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Grande soddisfazione; per la prima volta a Como la Giunta, per metà, si tinge di rosa”

Grande apprezzamento per la scelta del Sindaco Lucini”, è  il commento dell’onorevole del Pd, Chiara Braga, all’indomani della presentazione della Giunta del Comune di Como. “Quattro donne  - prosegue la deputata comasca – in ruoli chiave dell’Amministrazione, nei quali  potranno mettere a frutto le loro competenze e sicuramente dar prova del contributo fondamentale e qualificato che può venire dalle donne nel governo della città”.

“Nel rivolgere a loro gli auguri per il lavoro che le attende, esprimo particolare soddisfazione per il fatto che queste donne assumeranno incarichi anche in settori tradizionalmente appannaggio di figure maschili, come i lavori pubblici e le attività economiche. Credo che questa scelta sia il più bel segnale del “cambio di passo” annunciato e fin da ora tradotto in fatti dal nuovo Sindaco di Como”.

In accordo con la deputata comasca è anche la coordinatrice provinciale delle Donne Pd e neo eletta consigliere comunale, Andrée Cesareo, che dichiara: “Esprimo grande soddisfazione per la scelta fatta dal nuovo Sindaco, di affidare la metà degli assessorati, quattro su otto, a delle donne. Per la prima volta nella storia di Como, la squadra di giunta, tingendosi per metà di rosa, rispetta in pieno la parità di genere. Un “cambio di passo” concreto e reale, nella direzione del giusto riconoscimento della competenza e della professionalità delle figure femminili”.

“Tutto il coordinamento provinciale Donne Pd – conclude la giovane consigliere del Pd – si unisce nel fare i migliori auguri di buon lavoro a Silvia Magni, Gisella Introzzi, Giulia Pusterla e Daniela Gerosa. La speranza è quella di continuare su questa strada, forti del fatto che merito e qualità siano sempre più  prerogative universali coniugabili sia al genere maschile che a quello femminile”.

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Anche a Como il vento è cambiato. Il commento dei Giovani Democratici

Barbara Vaccarella, segretario provinciale dei Giovani Democratici, commenta soddisfatta: “La giornata di ieri è stata ricca di emozioni: con uno scarto di 50 punti percentuali rispetto alla sua sfidante, Mario Lucini è il nuovo sindaco di Como. Da oggi possiamo finalmente dire che i Giovani Democratici avranno una rappresentanza nel Consiglio Comunale: Andrèe Cesareo è stata infatti eletta consigliera; un ottimo risultato è stato conseguito anche da Guido Rovi, un altro GD!

Mario – continua il segretario –  ha riposto fiducia nei giovani e nelle loro capacità e ha saputo tenere conto delle loro esigenze a Como. Inoltre come GD abbiamo partecipato attivamente alla stesura del suo programma non solo per le tematiche giovanili, ma anche per cultura, università e mobilità. Sono fiera di poter dire che l’impegno che tanti giovani hanno messo a disposizione per questa campagna elettorale è stato premiato.”

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Approvato alla Camera il progetto di legge di riequilibrio di genere.

Con 372 voti favorevoli, 21 contrari e 48 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato ieri, martedì 8 maggio, il testo unificato dei progetti di legge che promuovono il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali nonché nelle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni.

Il provvedimento licenziato dall’Aula di Montecitorio, segue il percorso iniziato lo scorso 8 marzo 2012 con l’approvazione, a larga maggioranza, in Senato di una mozione unitaria sulle politiche di genere, e introduce misure volte a favorire la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive e ai pubblici uffici delle autonomie territoriali. Secondo il testo approvato, ora all’esame del Senato, gli statuti degli enti locali dovranno definire entro sei mesi dal varo finale del testo, norme per promuovere la pari opportunità tra i sessi nelle giunte e negli organi collegiali degli enti, aziende e istituzioni sotto il loro controllo.

