Roghi, Braga: “Ennesimo incendio in un deposito rifiuti. Il Ministro Costa riferisca in parlamento e si istituisca subito Commissione Ecomafie”

incendior“A quella caratteristica dei roghi c’è un altro tipo di puzza di bruciato – non meno pericolosa della prima – dietro l’escalation di incendi sospetti che ormai da tempo divampano in centinaia di impianti di gestione dei rifiuti da Nord a Sud del Paese. Sabato 23 giugno, ad esempio, ancora a Mortara, in provincia di Pavia, alla Eredi Berté, già teatro di rogo doloso il 6 settembre 2017;  ancora un disastro a Battipaglia, nei pressi di Salerno, ai danni di un’azienda impegnata nel trattamento di rifiuti, la “Nappi sud”, una delle più importanti del Meridione. In tre anni si  contano oltre 260 incendi. Quasi 90 all’anno, più di uno a settimana, secondo i numeri della relazione 2018 della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, che ho presieduto nella XVII Legislatura. Mi auguro che di fronte a questo fenomeno grave e dannoso per cittadini, imprese oneste e ambiente ,il Ministro Costa riferisca in Parlamento e che Camera e Senato non siano insensibili alla questione, procedendo velocemente all’”Istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”, come propongo anche in questa XVIII Legislatura con l’Atto Camera 103 a mia prima firma”. Così commenta l’ennesimo rogo all’impianto di gestione dei rifiuti Nappi Sud in provincia di Salerno l’On. Chiara Braga, deputata comasca e capogruppo PD in VIII Commissione Ambiente a Montecitorio, già presidente della Commissione Ecomafie nella passata Legislatura.

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Gig Economy, Orsenigo: “Il Gruppo del Pd ha presentato in Regione il primo progetto di legge per i lavoratori digitali”

Gig-EconomyAnche a Como le preoccupazioni per i lavoratori delle piattaforme digitali di Gig Economy, che erogano servizi al pubblico, stanno crescendo. Lo dicono le associazioni di categorie che aspettano un intervento del livello nazionale. Ma in questa materia anche la Regione può intervenire. È per questo che il Gruppo del Pd in consiglio regionale ha depositato proprio pochi giorni fa un progetto di legge per tutelare il lavoro dei cosiddetti riders e di tutti i lavoratori della Gig Economy.
Il testo si prefigge di introdurre norme che vincolino le aziende proprietarie delle piattaforme digitali a garantire ai lavoratori un sistema di tutele uniforme e dignitoso. Ciò significa un compenso basato sull’orario e non sulla prestazione e vincolato alla contrattazione collettiva; l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali e la copertura assicurativa verso terzi, garantita dal datore di lavoro; la garanzia che il ‘rating reputazionale’ su cui vengono valutati i lavoratori, nel caso di contestazioni, sia verificato in modo imparziale.
Il progetto di legge prevede anche l’istituzione della Consulta regionale del lavoro digitale, organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro legato alla Gig Economy.
“Come ci stanno dimostrando le associazioni di categoria, preoccupate per l’avanzata sregolata di queste nuove figure, la Gig Economy è ormai una realtà consolidata e importante della nostra regione – fa presente Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd –. Manca ancora una regolamentazione nazionale che aiuti i lavoratori e le aziende a operare in modo ordinato e corretto per entrambe le parti. Oggi i lavoratori delle piattaforme digitali sono portatori di una domanda di maggiore protezione ed è importante che anche l’istituzione regionale mostri attenzione a un fenomeno in costante crescita, che coinvolge soprattutto giovani. Più garanzie e più sicurezza per i lavoratori e più certezza anche per le aziende: questo è lo spirito della proposta di legge che portiamo in Commissione Attività produttive e occupazione, visto che a livello nazionale sembra che tutto si sia fermato”.

