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Mobilieri, Orsenigo : “Decreto Dignità: subito un’audizione con Federlegno”

federLe preoccupazioni del settore mobiliero per i contenuti del cosiddetto Decreto Dignità, a proposito dei contratti a tempo determinato, sono al centro di una richiesta di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd.
“Ho chiesto urgentemente un’audizione in IV Commissione Attività produttive del consiglio regionale di FederlegnoArredo Lombardia e delle organizzazioni sindacali – fa sapere Orsenigo –. Il mio invito ad ascoltare il settore avviene alla luce delle considerazioni del presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini, apparse sulla stampa comasca, in merito alle pesanti, potenziali ricadute occupazionali nel settore del mobile a causa delle misure contenute nel Decreto Dignità licenziato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Si stima infatti che, nel solo settore del legno, siano a rischio quasi 10mila posti di lavoro in Italia, di cui una buona parte in Lombardia”, conclude il consigliere Pd.

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Cantù e Como, Orsenigo: “Centrodestra comasco in crisi. Due grossi comuni in serie difficoltà”

cantùcomoIl sindaco di Cantù che decade, il consiglio comunale di Como che si spacca: per Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Pd, “è in atto una vera e propria crisi nel centrodestra comasco e questi sono i due casi più eclatanti”.
Forse nemmeno tanto inaspettati perché “la situazione che si è creata, nel capoluogo e nel comune capofila del canturino, è solo l’apice di una serie di difficoltà nei comuni amministrati da loro”, aggiunge Orsenigo.
Se su Cantù, infatti, “si attendeva praticamente dall’insediamento di capire cosa sarebbe successo alla nuova amministrazione comunale, a Como sul voto alla centrale unica degli appalti, si è visto chiaramente che la Giunta scricchiola e i segnali erano già stati tanti. Forse è colpa del fatto che a Roma ormai Lega, Forza Italia e Fdi sono contrapposti. Oppure, è proprio un problema locale. Fatto è che due grossi centri della nostra provincia si ritrovano in grandi difficoltà e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”, conclude il segretario Pd.

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Centri per l’impiego, Orsenigo: “Approvata la modifica della legge, a rischio impugnativa. E saranno più deboli”

impiegoIl Consiglio regionale ha votato, questo pomeriggio, la modifica della legge regionale sui centri per l’impiego (47 favorevoli, 29 contrari, nessun astenuto) ma non nel senso indicato dalla legge nazionale a cui si doveva uniformare, ovvero passare alla regionalizzazione dei lavoratori oggi in carico alle Province. Il Pd aveva presentato emendamenti per incrementare decisamente le risorse e per garantire che la presa in carico dei cittadini disoccupati venisse fatta in via esclusiva dal pubblico, a differenza di quanto avviene ora. Il voto contrario della maggioranza, insieme alla mancata regionalizzazione dei dipendenti, ha portato al voto negativo del Pd.
Tuttavia, “grazie a un nostro emendamento approvato, le Province saranno maggiormente coinvolte nella fase di programmazione delle politiche per il lavoro, evitando così che fossero ridotte a mere esecutrici della programmazione regionale”, commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd.
Ma la sostanza rimane, per Orsenigo: “Si tratta di una legge che contraddice la norma nazionale, a forte rischio di impugnativa da parte del governo giallo-verde, mettendo a rischio di paralisi il sistema. Soprattutto, è una legge che indebolisce ulteriormente i Centri per l’impiego, che peraltro è il contrario di quanto c’è scritto nel contratto di governo tra Salvini e Di Maio. Il problema è che i cittadini non avranno la risposta che cercano nei momenti di difficoltà lavorativa, perché i Centri per l’impiego, che sono il punto di approdo per chi cerca di entrare o rientrare nel mondo del lavoro, non avranno le risorse né economiche, né strumentali per espletare al meglio un compito così delicato. Abbiamo atteso invano che l’assessore rispondesse alle nostre obiezioni, ma non abbiamo ricevuto risposte, né dalla Giunta, né dal centrodestra. Questa legge è un pasticcio che si poteva evitare”.

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Gig Economy, Orsenigo: “Il Gruppo del Pd ha presentato in Regione il primo progetto di legge per i lavoratori digitali”

