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A Como si parla della legge del “dopo di noi”

convegno dopo di noiGiovedì 22 giugno, alle 17, nella sala di Confcooperative, in via Martino Anzi 8, a Como, si terrà il convegno, organizzato dal Pd e da Ecologisti – Reti civiche, sul tema “La legge del dopo di noi”. L’incontro pubblico vuole illustrare i contenuti della norma che intende tutelare le persone diversamente abili una volta rimaste prive di sostegno familiare.
Intervengono l’on. Elena Carnevali, relatrice della legge, Irma Missaglia, presidente della Cooperativa Simpatia, Giorgio Colombo, presidente dell’Associazione “Noi genitori” Erba, Marco Noseda, presidente dell’Associazione “Il sorriso” Como, Michele Piscitelli, direttore di Eureka Servizi alla cooperazione.
Introduce Giovanna Foa, Ecologisti e reti civiche. Partecipano Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, e Roberta Marzorati, pediatra.

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Parchi, Braga: “Con la riforma, le aree protette diventano laboratori per un modello di sviluppo sostenibile”

parco“Dopo un iter lungo e minuzioso in Commissione Ambiente a Montecitorio, l’Aula della Camera ha approvato poco fa in seconda lettura la riforma della aree protette nazionali, che così ritorna al Senato. Questa norma permette ora di costruire un’ architettura organica di gestione e valorizzazione dei parchi nazionali. I parchi diventano laboratori di biodiversità, poli di rilancio dell’economia territoriale e baluardi per le politiche di adattamento al cambiamento climatico. La  semplificazione  gestionale renderà poi più snelli i meccanismi e le procedure di gestione e trasparenza dei parchi, qualificando anche la figura del direttore, che da oggi avrà competenze tecniche specifiche. Un ringraziamento sincero per il grande lavoro svolto va al relatore del provvedimento Enrico Borghi e ai colleghi di tutto il gruppo del Partito democratico”. Così l’on. Chiara Braga commenta l’approvazione alla Camera dei Deputati della riforma delle aree protette che ora ritorna al Senato per l’approvazione definitiva.

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Giornata mondiale rifugiati, Braga: “Agire contro cambiamento climatico significa affrontare questioni quali migranti e rifugiati”

stranieri“Le crisi globali come quella dei migranti e quella del cambiamento climatico sono tutte strettamente correlate. Papa Francesco, domenica scorsa, ci ha ricordato che le migrazioni non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta, ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale. Non si tratta solamente di persone in cerca di un lavoro dignitoso o di migliori condizioni di vita, ma anche di uomini e donne, anziani e bambini costretti ad abbandonare le loro case con la speranza di salvarsi da guerre e carestie, spesso peggiorate o persino dovute al cambiamento climatico, fenomeno sempre più impattante e repentino. L’Onu stima a più di 200 milioni di potenziali migranti ambientali entro il 2050. E sono i minori a pagare i costi più gravosi dell’emigrazione”. Lo afferma nella Giornata mondiale dei Rifugiati l’on. Chiara Braga, deputata del Pd e componente della VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
“Nel 2018 i leader mondiali si riuniranno alle Nazioni Unite per concordare il ‘Global Compact for Refugees’, un impegno che si basa sulla condivisione delle responsabilità, anziché lasciare i singoli Stati a sostenere da soli il peso del grande numero di rifugiati costretti a fuggire – conclude Braga -. L’Unione europea deve perciò comprendere che proprio sull’accoglienza si gioca il futuro del nostro continente con scelte precise e lungimiranti e non assunte solo nell’emergenza. L’Italia, come ribadisce anche il Presidente Mattarella, onora l’Europa e fa già la sua parte quotidianamente nel Mediterraneo con grande dispendio di uomini, mezzi e risorse economiche”.

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L’intervista de La Provincia di Como all’on. Mauro Guerra, relatore della manovra bis, a breve in Aula alla Camera

Mauro_Guerra-199x300Qui l’intervista che l’on. Mauro Guerra, parlamentare del Pd, ha rilasciato a Marilena Lualdi e pubblicata sul quotidiano “La Provincia di Como”. Guerra argomenta e definisce in modo chiaro la proposta emendativa che nel dl 50/2017, la cosiddetta manovrina, all’art. 54-bis, disciplina due importanti strumenti in materia di prestazioni
occasionali: il libretto di famiglia e il contratto di prestazione occasionale.

