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Sì alla Provincia Pedemontana, sconcertante l’atteggiamento di Carioni

«Dal Tavolo della competitività è emersa un’opinione univoca e condivisa affinché, nel futuro riassetto delle province lombarde, i territori di Como, Varese e Lecco siano riuniti in una sola amministrazione. Per questo ci sentiamo di affermare la nostra assoluto contrarietà all’iniziativa di Leonardo Carioni, che imitando la presa di posizione della Provincia di Varese, intende riaffermare l’assoluta estraneità a fusioni territoriali di sorta della Provincia di Como davanti ad UPL e CAL. Anzi, chiediamo con forza le dimissioni di Leonardo Carioni quale Commissario Straordinario della Provincia di Como in quanto la sua è stata una chiara iniziativa politica presa senza tenere in alcuna considerazione le rappresentanze del territorio. Un fatto molto grave». Così l’On. Chiara Braga ed il capogruppo in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, del PD si sono espressi al termine della riunione del Tavolo della Competitività della Provincia di Como che si è tenuto, come di consueto a Villa del Grumello. I due politici del PD hanno quindi giudicato di grande importanza la posizione espressa oggi dai membri del Tavolo della Competitività sulla questione del riordino delle Province prevista dall’art. 17 della legge sulla spending review votata dal Parlamento lo scorso mese di luglio.

«Bisogna saper cogliere in positivo la sfida del cambiamento, partendo dal presupposto che questo riordino deve puntare ad una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa del livello provinciale – rileva l’On. Braga -. I requisiti minimi fissati dal Governo (2500 kmq e 350.000 abitanti) sono il quadro entro cui ragionare su ipotesi di accorpamento, così come la norma che prevede che il nuovo capoluogo, salvo diverse intese, sia il Comune capoluogo di Provincia esistente con maggior numero di abitanti. Per questo la proposta emersa dal Tavolo, che prevede l’accorpamento unitario del territorio pedemontano e prealpino, rappresentato dalle attuali province di Como, Lecco e Varese, con l’eventuale inclusione di Sondrio, è quella su cui puntare anche per garantire il mantenimento strategico del capoluogo nella città di Como e per rafforzare la rappresentanza territoriale ed il peso politico ed istituzionale dell’area pedemontana, rispetto al quadro regionale ed al rapporto con la città metropolitana di Milano che si andrà a costituire. Con Monza sussistono molti elementi di affinità e condivisione, ma non si può ignorare il rischio che un accorpamento con Monza rischierebbe di sottrarre a Como il ruolo di comune capoluogo e di individuare in Monza un capoluogo assolutamente non baricentrico rispetto alla macro-area pedemontana».

«Lascia sconcertati la posizione del Commissario provinciale Carioni, che per tramite del vice-commissario dott.ssa Pagano, ha reso noto al Tavolo di aver trasmesso l’altro giorno all’UPL un documento che rivendica il diritto all’autonomia ed al mantenimento della Provincia di Como. Al di là delle discutibili motivazioni di merito, è improprio che Carioni nel suo ruolo di Commissario Straordinario esprima una posizione che contraddice di fatto la legge vigente, senza aver ricercato alcun confronto e condivisione con gli attori del territorio, ma esclusivamente per ragioni di opportunità politica. Una posizione del genere rischia non solo di indebolire la proposta emersa chiaramente dal Tavolo della Competitività, ma anche di consegnare ad altri livelli le decisioni che riguarderanno in maniera così rilevante il nostro territorio. L’inadeguatezza del ruolo svolto da Carioni – conclude l’On. Braga – è ancora una volta evidente e dovrebbe essere immediatamente risolta con le sue dimissioni».

Dello stesso tono il pensiero di Luca Gaffuri che, condividendo quanto sottolineato dall’On. Braga, rileva come: «Carioni non può più occupare il ruolo di Commissario Straordinario. La sua iniziativa è infatti di natura politica oltre che presa ad imitazione di un analoga proposta avanzata dalla Provincia di Varese. L’accorpamento tra i territori delle attuali province di Varese, Como e Lecco, da estendere eventualmente a Sondrio se le discussioni sull’opportunità di mantenere in vita le province montane non dovessero sortire risultati positivi, è la strada preferibile da perseguire».

