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Ambiente, Braga: “In Commissione auditi Protezione civile e Ilva, due impegni del Pd in questa legislatura”

Protezione_Civile“Sono stati auditi, in Commissione Ambiente di Montecitorio, il capo Dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli e i commissari straordinari del Gruppo Ilva di Taranto. Due questioni importanti di cui il Pd si è occupato lungamente in questa legislatura e che dimostrano tutto il nostro impegno per la cura del nostro territorio, la salute dei cittadini e lo sviluppo del Paese nel rispetto dell’ambiente”. Lo afferma l’on. Chiara Braga, deputata comasca del Pd e prima firmataria della legge delega al Governo per il riordino del Sistema nazionale di Protezione civile.“Personalmente, oltre ad aver seguito i vari provvedimenti sull’Ilva, ho proposto e seguito in Parlamento l’iter della legge delega sul riordino della Protezione civile approvata a febbraio di quest’anno. Oggi sono in fase di scrittura i decreti attuativi da parte del Governo: siamo di fronte a un passaggio decisivo per cogliere la sfida di rafforzare ulteriormente il sistema della Protezione civile che in questi anni ha dovuto gestire ripetute calamità, fornendo strumenti e modalità di organizzazione ancora più efficaci per rispondere alle aspettative di cittadini, istituzioni e imprese davanti a quella che è una priorità e un’opportunità nazionale: quella della cura dal dissesto idrogeologico”.

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Pizzo Cengalo, Gaffuri: “Subito le audizioni con gli assessori regionali, i presidenti di Provincia e il Canton Grigioni”

FranaLe ripercussioni sul territorio lombardo della frana del Pizzo Cengalo dello scorso agosto, sono al centro di una richiesta di audizioni presentata da Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, al presidente della Commissione Ambiente del consiglio regionale.
“Considerata la portata e la gravità dell’evento, le importanti ricadute ambientali che investono il fiume Mera e il territorio lombardo e che interesseranno nel medio e lungo periodo il corso d’acqua e le aree circostanti – dice Gaffuri –, chiedo che sia calendarizzata con particolare urgenza una seduta congiunta delle Commissioni Ambiente, Territorio e speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, per poter approfondire il tema”.
Secondo Gaffuri vanno innanzitutto ascoltati gli assessori regionali all’Ambiente Terzi, al Territorio Beccalossi, alla Protezione Civile Bordonali e ai rapporti con la Svizzera Brianza “affinché possano informare i consiglieri in merito alla situazione ambientale e idraulica del fiume Mera, ai possibili rischi idrogeologici derivanti da eventuali ulteriori crolli e alle azioni messe in campo da Regione Lombardia o da avviare per prevenire e mitigare il rischio e per limitare i danni, purtroppo già in atto, anche attraverso il coordinamento di iniziative locali”.
Inoltre, il consigliere Pd ha chiesto che vengano ascoltati anche i presidenti del Governo del Cantone dei Grigioni, delle Province di Como, Lecco e Sondrio e della Comunità Montana della Valchiavenna.

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Fiume Mera, Gaffuri: “Per i detriti la Regione si attivi al più presto”

Frana“Lo strato di fango e di altri materiali che galleggiano sulla superficie del fiume Mera può rappresentare un pericolo ambientale, sia per la qualità e l’inquinamento delle acque e lo stato delle sponde, sia per la fauna lacustre, in particolare ittica”. È molto preoccupato Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che interviene sulla situazione del fiume Mera invaso dai detriti in seguito alla vasta frana del mese di agosto, verificatasi nella parte grigionese della Val Bregaglia: una coltre di detriti e limo che, scesa a valle, minaccia di riversarsi anche nel Lario. 
Gli allarmi, da parte di chi svolge la sua attività sul fiume, sono stati già lanciati e per Gaffuri “è opportuno che Regione Lombardia faccia celermente il punto insieme alle province di Como e Sondrio, coinvolgendo anche il Canton Grigioni, per quanto riguarda le conseguenze sul nostro territorio del disastro che è avvenuto più a monte, al di là del confine con la Svizzera”.
In particolare, aggiunge il consigliere, “è importante attivarsi, come peraltro hanno già iniziato a fare i privati a Novate Mezzola e altrove, per la pulizia e lo smaltimento dei detriti presenti, anche per evitare che il problema si estenda al lago di Como. Inoltre, visto che la situazione del Pizzo Cengalo in Val Bregaglia non è stabilizzata e quando c’è maltempo si registrano ancora scariche di materiale verso valle, occorrerà individuare soluzioni per intercettare i detriti e prevenire che essi si accumulino peggiorando una situazione già adesso delicata”.