Gig-EconomyAnche a Como le preoccupazioni per i lavoratori delle piattaforme digitali di Gig Economy, che erogano servizi al pubblico, stanno crescendo. Lo dicono le associazioni di categorie che aspettano un intervento del livello nazionale. Ma in questa materia anche la Regione può intervenire. È per questo che il Gruppo del Pd in consiglio regionale ha depositato proprio pochi giorni fa un progetto di legge per tutelare il lavoro dei cosiddetti riders e di tutti i lavoratori della Gig Economy.
Il testo si prefigge di introdurre norme che vincolino le aziende proprietarie delle piattaforme digitali a garantire ai lavoratori un sistema di tutele uniforme e dignitoso. Ciò significa un compenso basato sull’orario e non sulla prestazione e vincolato alla contrattazione collettiva; l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali e la copertura assicurativa verso terzi, garantita dal datore di lavoro; la garanzia che il ‘rating reputazionale’ su cui vengono valutati i lavoratori, nel caso di contestazioni, sia verificato in modo imparziale.
Il progetto di legge prevede anche l’istituzione della Consulta regionale del lavoro digitale, organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro legato alla Gig Economy.
“Come ci stanno dimostrando le associazioni di categoria, preoccupate per l’avanzata sregolata di queste nuove figure, la Gig Economy è ormai una realtà consolidata e importante della nostra regione – fa presente Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd –. Manca ancora una regolamentazione nazionale che aiuti i lavoratori e le aziende a operare in modo ordinato e corretto per entrambe le parti. Oggi i lavoratori delle piattaforme digitali sono portatori di una domanda di maggiore protezione ed è importante che anche l’istituzione regionale mostri attenzione a un fenomeno in costante crescita, che coinvolge soprattutto giovani. Più garanzie e più sicurezza per i lavoratori e più certezza anche per le aziende: questo è lo spirito della proposta di legge che portiamo in Commissione Attività produttive e occupazione, visto che a livello nazionale sembra che tutto si sia fermato”.

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Tangenziale di Como, Orsenigo: Fontana non può chiedere che siano i comaschi con il pedaggio a pagare la realizzazione della pedemontana

tangenziale como ritagliata“Il presidente Fontana dice che la Regione non poteva scongiurare il fallimento di Pedemontana e contemporaneamente togliere l’introito del pedaggio. È un’ovvietà, che però sentiamo dire solo oggi, mentre in campagna elettorale ai cittadini si dicevano cose ben diverse. Ma Fontana dice anche cose senza senso: come si può pensare che il secondo lotto sia finanziato con i pedaggi? È plausibile che Pedemontana stia in piedi con i soldi di chi usa la tangenziale? E perché la costruzione e la gestione dell’autostrada la dovrebbero pagare i cittadini comaschi? Mi pare che la Regione sia in grande confusione, mentre la tangenziale continua, non sappiamo fino a quando, ad essere a pagamento, in barba a tutte le promesse elettorali”.Lo dichiara il segretario provinciale del Pd e consigliere regionale Angelo Orsenigo in merito alle ultime dichiarazioni del presidente della Regione Attilio Fontana sulle ragioni per le quali non è stato ancora onorato l’impegno di togliere il pedaggio alla tangenziale di Como.

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Gravedona, Orsenigo: “Nascite costanti e punto di riferimento importante: non si chiuda la maternità”

gravedonaUna settimana fa, l’assessore regionale al Welfare Gallera, rispondendo a una domanda del Pd, in Commissione Sanità, aveva dichiarato che riguardo al destino dei punti nascita minori, quelli con meno di 500 parti l’anno, la Regione si sarebbe attenuta a quanto previsto dalla normativa nazionale e che non avrebbe chiesto ulteriori deroghe. Poi, dall’assessorato erano arrivate conferme sempre più nette: la delibera sarebbe imminente e per alcune sale parto i giorni sarebbero contati. Uniche eccezioni, due ospedali montani: il Morelli di Sondalo (So) e uno tra Chiavenna (So) e Gravedona (Co). Per questi, ha detto l’assessore, la deroga c’è per ragioni orografiche.
Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, interviene a supporto della tutela del reparto maternità di Gravedona: “Intanto, il numero di nascite negli ultimi anni è pressochè costante: i parti sono stati 228 nel 2014, 337 nel 2015, 327 nel 2016, 333 nel 2017. Il fatto, poi, che si tratti di ‘area orogeograficamente disagiata’ per la quale è previsto, da disposizioni nazionali, il mantenimento del reparto pur con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui, la dice lunga. E se devono essere sempre garantiti i criteri di sicurezza e qualità previsti dall’Accordo Stato-Regioni, il presidio ospedaliero di Gravedona ha già provveduto all’adeguamento dei requisiti strutturali, mentre per quanto riguarda il personale, è assicurata già la presenza 24 ore dell’ostetrica”.
D’altra parte, aggiunge Orsenigo, “un territorio come quello dell’Alto lago non arriverà mai ai 500 parti anno per una questione proprio di densità abitativa e di calo demografico. Tuttavia il presidio di Gravedona è punto di riferimento per Centro e Alto lago, appunto, Bassa Valtellina, Alto Lario orientale, Valchiavenna”.

