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Sicurezza, Legnani e Braga: “Le telecamere sono una risposta ai cittadini del Ministro Minniti”

telecamere“Landriscina, Salvini e il centrodestra sul tema della sicurezza non hanno proprio scoperto nulla. Anzi, Como è pure in ritardo di un anno e mezzo. Ma intanto il sindaco vende come suo un provvedimento per la sicurezza che non fa altro se non rifarsi al Decreto legge del Ministro dell’Interno Marco Minniti del febbraio 2017, intitolato Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. E che prevede esattamente quanto il Comune è andato a stipulare”, dicono Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, e Chiara Braga, parlamentare.
Nel decreto si parla di ‘Patti per l’attuazione della sicurezza urbana’ tra Prefetto e sindaco che perseguono prioritariamente alcuni obiettivi: “La prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi  di  prossimità,  in  particolare  a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado; la promozione del rispetto della legalità, anche mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di  condotta  illecita, comprese l’occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati, nonché la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici; la promozione del rispetto del decoro urbano, anche  valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l’ente locale nell’individuazione di aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti  flussi  turistici,  ovvero adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela”.
“In quest’ambito vengono previsti anche i sistemi di videosorveglianza, quindi non solo il sindaco non ha scoperto nulla di nuovo, ma anzi Como arriva in grande ritardo rispetto a molte altre città, a proposito di priorità della sicurezza”, concludono Legnani e Braga.

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Rebbio, Lissi: “Ancora poca chiarezza su via Varesina, via Giussani e via Lissi”

rebbioIl consiglio comunale di Como ha affrontato, nella seduta dell’altra sera, anche l’interrogazione presentata da Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, sul futuro di via Varesina e via Giussani, nel quartiere di Rebbio. “Ho avuto poche risposte alla mia interrogazione sulla prevista ristrutturazione di via Varesina e via Giussani – fa sapere la consigliera –. Non si capisce quando inizieranno i lavori, mentre è chiaro che i posteggi rimangono gli stessi decisi dalla precedente amministrazione. Anzi, l’assessore alla Riqualificazione urbana Butti ha dovuto ammettere di fronte a tutti che non è cambiato nulla, rispetto al progetto Lucini: lo spartitraffico non c’era nel nostro progetto e i posteggi saranno 28 più 4”.
Lissi tiene a sottolineare questi aspetti perché “ho letto sui social commenti di esponenti delle associazioni di categoria che dicono che questa amministrazione ha salvato i commercianti, mentre per stessa ammissione dell’assessore, sarà sostanzialmente il nostro progetto a essere messo in atto”.
Per quanto riguarda, invece, la rotonda di via Lissi, “Butti ha detto che alcuni cittadini e l’Acus hanno manifestato dubbi sulla pericolosità dell’opera, ma non ha chiarito se si farà. Preoccupante e totale il silenzio sul progetto di via Giussani del valore di 1 milione di euro, dopo gli accordi presi con l’Esselunga. Ho fatto presente che prima di concretizzarlo, bisognerebbe sistemare la fognatura lungo la via, ma mi è stato risposto con il silenzio. Il rischio è che salti la riqualificazione di questa via”.
E per quanto riguarda via Lissi, “ho suggerito di fare un incontro pubblico per chiarire e per spiegare quello che si era deciso anche sulla viabilità di questa strada, ovvero che le macchine potranno entrare dalla via Varesina e arrivare fino all’oratorio, ma non potranno passare dalla strettoia, mentre tutte le auto potranno percorrerla in senso inverso fino alla via Varesina. L’intento è rendere via Lissi una strada residenziale con meno traffico”.
Ma, naturalmente, tutto questo dopo aver ascoltato i cittadini, secondo la consigliera Pd: “Invece, questi amministratori hanno un’idea molto strana degli incontri pubblici: non si capisce bene chi siano i residenti che si trovano con l’assessore. Ancora una volta, voglio ricordare che per incontro pubblico si intende che vengono invitati tutti i cittadini e le associazione del quartiere, ma proprio tutti, come facevamo noi, e non si fanno riunioni per pochi eletti. Ho detto e ripetuto in consiglio che mi dispiace molto per i residenti che hanno partecipato attivamente alle idee per il progetto originario, pensando solo a rendere più vivibile e bello il quartiere, e non mi arrenderò di fronte a questo scempio”.