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Tremezzina, Guerra: “Dopo la Greenway, ora in arrivo la bikeway”

ciclisti bikeDopo la presentazione ufficiale di qualche settimana fa del nuovo progetto di estensione e sviluppo della Greenway, che da Griante condurrà fino ad Argegno, collegando lago e valli in itinerari turistico-culturali, un altro importante risultato è in dirittura d’arrivo per il Comune di Tremezzina nell’ambito del bando promosso da Regione Lombardia ‘Promozione del cicloturismo in Lombardia’.
“Il progetto presentato lo scorso mese di gennaio dal Comune di Tremezzina riguardante la realizzazione di un percorso cicloturistico di collegamento delle località di Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo, è stato ufficialmente ammesso al finanziamento da parte di Regione Lombardia con un contributo di 46.752,33 euro su un investimento totale accettato di 93.504,65 euro”, annunciano Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e deputato Pd, e Alessandro Bordoli, assessore allo Sport e tempo libero, che in anteprima svelano il disegno della nuova bikeway.
“Si chiamerà ciclovia Tremezzina o ciclovia delle Azalee ed è un progetto molto ambizioso per il Comune di Tremezzina, che vuole offrire un tracciato sostenibile per svolgere l’attività ciclistica lungo un percorso di mezza costa lontana dalla strada statale Regina, ricco di tratti particolarmente interessanti per la suggestività delle vedute e la bellezza dei luoghi e dei borghi antichi attraversati”, dicono i due amministratori.
“Pedalare in Tremezzina è sicuramente un valore aggiunto o meglio, da aggiungere al territorio – spiegano inoltre Guerra e Bordoli –. Attualmente, infatti, chi intende utilizzare la bicicletta sul lago trova una serie di difficoltà e di limitazioni. L’assenza di percorsi segnati e comunque pensati per questa attività, rappresenta una forte lacuna del nostro territorio, così come vedere i ciclisti pedalare sulla statale Regina procura forti preoccupazioni sia per i disagi viabilistici presenti, sia soprattutto per i rischi che si corrono in termini di sicurezza. Grazie alla collaborazione di esperti ciclisti e tecnici abbiamo compiuto lo sforzo di ricercare un tracciato in grado di poter garantire una pedalata più tranquilla, salutare, ecologica e soprattutto il più sicura possibile. Al contempo, abbiamo lavorato per poter fornire una passeggiata pregevole dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, strategica per raggiungere luoghi di alto valore turistico e artistico”.
Come si legge nel progetto e nelle specifiche relazioni allegate, si tratta di una bikeway della lunghezza complessiva di circa 6.310 metri percorribili in andata e ritorno pedalando su vie comunali esistenti, di diversa natura e consistenza, poste all’interno del territorio di Tremezzina che collegherà le quattro località principali di Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo. Lungo il tracciato si potranno attraversare borghi antichi altamente suggestivi e raggiungere luoghi di particolare interesse e bellezza unici al mondo come ad esempio il Sacro Monte di Ossuccio, il promontorio del Lavedo, con la villa Balbianello del Fai, il parco Mayer, la vecchia torre medioevale di Rogaro con vista panoramica unica sul lago di Como e sulle retrostanti montagne della Grigna e del Legnone.
Lo sviluppo del percorso, opportunamente indicato con un’idonea segnaletica orizzontale e verticale, partirà dal luogo denominato Riposo ad Ossuccio, scenderà ai punti più bassi prima di Lenno, risalirà a Mezzegra fino all’abitato di Bonzanigo, scenderà ancora a Tremezzo per poi risalire definitivamente a Rogaro alla quota più alta di 338m sul livello del mare. La via cicloturistica potrà essere presa da diversi punti, raggiungendo il tracciato in auto da tutte le località principali e sfruttando, per il carico e scarico delle biciclette, i parcheggi pubblici esistenti che lo lambiscono, distribuiti sul territorio.
“Un passaggio importante del progetto – continuano sindaco e assessore – è dato dall’incontro della Bikeway con la Greenway. La promiscuità della ciclovia con la rinomata via pedonale, in località Mezzegra, fino all’inizio della località di Tremezzo, costituisce infatti un elemento di collegamento e scambio culturale tra due modi di intraprendere lo svago, l’attività turistica e fisica, accrescendo il messaggio umano ed ecologico da entrambi espresso”.
I lavori da eseguire ammontano a 102.530 euro per i quali si è chiesto e ottenuto da Regione Lombardia, a fronte del costo complessivo ammesso di 93.504,65 euro, la corresponsione del finanziamento previsto per le infrastrutturazioni dei percorsi ciclabili minori del Bando cicloturismo pari a 46.752,33 euro.
“Nel quadro economico dell’intervento – precisa Guerra – abbiamo accantonato una somma iniziale per l’acquisto di una bicicletta tipo bike e ebike assistita quale dotazione minima a disposizione dell’utenza. Confidiamo ovviamente nella necessità di incrementare l’equipaggiamento in relazione al grado di utilizzo della pista ciclabile che verrà da subito incentivato, pubblicizzato e monitorato. L’aumento della presenza delle nuove bike in dotazione potrebbe anche essere sponsorizzata o finanziata da parte degli operatori turistici locali. Abbiamo inoltre usato l’accortezza di dare la possibilità a tutti coloro che pedaleranno sulla ciclovia della Tremezzina di acquistare a un prezzo vantaggioso, in alcuni punti specifici del tracciato, il campanello sonoro, accessorio utile in presenza di persone a piedi o di altri ciclisti”.
I tempi necessari per eseguire materialmente l’opera: il bando di Regione Lombardia prevede che i progetti finanziati vengano realizzati entro 12 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
“Abbiamo voluto puntare fortemente sulla mobilità sostenibile, prima con l’ulteriore sviluppo della Greenway, adesso con la realizzazione di una Bikeway della Tremezzina nella speranza che questo primo progetto di ciclovia possa fare da apripista ad altrettanti itinerari ciclo-turistici, sportivi e culturali dei territori del lago di Como da raccordare e allacciare insieme per dar vita, in un futuro che speriamo sia prossimo, ad un (ecosistema) sistema ciclabile funzionale che metta in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati del lago di Como – concludono Guerra e Bordoli –. Investire in infrastrutture che permettono l’espressione della mobilità sostenibile di qualità  incrementerebbe di sicuro il turismo di queste nostre zone, nel rispetto del rapporto uomo e natura,  aiutando anche l’economia di quei territori che rischiano maggiormente di rimanere isolati. Ciclovia significa infatti turismo sostenibile, attrattività, salvaguardia dell’ambiente e soprattutto valorizzazione e scoperta dei territori e delle bellezze del lago”.