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Energia, Braga: “Nuova economia e sostenibilità per lo sviluppo dell’Italia”

Fusione comuni“Quanto emerso dal dibattito, che ho coordinato, nel corso dell’evento sull’’Energia del futuro’, promosso a Montecitorio dalla Fondazione Eyu del Partito democratico, conferma che lo sviluppo  economico del nostro Paese passa necessariamente per nuove filiere  produttive, certamente rivolte alla green economy e alla sostenibilità ambientale. Non per nulla secondo recenti e importanti sondaggi demoscopici le parole ‘ambiente, salute, merito’ faranno parte del lessico del futuro secondo la maggior parte dei cittadini italiani”, così racconta Chiara Braga, deputata Pd e già responsabile Ambiente nazionale, commentando quanto emerso dal dibattito,  da lei stessa moderato, durante il convegno
promosso dalla Fondazione Eyu del Partito Democratico, alla Camera dei Deputati.
“Il cambiamento climatico contribuisce poi a sostenere la tesi che chi produce con attenzione all’ambiente investe nel domani, vince la competizione nei mercati esteri,  innova di più e crea più occupazione.  Nonostante le opinioni negazioniste di Trump, circolano poi a tal proposito allarmanti notizie che ipotizzano insistentemente sull’intenzione nell’Amministrazione Usa di congelare o perfino di uscire dall’Accordo di Parigi, altri grandi players mondiali come India e Cina hanno capito che ambiente e sviluppo possono procedere fianco a fianco. Mi auguro che l’Italia, anche attraverso la nuova Sen (il Servizio elettrico nazionale, ndr), in redazione in questo periodo, e anche in occasione del prossimo G7 di Taormina, che si svolgerà il 26 e 27 maggio prossimi, voglia ribadire con forza una posizione di sostegno alla lotta al cambiamento climatico, unendo tutti i partner dell’Unione europea”, conclude la parlamentare.

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Approvate alla Camera le norme sul contrasto alla violenza di genere

violenzaApprovato ieri alla Camera dei Deputati il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. (C. 1540-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Continua a leggere

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Trattato sul commercio delle Armi: la Camera approva

La Camera dei Deputati ha approvato oggi all’unanimità la ratifica del Trattato sul commercio delle armi, adottato il 2 aprile 2013 a New York dall’Assembleagenerale delle Nazioni Unite (Arms Trade Treaty). Il Trattato è il primo strumento internazionalmente vincolante che norma la vendita di armi convenzionali e proibisce automaticamente agli Stati contraenti di commerciare armi con Paesi colpiti da embargo o coinvolti in crimini internazionali e contro l’umanità. Continua a leggere

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Presentata alla Camera una risoluzione sulla qualità, efficienza energetica e sicurezza antisismica

Rafforzare le politiche ambientali e favorire l’edilizia di qualità ed energicamente efficiente, attraverso iniziative dirette alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, anche dando stabilità al credito d’imposta del 55 per cento previsto per il miglioramento energetico degli edifici; dare sostegno alla green economy, importante settore della nostra economia, assumendo anche iniziative volte a estendere le agevolazioni fiscali già previste per gli interventi energetici anche a quelli di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente. Questi sono, in sintesi, gli impegni contenuti nella risoluzione recentemente presentata in Commissione alla Camera dal Gruppo del Partito Democratico a prima firma del responsabile della Green Economy del Pd, on. Ermete Realacci, e sottoscritta dalla deputata comasca Chiara Braga.

Nello specifico, il sistema di agevolazione fiscale del 55 per cento – si legge nel documento presentato – oltre ad avere garantito importanti risparmi nelle emissioni di Co2, rappresenta una delle più importanti misure anticicliche che sono state attivate negli ultimi anni. Sono i dati a dimostrarlo. Secondo un’indagine dl Cresme-Enea infatti, il volume complessivo di interventi a fine 2011 è stato pari a un milione e quattrocentomila per un totale di 17 miliardi di euro di investimento. Mentre sono stati oltre 50 mila i posti di lavoro che sono stati attivati nei settori coinvolti, soprattutto piccole e medie imprese nell’edilizia e nell’indotto.

Particolare attenzione è stata data al patrimonio edilizio italiano, un patrimonio edilizio di qualità scadente e lontano dagli standard antisismici indispensabili per le caratteristiche geofisiche del nostro Paese. E le ultime e violente scosse sismiche dell’Emilia Romagna, e prima ancora dell’Abruzzo, che hanno causato morti e feriti, oltre al crollo di case e la perdita di interi patrimoni artistici, culturali e industriali, sono purtroppo tristemente lì a ricordarcelo. Con l’avvio immediato di un piano straordinario di consolidamento e miglioramento sismico degli edifici pubblici e privati, si potrebbe mettere in sicurezza gran parte della popolazione e rilanciare un’economia legata all’edilizia della qualità, attivando il sistema delle piccole e medie imprese con benefici rilevanti anche sul terreno occupazionale.

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Frontalieri, ristorni – ‘Presentata nuova interrogazione ristorni pregressi’

E’ stata depositata il 3 aprile l’interrogazione dell’on. Chiara Braga rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze relativa alla questione dei ristorni dei frontalieri, ovvero quella quota parte, attualmente pari al 38,8 per cento prelevata dalle imposte dei lavoratori frontalieri,  che la Confederazione svizzera, in base alla Convezione del 1976, trasferisce allo Stato italiano, e che questi, successivamente, provvede a ritrasferisce ai Comuni, alle Comunità Montane e alle Province della zona di confine.  

