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Pesca sul lago, Pd: “Pescatori di giorno: una tradizione che non andava toccata”

pescatore tagliato“Giù la mani dai pescatori di Como”, lo dice il Partito democratico, cittadino e provinciale, che si schiera a fianco dei pescatori contro la proposta del Comune di vietare la pesca nel primo bacino poiché zona turistica. “La pesca fa parte di una lunga tradizione comasca che vede affiancarsi da sempre grandi e piccini sulle sponde del lago, dalla diga foranea fino alle passeggiate di Villa Olmo e viale Geno. Si tratta di un momento non solo sportivo, ma anche di condivisione, che unisce tanti cittadini che ancora vivono in armonia con il lago e i suoi spazi naturali migliori”, commentano Federico Broggi e Matteo Introzzi, segretario provinciale e di Circolo Como Convalle.
“Il punto di partenza è che il regolamento attualmente vigente di polizia urbana, nel vietare la pesca lungo i viali e le aree prospicienti il lago, dove c’è transito di persone e veicoli, la consente senza limiti d’orario sulla diga foranea e sul molo di Sant’Agostino – fa presente Gabriele Guarisco, consigliere comunale Pd –. La proposta portata in consiglio comunale dalla Giunta, e passata nell’ultima seduta senza modifiche, vieta la pesca oltre che su lungolago e viali, anche su diga e molo, ammettendo una deroga negli orari notturni. Deroga che però, va precisato, non riguarda l’area di Villa Olmo e la passeggiata Lino Gelpi. Inoltre sono fatte salve le manifestazioni autorizzate della pesca sportiva”.
Per Guarisco e il gruppo Pd comunale “è un peccato che la maggioranza dell’Aula abbia respinto l’ipotesi di modifica che avrebbe ammesso la pesca in orari diurni. A noi sembrava che rispondesse al criterio generale della normativa sulla pesca della Regione, ovvero l’ente che ha la competenza in materia, e, considerato che nella parte di lago che interessa la città è autorizzata la pesca dilettantistica e non quella professionale, poter esercitare la pratica durante il giorno ci sembrava più attinente a una pesca di tipo fondamentalmente ricreativo e amatoriale”.
Insomma, “una tradizione per la città che, stranamente, la Lega, tanto impegnata a difendere le abitudini locali, vorrebbe togliere, nel nome di un non ben precisato bisogno turistico. Ecco, noi a questo ci opponiamo fermamente”, chiosano Broggi e Introzzi.

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Regolamento di polizia, ok al rinvio, ma più rispetto per l’Aula: per 120 emendamenti serve tempo

polizialocale“Nessun problema a rinviare le due sedute previste di consiglio comunale sul nuovo regolamento di polizia urbana, ma la Giunta doveva prevederlo che ci sarebbe voluto più tempo per esaminare 120 emendamenti”, ne fanno una questione di metodo e di rispetto dell’Aula, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, ma l’annullamento delle due sedute di consiglio non passano inosservate.
“Alle 11.56 è arrivata la email con l’ordine del giorno per la sera, alle 13.56 è arrivata l’email con l’annullamento delle sedute – rivela Lissi –. Complimenti per l’organizzazione e per il rispetto verso i consiglieri”.
E Fanetti aggiunge: “Era ovvio che ci voleva tempo ad analizzare gli emendamenti. Tant’è che già il giorno prima si poteva procedere con l’annullamento delle sedute, se non altro per il fatto che anche in maggioranza si erano levate voci in questo senso”.
Quindi, “ben venga il rinvio, ma ancora una volta qualcosa ci dice che l’intenzione era di ignorare completamente la presenza di forze politiche nella loro casa, cioè il consiglio comunale. Apprezziamo, perciò, il gesto, e vorremmo che diventasse la normalità”, conclude Guarisco.