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Roghi, Braga: “Ennesimo incendio in un deposito rifiuti. Il Ministro Costa riferisca in parlamento e si istituisca subito Commissione Ecomafie”

incendior“A quella caratteristica dei roghi c’è un altro tipo di puzza di bruciato – non meno pericolosa della prima – dietro l’escalation di incendi sospetti che ormai da tempo divampano in centinaia di impianti di gestione dei rifiuti da Nord a Sud del Paese. Sabato 23 giugno, ad esempio, ancora a Mortara, in provincia di Pavia, alla Eredi Berté, già teatro di rogo doloso il 6 settembre 2017;  ancora un disastro a Battipaglia, nei pressi di Salerno, ai danni di un’azienda impegnata nel trattamento di rifiuti, la “Nappi sud”, una delle più importanti del Meridione. In tre anni si  contano oltre 260 incendi. Quasi 90 all’anno, più di uno a settimana, secondo i numeri della relazione 2018 della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, che ho presieduto nella XVII Legislatura. Mi auguro che di fronte a questo fenomeno grave e dannoso per cittadini, imprese oneste e ambiente ,il Ministro Costa riferisca in Parlamento e che Camera e Senato non siano insensibili alla questione, procedendo velocemente all’”Istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”, come propongo anche in questa XVIII Legislatura con l’Atto Camera 103 a mia prima firma”. Così commenta l’ennesimo rogo all’impianto di gestione dei rifiuti Nappi Sud in provincia di Salerno l’On. Chiara Braga, deputata comasca e capogruppo PD in VIII Commissione Ambiente a Montecitorio, già presidente della Commissione Ecomafie nella passata Legislatura.

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Viale Varese, Fanetti, Lissi e Legnani: “Subito un’assemblea tematica per rendere noto progetto e piano finanziario”

varese2È intervenuto anche il gruppo del Pd, l’altra sera, in consiglio comunale, ancora una volta sul tema dei parcheggi in viale Varese. Di fronte al numero elevato di firme raccolte, prima di tutto dai residenti e in seguito da alcune associazioni, contro un progetto così impattante in una delle zone più pregiate della città, il capogruppo Stefano Fanetti e la consigliera Patrizia Lissi hanno “invitato la Giunta a convocare al più presto e senza indugio un’assemblea tematica alla presenza di tutti i soggetti interessati, cittadini, associazioni, Cna, Confesercenti, Comune e privato, nella quale sarà resa pubblica la planimetria del parcheggio progettato”.
I consiglieri Pd chiedono cioè che “tutti si possano rendere conto dell’effettivo impatto del parcheggio, degli alberi che verrebbero abbattuti e del verde che sarebbe eliminato, del posizionamento di una sbarra per entrare e uscire, spiegando se questo significa che sarà a pagamento giorno e notte”.
Secondo il Pd “sarebbe importante rendere noto anche il piano finanziario del progetto per poter valutare costi e benefici per il Comune. Troviamo assurdo che altre città stiano lavorando per allontanare le auto dal centro in un’ottica di miglioramento della vita delle persone e a Como si stia tornando indietro. La città è di tutti e quando si fanno scelte così importanti bisognerebbe sempre ragionare per il bene comune e con uno sguardo al futuro. Ci sono delle zone non a ridosso delle mura che potrebbero essere recuperate per esigenze di sosta in modo più razionale per la città, ad esempio la ex Stecav, di proprietà del Comune”.
E sulla possibilità di un chiarimento pubblico, interviene anche Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd: “Poiché si tratta di un tema di rilevante interesse pubblico, chiediamo la convocazione dell’assemblea tematica, facendo riferimento all’articolo 12 del Regolamento per le pratiche partecipative che recita: ‘Le assemblee tematiche vengono convocate dall’amministrazione comunale in occasione dell’adozione di iniziative e provvedimenti di rilevante interesse pubblico, al fine di consultare preventivamente tutti i soggetti della partecipazione di cui all’art. 3’. E i soggetti di cui all’articolo 3 sono per l’appunto cittadini e associazioni”, precisa Legnani.
In fase di preliminare, la consigliere Lissi è stata chiara: “Non si può parlare di sosta senza parlare di mobilità, che significa auto, moto, treno, bus, bici, persino a piedi. A Como abbiamo un grave problema di mobilità sulle strade che sono poche e creano colli di bottiglia. Tutti si spostano con l’auto, quindi ci sono code, inquinamento, in particolare nelle strade che sono passaggi obbligati, come ad esempio viale Lecco o via Borgovico. Temo che non siano 80 posti auto in più in viale Varese a risolvere questa situazione”.