«Credo che sulla questione del riordino delle Province, in questo momento sia particolarmente significativo cogliere il senso di sfida lanciato dalla Spending review – rileva la segretaria provinciale del PD di Como, Savina Marelli -, pur nella consapevolezza di alcune criticità che emergono da quanto proposto dal Governo. L’occasione è in fatti quella di modernizzare le amministrazioni pubbliche e cioè dar vita a realtà che siano più rispondenti alle necessità dei territori e dei loro cittadini, che snelliscano l’eccessiva burocrazia e perseguano un effettivo risparmio economico. Per il PD tutto questo rappresenta una grande opportunità che non intendiamo sottovalutare né ignorare. In effetti ci aspetteremmo che anche gli altri partiti politici raccogliessero tale sfida e si unissero per perseguire l’obiettivo di creare un nuovo tessuto locale più moderno e vicino alla gente».

Ecco il testo sottoscritto da tutti i partecipanti alla riunione di quest’oggi del Tavolo della Competitività sulla riforma della provincia di Como:

Tavolo_competitivita_documento_sottoscritto_10_09_2012

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Affossato il secondo lotto della Tangenziale: grazie Carioni!

“Anche se i margini d’azione per arrivare ad un risultato diverso erano apparsi da subito molto stretti, perché non accade molto spesso di votarsi contro anche quando si sa di avere torto, la decisione uscita ieri dal Collegio di vigilanza sull’accordo di programma della Pedemontana, per i toni e i contenuti, è particolarmente pesante per il nostro territorio. L’affossamento del secondo lotto della Tangenziale di Como è uno schiaffo che Como non merita, soprattutto se si considera  la modalità con cui si è giunti a questa situazione: il venir meno di precisi impegni sottoscritti da tutte le parti nell’accordo di programma rispetto alla realizzazione complessiva del sistema pedemontano, comprensiva cioè dell’intera Tangenziale di Como”. Questo il commento della parlamentare comasca del PD, Chiara Braga.

“Si continua poi, da parte regionale, - prosegue la deputata comasca – a tirare in ballo soluzioni propositive per un’alternativa viabilistica, quale l’autostrada Varese-Como-Lecco, che non è neppure coerente con il primo lotto della tangenziale già in corso di realizzazione e che, comunque, registra la contrarietà delle istituzioni territoriali, Provincia di Como compresa.  Questo atteggiamento di arroganza regionale, confermato ancora una volta ieri, rivela tuttavia in modo drammatico, la debolezza politica del livello istituzionale lariano rispetto a questa lunga e complessa vicenda, incapace di difendere un’opera, come il secondo lotto della tangenziale, davvero strategica per il miglioramento della viabilità comasca, ben più di qualche opera accessoria sparsa nei “feudi” di questo o quel politico di turno.

“Hanno un bel dire – continua la Braga -  il presidente della Provincia di Como, Carioni con la Lega al seguito,   e il viceministro Castelli, presente al momento della decisione di ieri, quando continuano a rifilarci promesse sul Nord, sul territorio, promesse che poi non mantengono. Quando si tratta di decidere per il bene di Como, gli emuli di Alberto da Giussano abbassano docilmente la testa, magari non presentandosi nemmeno, per evitare di perdere la faccia come è accaduto ieri allo stesso Carioni, che come sappiamo siede su poltrone che in questa fase si trovano evidentemente in conflitto di interessi. Salvo poi dichiarare, subito dopo o subito prima a seconda delle circostanze, che il suo, presunto, merito è quello di aver dato vita ad una politica che non è “fatta di spot […] ciò che parla sono le opere”.

“Caro presidente, – conclude la democratica – in questa Provincia le sue opere parlano talmente tanto che non si sentono, tacciono perché non esistono. E il risultato confezionato sul secondo lotto della Tangenziale ne è, purtroppo, l’ennesima e grave conferma ”.

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Il capolavoro della Provincia: invece di difendere il secondo lotto apre la strada alla Varese-Como-Lecco

La Provincia di Como sulla tangenziale di Como ha confezionato un vero e proprio capolavoro: nell’ultimo Collegio di Vigilanza ha fatto marcia indietro sull’impugnativa dell’Accordo di Programma sulla Pedemontana, rispetto alla realizzazione del 2^lotto della tangenziale di Como, avvallando di fatto la forzatura regionale sulla Varese-Como-Lecco”. Lo dichiara la deputata comasca del Pd, Chiara Braga.