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Crisi in Comune, Legnani: “Giunta allo sbando: basta teatrino o vadano a casa”

PALAZZO CERNEZZI“Se ne stanno andando tutti: finirà che il sindaco rimarrà da solo a governare un’intera città. Forse è ora che vadano a casa e passino nuovamente la parola ai cittadini”, è un chiaro invito quello di Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, di fronte alla situazione che si sta creando, sotto gli occhi di tutti, in Comune a Como.
“La Giunta è allo sbando. Ormai, oltre a Landriscina, rimangono praticamente poche persone. E il sindaco non molla. Una situazione mai vista altrove, soprattutto in governi di città capoluogo”, insiste Legnani.
D’altra parte, fa notare il segretario Pd, “il clima è pesante, gli stessi assessori dicono che è impossibile lavorare, uno dopo l’altro staccano la spina. Adesso tocca alla Rossotti, arrivata entusiasta per occuparsi di cultura e turismo, poi se ne va via probabilmente anche Galli, che aspetta solo l’evento Giro d’Italia per togliere il disturbo. A questo punto, viene da dire peccato che non lasci anche Pettignano, e in modo definitivo, senza ripensamenti, così azzeriamo tutto e ricominciamo da capo”.
Dunque, è ipotesi elezioni anticipate: “A questo punto la smettano con questo teatrino, oppure vadano a casa e lascino nuovamente la parola ai cittadini di Como, perché la città ha bisogno di essere governata in modo serio. Certo che così non si può continuare: il sindaco che doveva essere indipendente dai partiti, non riesce a tenere sotto controllo alcunché e i risultati sono plateali: cantieri e iniziative ferme, manifestazioni cancellate, lavori in ritardo. Forse al centrodestra serve fare una riflessione e prendere una decisione definitiva”.

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Area ex Lechler-Albarelli Cereghetti: “Dopo l’incontro con i progettisti, molte le preoccupazioni emerse”

 d7c271d3788c730239ca5ad54e3104b9L’assessore alla riqualificazione e pianificazione urbanistica del Comune di Como, assieme ai progettisti incaricati dai proprietari, ha incontrato, a Ponte Chiasso, la cittadinanza per presentare il progetto preliminare per la riqualificazione delle aree ex-Lechler/Albarelli. “Erano molti i residenti presenti e anche parecchio scettici e preoccupati del nuovo progetto – fa sapere Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd Como Nord –. Tanti anche gli interventi, da parte del pubblico, che hanno evidenziato delle problematiche non da poco. Ad esempio, dovrebbero essere tolti i parcheggi a raso lungo l’ultimo tratto di via Bellinzona, dove sorgono le attività commerciali. Ci si è chiesti chi andrebbe mai a parcheggiare in un centro commerciale per poi recarsi a piedi fino ai negozi di via Bellinzona”.
Ma i temi toccati dai residenti sono stati anche altri, come spiega Cereghetti: “Far proseguire la banchina ferroviaria fino alla stazione di Chiasso vorrebbe dire che i frontalieri andrebbero diretti a prendere il treno senza passare dalla via Bellinzona, dove al mattino sostano per un caffè nei bar. Poi c’è la questione dei parcheggi: 1400, ma solo 200 saranno liberi, cioè a disposizione di residenti e frontalieri, ma ancora non è chiaro se a pagamento o meno, sicuramente insufficienti. Una grande perplessità viene anche dal fatto che, a proposito delle cubature dei cosiddetti centri commerciali, il Piano generale del territorio comunale prevede nella zona una media distribuzione, attorno ai 1500 metri quadri, ma il progetto ne prevede 2500/3000. I progettisti hanno risposto di fare riferimento alla normativa nazionale e che, dopo un consulto con un avvocato, hanno capito di poterlo fare e lo faranno. Cosa che non è piaciuta per nulla ai residenti”.
A questo punto, alla segretaria Pd non resta che augurarsi “vivamente che l’assessore Butti faccia tesoro delle preoccupazioni di chi abita in questo quartiere, che abbia un occhio di riguardo per i commercianti della zona e che faccia in modo di avere il migliore progetto possibile di riqualificazione di Ponte Chiasso e di salvaguardia della piccola distribuzione. Faccio presente che il progetto non è pubblicato sul sito del comune come faceva l’amministrazione Lucini, e che prima di fare gli incontri con i progettisti andavano incontrate le persone. Questa non è certo partecipazione”, conclude la Cereghetti.