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Giunta comunale, Pd: “Un anno di immobilismo con un sindaco impacciato e senza bussola”

pd comoUna crostata con la candelina azzurra in cima: “L’unica cosa dolce di questa conferenza stampa”, hanno detto Stefano Fanetti, capogruppo in consiglio comunale, Tommaso Legnani, segretario cittadino, Chiara Braga, parlamentare, Angelo Orsenigo, segretario provinciale e consigliere regionale, presente anche la consigliera Patrizia Lissi, parlando, nella sede del Pd di Como, del primo anno di vita dell’amministrazione comunale Landriscina.
“Si stanno perdendo 5 anni e non li sta perdendo il Pd o il sindaco, ma la città di Como – ha esordito Legnani –. L’amministrazione comunale di centrodestra si limita alla gestione ordinaria, non sta pensando o facendo niente di grande o di rilevante. E le nostre proposte vengono regolarmente bocciate. Un esempio su tutti: la questione dell’immigrazione che abbiamo chiesto di governare, anche con alcune precise idee, ogni volta respinte. Le loro risposte si limitano a proclami, azioni spot o di forza”.
E rispetto al passato, ha detto ancora il segretario cittadino, “se questa Giunta è ferma, molte iniziative fatte prima o sono sparite, o sono state dimenticate o annullate. Anche qui l’esempio è noto: la gestione di Villa Olmo che doveva essere una decisione immediata e invece attende ancora. Oppure lo sportello psicologico nelle scuole, il festival Intrecci di popoli, la programmazione estiva degli eventi che a fine giugno ancora non è stata fatta”. Insomma, un giudizio molto negativo, per il Pd.
E questo perché, ha spiegato Fanetti, “in consiglio comunale non avviene assolutamente nulla. Tant’è che non ci si riunisce dal 4 giugno. E quando ci sono le sedute, si tengono in un clima sonnacchioso”. In Giunta non deve andare meglio, secondo il capogruppo: “I rapporti sono tesi, c’è un vero interesse solo per il potere, le logiche sono assolutamente spartitorie. Il sindaco è veramente impacciato e senza bussola e il vero dominus è la vicesindaco, che si caratterizza per le sparate contro gli immigrati. Poi non si capisce neanche come faccia a gestire le sue importanti deleghe stando a Roma, visto che è anche stata appena eletta parlamentare.a Landriscina “non ha rivestito neppure quel ruolo di coordinatore che richiedeva la sua posizione di sindaco del capoluogo e che era quello che gli altri primo cittadini della provincia comasca si attendevano – ha detto Orsenigo, sindaco dimissionario di Figino Serenza –. Anche qui non è difficile portare un esempio: la questione Como Acqua. Quando i colleghi degli altri comuni sono venuti in consiglio comunale con la richiesta di avere un confronto con lui, Landriscina non si è nemmeno degnato di uscire dall’Aula a incontrarli”, ha fatto presente Orsenigo.
Come consigliere regionale, tra l’altro, in sinergia con la parlamentare Braga, sta cercando di capire quale sarà il futuro della tangenziale di Como, perché, anche in questo caso, “non c’è stata nessuna voce di Landriscina in risposta all’ennesima presa in giro della Regione”.    Un totale immobilismo, dunque, è il bilancio del Pd, dopo un anno “di amministrazione di destra che ha fatto pure dei passi indietro – ha sottolineato con forza Braga –: in controtendenza rispetto alle principali città lombarde e non solo, stiamo discutendo di riportare le auto in centro. Oltre tutto, avendo la possibilità di utilizzare altre aree. Quindi, questa amministrazione viaggia guardando nello specchietto retrovisore, si preoccupa soprattutto della spartizione e dell’occupazione delle cariche nelle partecipate, subendo i diktat dei partiti, e anche il civismo di cui tanto si vantava, se c’era, si è dissolto nel nulla”.

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Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i laghi minori, Braga: “Una via per interpretare e rispettare al meglio la bellezza ambientale del nostro lago”

laghi“Un patto per il lago di Como, il Ceresio e i laghi minori, aperto, che vuole segnare, nelle intenzioni dei diversi sottoscrittori, il rilancio del pensare e dell’agire collettivo, del fare rete per impostare strategie di sistema di medio e lungo periodo per valorizzare il territorio lacuale lariano. Ma anche e soprattutto un patto per dare soluzioni concrete, condivise e attuabili ai maggiori problemi del nostro lago di Como, come quello dei livelli idrometrici che, unito al fenomeno delle anomale precipitazioni annuali causate dal cambiamento climatico in atto, generano ricadute importanti sull’ambiente in termini morfologici, di stabilità e di consumo del territorio; come quello dello stato chimico definito dagli studi dell’Arpa di Regione Lombardia  “non buono”  dell’acqua del Lario con rilevanti conseguenze sull’ecosistema lacustre”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga da anni impegnata sul fronte ambientale locale e nazionale che, seppur impegnata a Roma nell’attività parlamentare, non ha voluto far mancare il suo interessamento al convegno sugli “Stati Generali del Lago di Como Ceresio e laghi minori” tenutosi a Villa Erba, organizzato dalle Camere di Commercio di Como e Lecco e dal Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della provincia di Como, conclusosi con la sottoscrizione del “Patto per il lago di Como, il Ceresio e i laghi minori”.Un Patto che secondo la deputata dem sancisce “L’impegno di prendersi cura del patrimonio naturale, ambientale del lago di Como come risorsa unica al mondo, di metterne in risalto l’identità particolare, di tutelare il paesaggio e insieme valorizzarlo attraverso uno sviluppo sostenibile”.“Una via – conclude la Braga – per interpretare e rispettare al meglio la bellezza ambientale e culturale del nostro lago mettendo insieme i saperi e le intelligenze collettive del nostro territorio”.