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Frontalieri, Orsenigo: “Facciamo fronte comune perché la disoccupazione venga erogata dalla svizzera”

frontalieri freccia“La partita che si sta giocando in questi giorni a Bruxelles è molto importante per i nostri lavoratori frontalieri. E tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero remare dalla stessa parte”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, a proposito della possibilità di veder attribuita la disoccupazione ai frontalieri dallo Stato in cui lavorano. Quindi, nel caso specifico, dalla Svizzera.
“In queste ore è in corso una riunione dei Ministri della Sicurezza sociale della Ue nella quale viene affrontato il tema del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei Paesi membri – fa sapere Orsenigo –. In particolare, verrebbe riscritto un articolo di un regolamento che intende introdurre ‘nuove disposizioni per il versamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori frontalieri e altri lavoratori transfrontalieri che, durante il loro ultimo periodo di attività, risiedevano in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente’. In pratica, queste persone dovranno essere trattate come se risiedessero nello Stato in cui lavorano. Nel caso dei frontalieri lombardi, è l’introduzione del diritto a ricevere la disoccupazione dalla Svizzera”.Tuttavia, la disoccupazione dei frontalieri non vede al momento una posizione condivisa e in particolare il Lussemburgo è contrario. Posizione sposata anche dalla Svizzera che, pur non essendo membro della Ue, verrebbe interessata dalle modifiche in ragione dell’appartenenza al sistema della libera circolazione.“La Svizzera ha riconosciuto recentemente il diritto alla disoccupazione parziale per i frontalieri – prosegue Orsenigo –. Osteggia, invece, l’allargamento a tutta la platea sostenendo che sarebbe un costo eccessivo per le sue casse”.
A questo punto, all’esponente Pd non rimane che chiedere “ai consiglieri, parlamentari nazionali ed europei lombardi di fare fronte comune per il bene dei nostri 60mila cittadini che lavorano oltre frontiera sostenendo la novità proposta dal Consiglio europeo”.

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Pedemontana: “Incontro utile con l’Assessore Terzi, ma ora dalle parole si passi ai fatti. E sul secondo lotto della Tangenziale non accetteremo il rimpallo Regione-Governo, subito un’interrogazione al Ministro Toninelli”

pedemontanab“Un incontro utile per rappresentare al nuovo Assessore alle Infrastrutture Terzi le tante questioni aperte sul territorio di Como legate a Pedemontana.  A partire dal ritardo ormai inaccettabile dei lavori di realizzazione del sovrappasso e della tangenzialina tra Bregnano e Cermenate. I tempi annunciati in campagna elettorale da Lega e FI sono ormai superati e si annunciano ben più lunghi di quelli promessi: avevano garantito che entro il 2018 i lavori sarebbero finiti e invece oggi le previsioni sono che i lavori inizino nel 2019. La Regione, attraverso CAL, è concessionaria dell’opera a Pedemontana e quindi responsabile del rispetto degli impegni presi con le amministrazione comunali; ho chiesto all’Assessore Terzi di garantire la massima attenzione perché il nuovo progetto stralcio per il completamento della tangenziale sia approvato dal CdA di CAL a inizio luglio, come mi è stato annunciato oggi, e poi si provveda immediatamente all’indizione della gara per l’esecuzione dei lavori. Resta il forte dubbio sul fatto che una maggiore attenzione di Pedemontana avrebbe potuto garantire l’immediata realizzazione di alcune opere importanti per il Comune di Bregnano, come la rotatoria in via Achille Grandi, già concordata dal 2015 dall’Amministrazione Daddi al posto della doppia rotatoria originariamente prevista”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico Chiara Braga al termine dell’incontro richiesto e avuto con l’Assessore regionale alle Infrastrutture per  fare il punto sulla situazione delle infrastrutture viabilistiche del nostro territorio.
“Purtroppo – afferma la parlamentare comasca – in questi anni Regione Lombardia è stata molto disattenta alle richieste di questo territorio; ho chiesto al nuovo Assessore di seguire personalmente la questione, ascoltando il territorio, venendo anche di persona a verificare qual è la situazione in questa parte della nostra Provincia, così pesantemente toccata dalla realizzazione di Pedemontana. C’è infatti anche la questione della terza vasca di laminazione sul torrente Lura che Pedemontana non ha ancora realizzato, rischiando di vanificare così il progetto già realizzato dal Parco del Lura, e quella della mancata esecuzione della Greenway, l’importante opera di compensazione a carico sempre di Pedemontana che doveva essere stata già completata. Su tutti questi temi ho ribadito all’Assessore Terzi la richiesta, già venuta dal territorio, di attivare un tavolo politico e tecnico per superare in fretta i ritardi e gli ostacoli registrati fin qui. Mi auguro che l’attenzione manifestata questa mattina si traduca presto in fatti concreti”.
“Naturalmente – sottilinea la Braga – ho rappresentato all’Assessore Terzi anche la preoccupazione relativa al completamento della tangenziale di Como, dopo le parole non certo rassicuranti del nuovo Ministro delle Infrastrutture su Pedemontana e grandi opere. Como attende ancora che sia reso gratuito  l’utilizzo del primo lotto, anche questa un’altra promessa mancata di campagna elettorale. Vigileremo e solleciteremo Regione e Governo perché si possa rispettare questo impegno; ma soprattutto non consentiremo il rimpallo di responsabilità tra Regione e Governo sulla realizzazione del secondo lotto. La Lega smetta di fare il gioco delle tre carte: governa in Regione con Fi e a Roma con i 5Stelle; trovi il modo di mantenere le promesse fatte ai comaschi. Quel che è accaduto in questi giorni sulla mozione presentata dal consigliere regionale Orsenigo ci preoccupa molto, per l’atteggiamento dei grillini su Pedemontana”.
“Nei prossimi giorni – annuncia la parlamentare dem – presenterò un’interrogazione urgente al nuovo Ministro delle Infrastrutture Toninelli sulla tangenziale di Como e sulle opere di compensazione che devono assolutamente essere realizzate”.