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Reddito di cittadinanza, Lissi e Cereghetti: “Ma il Comune di Como è pronto?”

lavoroTra un mese circa sarà possibile presentare le richieste per ottenere il reddito di cittadinanza. Da una vecchia classifica del Sole 24 ore Como è una delle ultime provincie per incidenza e numero di potenziali richiedenti. E tuttavia bisogna essere pronti per affrontare le richieste che, comunque, migliaia di cittadini avranno diritto di avanzare.
“Tra le clausole inserite nella misura, si legge che i beneficiari dovranno esercitare 8 ore alla settimana di lavori socialmente utili a favore del comune di residenza. Non sappiamo ancora di quante persone si parlerà per Como città, ma ci chiediamo se il Comune è attrezzato a questo scopo”, e la domanda è stata già posta, sia in consiglio comunale, che pubblicamente in una trasmissione televisiva. A farla Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, da un lato, e Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd di Como Nord, dall’altro.
“Anche se ancora non si sa quanti saranno esattamente i beneficiari a Como, l’amministrazione comunale dovrebbe aver già un’idea di come muoversi. Ad esempio, che mansioni farà svolgere a questi cittadini? In quali ambiti ha deciso di impiegare gli aventi diritto? Sono davvero servizi che mancano alla macchina comunale o verranno scelti a casaccio?”, si chiedono oggi Lissi e Cereghetti.
Il nostro timore è che nel suo ormai assoluto immobilismo questa amministrazione comunale non si sia per niente organizzata e di fatto troveremo le persone che dovrebbero essere correttamente impiegate a vagare per i corridoi di Palazzo Cernezzi senza sapere cosa fare”, temono le esponenti dem.
Non è solo un dubbio: “Poiché la questione è già stata sottoposta all’attenzione della Giunta, durante una preliminare, nell’ultima seduta di consiglio comunale, e non è pervenuta alcuna risposta, le nostre perplessità stanno diventando sempre più delle certezze”, concludono Lissi e Cereghetti.

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Federico Broggi è il nuovo segretario provinciale del Pd. Ed entra subito nelle questioni più calde

federico-broggi-sindaco-di-solbiate-comasco-142146Federico Broggi, 30 anni, sindaco di Solbiate, è il nuovo segretario provinciale del Partito democratico di Como. E tra i suoi primi atti vi è stato quello di affrontare le crisi di Giunta del capoluogo, ma anche di Cantù, dimostrando che vuole partire in quarta nel suo nuovo ruolo. E lo ha fatto in un modo molto originale: per quanto riguarda Como, Broggi è intervenuto direttamente nei confronti del sindaco Landriscina con una sorta di lettera aperta: “Caro Mario, mi rivolgo a te da sindaco a sindaco, con la concretezza che caratterizza il nostro lavoro: quello che sta accadendo in questi giorni alla tua amministrazione e alla città di Como non ha precedenti e ti mette in una situazione di difficoltà da cui, fossi al tuo posto, mi toglierei immediatamente”, ha detto il neoeletto.
“Da quando ti sei candidato dichiari di essere libero da ogni condizionamento, indipendente, non soggetto al giogo dei partiti, e continui a ripeterlo in questi giorni – ha continuato Broggi –. Minacci addirittura le dimissioni e ti sentiamo dare dei diktat ai tuoi per risolvere una crisi senza senso. Io non sono qui per chiedere le tue dimissioni, ma per sollecitarti a ridare nuovo slancio e dignità alla vita politica della nostra città. Ti stai lasciando usare, stai perdendo credibilità e tra breve, quando non gli servirai più, i partiti di maggioranza ti scaricheranno”.
Il timore di Broggi è che “i cittadini siano stanchi di questi atteggiamenti, non li sopportano, e ne hanno pienamente ragione. Si aspettano servizi efficienti e vogliono vedere funzionare la macchina comunale, non sono interessati a queste inutili beghe, come non lo erano quando c’era il Pd a gestire la città”. Da un punto di vista strettamente politico, il nuovo segretario ha indicato in Forza Italia e nel suo coordinatore i principali responsabili di tutta la situazione provinciale: “A Como e Cantù assistiamo a decisioni assunte altrove, calate dall’alto sulla testa delle amministrazioni e dei cittadini, che pagano il caos interno a Fi, che, senza mostrare alcun rispetto per le istituzioni, pensa di controllare il territorio comasco con la forza. Credo invece che la politica, oggi più che mai, abbia il dovere di restituire dignità alle nostre amministrazioni comunali, di riprendere contatto con le persone, di calarsi nella vita di tutti i giorni, ma questo triste spettacolo è l’esatto opposto di ciò di cui abbiamo bisogno”.
Insomma, una sorta di manifesto del suo modo di interpretare la politica. Ma in tutto questo Broggi vede anche un convitato di pietra: “Perché la Lega non dice una parola definitiva? Questo silenzio è assordante. Il sindaco che ha espresso a Como è sotto attacco, la città è ferma e la Lega non parla? E cosa pensa di questa situazione? La città e la provincia vogliono sapere”, conclude il segretario, dando subito il passo a quella che sarà la sua segretaria.