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Tangenziale di Como, Orsenigo: Fontana non può chiedere che siano i comaschi con il pedaggio a pagare la realizzazione della pedemontana

tangenziale como ritagliata“Il presidente Fontana dice che la Regione non poteva scongiurare il fallimento di Pedemontana e contemporaneamente togliere l’introito del pedaggio. È un’ovvietà, che però sentiamo dire solo oggi, mentre in campagna elettorale ai cittadini si dicevano cose ben diverse. Ma Fontana dice anche cose senza senso: come si può pensare che il secondo lotto sia finanziato con i pedaggi? È plausibile che Pedemontana stia in piedi con i soldi di chi usa la tangenziale? E perché la costruzione e la gestione dell’autostrada la dovrebbero pagare i cittadini comaschi? Mi pare che la Regione sia in grande confusione, mentre la tangenziale continua, non sappiamo fino a quando, ad essere a pagamento, in barba a tutte le promesse elettorali”.Lo dichiara il segretario provinciale del Pd e consigliere regionale Angelo Orsenigo in merito alle ultime dichiarazioni del presidente della Regione Attilio Fontana sulle ragioni per le quali non è stato ancora onorato l’impegno di togliere il pedaggio alla tangenziale di Como.

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Incendi, Braga:”Per contrastarli necessario essere previdenti e mobilitarsi subito. Presentata interrogazione a Costa, Salvini e Conte”

incendi“Per contrastare efficacemente l’emergenza incendi che ogni estate rischia di devastare vaste aree del nostro prezioso territorio, servono politiche lungimiranti e azioni di prevenzione concreta. Oltre a strumenti efficienti e risorse umane, è opportuno intensificare i controlli e assicurare alla giustizia i criminali piromani; al tempo stesso è vitale per la tutela dei suoli e del patrimonio boschivo mettere in campo azioni di adattamento al cambiamento climatico. Infatti ad aggravare la situazione degli incendi estivi, spesso dolosi, ci sono lunghi periodi di siccità alternati a piogge molto intense. Per  questo chiedo ai Ministri Costa e Salvini e al Presidente del Consiglio Conte se il Governo intenda assumere le iniziative più utili, compresa una maggiore dotazione di risorse umane e strumentali, a supporto delle operazioni di prevenzione e spegnimento da parte delle donne e degli uomini della protezione civile, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine impegnati sul campo; data l’evidente origine «criminale» di molti incendi, se non intendano attuare un piano straordinario di controllo del territorio al fine di prevenire e contrastare gli incendi dolosi che, devastando aree dall’alto valore ambientale e paesaggistico, distruggono il nostro futuro. Se, per quanto di competenza, i Ministri interrogati non vogliano attuare un monitoraggio nazionale del catasto incendi da parte dei Comuni interessati dai roghi, anche in passato”. Così dichiara Chiara Braga, deputata comasca del Partito Democratico, dando la notizia della presentazione di un’interrogazione scritta ai Ministri Costa e Salvini e al Presidente del Consiglio Conte per la lotta agli incendi e ai piromani.