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Siccità, Braga: “Risorsa acqua sia centrale nel piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico”

acqua_1“Dal seguito dell’audizione del Ministro Galletti emerge ancora più palesemente la necessità di lavorare da subito per realizzare il Piano di Adattamento nazionale al cambiamenti climatico, per garantire una gestione efficiente della risorsa acqua, sempre più scarsa”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico e componente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, a latere del seguito dell’audizione del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei rappresentanti di Utilitalia.
“Visto l’approssimarsi della scadenza naturale della legislatura – continua Braga –, mi auguro che nella legge di bilancio per il 2018 si possa trovare spazio per dare risposte adeguate anche al tema del corretto uso dell’acqua che contempli misure per la manutenzione degli acquedotti colabrodo assieme ad investimenti certi, specie nelle filiere agricole e industriali, in tecnologie che permettono un minore e un migliore utilizzo dell’acqua. E su questo punto anche le società di gestione devono fare la propria parte con responsabilità, in particolar modo sugli interventi di manutenzione ed efficientamento della rete. Infine, sulla governance delle Autorità di distretto, definita dal Collegato ambientale nel dicembre del 2015, serve accelerare per superare il ritardo accumulato e dare piena operatività ai soggetti e agli strumenti utili alla pianificazione e alla corretta programmazione delle risorse idriche”, conclude la deputata.