Qui i risultati:

Le provinciali

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L’assemblea eletta

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Le regionali

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Viale Varese, Legnani, Fanetti, Lissi e Guarisco: “Tanto tuonò che piovve: guarda caso, il progetto non si farà più”

varese3“Tanto tuonò che piovve: in una bella mattina di fine luglio scopriamo, all’improvviso, che la pantomima di viale Varese si sta per risolvere in un nulla di fatto perché molto probabilmente il progetto non si realizzerà. Ma intanto, una parte del centrodestra tenta ancora, disperatamente, di buttare la croce addosso a noi”, è il commento di Tommaso Legnani, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, segretario e consiglieri comunali del Pd, alla notizia di un probabile parere negativo della Giunta al progetto di ampliamento del parcheggio sotto le mura a ovest di città murata.
“La capogruppo di Fdi, forse incaricata dal resto della coalizione, parla della Commissione, sostenendo che sia pubblica: certo, ma non ha nemmeno un centesimo delle potenzialità di partecipazione della cittadinanza di un’assemblea tematica. E lei dovrebbe saperlo bene: in Commissione non tutti possono prendere la parola e l’assemblea tematica è uno strumento formale previsto da un regolamento comunale per l’interlocuzione tra la cittadinanza e l’amministrazione – incalzano i quattro esponenti dem –. Poi, dice in sostanza che noi dovevamo organizzare un incontro pubblico sul progetto degli ingegneri Monza, Tavola e Zizolfi: e perché? Non si capisce. La questione infatti è un’altra: i cittadini vogliono intervenire in generale sull’idea di posteggi in viale Varese, non tanto sul progetto A, B o C. Per questo stesso motivo non ha avuto senso dire che i progettisti non potevano partecipare all’incontro e dunque è dovuto saltare. La partecipazione dei comaschi non riguarda i progetti precisi, riguarda le scelte di fondo. In questo senso, noi sosteniamo l’idea delle associazioni di raccogliere le 400 firme e obbligare l’amministrazione a fare comunque l’assemblea”.
Non solo: “Se i cittadini chiedono di potersi confrontare con l’amministrazione, come i regolamenti consentono loro, l’amministrazione ha la responsabilità, oltre che il dovere, di garantire loro questo diritto – aggiungono –. E se invece è il Comune a convocare i cittadini per un’assemblea tematica, lo fa seriamente, oppure fa una figuraccia. Al contrario, se tutto è già deciso, lascia perdere”.
Infine, concludono Legnani, Fanetti, Lissi e Guarisco, “non capiamo perché Fdi se ne salta fuori solo ora su viale Varese, dopo che è praticamente scomparsa durante tutta la discussione. Anche se adesso è chiarissimo un aspetto: è solo un problema politico, perché a quanto pare i tecnici del Comune conoscono molto bene il progetto e hanno già chiarito agli amministratori che non è il caso di farlo”.

 

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Viale Varese, Pd: “Centrodestra imbarazzante: prende in giro noi, ma i cittadini non ci trovano niente da ridere”

varese“Sono imbarazzanti: l’hanno convocata con soli tre giorni di anticipo e ora la disdicono con sole 3 ore di anticipo e l’assessore Butti pensa pure a prenderci in giro. Ma non si rende conto che lui e tutta la Giunta Landriscina in realtà stanno prendendo sonoramente per i fondelli i cittadini di Como?”, se lo chiede Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, che, assieme ai consiglieri comunali Stefano Fanetti, Gabriele Guarisco e Patrizia Lissi, è ancora esterrefatto alla notizia della mancata assemblea tematica su viale Varese.
“L’assessore alla Riqualificazione urbana faceva lo spiritoso per le nostre proteste circa la modalità di gestione della vicenda. Ora forse si è reso conto che c’è ben poco da ridere e che ai cittadini tutto questo non diverte per niente – incalzano gli esponenti del Pd –. Potremmo capire tutte le motivazioni, anche che, visto appunto i tempi strettissimi con cui hanno convocato l’assemblea, non tutti gli interessati potessero essere disponibili a stretto giro di posta, in una serata di fine luglio. Ma per quanto ci riguarda, speriamo invece che il rinvio voglia dire che il centrodestra ha capito che si tratta di una discussione importante e che non si poteva liquidare velocemente in un unico incontro. E ci auguriamo che in fondo l’impossibilità del progettista a partecipare sia solo una scusa per ripensarci”, concludono.