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Viale Varese, Fanetti, Lissi e Legnani: “Subito un’assemblea tematica per rendere noto progetto e piano finanziario”

varese2È intervenuto anche il gruppo del Pd, l’altra sera, in consiglio comunale, ancora una volta sul tema dei parcheggi in viale Varese. Di fronte al numero elevato di firme raccolte, prima di tutto dai residenti e in seguito da alcune associazioni, contro un progetto così impattante in una delle zone più pregiate della città, il capogruppo Stefano Fanetti e la consigliera Patrizia Lissi hanno “invitato la Giunta a convocare al più presto e senza indugio un’assemblea tematica alla presenza di tutti i soggetti interessati, cittadini, associazioni, Cna, Confesercenti, Comune e privato, nella quale sarà resa pubblica la planimetria del parcheggio progettato”.
I consiglieri Pd chiedono cioè che “tutti si possano rendere conto dell’effettivo impatto del parcheggio, degli alberi che verrebbero abbattuti e del verde che sarebbe eliminato, del posizionamento di una sbarra per entrare e uscire, spiegando se questo significa che sarà a pagamento giorno e notte”.
Secondo il Pd “sarebbe importante rendere noto anche il piano finanziario del progetto per poter valutare costi e benefici per il Comune. Troviamo assurdo che altre città stiano lavorando per allontanare le auto dal centro in un’ottica di miglioramento della vita delle persone e a Como si stia tornando indietro. La città è di tutti e quando si fanno scelte così importanti bisognerebbe sempre ragionare per il bene comune e con uno sguardo al futuro. Ci sono delle zone non a ridosso delle mura che potrebbero essere recuperate per esigenze di sosta in modo più razionale per la città, ad esempio la ex Stecav, di proprietà del Comune”.
E sulla possibilità di un chiarimento pubblico, interviene anche Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd: “Poiché si tratta di un tema di rilevante interesse pubblico, chiediamo la convocazione dell’assemblea tematica, facendo riferimento all’articolo 12 del Regolamento per le pratiche partecipative che recita: ‘Le assemblee tematiche vengono convocate dall’amministrazione comunale in occasione dell’adozione di iniziative e provvedimenti di rilevante interesse pubblico, al fine di consultare preventivamente tutti i soggetti della partecipazione di cui all’art. 3’. E i soggetti di cui all’articolo 3 sono per l’appunto cittadini e associazioni”, precisa Legnani.
In fase di preliminare, la consigliere Lissi è stata chiara: “Non si può parlare di sosta senza parlare di mobilità, che significa auto, moto, treno, bus, bici, persino a piedi. A Como abbiamo un grave problema di mobilità sulle strade che sono poche e creano colli di bottiglia. Tutti si spostano con l’auto, quindi ci sono code, inquinamento, in particolare nelle strade che sono passaggi obbligati, come ad esempio viale Lecco o via Borgovico. Temo che non siano 80 posti auto in più in viale Varese a risolvere questa situazione”.

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Giunta comunale, Pd: “Un anno di immobilismo con un sindaco impacciato e senza bussola”

pd comoUna crostata con la candelina azzurra in cima: “L’unica cosa dolce di questa conferenza stampa”, hanno detto Stefano Fanetti, capogruppo in consiglio comunale, Tommaso Legnani, segretario cittadino, Chiara Braga, parlamentare, Angelo Orsenigo, segretario provinciale e consigliere regionale, presente anche la consigliera Patrizia Lissi, parlando, nella sede del Pd di Como, del primo anno di vita dell’amministrazione comunale Landriscina.
“Si stanno perdendo 5 anni e non li sta perdendo il Pd o il sindaco, ma la città di Como – ha esordito Legnani –. L’amministrazione comunale di centrodestra si limita alla gestione ordinaria, non sta pensando o facendo niente di grande o di rilevante. E le nostre proposte vengono regolarmente bocciate. Un esempio su tutti: la questione dell’immigrazione che abbiamo chiesto di governare, anche con alcune precise idee, ogni volta respinte. Le loro risposte si limitano a proclami, azioni spot o di forza”.
E rispetto al passato, ha detto ancora il segretario cittadino, “se questa Giunta è ferma, molte iniziative fatte prima o sono sparite, o sono state dimenticate o annullate. Anche qui l’esempio è noto: la gestione di Villa Olmo che doveva essere una decisione immediata e invece attende ancora. Oppure lo sportello psicologico nelle scuole, il festival Intrecci di popoli, la programmazione estiva degli eventi che a fine giugno ancora non è stata fatta”. Insomma, un giudizio molto negativo, per il Pd.
E questo perché, ha spiegato Fanetti, “in consiglio comunale non avviene assolutamente nulla. Tant’è che non ci si riunisce dal 4 giugno. E quando ci sono le sedute, si tengono in un clima sonnacchioso”. In Giunta non deve andare meglio, secondo il capogruppo: “I rapporti sono tesi, c’è un vero interesse solo per il potere, le logiche sono assolutamente spartitorie. Il sindaco è veramente impacciato e senza bussola e il vero dominus è la vicesindaco, che si caratterizza per le sparate contro gli immigrati. Poi non si capisce neanche come faccia a gestire le sue importanti deleghe stando a Roma, visto che è anche stata appena eletta parlamentare.a Landriscina “non ha rivestito neppure quel ruolo di coordinatore che richiedeva la sua posizione di sindaco del capoluogo e che era quello che gli altri primo cittadini della provincia comasca si attendevano – ha detto Orsenigo, sindaco dimissionario di Figino Serenza –. Anche qui non è difficile portare un esempio: la questione Como Acqua. Quando i colleghi degli altri comuni sono venuti in consiglio comunale con la richiesta di avere un confronto con lui, Landriscina non si è nemmeno degnato di uscire dall’Aula a incontrarli”, ha fatto presente Orsenigo.
Come consigliere regionale, tra l’altro, in sinergia con la parlamentare Braga, sta cercando di capire quale sarà il futuro della tangenziale di Como, perché, anche in questo caso, “non c’è stata nessuna voce di Landriscina in risposta all’ennesima presa in giro della Regione”.    Un totale immobilismo, dunque, è il bilancio del Pd, dopo un anno “di amministrazione di destra che ha fatto pure dei passi indietro – ha sottolineato con forza Braga –: in controtendenza rispetto alle principali città lombarde e non solo, stiamo discutendo di riportare le auto in centro. Oltre tutto, avendo la possibilità di utilizzare altre aree. Quindi, questa amministrazione viaggia guardando nello specchietto retrovisore, si preoccupa soprattutto della spartizione e dell’occupazione delle cariche nelle partecipate, subendo i diktat dei partiti, e anche il civismo di cui tanto si vantava, se c’era, si è dissolto nel nulla”.

