istituissero, ma perché erano forse gli interessi a bloccarlo. Finalmente, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e l’accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale della Brughiera Briantea.
“Questo è un momento storico – spiega Luca Gaffuri, uno dei consiglieri che a suo tempo, ancora nel 2007, presentò l’ennesima proposta di legge per il parco –. Un obiettivo non facile è stato raggiunto. Ci sono voluti anni, ma alla fine quello che era già previsto nella legge 86/83, un Plis che entra in un parco regionale, completa un iter davvero importante. E non solo perché la Brughiera Briantea viene accorpata dalle Groane, ma perché l’accorpamento riguarda anche una riserva, altre aree protette, Comuni esterni al parco, ampliando notevolmente la superficie, addirittura raddoppiandola con i suoi 8249 ettari”.
Un territorio “di buona valenza ecologica, perché conta presenze forestali importanti, residui di ambiti a vegetazione a brughiera, cascine, quindi testimonianze di architettura agricola, fornaci, perciò archeologia industriale. Insomma, un territorio meritorio di essere tutelato. Ed è un’operazione virtuosa perché le comunità locali hanno deciso di estendere sul proprio territorio, già pesantemente urbanizzato e antropizzato, l’ambito delle aree protette”.
Ed è un “momento storico perché la prima volta che si iniziò a parlare di parco della Brughiera era il 1983, quando nel Piano generale delle aree protette era stata data particolare rilevanza territoriale all’area della brughiera, appunto – aggiunge Gaffuri –. Questa è un’iniziativa che nasce dal basso, grazie a un comitato promotore che ha seguito passo passo tutto lo svilupparsi di questo percorso, con alcuni momenti in cui le speranze andavano affievolendosi. Ma la costanza di portare avanti un progetto di questo tipo e di coinvolgere la cittadinanza, le associazioni, organizzare convegni, raccolte di firme, iniziative di conoscenza delle aree del parco oggi ha ripagato”.
Per Gaffuri quello raggiunto oggi è però “un punto di partenza perché andiamo a normare l’area del parco, estendendo le Groane alla brughiera, però poi un parco va fatto vivere. È un territorio di pregio, ma all’interno di una zona molto urbanizzata: proprio per questo va il più possibile protetto e valorizzato. Ora, speriamo che entrino a farne parte anche tutti i Comuni che finora, forse sconfortati da come andavano le cose, consideravano questo risultato una chimera”.

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Lombardia-Canton Ticino, Gaffuri: “Sulla Commissione speciale veniamo informati da oltre confine”

bandiera-svizzera-italia-free-300x199“Che fine ha fatto la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica? E come mai sembrava che fosse imminente un incontro con l’assessore regionale Brianza, tanto che persino i media ticinesi erano stati avvisati, e noi consiglieri regionali non ne sapevamo niente?”, l’intento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione, è chiaramente polemico. Troppo tempo che l’organismo non si riunisce: “Esattamente da fine marzo, quando abbiamo ricambiato, dopo anni, la visita al Gran consiglio a Bellinzona. Un’occasione per mettere sul piatto i molti temi ancora aperti, ma che nel nostro caso è rimasta totalmente in sospeso”, aggiunge Gaffuri.
E gli argomenti, appunto, non solo non mancano, ma crescono di mese in mese: “Se le questioni legate ai frontalieri e alla posizione della politica ticinese nei loro confronti è sempre in cima all’agenda, ricordo che i progetti sul trasporto ferroviario rimangono aperti: dovremmo verificare il rispetto del cronoprogramma dell’Arcisate-Stabio, ma vorremmo saperne di più anche sulla Milano-Chiasso e sugli interventi nella stazione svizzera”, ricorda Gaffuri.
Quest’estate si è aggiunta la vicenda della “frana del Cengalo che, sebbene sia più legata al Canton Grigioni, ha necessità di essere affrontata in Commissione speciale, visto che interessa le nostre popolazioni e il traffico frontaliero in quella zona”. Sempre sul fronte delle novità, il consigliere Pd fa presente che “la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge di ratifica relativo alla cooperazione culturale tra Regione Lombardia, i Cantoni Ticino e Vallese e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, che dovrebbe passare in Consiglio regionale, ma non è stata per ora calendarizzata. E naturalmente, men che meno, è previsto se ne parli in Commissione”.
Da segretario e consigliere Gaffuri ha più volte sollecitato, via lettera, il presidente della Speciale “a convocare almeno una seduta e reitererò l’invito in queste ore. Soprattutto dopo aver saputo dalle testate ticinesi che sarebbe stato in programma un incontro con l’assessore proprio in questi giorni. È interessante scoprire che oltre confine erano già stati allertati e noi, qui, al Pirellone, non ne sapevamo nulla”, conclude seccato il consigliere Pd.