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Siccità, Braga: “Questione nota da tempo: ora lavorare per adattamento alle prossime crisi idriche”

cementificazione1-1024x521“Quanto affermato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, in audizione poco fa alla Camera, descrive un quadro fortemente critico rispetto alla situazione idrica del nostro Paese. Si pensi che a causa dell’assenza di precipitazioni, a partire dall’ultimo autunno, è mancato all’appello un volume d’acqua pari all’intero lago di Como, registrando un deficit di pioggia di 20 miliardi di metri cubi sull’intero territorio nazionale. Un allarme che, assieme ai colleghi Realacci e Borghi, avevo segnalato al Ministero sin dall’aprile scorso con l’interrogazione 5-11150 proprio al fine di scongiurare l’emergenza in atto”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico, presente all’audizione in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici di Montecitorio.
“Ora  è prioritario non solo affrontare la crisi odierna, ma lavorare per dare concretizzazione al Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, i cui scenari di previsione più seri paiono presentarsi prima del previsto, impegnandosi al tempo stesso in azioni di manutenzione contro gli acquedotti colabrodo, gli sprechi dei consumi industriali e agricoli, la prevenzione degli incendi, il mantenimento degli invasi e dell’equilibrio idrico dei laghi – conclude Braga –. Infine sulla governance delle Autorità di distretto, definita dal Collegato ambientale nel dicembre del 2015, serve accelerare per superare il ritardo accumulato e dare piena operatività ai soggetti e agli strumenti utili alla pianificazione e alla corretta programmazione delle risorse idriche”.

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Incendi, Braga: “Investire su prevenzione e ripristino forestale”

incendio“Quanto appreso in Aula dal Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti sull’emergenza incendi questo mese di luglio, restituisce un quadro preoccupante, nonostante il gran lavoro in atto da parte delle donne e degli uomini delle Forze di polizia, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile. L’Italia non può permettersi di continuare a perdere ampie parti del suo patrimonio naturale più bello a causa di incendi chiaramente dolosi, appiccati da criminali senza scrupoli. L’emendamento anti-piromani, presentato dal Governo al Dl Mezzogiorno, può essere un ulteriore strumento efficace nella lotta agli incendi. Così come va salutato con favore l’annuncio del Ministro Galletti di un piano nazionale di riforestazione nell’ambito delle politiche nazionali di adattamento, con un primo impegno di 5 milioni di euro, per sanare le ferite impresse dai roghi, in particolare nelle aree dei Parchi naturali”. Lo afferma l’on. Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico e componente delle Commissioni Ambiente e bicamerale sul ciclo dei rifiuti di Montecitorio.
“Come gruppo del Pd sosteniamo l’impegno del Governo nel fronteggiare l’emergenza – conclude Braga -. Abbiamo leggi importanti che devono essere applicate: la legge 353/2000 sugli incendi boschivi e la legge contro gli ecoreati, ma siamo consapevoli che una risposta di sistema deve vedere unite tutte le istituzioni, in un impegno costante sulla legalità, sulla manutenzione e cura del territorio, sulle politiche di contrasto ai mutamenti climatici. Sono, infine, necessari un maggiore coordinamento, un’intensa attività di prevenzione dal degrado e dall’abbandono dei territori assieme all’impegno dei comuni per completare e aggiornare con tempestività il catasto delle aree percorse dagli incendi”.

