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Nomine ACSM –AGAM: Bruni sistema i suoi fedeli

Si apprende dalla stampa che il sindaco Bruni, ormai in scadenza di mandato, ha proceduto alle nomine dei consiglieri di amministrazione della società ACSM –AGAM S.p.a. di competenza del Comune di Como.

Sulla questione interviene Stefano Legnani, Segretario Cittadino PD di Como: “Tale atto, pur se formalmente legittimo, appare gravemente lesivo dell’autonomia del prossimo sindaco di Como che, come è noto, non potrà essere lo stesso Bruni.

I nuovi consiglieri di amministrazione resteranno infatti in carica per quattro anni, e quindi per un periodo di tempo di fatto poco meno inferiore a quello di durata della prossima amministrazione comunale.

Tra l’altro si tratta di nomine relative ad una società quotata in borsa che gestisce importanti servizi pubblici a favore della collettività.

Correttezza avrebbe quindi voluto che una scelta così importante fosse affidata al nuovo sindaco che dovrà indicare, unitamente alla nuova maggioranza consiliare, gli obiettivi che la ACSM –AGAM S.p.a.  dovrà perseguire nell’interesse dei cittadini di Como.

Vi è la sgradevole sensazione che attraverso queste nomine il sindaco Bruni abbia voluto, prima di lasciare il suo incarico, collocare in posti ben remunerati persone a lui legate delle quali peraltro si ignora la specifica competenza nel settore dei servizi pubblici”.

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Formigoni abbandona il lungolago di Como al suo destino dopo essersi fatto garante della sua realizzazione

«Usando una metafora, che ben si presta alla situazione visto che comunque stiamo parlando di acque, credo che la “nave” del progetto paratie di Como stia affondando ed il presidente della Regione, Roberto Formigoni, il quale ha più volte assicurato il suo assenso affinché l’opera giungesse a compimento, è il primo ad abbandonarla ed a mettersi in salvo». Così il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, commenta la notizia secondo la quale il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sia intenzionato a non dare il via libera al Decreto che approva la perizia di variante da 1,9 milioni di euro al progetto e che consentirebbe di riprendere i lavori sul lungolago. «La firma del Governatore lombardo rappresenta un atto indispensabile per riprendere l’attività dopo la bocciatura della stessa variante da parte dell’Amministrazione Provinciale di Como avvenuta ad inizio agosto – prosegue Gaffuri -. Gli operai dovrebbero tornare in cantiere lunedì 4 settembre. Ora invece tutto è rimesso fortemente in discussione e sembra che all’orizzonte si preannunci un autunno molto caldo per quanto riguarda il lungolago cittadino: cantiere fermo, impasse su come procedere e rischio sempre più concreto che la Sacaim presenti il conto della penale da 5 milioni di euro a carico di Palazzo Cernezzi, già in evidente crisi finanziaria, per il protrarsi dell’impossibilità di proseguire i lavori. Ed a complicare la situazione anche il fatto che la ditta, attualmente commissariata dal Tribunale di Venezia, è a rischio di fallimento». Dello stesso tono del Consigliere Regionale è anche l’opinione di Mario Lucini, capogruppo del PD a Palazzo Cernezzi: «Le dichiarazioni del presidente Formigoni gettano ancora di più nel caos la situazione del cantiere del lungolago. Forse, davvero, a questo punto sarebbe il caso di trovarsi tutti attorno ad un tavolo per individuare una via di uscita ragionevole per la città da questa opera che si è rivelata nefasta». In ogni caso, per quanto riguarda l’atteggiamento del presidente Roberto Formigoni, Luca Gaffuri vuole vederci chiaro: «Ho intenzione di presentare un’interrogazione con risposta scritta allo stesso Presidente al fine di conoscere nei dettagli quale è stato l’iter adottato da Regione Lombardia in questa vicenda e perché, improvvisamente, il cammino lungo un sentiero che sembrava ben segnato si è interrotto bruscamente. Quando si verificò il famoso caso del “muro”, ormai due anni or sono, lo stesso Formigoni si era fatto garante che il progetto del lungolago sarebbe stato portato a compimento ma allora eravamo a pochi mesi dall’appuntamento con le elezioni regionali».

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Inizia l’estate, tutti a casa!

Anche quest’anno il Sindaco Bruni ha deciso di non tenere in considerazione la vocazione turistica e universitaria della città, ed emanare una ordinanza che rischia di trasformare Como in una città dormitorio.