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Polizia nautica, Gaffuri: “È la Regione che deve occuparsi della sicurezza delle nostre acque”

alto lago“La questione della sicurezza nelle acque dei nostri laghi è da risolvere quanto prima, perché al momento la situazione non è affatto presidiata”, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, si riferisce alle Polizie nautiche provinciali, quei corpi specialistici nati per il pattugliamento dei laghi e dei fiumi della Lombardia e per la sicurezza delle imbarcazioni e delle persone, che sono stati smantellati insieme alle Province.
“Di fatto, i mezzi sono rimasti in capo alle Province, mentre la competenza è tutta regionale, ma si è creato un vuoto amministrativo e soprattutto in termini di sicurezza”, spiega Gaffuri.
Durante l’ultimo Consiglio regionale le opposizioni hanno presentato una mozione sul tema che, in barba alla maggioranza, è stata approvata.
“Ora, dunque, la Regione non può più far finta di niente – conclude Gaffuri –. Si tratta di un segnale forte che ci ricorda l’importanza della questione, evidentemente molto sentita non solo dalle minoranze”.

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Legge fusione Comuni, Gaffuri: “Un passo verso la vera autonomia”

Albiolo, MunicipioCon 48 voti favorevoli, 16 contrari e 3 astenuti il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge che rivede le procedure in materia di istituzione di nuovi comuni e di modifica delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali.
“Sarà molto più semplice d’ora in avanti consentire i referendum comunali  – spiega Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che insieme al suo Gruppo ha espresso un voto favorevole al provvedimento -. La procedura sarà più agile, più snella e rispettosa delle realtà territoriali. Un’evoluzione che porta sicuramente a una maggiore autonomia, più reale di quella tanto sbandierata ultimamente”.
E dopo l’approvazione della legge, l’Aula ha dato il via libera a due proposte di referendum consultivo riguardanti la provincia di Como: una per la fusione dei comuni di Albiolo, Rodero e Valmorea e l’altra per la fusione dei comuni di Casasco d’Intelvi, Castiglione d’Intelvi e San Fedele Intelvi.
“La fusione tra comuni omogenei ha una tradizione consolidata nel comasco -  aggiunge Gaffuri -. Ricordo, ad esempio, il caso di Gravedona e Uniti, di San Siro, Bellagio, Colverde e Tremezzina. E ancora Lanzo d’Intelvi, Ramponio Verna e Pellio Intelvi. È l’esempio che i cittadini vivono con naturalezza una collaborazione tra i comuni, un’opportunità significativa per proseguire nel superamento dei problemi legati all’eccessiva frammentazione amministrativa e per migliorare l’organizzazione e la gestione dei servizi comunali per i cittadini e le imprese. È giusto far proseguire questo percorso e dare la parola ai cittadini”, conclude il consigliere Pd.