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Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i laghi minori, Braga: “Una via per interpretare e rispettare al meglio la bellezza ambientale del nostro lago”

laghi“Un patto per il lago di Como, il Ceresio e i laghi minori, aperto, che vuole segnare, nelle intenzioni dei diversi sottoscrittori, il rilancio del pensare e dell’agire collettivo, del fare rete per impostare strategie di sistema di medio e lungo periodo per valorizzare il territorio lacuale lariano. Ma anche e soprattutto un patto per dare soluzioni concrete, condivise e attuabili ai maggiori problemi del nostro lago di Como, come quello dei livelli idrometrici che, unito al fenomeno delle anomale precipitazioni annuali causate dal cambiamento climatico in atto, generano ricadute importanti sull’ambiente in termini morfologici, di stabilità e di consumo del territorio; come quello dello stato chimico definito dagli studi dell’Arpa di Regione Lombardia  “non buono”  dell’acqua del Lario con rilevanti conseguenze sull’ecosistema lacustre”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga da anni impegnata sul fronte ambientale locale e nazionale che, seppur impegnata a Roma nell’attività parlamentare, non ha voluto far mancare il suo interessamento al convegno sugli “Stati Generali del Lago di Como Ceresio e laghi minori” tenutosi a Villa Erba, organizzato dalle Camere di Commercio di Como e Lecco e dal Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della provincia di Como, conclusosi con la sottoscrizione del “Patto per il lago di Como, il Ceresio e i laghi minori”.Un Patto che secondo la deputata dem sancisce “L’impegno di prendersi cura del patrimonio naturale, ambientale del lago di Como come risorsa unica al mondo, di metterne in risalto l’identità particolare, di tutelare il paesaggio e insieme valorizzarlo attraverso uno sviluppo sostenibile”.“Una via – conclude la Braga – per interpretare e rispettare al meglio la bellezza ambientale e culturale del nostro lago mettendo insieme i saperi e le intelligenze collettive del nostro territorio”.

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Tangenziale di Como, Orsenigo: Fontana non può chiedere che siano i comaschi con il pedaggio a pagare la realizzazione della pedemontana

tangenziale como ritagliata“Il presidente Fontana dice che la Regione non poteva scongiurare il fallimento di Pedemontana e contemporaneamente togliere l’introito del pedaggio. È un’ovvietà, che però sentiamo dire solo oggi, mentre in campagna elettorale ai cittadini si dicevano cose ben diverse. Ma Fontana dice anche cose senza senso: come si può pensare che il secondo lotto sia finanziato con i pedaggi? È plausibile che Pedemontana stia in piedi con i soldi di chi usa la tangenziale? E perché la costruzione e la gestione dell’autostrada la dovrebbero pagare i cittadini comaschi? Mi pare che la Regione sia in grande confusione, mentre la tangenziale continua, non sappiamo fino a quando, ad essere a pagamento, in barba a tutte le promesse elettorali”.Lo dichiara il segretario provinciale del Pd e consigliere regionale Angelo Orsenigo in merito alle ultime dichiarazioni del presidente della Regione Attilio Fontana sulle ragioni per le quali non è stato ancora onorato l’impegno di togliere il pedaggio alla tangenziale di Como.