La novità più importante è l’introduzione della doppia preferenza di genere ovvero la possibilità per gli elettori di esprimere due preferenze della stessa lista, una maschile e una femminile, per i candidati a consigliere comunale. Viene inoltre stabilito che l’atto di nomina delle giunte comunali e provinciali garantisca la presenza di entrambi i sessi.

“L’approvazione del progetto di legge unificato – commenta la deputata del PD, Chiara Braga - segna un passaggio importante per il nostro Paese che sconta una forte sottorappresentanza e marginalità del genere femminile nell’ambito della rappresentanza politica attiva e all’interno della pubblica amministrazione, a scapito della qualità stessa dell’attività amministrativa”.

“Non si  introducono – spiega la parlamentare comasca – quote rosa, che pure possono avere un senso in un quadro bloccato come quello italiano, ma di misure utili a creare le condizioni affinché si promuova l’accesso delle donne alle cariche elettive, agli organi esecutivi e agli uffici pubblici”.

“Il voto alla Camera – conclude la Braga – ha messo in luce come, comunque, permangono in alcuni partiti politici (Lega Nord e Pdl) delle forti resistenze a queste misure che, al contrario, dovrebbero trovare un posto rilevante anche nella discussione sulla riforma elettorale che si sta svolgendo in questi giorni e che mi auguro venga varata al più presto”.

Soddisfazione anche per Andrèe Cesareo , coordinatrice provinciale delle Donne PD, e candidata consigliere nella lista democratica per Lucini Sindaco.  “Finalmente – commenta – è arrivato il sì della Camera alla proposta di legge sul riequilibrio delle rappresentanze di genere. Una tappa fondamentale nel cammino per il riconoscimento delle politiche di genere che aumenterà le possibilità di ingresso delle donne nelle istituzioni”.

“Un risultato – aggiunge la giovane coordinatrice provinciale – che va a colmare un indubbio deficit democratico e di rappresentatività femminile che emerge anche dall’analisi dei dati attuali. A Como, ad esempio, nonostante le recenti elezioni amministrative abbiano consegnato il primato delle preferenze a due donne, le difficoltà femminili a ottenere la parità nella composizione delle liste e soprattutto, a risultare elette, vengono anche qui confermate”.

“Già nel 2009, – conclude Cesareo – la Regione Campania ha introdotto una legge regionale che ha introdotto il meccanismo della doppia preferenza facoltativa, e che ha dato ottimi risultati. Le donne elette nel consiglio regionale campano sono infatti passate da 6 a 14, raggiungendo la percentuale del 22%. “Siamo davvero sulla strada giusta, ora aspettiamo solamente la decisione definitiva del Senato”.

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Cantù: poche donne nelle liste. Un’altra occasione persa?

A poche settimane dalle consultazioni per eleggere il sindaco di Cantù, le donne del Partito Democratico commentano la scarsa presenza femminile nelle liste; confermando come il mondo della politica sia ancora tutto al maschile, dove per le donne è difficile trovare un proprio spazio

Beatrice Bernasconi,candidata a Cantù nella lista PD, dichiara: “Credo che tutte le donne presenti e assenti nelle liste debbano fare uno sforzo in proprio, quantomeno per sottolineare un dato che continua ad evidenziare l’assenza di un vero superamento della disparità di genere. Infatti la presenza femminile nelle liste per le prossime elezioni a Cantù rimane scandalosamente ridotta. Scorrendo le liste di nomi salta agli occhi come, ancora una volta, la scelta di molte formazioni sia stata quella di relegare in un ruolo di secondo piano le donne, tranne che per poche e lodevoli eccezioni. Alcune liste – prosegue la candidata – sono addirittura sotto il 10% come percentuale di presenza femminile: In Cantù (8.3), Lavori in Corso (8.6) e Cantù Rugiada (8.3), (ma in generale tutte le liste che sostengono Bizzozero vedono una scarsa presenza femminile). Forza Cantù arriva alla scelta incomprensibile di dividere i candidati per genere, mettendo tutte le donne in fondo. Dispiace vedere che anche nelle liste dei giovani le donne siano pochissime, a testimoniare che certi comportamenti non necessariamente cambiano con le giovani generazioni”.