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Nuovi treni, Gaffuri: “Basta parole al vento, i pendolari meritano di più”

757657-treno lomazzo“Abbiamo chiesto a Sorte di presentare una volta per tutte i contenuti, le risorse e le tempistiche del piano di investimento straordinario che aveva preannunciato lo scorso 17 febbraio, promettendo il rinnovo del parco circolante con 100 nuovi treni – spiega Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd dopo il question time discusso in Consiglio regionale sugli investimenti per il materiale rotabile della regione -. La risposta è stata chiara: non c’è nulla. Nessun piano concreto, nessuna tempistica o priorità, mentre le segnalazioni continuano ad arrivare numerose e i disservizi, i ritardi e i guasti sono all’ordine del giorno nella vita dei nostri pendolari”.
“Basta parole al vento – conclude Gaffuri –. I pendolari lombardi meritano un servizio migliore e una comunicazione più onesta e concreta”.

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Sport, Gaffuri: “Solo 10 su 70 i progetti finanziati dal bando per lo sport per adulti e anziani. Servono nuovi fondi”

stare-insieme1C’è la possibilità di finanziare qualcuno in più dei 70 progetti speciali di promozione e valorizzazione sportiva presentati per il bando regionale per la concessione di contributi? Lo ha chiesto, in Consiglio regionale, con un’interpellanza, il Gruppo regionale del Pd.
“Il bando sostiene la realizzazione di progetti volti a promuovere e valorizzare la pratica sportiva, in particolare per i giovani maggiorenni, per gli adulti, gli anziani o per le fasce di popolazione svantaggiate e a forte rischio di marginalizzazione – fa sapere Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. La dotazione finanziaria è di 350mila euro. Troppo pochi perché permettono di finanziare solo 10 progetti, un settimo di quelli risultati ammissibili a contributo, cioè 70 domande sulle 76 pervenute. Il valore economico totale sarebbe di oltre 2,6 milioni di euro”.
Dunque, se la cifra complessiva che servirebbe è obiettivamente alta, il Pd ha comunque interpellato la Giunta e l’assessore “per sapere quali investimenti intendano garantire affinché la misura regionale possa andare a soddisfare il maggior numero di domande ammissibili e non finanziabili per esaurimento delle risorse, con la finalità di soddisfare un obiettivo espressamente dichiarato nel Programma regionale di sviluppo per sostenere la realizzazione e la promozione della pratica sportiva in Regione Lombardia”.
“L’assessore regionale allo Sport si è detto soddisfatto dell’adesione numerosa al bando, ma di fatto non ha risposto, se non con una generica disponibilità all’implementazione delle risorse – fa sapere Gaffuri –. L’importante è che ci sia la volontà. Spero che arrivi presto un atto concreto con cui la Giunta stanzierà nuove risorse. Comunque, in fase di assestamento di bilancio ci faremo carico di sollecitare la disponibilità di altri fondi”.

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Consumo di suolo, Gaffuri: “Modifica necessaria per il fallimento della legge tanto decantata da Maroni e dai suoi

earth“Se siamo stati chiamati a discutere questa modifica è per sancire il fallimento della legge sul consumo di suolo tanto declamata da Maroni e dai suoi. Lo sapevamo che sarebbe finita così e lo avevamo denunciato per tempo, perché quella legge era basata su di un modello di sviluppo ormai superato, incentrato sullo sfruttamento intensivo del suolo. Siamo tutt’ora convinti che in Lombardia si potesse ambire a una legge più ambiziosa, ma Maroni e il centrodestra non sono in grado di farla”, commenta così Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, le ragioni dell’astensione critica del Pd alla modifica della legge sul consumo di suolo, votata in Consiglio regionale.
La modifica mette una pezza alla legge 31 del 2014, dando la possibilità ai Comuni di rimettere mano alla programmazione territoriale e urbanistica, mantenendo però non superiore a zero il ‘Bilancio ecologico del suolo’. In altre parole, sarà possibile per i Comuni tornare a fare varianti ai Piani di governo del territorio, ma non potranno aumentare, mentre potranno diminuire, le aree edificabili del proprio territorio. La legge del 2014, paradossalmente, glielo impediva.
“Mantenendo un giudizio negativo molto forte sulla legge madre, per rispetto ai Comuni non abbiamo votato contro – conclude Gaffuri -. È un’astensione sul merito della modifica, che era inevitabile, ma rimane la critica netta contro l’atteggiamento della maggioranza”.

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