I residenti del centro si lamentano per il rumore fuori dai locali, e le loro esigenze devono essere ascoltate ma non è giusto che per colpa di qualcuno che esagera ci vadano di mezzo non solo i giovani, ma tutti i cittadini  che, a prescindere dall’età, vogliono divertirsi in modo sano e rispettoso. Dove sono stati finora i controlli del Comune per impedire che la situazione degenerasse fino a questo punto?

E ci si chiede dove saranno i controlli sull’attuazione dell’ordinanza, visto che nei primi giorni di applicazione sembra che nulla sia cambiato. Quante pattuglie di vigili urbani sono in servizio a Como, la sera, pronte a intervenire? Nessuna regola è efficace, se si ha la certezza che non sarà mai fatta rispettare dalle autorità pubbliche.

L’ordinanza quindi ha valore solo propagandistico, mentre sarebbe molto più utile da un lato far rispettare le regole già esistenti (perfino nel codice penale!) sul disturbo della quiete pubblica, e dall’altro offrire un’alternativa ai giovani comaschi, come abbiamo sempre proposto noi Giovani Democratici: i ragazzi infatti possono ritrovarsi solo nelle piazze e nelle strade, e in locali come bar e discoteche, mentre non esiste alcun tipo di struttura pubblica che possa offrire divertimenti e occasioni culturali e sociali.

Ricapitolando, no a inutili limiti orari e si a più controlli contro i pochi veri responsabili dei disagi per i residenti.

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Valutazione dei dirigenti comunali: premiato il degrado

Stefano Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico, commenta la notizia apparsa oggi sul quotidiano La Provincia sulla classifica di merito sul lavoro svolto dai dirigenti comunali.

Le migliori quotazioni sono state attribuite da Bruni a Viola e Ferro, responsabili dei lavori pubblici; a cui saranno corrisposti dei consistenti premi in denaro

“Lascia quantomeno perplessi la notizia che ai dirigenti comunali che si occupano del cantiere delle paratie sia stato assegnato dal Sindaco il punteggio più alto, quasi il massimo previsto, di valutazione per il lavoro svolto nel 2010. Oltretutto nessun altro dirigente ha avuto un punteggio maggiore, quasi che le migliore professionalità si trovino solo nel settore dei lavori pubblici. Guardando lo stato in cui è ridotta la città è difficile condividere questa lettura. Sfuggono i criteri che guidano queste valutazioni, considerando i numerosi problemi che si sono verificati nella gestione del cantiere delle parati tra i quali, non solo la costruzione di un muro non previsto che ha oscurato la vista del lago, ma anche i continui disagi dovuti ad un’opera che ad oggi non si sa neppure come e quando sarà ultimata. Oltretutto se le cosiddette grandi opere dovevano essere il fiore all’occhiello della maggioranza, il disastro delle paratie è l’emblema del fallimento dell’amministrazione”.

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Trasporto pubblico: biglietti più cari, servizi peggiori

I Giovani Democratici prendono posizione sui rincari dei biglietti del trasporto pubblico lariano.

Barbara Vaccarella, responsabile GD trasporti, commenta: “Come già emerso nei mesi precedenti i costi dei biglietti dei trasporti pubblici subirà un rincaro.Questi continui aumenti non fanno altro che gravare sui portafogli degli utenti, la maggior parte dei quali studenti e pensionati. In ogni caso è impensabile che il costo di un biglietto urbano arrivi a € 1,40 se compariamo Como con le più grandi città italiane dove il costo medio di un biglietto urbano è di €1, i km possibili di percorrenza sono più del doppio e la qualità del servizio non è minimamente paragonabile. Le compagnie dei mezzi pubblici, con il sosegno delle istituzioni,dovrebbero invogliare le persone a utilizzare il loro servizio, rendendolo vantaggioso sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico; ciò non accade purtroppo e i cittadini sono invece incentivati a muoversi con le proprie automobili”.

Conclude Alessandro Briccola, segretario provinciale GD:”Nel programma elettorale di Stefano Bruni una proposta di punta era la metrotranvia che non è mai stata realizzata (e forse neanche pensata) ma soprattutto, in questi anni, nessun provvedimento è andato a favore del trasporto pubblico. Anche questo, oltre ai clamorosi fallimenti come Ticosa, paratie, buche sulle strade, etc., dimostra che a Como è di primaria importanza aprire una nuova fase politica così come è stato a Milano, a Olgiate Comasco e nella maggior parte delle città italiane”.

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