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Lombardia-Grigioni, Gaffuri: “Ok alla ratifica, ma mancano temi come cabotaggio e integrazione tariffaria”

italia svizzeraOk alla ratifica, da parte del consiglio regionale, dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
“È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia, in particolare, per lo sviluppo turistico di questi territori – commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica –. È un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, importante l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità”.
Tuttavia, mancano degli aspetti importanti al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni, secondo Gaffuri: “Non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico”.
Gaffuri ha espresso rammarico anche per il fatto che “ancora una volta, all’incontro della scorsa settimana con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che approviamo solo ora non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare all’incontro l’intesa già ratificata”. Non solo: Gaffuri si è detto anche molto stupito che “l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate”.

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Risolviamo il problema dei ristorni dei frontalieri

“Un accordo dell’Italia con la Svizzera in materia fiscale, sull’esempio di quelli sottoscritti da Germania e Gran Bretagna, potrebbe aiutare a risolvere alcune delle numerose questioni ancora aperte tra il nostro Paese e la Confederazione Elvetica. In particolare penso al blocco di metà delle quote di ristorno che le autorità ticinesi hanno effettuato il 30 giugno scorso. Oltre 28 milioni di franchi svizzeri che, oggi più che mai, rappresentano un’autentica scialuppa di salvataggio per i conti pubblici di numerosi piccoli comuni di confine”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, commenta il passaggio dedicato quest’oggi dal Premier, Mario Monti, ai rapporti tra Svizzera e Italia nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno del capo dell’esecutivo. Nel suo discorso Monti ha affermato che l’accorso sarebbe un’ipotesi in corso di analisi da parte del governo. “L’intesa con la Svizzera in materia di lotta all’evasione fiscale è un argomento che merita un serio approfondimento ed una nuova, nonché attenta, valutazione da parte del governo italiano – conclude Gaffuri -. Il Partito Democratico ha preso a cuore questo argomento a tutti i livelli in particolare con Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera, che ha annunciato come i nostri deputati presenteranno una nuova interpellanza sull’argomento all’esecutivo subito dopo la conclusione della pausa per le festività”.

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Rapporti Italo-Svizzeri: occupiamoci delle anomalie del mercato del lavoro

“Occorre intavolare una seria discussione per arrivare ad una maggiore tutela nei confronti dei lavoratori frontalieri:il tavolo tecnico-politico permanente, promosso in occasione dell’incontro tra gli Uffici di Presidenza del Parlamento del Canton Ticino e di Regione Lombardia deve pronunciarsi su fenomeni come il prolungamento a stipendio fisso dell’orario di lavoro o il pagamento in euro degli stipendi ai frontalieri che, adottati da alcune realtà economiche del Cantone, finiscono per provocare disagi non solo ai lavoratori italiani ma rischiano di accrescere i fenomeni di quel “dumping salariale” nei confronti dei ticinesi del quale, a torto, alcune forze politiche elvetiche incolpano esclusivamente gli stessi frontalieri”.

Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale, ribadisce l’importanza di dar seguito celermente a quanto deciso qualche settimana fa a Bellinzona tra i vertici cantonali e regionali affinché le questioni ed i problemi che riguardano il confine tra Lombardia e Canton Ticino non passino in secondo piano.

“Le ultime decisioni prese dal Governo italiano sul fatto di non riaprire i negoziati in campo fiscale con la Svizzera, interrotti da quasi due anni, potrebbero inasprire ulteriormente le condizioni di lavoro dei frontalieri oggetto da oltre un anno di campagne aggressive e diffamatorie – sottolinea Gaffuri -. Per questo occorre che i rappresentanti dei due enti si incontrino al più presto per discutere di tematiche strettamente correlate con il mercato del lavoro e che portino ad un chiaro pronunciamento contro ogni forma di lavoro gratuito e del pagamento in euro dei frontalieri, fatti che contribuiscono a creare una distorsione ulteriore nel mercato del lavoro con danni evidenti anche per i lavoratori svizzeri”.

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