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Viale Varese, Legnani: “Assemblea pubblica fatta troppo tardi. E il progetto va ripensato”

varese2“Siamo contenti che la Giunta comunale abbia convocato l’assemblea pubblica sul futuro di viale Varese, come richiesto sia da noi che dalle varie associazioni ambientaliste. È importante, su un tema così impattante e di rilevante interesse pubblico, coinvolgere i cittadini e le associazioni interessate”, lo dice Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, a proposito dell’incontro che si terrà sul progetto di nuovi parcheggi sotto le mura.
Tuttavia, precisa Legnani, “l’assemblea si poteva convocare ben prima, non a ridosso della scadenza entro cui il Comune deve decidere, senza un’adeguata comunicazione e, per di più, in un periodo in cui diversi cittadini sono già in ferie”.
Perciò, al segretario Pd sorge spontanea una domanda: “Il fatto che la convochino il giorno prima non è che vuol dire che una decisione è già stata presa? I cittadini non dovrebbero essere coinvolti all’inizio del procedimento piuttosto che alla fine?”.
Per il resto, “noi rimaniamo contrari poiché non vediamo un interesse pubblico nel progetto proposto. Come già detto più volte è a ridosso delle mura che andrebbero riqualificate, sacrifica il verde, l’impatto economico sarà negativo per il Comune, la concessione per 30 anni è troppo lunga, ci sono altri spazi più idonei per fare un posteggio, tanto per ricordare i tanti motivi che ci vedono contrari”.
In definitiva, per Legnani e il Pd “meglio respingere la proposta così come formulata e, se c’è la volontà politica, avviare una discussione seria e partecipata sui posteggi in Convalle, ma dopo il periodo estivo e magari ripartendo dal famoso piano del traffico, che oltre tutto dovrebbe venire prima dei singoli interventi, visto che ne stabilisce gli obiettivi”.

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Via Bixio, Cereghetti e Legnani: “Situazione di caos: rimpallo di date sul termine dei lavori e incapacità a programmarli in orari notturni”

bixio2Via Nino Bixio, a Como, nel caos a causa dei lavori per la posa della fibra ottica. Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd Como Nord, e Tommaso Legnani, segretario cittadino dei democratici, sono intervenuti in settimana sulla vicenda: “Sarebbe stato opportuno fare i lavori di notte, ma a quanto pare Comune e Telecom non hanno trovato un accordo”.
Cereghetti e Legnani ci hanno tenuto anche a sottolineare che “l’amministrazione Lucini sulle vie principali di accesso alla città ha sempre fatto fare i lavori nelle ore notturne. Oltre tutto, l’assessore competente, in vari post su Facebook, aveva annunciato che questa chiusura era per riasfaltare la via Bixio, ma non è così: per tutta una settimana gli interventi hanno riguardato la posa della fibra ottica, poi, solo la prossima ci sarà la riasfaltatura, sperabilmente, almeno quella, di notte”.
Poi la doccia gelata: Cereghetti scopre che “il cantiere per l’asfaltatura inizierà solo a fine mese. Ma martedì è il 17 luglio: si attenderanno quasi due settimane prima di asfaltare? Non avevano detto che volevano concludere il prima possibile?”.
La segretaria di circolo non vede come si possa essere “così superficiali. Forse non sanno come funzionano i cantieri e sono impreparati a gestirli. Cioè, a noi hanno risposto che i lavori terminavano venerdì, ma non è stato così. Inoltre, ribadisco, è incomprensibile l’attesa fino a fine mese per l’asfaltatura. A meno che non si siano resi conto dei disagi e hanno deciso di posticiparla pensando che a fine luglio ci sarà meno traffico. Intanto i cittadini, non solo residenti, ne pagano le conseguenze”.

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