Andrèe Cesareo, coordinatrice provinciale Donne PD, aggiunge: “La situazione migliore è quella del Partito Democratico, che ha il 50% di donne nella sua lista, dimostrando che quando e se si vuole è possibile mantenere questo impegno, mentre SEL ha l’unica candidata donna al ruolo di sindaco. A questo si aggiunga che anche vedendo i capolista, la situazione non cambia: sono quasi tutti uomini. Se queste sono le premesse, temiamo che anche il prossimo Consiglio Comunale sarà rappresentativo di una sola metà del cielo, così come quello precedente, eppure – considera la ordinatrice – sono proprio le donne che, nelle cittadine come Cantù, si trovano a fare i conti nel loro quotidiano con i servizi comunali: quando iscrivono i figli a scuola, quando li accompagnano in giro per la città, quando richiedono documenti all’anagrafe o quando si devono occupare di genitori anziani che necessitano di assistenza. A maggior ragione quindi, le donne dovrebbero essere presenti nei luoghi “dove si decide”.

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Il Partito Democratico si presenta alla città a sostegno di Mario Lucini “Siamo orgogliosi di essere l’unico grande partito nazionale”

“Siamo orgogliosi di quello che siamo: l’unico grande partito nazionale in Italia. E questo può essere un valore aggiunto anche per Como, soprattutto oggi che è alle prese con tante liste civiche e con un centro-destra litigioso e frammentato in tanti personalismi”. Così Savina Marelli, segretario provinciale del PD, ha esordito nel corso della conferenza stampa svoltasi alla Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi per la presentazione della lista del PD alle prossime Elezioni amministrative per la città di Como, sostenendo il Candidato Sindaco Mario Lucini.

“Il PD è il perno di questa grande coalizione che intende proporre, dopo 20 anni di litigiosità e inconcludenza, un’alternativa alla città di Como. I Comaschi sono stanchi di ascoltare solo ‘balle’ e di essere governati da un’amministrazione incapace di ascoltarli: chiedono onestà e trasparenza, serietà ed efficienza. E noi possiamo garantire queste virtù, a Como come a Roma”. “Fare squadra è stato, da subito, il metodo scelto dopo il confronto all’interno delle primarie del centro-sinistra. – ha continuato Stefano Legnani, segretario cittadino del PD comasco e capolista – Non ci appartengono le faide intestine del centro-destra. Per questo abbiamo lavorato insieme alle altre liste civiche che sostengono Mario Lucini per realizzare un programma unitario per la città”.

E ha continuato: “Di fronte al clima di antipolitica imperante, si risponde con la buona politica: una politica fatta di partecipazione, ascolto, trasparenza, legalità, servizio alla città. Siamo lontani anni luce dalla politica della giunta Bruni che, anche in occasione delle recenti nomine ai vertici delle aziende partecipate, ha usato il solito criterio dell’occupazione degli spazi di potere”. Sul percorso che ha condotto alla realizzazione del programma comune della coalizione che sostiene la candidatura di Mario Lucini è intervenuta Silvia Magni, già consigliere comunale del PD e uno dei coordinatori dei gruppi di lavoro, oltre che candidata alle prossime elezioni: “Abbiamo iniziato a lavorare subito dopo le primarie, mettendo da parte ogni personalismo e lavorando in squadra. Ho molto apprezzato la capacità di Mario Lucini di valorizzare il lavoro comune realizzato all’interno del suo programma elettorale: saper ascoltare e fare sintesi è segno di buona amministrazione”.

Un metodo, quello scelto dalla coalizione, sottolineato anche da Marcello Iantorno, consigliere comunale uscente e candidato alle prossime elezioni: “Le primarie sono state un momento di sana competizione e grande partecipazione. Ma il giorno dopo tutti noi ci siamo impegnati per portare il nostro contributo ad un progetto comune, offrendo un modello di coerenza e serietà politica. È la testimonianza che siamo maturi per governare la città. Anche perché abbiamo di fronte un centro- destra ancora una volta, come negli scorsi cinque anni, dilaniato dalle polemiche interne e dalle contraddizioni tra gruppi di potere. Votare per loro significherebbe condannare Como ad altri cinque anni di immobilismo”.