“L’ambiguità dell’atteggiamento del Presidente Carioni – continua la Braga – ci sta portando in un vicolo cieco: invece di pretendere da Pedemontana il rispetto integrale dell’Accordo di Programma che prevede la realizzazione completa del sistema tangenziale di Como, la Provincia di Como si è “accontentata” della fumosa previsione di una soluzione alternativa per il secondo lotto all’interno dello studio di fattibilità dell’autostrada Varese-Como-Lecco, opera su cui il Consiglio Provinciale si è già espresso formalmente e all’unanimità in senso contrario”.

“Arrivati a questo punto la posizione emersa ieri in Commissione Territorio è importante, ma non basta. Pretendere dalla Regione chiarezza su tracciato e tempi del secondo lotto della tangenziale di Como, prima di aprire formalmente uno scontro istituzionale per vie legali con la Regione, è giusto, ma mi domando
cosa ci possiamo ancora aspettare da una Giunta e una maggioranza politica Lega e PDL, identica a quella che governa in Regione e nel Paese, che ha dimostrato in tutti questi anni di non saper in alcun
modo far valere sui tavoli istituzionali le ragioni del nostro territorio”.

“Nell’interesse della nostra provincia – conclude la parlamentare comasca – sarebbe bene che Carioni si facesse subito da parte; ci eviterebbe nuovi imbarazzanti scivoloni ed in attesa di nuove elezioni un Commissario farebbe certamente meglio, portando a casa qualche risultato concreto per le infrastrutture della nostra Provincia”.

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A che gioco gioca Carioni?

“Le notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi, relative allo svolgimento dell’ultima seduta del Collegio di Vigilanza, impongono un immediato chiarimento rispetto al comportamento della Provincia di Como, rappresentata ai massimi livelli da Presidente ed Assessore, su temi fondamentali per il nostro territorio: secondo lotto Tangenziale di Como e Autostrada Varese – Como – Lecco. La rovinosa marcia indietro sull’attivazione della procedura prevista dall’articolo 19 dell’Accordo di Programma sulla Pedemontana, rispetto alla quale Carioni aveva ricevuto un mandato chiaro da Commissione, Consiglio e persino dalla sua Giunta Provinciale, ha dell’incredibile. E le precisazioni a posteriori dell’Assessore alla Grande Viabilità, pure presente alla seduta del Collegio di Vigilanza, non bastano certo liquidare la questione. Per questo ho chiesto formalmente al Presidente della Commissione Territorio di invitare il Presidente Carioni e l’assessore Mina a partecipare alla prossima seduta della Commissione, già convocata per lunedì 18 luglio prossimo, per spiegarci come sono andate le cose e le motivazioni di questo inaccettabile dietro-front”. Queste in sintesi le richieste  dell’on. Chiara Braga, componente della Commissione Territorio in Provincia sulla vicenda del secondo lotto della tangenziale di Como.

“Ricordo – continua la deputata Pd – che come gruppi di opposizione abbiamo già presentato una mozione, che verrà discussa nel prossimo Consiglio Provinciale, in merito alla forzatura regionale di finanziare uno studio di fattibilità sull’ipotesi autostradale Varese – Como – Lecco, opera su cui le Amministrazioni locali e la stessa Provincia hanno manifestato la loro contrarietà”.

“Ancora una volta gli amministratori della Provincia di Como hanno dimostrato tutta la loro debolezza istituzionale, venendo meno ad impegni formalmente assunti su un tema strategico per la nostra provincia, qual è quello infrastrutturale. Mi domando a cosa servono tutti gli appelli al “lavoro di squadra” e all’“unitarietà di intenti” se poi, chi ha la responsabilità di portare avanti decisioni assunte addirittura    all’unanimità non ne è all’altezza, come dimostra quest’ultimo episodio”.

“Attendiamo ancora di avere copia dell’ultimo verbale della seduta del Collegio di Vigilanza, - conclude la Braga - nel quale, ci risulta, si discuteva anche dello svincolo della Pedemontana a Turate, tema certamente caro al Presidente Carioni. Evidentemente più del 2° lotto della Tangenziale di Como.”

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Crisi in Provincia: le parole di Carioni sono sconcertanti

Il commento di Chiara Braga all’intervista a Leonardo Carioni apparsa ieri sul quotidiano La Provincia.