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Incendi, Braga:”Per contrastarli necessario essere previdenti e mobilitarsi subito. Presentata interrogazione a Costa, Salvini e Conte”

incendi“Per contrastare efficacemente l’emergenza incendi che ogni estate rischia di devastare vaste aree del nostro prezioso territorio, servono politiche lungimiranti e azioni di prevenzione concreta. Oltre a strumenti efficienti e risorse umane, è opportuno intensificare i controlli e assicurare alla giustizia i criminali piromani; al tempo stesso è vitale per la tutela dei suoli e del patrimonio boschivo mettere in campo azioni di adattamento al cambiamento climatico. Infatti ad aggravare la situazione degli incendi estivi, spesso dolosi, ci sono lunghi periodi di siccità alternati a piogge molto intense. Per  questo chiedo ai Ministri Costa e Salvini e al Presidente del Consiglio Conte se il Governo intenda assumere le iniziative più utili, compresa una maggiore dotazione di risorse umane e strumentali, a supporto delle operazioni di prevenzione e spegnimento da parte delle donne e degli uomini della protezione civile, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine impegnati sul campo; data l’evidente origine «criminale» di molti incendi, se non intendano attuare un piano straordinario di controllo del territorio al fine di prevenire e contrastare gli incendi dolosi che, devastando aree dall’alto valore ambientale e paesaggistico, distruggono il nostro futuro. Se, per quanto di competenza, i Ministri interrogati non vogliano attuare un monitoraggio nazionale del catasto incendi da parte dei Comuni interessati dai roghi, anche in passato”. Così dichiara Chiara Braga, deputata comasca del Partito Democratico, dando la notizia della presentazione di un’interrogazione scritta ai Ministri Costa e Salvini e al Presidente del Consiglio Conte per la lotta agli incendi e ai piromani.

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Gravedona, Orsenigo: “Nascite costanti e punto di riferimento importante: non si chiuda la maternità”

gravedonaUna settimana fa, l’assessore regionale al Welfare Gallera, rispondendo a una domanda del Pd, in Commissione Sanità, aveva dichiarato che riguardo al destino dei punti nascita minori, quelli con meno di 500 parti l’anno, la Regione si sarebbe attenuta a quanto previsto dalla normativa nazionale e che non avrebbe chiesto ulteriori deroghe. Poi, dall’assessorato erano arrivate conferme sempre più nette: la delibera sarebbe imminente e per alcune sale parto i giorni sarebbero contati. Uniche eccezioni, due ospedali montani: il Morelli di Sondalo (So) e uno tra Chiavenna (So) e Gravedona (Co). Per questi, ha detto l’assessore, la deroga c’è per ragioni orografiche.
Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, interviene a supporto della tutela del reparto maternità di Gravedona: “Intanto, il numero di nascite negli ultimi anni è pressochè costante: i parti sono stati 228 nel 2014, 337 nel 2015, 327 nel 2016, 333 nel 2017. Il fatto, poi, che si tratti di ‘area orogeograficamente disagiata’ per la quale è previsto, da disposizioni nazionali, il mantenimento del reparto pur con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui, la dice lunga. E se devono essere sempre garantiti i criteri di sicurezza e qualità previsti dall’Accordo Stato-Regioni, il presidio ospedaliero di Gravedona ha già provveduto all’adeguamento dei requisiti strutturali, mentre per quanto riguarda il personale, è assicurata già la presenza 24 ore dell’ostetrica”.
D’altra parte, aggiunge Orsenigo, “un territorio come quello dell’Alto lago non arriverà mai ai 500 parti anno per una questione proprio di densità abitativa e di calo demografico. Tuttavia il presidio di Gravedona è punto di riferimento per Centro e Alto lago, appunto, Bassa Valtellina, Alto Lario orientale, Valchiavenna”.