Valorizzare le risorse femminili e giovanili presenti in città: è questo l’impegno di Andree Cesareo, responsabile delle donne del PD e candidata alle prossime elezioni: “La nostra è una lista ricca di donne e giovani. Donne e giovani sono due risorse per Como. Vogliamo lavorare perché le donne e i giovani abbiano un posto particolare nelle attenzioni della prossima amministrazione comunale, a cominciare dal mondo del lavoro. Il Comune non può assistere muto alla trasformazione della nostra società. Deve svolgere un ruolo di facilitatore nello sviluppo dell’economia e dell’occupazione”. “Con il PD salgono a quattro le liste che appoggiano la mia candidatura a sindaco. – ha concluso Mario Lucini – Credo di poter dire che stiamo offrendo a Como una grande opportunità: eleggere un sindaco appoggiato da una grande coalizione dove, a fianco della società civile espressa dalle liste civiche, esiste il patrimonio di esperienza di un grande partito nazionale e popolare”.

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Nel 2012 otto marzo significa soprattutto lavoro

Esattamente un mese fa una delegazione composta da quattordici promotrici dell’appello “188 donne per la legge 188” ha incontrato il ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità Elsa Fornero per chiedere il ripristino della legge contro le dimissioni in bianco (L. 188/2007). Questa norma è stata approvata da una maggioranza trasversale dal secondo Governo Prodi e successivamente cancellata dall’ex ministro Sacconi. La sollecitazione rivolta alla Fornero da donne diverse per cultura politica e collocazione lavorativa ha avuto come obiettivo quello di cancellare la pratica illegale e barbara delle dimissioni in bianco impedendo la firma, al momento dell’assunzione, di lettere di licenziamento senza data, da usare in qualsiasi momento come ricatto nei confronti dei lavoratori e soprattutto di lavoratrici incinte aggirando le leggi che tutelano la maternità.

La Federazione comasca del Partito Democratico intende aderire nuovamente all’iniziativa promuovendo la raccolta firma per il ripristino della Legge 188/2007, dopo un incontro che, il 23 febbraio, ha coinvolto gruppi di donne e prefetti di tutt’Italia. È possibile firmare la petizione anche qui.

Le dimissioni in bianco sono una pratica non degna di un paese civile, un abuso di potere utilizzato non solo ma anche nei confronti delle giovani madri, e per la cui eliminazione tutte e tutti si devono impegnare. Secondo fonti ufficiali Acli, Cgil, Cisl e Istat, il 15% dei contratti a tempo indeterminato in Italia vengono fatti firmare insieme alle dimissioni in bianco; 2 milioni sono i lavoratori coinvolti, 800 mila dei quali donne costrette ad abbandonare il lavoro a causa di gravidanza e per aver firmato”

Per questo tutti sono invitati all’incontro “Lavoro: bene comune” che si terrà alla circoscrizione 1 di Como, alla Cascina Masse, via S. Antonino 4 ad Albate alle 15.30 di domenica 11 marzo.

On. Chiara Braga, deputata
Andrée Cesareo, coordinatrice provinciale pro tempore Donne Pd
Savina Marelli, segretario provinciale
Barbara Vaccarella, segretario provinciale GD

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Giornata della memoria: è importante tenere alta la soglia di attenzione

Oggi ricorre la Giornata della Memoria, istituita dallo stato italiano per commemorare le vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, della Shoa e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

I fatti, anche recenti come gli attacchi rivolti da esponenti di Ordine Nuovo al senatore Forni l’ultimo giorno dell’anno, dimostrano come la Giornata della memoria non sia una celebrazione che, negli anni, perde progressivamente valore e importanza, ma come sia più attuale che mai.

