Archivi tag: Camera dei Deputati

Rifiuti, Braga: “Via libera Commissione Ecomafie: proseguire impegno su legalità ambientale”

ChiaraBraga02“È un’ottima notizia l’approvazione del Senato all’unanimità della legge che istituisce anche in questa Legislatura la Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali, frutto anche di una proposta di legge a mia prima firma presentata alla Camera dei Deputati”. Lo afferma l’on. Chiara Braga, capogruppo PD in VIII Commissione Ambiente a Montecitorio e già Presidente della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti nella passata XVII Legislatura. “Dopo l’importante lavoro – prosegue Chiara Braga – svolto dalla Commissione di cui sono stata Presidente nella precedente Legislatura, che ha prodotto 26 Relazioni su temi di grande rilevanza come il traffico transfrontaliero di rifiuti, la bonifica dei SIN, il fenomeno degli incendi in impianti di trattamento rifiuti è incoraggiante che la legge sia stata approvata all’unanimità e in tempi rapidi da entrambi i rami del Parlamento. È fondamentale proseguire in questa direzione per contrastare l’illegalità ambientale, partendo proprio dalla conoscenza delle caratteristiche e della dimensione dei fenomeni illeciti che riguardano molte aree d’Italia”. “Così – conclude Chiara Braga – come è stato in passato l’auspicio è che il lavoro della Commissione “Ecomafie” possa continuare a fornire strumenti di conoscenza e di supporto al lavoro legislativo e all’azione del Governo, per rafforzare gli strumenti a tutela dell’ambiente e accompagnare uno sviluppo sostenibile del Paese”.

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Fiducia Governo, Braga: “È finita l’ora della propaganda. nessun impegno concreto su ambiente, infrastrutture, economia circolare”.

chiara braga“Anche alla Camera nessuna traccia di impegni concreti su ambiente, infrastrutture ed economia circolare da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel dibattito sulla fiducia. È necessario prendere atto che questi temi non sono all’ordine del giorno dell’esecutivo a trazione Lega e Cinquestelle. E che a prevalere sono le contraddizioni e le carenze. Ma quale trasparenza, tanto sbandierata, e quale chiarezza verso gli elettori si ha se il premier non ci dice cosa farà della TAV, sulle infrastrutture nel Sud, sulla Pedemontana Lombarda e Veneta ancora in costruzione e a cui manca perfino la pianificazione delle opere accessorie. Sarà interessante capire poi i tanti obiettivi ambiziosi cari al M5S e condivisibili in tema di stop al consumo di suolo, di economia circolare, di decarbonizzazione con le posizione filo negazioniste della Lega di Salvini. Il Pd non vi metterà mai sul banco degli imputati, come ha spesso fatto chi oggi si siede tra i banchi della maggioranza, e non vi giudicheremo dalla vostra retorica assolutista – quella dello “stato siamo noi” – ma di certo non si faranno sconti sulle vostre contraddizioni e non consentiremo che l’Italia guardi al passato e che gli italiani paghino un prezzo così alto”. Lo ha dichiarato l’On. Chiara Braga, deputata comasca del Partito Democratico, in occasione del dibattito sulla fiducia al Governo svoltosi il 6 giugno 2018 alla Camera dei Deputati.

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Il capogruppo Pd Rosato incontra i Giovani democratici di Como per parlare di scenari futuri

ettore rosatoLunedì 4 dicembre 2017, alle 17, all’Ultimo Caffè di via Giorgio Giulini 3, a Como, Ettore Rosato, capogruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati, incontrerà i Giovani democratici di Como.
Durante l’iniziativa, intitolata “Un aperitivo con Ettore Rosato”, il capogruppo Pd spiegherà nel merito la nuova legge elettorale, alleanze e futuri scenari politici.