In questi giorni è trapelata la notizia, non ancora confermata, della presunta intenzione da parte del Governo italiano di ridurre del 50% i trasferimenti pregressi riferiti ai ristorni già ricevuti dalla Confederazione elvetica ma non ancora versati ai rispettivi Comuni di frontiera, i quali vantano dunque consistenti crediti riferiti agli anni passati nei confronti dell’amministrazione centrale. Il mancato trasferimento di queste some pregresse, da parte dello Stato italiano, va ad aggiungersi al congelamento unilaterale imposto dal Consiglio ticinese del 50% dei ristorni attuali, determinando un ulteriore aggravio delle condizioni già difficili degli enti locali di frontiera, mettendo anche a serio rischio i sevizi fondamentali per le comunità di confine dei quali beneficiano i lavoratori frontalieri residenti in Italia.

 Da qui, l’interrogazione della parlamentare comasca volta a chiedere al Governo se sia fondata l’informazione, diffusa nei giorni scorsi, dell’ipotesi di riduzione dell’entità dei ristorni pregressi dovuti dallo Stato italiano agli enti locali di confine. Un ulteriore richiesta, formulata dall’on. Braga, è riferita alle iniziative che lo stesso Esecutivo italiano intende adottare per modificare le attuali modalità di trasferimento ai comuni di frontiera dei ristorni, al fine di agevolare e velocizzare le tempistiche di versamento delle relative quote. 

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Presentata alla Camera un’interrogazione sui ristorni dei frontalieri”

E’ di questi giorni la notizia che il Consiglio Nazionale ha approvato la proposta avanzata dal Canton Ticino, di ridurre la quota dei ristorni delle imposte prelevate dagli stipendi dei circa 54 mila lavoratori frontalieri italiani in Svizzera. Dall’attuale 38,8 per cento di quota parte da stornare ai Comuni italiani si passerebbe infatti, al 12,5 per cento.

“La diminuzione di oltre un terzo dell’entità dei ristorni, se confermata, – commenta l’on. Braga – produrrebbe conseguenze gravi e pesanti per le risorse dei Comuni di frontiera, già alle prese con tagli finanziari consistenti e fortemente in difficoltà nel garantire servizi e investimenti adeguati a cittadini e imprese, anche per gli effetti delle regole di finanza pubblica. I  fondi derivanti dai ristorni dei frontalieri rappresentano infatti un’indispensabile fonte di finanziamento per gli enti locali di confine in quanto utilizzati per erogare servizi e realizzare investimenti in infrastrutture e opere pubbliche a beneficio dell’intera collettività”.

“Di fronte al rischio – ribadisce la deputata comasca – di un reale e drastico calo dell’ammontare dei ristorni, ho ritenuto opportuno presentare subito alla Camera dei Deputati un’interrogazione al Ministro dell’economia e delle finanze proprio in merito a tale questione”.

“Nell’interrogazione – spiega l’onorevole Braga – chiedo al Governo  quali iniziative e misure intende adottare per tutelare e garantire il pieno riconoscimento dei ristorni ai Comuni di confine, sia in riferimento al congelamento del 50 per cento dei ristorni del 2010, corrispondente, è bene ricordarlo, a circa 23 milioni di euro depositati, dal giugno dello scorso anno, presso un conto vincolato della Banca di Stato ticinese, che all’eventuale proposta, intrapresa unilateralmente in questi giorni dalla Confederazione elvetica, di ridurre al 12,5 per cento la quota dei trasferimenti da versare all’Italia”.

“Ma non solo. Chiedo inoltre – continua la deputata comasca – quali siano le ragioni che impediscono la necessaria ripresa di un dialogo tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica, e di avere notizia dell’impegno preso a suo tempo dell’Esecutivo, di convocare un apposito tavolo di confronto italo-svizzero. Infine interrogo il Governo anche sull’opportunità di garantire comunque, attraverso l’anticipazione di risorse proprie, il pieno riconoscimento dei ristorni agli enti locali di frontiera, affinché le questioni delicate aperte, a partire da quelle relative agli aspetti fiscali, possano essere risolte senza subire forme di pressione non rispettose degli accordi bilaterali in essere e senza far ricadere le conseguenze negativa sui Comuni di confine e i lavoratori frontalieri”.

“Per evitare di esasperare una situazione di contrapposizione con il Governo elvetico su questi temi credo occorra, – conclude l’esponente democratica – un’iniziativa più incisiva del nostro Esecutivo, riprendendo con tempestività un dialogo fermo da troppo tempo”.

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