 

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Valtellina, Braga: “Trent’anni fa la tragedia dell’alluvione da cui la Valtellina ha saputo rialzarsi grazie alla cura del territorio e al senso di comunità”

Valtellina1“La Valtellina così duramente colpita dall’alluvione del 1987 di cui si ricorda il trentennale, ha saputo rialzarsi e diventare un modello di quell’idea di sviluppo fondato sulla cura del territorio e sul senso di comunità che il Presidente Mattarella ha ricordato con parole toccanti in occasione della cerimonia di commemorazione”. Così la deputata comasca Chiara Braga, che ha partecipato alla cerimonia istituzionale a trent’anni dall’alluvione in Valtellina, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del vescovo Oscar Cantoni e delle altre autorità.
“La tragedia della Valtellina che ha causato morte e distruzione – ribadisce la deputata democratica -, ha anche insegnato molto sul fronte della prevenzione e della creazione di un sistema nazionale di Protezione civile che oggi, con la legge a mia prima firma, recentemente approvata in Parlamento, ricordata anche nel discorso del Presidente Mattarella, vogliamo rendere più efficace e capace di far crescere la consapevolezza che la prevenzione e la previsione devono sempre più entrare a far parte della nostra cultura civile”.

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Migranti, Braga: “Europa sia coesa e lungimirante. Da Africa arrivi anche per effetto del cambiamento climatico”

africa_map“Fa bene il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dal vertice dei Balcani di Trieste, a richiamare il tema della coesione e della responsabilità di tutta l’Unione europea sulla questione dei migranti, che non può essere un onere a carico solo dei Paesi naturalmente più esposti. Occorre ricordare, come spesso fatto dall’Italia nelle più alte sedi internazionali, che il tema delle migrazioni incrocia anche la minaccia del cambiamento climatico già in atto a livello globale. Non sono infatti solamente le guerre a far scappare migliaia di donne, uomini e bambini, ma le conseguenze dei mutamenti climatici che spesso si traducono in siccità, carestie, conflitti per l’accesso a risorse primarie come l’acqua e il controllo dell’uso del suolo”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico e componente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.
“La Caritas ci ricorda che sono decine di milioni le persone che in Africa soffrono per la mancanza di cibo e acqua a causa della siccità endemica, specie in Etiopia, Kenya, Congo, Somalia, Sudan, Nigeria, Uganda – continua Braga –. Il Pd è da tempo convinto che le dinamiche economiche, demografiche, ambientali e politiche dell’Africa sono destinate a produrre forti ricadute sul resto del mondo, in primis nel Mediterraneo. Per questo con il progetto di legge AC 4531, meglio conosciuto come “Africa Act”, a prima firma della collega Lia Quartapelle e di cui sono cofirmataria, propone, proprio a sostegno dell’azione del Governo italiano, un pacchetto di interventi per rilanciare le relazioni Italia-Africa negli ambiti della formazione e della cultura, della crescita economica e del lavoro, della sicurezza e del contrasto ai cambiamenti climatici”.

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Ecomafia, Braga: “Combattere ecoreati fa bene all’ambiente e all’economia del Paese”

Ecomafia“I dati del rapporto Ecomafia 2017, presentato da Legambiente a Montecitorio, dimostrano che la lotta al crimine ambientale produce effetti positivi, con una diminuzione dei comportamenti illegali ed una migliore repressione degli stessi. Grazie proprio alla legge sugli ecoreati, fortemente voluta e sostenuta in Parlamento dal Partito Democratico che progressivamente sta dispiegando i suoi effetti di prevenzione e di restituzione dell’integrità del bene ambientale”. Lo afferma Chiara Braga, deputata del Pd e componente della VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.
“Non bisogna però abbassare la guardia nel perseguire reati e comportamenti che concorrono a minacciare il nostro ambiente, l’economia legale e virtuosa e la nostra salute. Serve soprattutto proseguire nell’attuazione di altre leggi approvate in questa legislatura, tra tutte quella sul Sistema nazionale di protezione ambientale, per rafforzare soprattutto il ruolo di controllo delle agenzie. Chiediamo quindi al Ministero dell’Ambiente, che è chiamato ad emanare i decreti attuativi, un forte e rapido impegno in questo senso, per rispettare i tempi e soprattutto le aspettative di un sistema che deve essere nelle condizioni di poter operare in modo efficace”, conclude la Braga.

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