“L’intervista di oggi alla Provincia di Carioni è a dir poco sconcertante. Anche se siamo ormai abituati ad assistere a sceneggiate simili in Consiglio Provinciale, non saprei come altro definire le parole di un Presidente della Provincia che si trincera dietro silenzi, “non saprei” e ”preferisco non rispondere”, dimostrando un disprezzo totale per il ruolo istituzionale che è chiamato a ricoprire”. Così il commento della parlamentare democratica comasca Chiara Braga in merito all’intervista pubblicata oggi dal presidente della Provincia di Como, Roberto Carioni.

“A distanza di solo pochi giorni dalle dichiarazioni sullo stato di salute della maggioranza di Lega e Pdl in Consiglio Provinciale – prosegue la deputata comasca – lascia senza parole il rimpallo di responsabilità e gli attacchi alle altre forze di maggioranza, in particolare al Pdl locale e all’assessore regionale Cattaneo sul destino delle infrastrutture della nostra Provincia. E’ questa l’unità e la compattezza con cui pensano di finire il mandato? Al contrario, è l’ennesima dimostrazione che quello che interessa a Carioni e alla sua residua maggioranza è semplicemente restare bene attaccati alle loro poltrone (alcune, per lo stesso Carioni, molto remunerative) e poco importa se, come lui stesso dichiara, le sconsiderate decisioni assunte negli ultimi giorni si traducono in una totale paralisi dell’attività amministrativa della Provincia, anche in materie importanti come quella del turismo e degli enti locali”.

“Abbiamo capito da tempo – conclude la consigliera provinciale del Pd – che Carioni non è che una “pedina” manovrata dai partiti centralisti che, come lui stesso dichiara “gli hanno ordinato il rimpasto”,  ma quel che ci preoccupa è il continuo degrado di un’istituzione provinciale che dovrebbe avere a cuore solo gli interessi dei comaschi. Il fallimento di questa Amministrazione è ormai evidente; è ora di aprire una fase nuova, mettendo al centro le aspettative ed il futuro del territorio comasco”.

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Provincia di Como: aperta la crisi

Il Consiglio Provinciale, convocato ieri alle 16 per l’audizione sulla cittadella sanitaria, manca il numero legale. I consiglieri del PDL hanno disertato la seduta e solo dopo l’arrivo di tutti i componenti del gruppo di Autonomia Comasca, con oltre un’ora di ritardo, e grazie alla presenza in aula dei consiglieri di opposizione, il Consiglio ha preso il via.

Ma a tenere banco è la crisi evidente della maggioranza, confermata dall’assenza di tutto il gruppo del PDL e degli assessori. In una conferenza stampa improvvisata dai gruppi di opposizione Mauro Guerra, capogruppo PD in Consiglio provinciale, a nome di tutta la minoranza dichiara: “Presidente Carioni, la sua maggioranza non esiste più: oggi abbiamo la rappresentazione palese di questa condizione ed è ora di prenderne atto. Non è tollerabile che la provincia di Como continui a non essere governata a a causa delle fratture interne alla maggioranza che si permette anche di disertare il consiglio con un atto di estremo disprezzo delle istituzioni. Abbiamo bisogno di ridare vita alla provincia di Como e al suo consiglio. crediamo sia giunto il momento di fare una discussione seria sul futuro che abbiamo di fronte per dare dignità e ruolo a questo ente. Meglio andare ad elezioni anticipate, per questo annunciamo la raccolta delle firme necessarie (12 prevede lo Statuto) per presentare una mozione di sfiducia al governo di questa Provincia”.

Durante la conferenza stampa, alla domanda che sollecitava l’espressione del candidato alla presidenza per le elezioni 2012 Mauro Guerra ha risposto: “Non lanciamo oggi il candidato. Abbiamo presentato un report di fine mandato, un lavoro che consegnamo a tutte le forze del territorio disposte a costruire un’alternativa. Oggi rinnoviamo l’impegno ad avviare da subito un confronto programmatico con quanti hanno in mente un futuro diverso per questa Provincia. Un cantiere aperto da avviare prima dell’estate, nel quale, anche attraverso primarie vere da tenere entro ottobre, creare la condivisione necessaria per esprimere il candidato presidente alla provincia e soprattutto una proposta convincente di governo di questo territorio. Lo straordinario esito del voto referendario, dopo quello comunale e provinciale, dimostra che i cittadini hanno voglia di partecipare e sulla base di questo si costruirà l’alternativa ad un’ amministrazione provinciale stagnante”.

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