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Ambiente, Braga: “Contratti di fiume strumenti per gestione efficace e sicura delle acque”

Fiume Seveso“Sostegno unanime della Commissione Ambiente della Camera alla diffusione dei Contratti di fiume, strumenti efficaci per migliorare la qualità delle acque e degli ecosistemi dei corpi idrici, rafforzare la difesa del suolo e promuovere una gestione del territorio che  coniughi sostenibilità economica e sostenibilità ambientale, anche per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico, prima firmataria della risoluzione sull’attuazione dei Contratti di fiume approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
“I contratti di fiume, introdotti nel Codice ambiente grazie a un mio emendamento al Collegato ambientale, hanno trovato progressivo riconoscimento nelle politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico e di difesa del suolo – prosegue Braga –: sono riconosciuti nelle linee guida per il contrasto al rischio idrogeologico redatte dall’unità di missione ‘Italia sicura’, sono richiamati nella strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e sono presenti nei criteri di selezione previsti per il Programma di sviluppo rurale nazionale del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Con la risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione impegniamo il Governo a istituire un Osservatorio nazionale dei contratti di fiume che operi in stretta relazione alle Regioni e alle autorità di distretto, con compiti di indirizzo e di monitoraggio e di supporto informativo e di formazione ai vari livelli, regionali e locali; ad attuare le attività formative e di supporto tecnico già previste dall’apposito progetto proposto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare nell’ambito del Pon governance 2014-2020, nonché ad assumere iniziative per destinare apposite risorse finalizzate a sostenere e diffondere tali processi, sulla base di criteri di qualità ed efficacia, avvalendosi delle strutture dell’Osservatorio nazionale. Le tante esperienze positive diffuse per l’Italia dimostrano che i Contratti di fiume favoriscono la partecipazione, la condivisione delle informazioni e l’assunzione di responsabilità da parte dei soggetti coinvolti, aumentando l’efficienza dei processi decisionali e migliorando la qualità progettuale degli interventi e il grado di accettabilità sociale degli stessi nel territorio”.

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F35, approvata la mozione di maggioranza

downloadL’Aula della Camera ha approvato nel pomeriggio di ieri la mozione di maggioranza sugli F35. I sì sono stati 381, 149 i no.  Il documento approvato, che pubblico qui sotto, impegna il Governo a “dare impulso, a partire dal Consiglio europeo di dicembre, a concrete iniziative per la crescita della dimensione di Difesa comune europea in una logica di ‘condivisa razionalizzazione delle spese’”. L’altro impegno è quello di “non procedere a nessuna fase di ‘ulteriore’ acquisizione relativamente al programma degli aerei F35, senza che il Parlamento si sia espresso in merito”.  Continua a leggere

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Pronte le liste elettorali del PD

Le liste elettorali del Pd sono pronte. Dopo l’approvazione all’unanimità del comitato elettorale e della direzione nazionale il Partito Democratico è il primo schieramento ad aver definito le candidature. Accanto ai vincitori delle parlamentarie dello scorso 29 e 30 dicembre figurano gli esponenti scelti direttamente. Su 38 capilista, 15 sono donne. Una rappresentanza quasi completamente. Il segretario Pierluigi Bersani guiderà le liste nelle regioni chiave di Lombardia, Lazio e Sicilia mentre Enrico Letta sarà capolista nelle Marche e in Campania. Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, rispettivamente capigruppo alla Camera e al Senato, saranno capilista in Emilia Romagna alla Camera e in Puglia per Palazzo Madama. L’ex procuratore antimafia Pietro Grasso guiderà le liste in Senato in Lazio. Per quanto riguarda Como e il suo territorio Chiara Braga è stata infatti inserita alla posizione numero 7 alla Camera nella circoscrizione Lombardia 2. Mauro Guerra è in posizione numero 17 sempre a Montecitorio e, in caso di vittoria, sarà eletto. Al Senato posizione numero 17 per Paolo Furgoni.

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Approvato alla Camera il decreto-legge sviluppo

La Camera di Deputati, dopo aver votato la fiducia posta dal Governo, ha approvato il decreto sviluppo con 382 voti favorevoli, 68 contrari e 4 astenuti. Quasi metà gruppo del Pdl non ha partecipato al voto di approvazione del decreto sviluppo. Ora il testo passa la Senato per l’approvazione definitiva.