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Tangenziale, Orsenigo: “Gratuità lontana e complicata da realizzare, progetto secondo lotto in corso e opere ambientali in alto mare”

tangenziale como ritagliataLa gratuità per la tangenziale di Como? Tutt’altro che facile da applicare. Il secondo lotto? È ancora in corso di realizzazione il documento di fattibilità. Le opere di mitigazione e compensazione ambientale? Totalmente in alto mare per difficoltà con le risorse. Sono queste, in sintesi, le risposte che Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, ha ottenuto dall’assessore regionale ai Trasporti, dopo aver presentato un’interrogazione sul tema.
“Quello che abbiamo scoperto grazie all’interrogazione ha veramente dell’incredibile – racconta Orsenigo –. Ad esempio, l’accordo tra Regione e Anas per l’affidamento della gestione delle strade regionali a un soggetto compartecipato non si farà: la Giunta Fontana non procederà con la costituzione della società. Però, l’azzeramento del pedaggio non sarebbe mai passato attraverso questa strada. L’iter giusto è complicatissimo e coinvolge Cal, Apl, Ministero del Trasporti e Cipe. Insomma, Maroni aveva promesso la gratuità il 1° gennaio, poi l’ha fatta slittare al 1° giugno e ora si scopre che il percorso non è quello che l’ex presidente ci aveva raccontato e che la via da percorrere è tutt’altro che semplice e anzi mancano completamente i presupposti. In più, ci è stato addirittura detto che tra Regione, Anas, Cal e Apl ‘non sono intercorse comunicazioni in merito all’ipotesi di transito gratuito sulle tangenziali di Como e Varese’, come si legge nella risposta”.
E se sul secondo lotto “il Documento di fattibilità delle alternative progettuali è ‘tuttora in corso di redazione e il suo completamento è previsto entro l’estate’, quindi ci stanno lavorando e li attendiamo al varco”, commenta Orsenigo, sulle opere di mitigazione e compensazione ambientale si legge nella risposta che “sono in corso di realizzazione, ma anche in questo caso sembrano molto in ritardo su tutta la procedura”.
e c’è un’altra sorpresa che è peggio di quanto si pensi, secondo il consigliere: “In sostanza, nel testo della risposta si legge che le risorse per le compensazioni dovrebbero ritornare dalla Provincia, impossibilitata a utilizzarle per i vincoli di bilancio, alla Regione, la quale però non li ha ancora riacquisiti. Infatti, nonostante alcune norme che dovrebbero agevolare la restituzione, di fatto ‘i vincoli presenti sul bilancio dell’amministrazione provinciale rendono insostenibile questa possibilità’, quindi sono bloccati in un circolo vizioso kafkiano. E anche fossero di nuovo nelle disponibilità, queste risorse, ci dice la Regione, sarebbero certo vincolate a compensazioni ambientali, ma senza specificare quali. Quindi, potenzialmente, i soldi di Como potrebbero finire in qualsiasi altra provincia”, chiude esterrefatto Orsenigo.

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Nomine Asf, Orsenigo e legnani: “Logiche spartitorie e niente merito o competenze”

asflSulle nuove nomine all’Asf intervengono Angelo Orsenigo e Tommaso Legnani, segretari provinciale e comunale del Pd: “La nomina del coordinatore cittadino di Forza Italia in carica in una società partecipata testimonia esplicitamente come lo spoil system del centrodestra sia basato spudoratamente non sul merito, né sulle competenze, ma solo su logiche spartitorie – dicono Orsenigo e Legnani –.Non commentiamo nemmeno la scelta di attribuire la presidenza all’ex cognato del segretario della Lega e attuale Ministro dell’Interno Salvini”.

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