“E’ sconvolgente che, ancora oggi, perdurino convinzioni negazioniste, – dichiara l’on. Chiara Braga – di chi persiste ottusamente nel sostenere un’ideologia priva di qualsiasi fondamento scientifico; di chi nega e vorrebbe cancellare una realtà concretamente provata, un fatto storico, certo e drammatico. Ideologie settarie di questo tipo vanno contrastate con forza. Nessuna indulgenza contro i distruttori della nostra memoria storica. La decisione dello Stato italiano di istituire la Giornata della Memoria è stato un atto importante, un passo decisivo nella costruzione di una memoria condivisa e consapevole di quel che è stato  e che non deve più essere ”.

Savina Marelli, segretario provinciale del Partito Democratico, non è meno definitiva : “Ancora oggi c’è chi nega l’esistenza dei campi di sterminio e della stessa Shoa. Queste concezioni distorte contaminano il corso della nostra storia, sono insensate e infondate e devono essere condannate. La Giornata della memoria va celebrata proprio per testimoniare il coraggio e la verità di fronte all’oscurantismo che ancora cova nelle nostre comunità”

Andrèe Cesareo, coordinatrice provinciale Conferenza Donna PD, commenta: “Oggi, 27 gennaio, Giornata Internazionale della Memoria. Dobbiamo tutti commemorare le vittime dello sterminio nazi-fascista. Donne e uomini ebrei, bambini, rom, sinti, lesbiche e omosessuali, testimoni di Geova, pentecostali, prigionieri e prigioniere politiche, partigiani e partigiane di tante nazionalità… Ancor più dobbiamo ricordare che l’orrore dell’antisemitismo, del razzismo, delle violenze innescate da pregiudizi e intolleranza, è possibile sempre. E sempre necessarie sono vigilanza e resistenza”

Barbara Vaccarella, segretaria provinciale dei Giovani Democratici, aggiunge: Dobbiamo soffermarci su questa importante data: Auschwitz è stato il simbolo di uno tra i più atroci fatti storici del XX° secolo, ma sappiamo ancora oggi nel mondo si verificano forme di persecuzione. Questa importante data deve farci capire cosa può provocare l’odio verso gli altri e occorre ricordarlo e commemorarlo per per fare in modo che queste atrocità non avvengano più!”

Sabato 28 gennaio 2012 alle 20.30 i Giovani Democratici propongono la visione del film “Vento di primavera” per riflettere insieme sul senso di colpa che deriva, o dovrebbe derivare, dalla Shoah. Seguirà il dibattito: “L’ammissione di colpa del popolo francese a fronte del mancato esame di coscienza del Bel Paese”. Modera Andrea Vergari, presenta il film Andrèe Cesareo, responsabile Cultura del Giovani Democratici. Appuntamento alla circoscrizione 2 di Lora, Via di Lora 22 Como. Ingresso gratuito.

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Contro il razzismo serve ancora un grande impegno

L’episodio di discriminazione razzista che sabato notte si è consumato sul lungolago di Como ai danni di una ragazza di colore, ricorda troppo quello che, solo pochi mesi fa, ha visto protagonista la giocatrice di pallacanestro Abiola  Wabara.

La responsabile associazioni GD, Andrèe Cesareo dichiara: “La violenza, anche solo verbale e da parte di pochi, alle minoranze è segno chiaro della debolezza e della paura che connota una parte della società incapace di vedere nella diversità un punto di forza e ricchezza. I Giovani Democratici di Como prendono nuovamente e con ancora più forza posizione contro simili atti di inciviltà ricordando che solo una politica attiva di sensibilizzazione della cittadinanza può porre fine ad episodi del genere”. Conclude Alessandro Briccola, segretario provinciale GD: “la nostra proposta, in particolare, si rivolge a scuole e istituzioni: maggiori momenti di dibattito su identità e rispetto delle differenze, unitamente a campagne di comunicazione, possono aiutare a costruire un società più forte, coesa e rispettosa”.

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