“Nel dichiarare il voto di fiducia del Partito Democratico sul decreto-legge sviluppo, – dichiara il deputato Pd, Marco Causi – il pensiero non può che andare alle condizioni di instabilità finanziaria che attraversano l’Europa. Si capisce bene che l’Europa è ad un bivio storico: o prevale al suo interno un gioco a somma positiva, con l’applicazione delle misure stabilite nei vertici Europei - l’avvio dei cantieri dell’unione bancaria di quella fiscale e, in prospettiva, dell’unione politica; la messa in campo, se necessario, di strumenti temporanei ed eccezionali per ripristinare il normale funzionamento della politica monetaria – oppure c’è il rischio per tutti di perdere qualcosa, un rischio non limitato ai soli paesi ad alto indebitamento bancario, come la Spagna, oppure pubblico, come l’Italia. Tutti perderebbero se dovessero prevalere soluzioni non cooperative, non solidali, di ripiegamento nazionalistico. Il contributo che le proposte e l’azione quotidiana del Governo italiano stanno fornendo per la soluzione della crisi è prezioso, come riconosciuto da tutti gli interlocutori europei e internazionali. Il punto è che dobbiamo ancora convincere – e, prima di tutti, noi stessi – che l’Italia resterà solida sulla strada del risanamento del debito pubblico e convincere l’Europa a compiere, in questo drammatico tornante storico, le scelte giuste. Tuttavia, la questione dell’instabilità macrofinanziaria non deve farci dimenticare l’importanza di un lavoro parallelo sulle riforme per la crescita e per l’equità. Va dato atto al Governo Monti di essere consapevole di questo percorso parallelo.

Il decreto-legge su cui oggi è stata posta la questione di fiducia comprende, misurandoli con il numero degli articoli, ben 103 interventi: erano 70 all’inizio e 33 sono stati aggiunti in Commissione. Sono numeri che dicono qualcosa circa la quantità di problemi che, restati troppo tempo sotto il tappeto, oggi chiedono attenzione. Provo a riassumerli in sette punti.

- In primo luogo, vi sono misure per le piccole e medie imprese, il cardine del nostro apparato produttivo, grazie alle quali si raggiungono i numeri, sopra citati, della bilancia commerciale.

- In secondo luogo, green economy, con l’aumento al 55 per cento degli incentivi per l’efficienza energetica, l’inserimento dell’energia geotermica tra le fonti strategiche ed una nuova ed organica normativa per i veicoli a bassa emissione. 

- In terzo luogo, si prevede l’apertura dei mercati con passi avanti nel gas naturale, a seguito dell’importante decisione di separare SNAM da ENI, presa nel decreto liberalizzazioni.- In quarto luogo, vi è il miglioramento della regolamentazione, con la semplificazione delle procedure per la realizzazione di infrastrutture energetiche e di quelle per le attività edili, con il nuovo sportello unico per l’edilizia e con la riforma delle concessioni idroelettriche, per dare più attenzione agli investimenti.

- In quinto luogo, con riguardo al nodo dei rapporti tra il sistema della giustizia e quello dell’economia, vi è l’introduzione di un filtro di ammissibilità agli appelli nelle cause civili, al pari di quanto previsto negli altri ordinamenti europei- In sesto luogo, vi sono innovazioni sul project financing per le infrastrutture, una seconda gamba essenziale per limitare i danni che sta producendo sugli investimenti la contrazione della spesa pubblica.- Infine, in settimo luogo sono stati previsti interventi a più marcato carattere congiunturale, con poche risorse, purtroppo, ma con buona efficacia potenziale.

Qualcuno dirà che si tratta di semplice manutenzione straordinaria. E ancora, qualcun altro dirà che non basta, ci vuole ben altro. Certo, anche noi del Partito Democratico avremmo voluto e vorremmo di più. Invitiamo – è il commento finale di Causi - infine il Governo a lavorare in Parlamento sulla revisione della spesa con la stessa apertura e disponibilità alle proposte emendative che ha manifestato in occasione di questo decreto sulla crescita, ma rigettiamo con forza il «benaltrismo». Semmai, la consapevolezza che abbiamo è che il lavoro per le riforme e per l’equità è appena cominciato e dovrà durare ancora a lungo, certamente al di là della presente legislatura”.

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