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Enea, Braga:”Da azioni di efficientamento energetico passano innovazione e nuovo lavoro per l’Italia. Sostenibilità e’ unica scelta di sviluppo”.

enea“I dati del 7° Rapporto sull’Efficienza Energetica elaborati dall’ENEA dimostrano senza alcun dubbio che efficienza energetica, sostenibilità e ricerca producono innovazione, qualità – specie in edilizia – e occupazione stabile. E’ questa la strada che deve continuare a percorrere il nostro Paese, confermando e rafforzando il lavoro importante che i Governi di centrosinistra hanno messo in campo in questi anni con gli strumenti dell’ecobonus e del sismabonus ”. Lo dichiara Chiara Braga, deputa comasca del Partito Democratico da sempre impegnata sui temi dell’ambiente, partecipando alla presentazione del 7° Rapporto sull’Efficienza Energetica elaborati dall’ENEA all’Auletta dei Gruppi di Montecitorio.
“Grazie all’ecobonus – continua Chiara Braga -  le famiglie italiane hanno investito nel 2017 oltre 3,7 miliardi di euro per realizzare circa 420mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di oltre 1.300 GWh/anno e più posti di lavoro. A ciò si aggiungono  un saldo negativo di circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) con grande vantaggi in termini di emissioni in atmosfera e di risparmi per le famiglie, pari al 15% annui della bolletta energetica complessiva di un nucleo tipo. Questo – conclude Chiara Braga- anche il senso della bella campagna RAI di ENEA “Fai il cappotto al tuo palazzo, usa le detrazioni fiscali del 75%”. Un’operazione pensata per sensibilizzare i cittadini e imprese sulle opportunità e le novità offerte dagli ecobonus del 70 e del 75% e dai nuovi meccanismi di cedibilità del credito previsti dalla legge di Bilancio del Governo Gentiloni per incentivare la riqualificazione energetica dei condomìni. Oggi un fronte particolarmente interessante è quello della messa in sicurezza sismica, oltre che del miglioramento energetico, del patrimonio edilizio esistente, privato e pubblico, che può arrivare fino all’85% della detraibilità delle spese. Un meccanismo che ha consentito di avviare una filiera virtuosa anche nel settore edilizio, per orientare le scelte di investimento  sempre più alla rigenerazione delle nostre città piuttosto che al consumo di nuovo suolo. Edifici più efficienti e sicuri sono la strada per ridurre i costi, migliorare la qualità della vita e le condizioni di lavoro delle persone ed affrontare il problema crescente della povertà energetica”.

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Frontalieri, Orsenigo: “Facciamo fronte comune perché la disoccupazione venga erogata dalla svizzera”

frontalieri freccia“La partita che si sta giocando in questi giorni a Bruxelles è molto importante per i nostri lavoratori frontalieri. E tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero remare dalla stessa parte”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, a proposito della possibilità di veder attribuita la disoccupazione ai frontalieri dallo Stato in cui lavorano. Quindi, nel caso specifico, dalla Svizzera.
“In queste ore è in corso una riunione dei Ministri della Sicurezza sociale della Ue nella quale viene affrontato il tema del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei Paesi membri – fa sapere Orsenigo –. In particolare, verrebbe riscritto un articolo di un regolamento che intende introdurre ‘nuove disposizioni per il versamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori frontalieri e altri lavoratori transfrontalieri che, durante il loro ultimo periodo di attività, risiedevano in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente’. In pratica, queste persone dovranno essere trattate come se risiedessero nello Stato in cui lavorano. Nel caso dei frontalieri lombardi, è l’introduzione del diritto a ricevere la disoccupazione dalla Svizzera”.Tuttavia, la disoccupazione dei frontalieri non vede al momento una posizione condivisa e in particolare il Lussemburgo è contrario. Posizione sposata anche dalla Svizzera che, pur non essendo membro della Ue, verrebbe interessata dalle modifiche in ragione dell’appartenenza al sistema della libera circolazione.“La Svizzera ha riconosciuto recentemente il diritto alla disoccupazione parziale per i frontalieri – prosegue Orsenigo –. Osteggia, invece, l’allargamento a tutta la platea sostenendo che sarebbe un costo eccessivo per le sue casse”.
A questo punto, all’esponente Pd non rimane che chiedere “ai consiglieri, parlamentari nazionali ed europei lombardi di fare fronte comune per il bene dei nostri 60mila cittadini che lavorano oltre frontiera sostenendo la novità proposta dal Consiglio europeo”.

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