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Tangenziale, Guarisco: “Avevo sollecitato il sindaco a farsi sentire con la regione. Nessuna reazione”

tangenziale como ritagliataEra la seduta del 29 maggio scorso e Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd, in fase di preliminari, aveva parlato anche di questo: “Avevo invitato il sindaco Landriscina a verificare con Regione Lombardia quali fossero i tempi per ottenere la sbandierata gratuità per la tangenziale di Como, o quanto meno che fine avessero fatto le promesse di Maroni governatore prima, ed elettorali di Fontana poi”, racconta oggi, dopo le novità emerse da una risposta data dall’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti ad Angelo Orsenigo, consigliere regionale e segretario provinciale del Pd.
“Ricordiamo tutti bene non solo le date fissate dal presidente Maroni, ovvero il 1° gennaio e, in seguito, il 1° giugno, ma anche gli impegni presi nero su bianco dal candidato a essere suo successore, che venne più volte a Como sostenendo che avrebbe fatto togliere il pedaggio – prosegue Guarisco –. Dunque, se non altro per un moto d’orgoglio, mi sembrava che la città avrebbe dovuto farsi sentire con i palazzi di Milano”.
Risultato? “Non ho ricevuto nemmeno una reazione alla mia richiesta. Né in quella sede, né in seguito. Né dal sindaco, né dall’assessore preposto. Oggi è chiaro a tutti: la gratuità della nostra tangenziale è di là da venire e sarebbe doveroso per il sindaco rimarcare con decisione nelle sedi opportune che questo, oltre a vanificare l’effettiva utilità dell’infrastruttura, lascia i comaschi ostaggio del traffico – conclude sconsolato Guarisco –. Il silenzio del sindaco mi preoccupa non solo per il futuro del pedaggio, ma anche perché dalla Regione dicono che entro fine estate dovrebbero terminare lo studio sulle alternative di progetto del secondo lotto: non vorrei che le nuove ipotesi fossero penalizzanti per il territorio del nostro Comune che, in tal caso, dovrebbe farsi sentire”.

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Pedemontana: “Incontro utile con l’Assessore Terzi, ma ora dalle parole si passi ai fatti. E sul secondo lotto della Tangenziale non accetteremo il rimpallo Regione-Governo, subito un’interrogazione al Ministro Toninelli”

pedemontanab“Un incontro utile per rappresentare al nuovo Assessore alle Infrastrutture Terzi le tante questioni aperte sul territorio di Como legate a Pedemontana.  A partire dal ritardo ormai inaccettabile dei lavori di realizzazione del sovrappasso e della tangenzialina tra Bregnano e Cermenate. I tempi annunciati in campagna elettorale da Lega e FI sono ormai superati e si annunciano ben più lunghi di quelli promessi: avevano garantito che entro il 2018 i lavori sarebbero finiti e invece oggi le previsioni sono che i lavori inizino nel 2019. La Regione, attraverso CAL, è concessionaria dell’opera a Pedemontana e quindi responsabile del rispetto degli impegni presi con le amministrazione comunali; ho chiesto all’Assessore Terzi di garantire la massima attenzione perché il nuovo progetto stralcio per il completamento della tangenziale sia approvato dal CdA di CAL a inizio luglio, come mi è stato annunciato oggi, e poi si provveda immediatamente all’indizione della gara per l’esecuzione dei lavori. Resta il forte dubbio sul fatto che una maggiore attenzione di Pedemontana avrebbe potuto garantire l’immediata realizzazione di alcune opere importanti per il Comune di Bregnano, come la rotatoria in via Achille Grandi, già concordata dal 2015 dall’Amministrazione Daddi al posto della doppia rotatoria originariamente prevista”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico Chiara Braga al termine dell’incontro richiesto e avuto con l’Assessore regionale alle Infrastrutture per  fare il punto sulla situazione delle infrastrutture viabilistiche del nostro territorio.
“Purtroppo – afferma la parlamentare comasca – in questi anni Regione Lombardia è stata molto disattenta alle richieste di questo territorio; ho chiesto al nuovo Assessore di seguire personalmente la questione, ascoltando il territorio, venendo anche di persona a verificare qual è la situazione in questa parte della nostra Provincia, così pesantemente toccata dalla realizzazione di Pedemontana. C’è infatti anche la questione della terza vasca di laminazione sul torrente Lura che Pedemontana non ha ancora realizzato, rischiando di vanificare così il progetto già realizzato dal Parco del Lura, e quella della mancata esecuzione della Greenway, l’importante opera di compensazione a carico sempre di Pedemontana che doveva essere stata già completata. Su tutti questi temi ho ribadito all’Assessore Terzi la richiesta, già venuta dal territorio, di attivare un tavolo politico e tecnico per superare in fretta i ritardi e gli ostacoli registrati fin qui. Mi auguro che l’attenzione manifestata questa mattina si traduca presto in fatti concreti”.
“Naturalmente – sottilinea la Braga – ho rappresentato all’Assessore Terzi anche la preoccupazione relativa al completamento della tangenziale di Como, dopo le parole non certo rassicuranti del nuovo Ministro delle Infrastrutture su Pedemontana e grandi opere. Como attende ancora che sia reso gratuito  l’utilizzo del primo lotto, anche questa un’altra promessa mancata di campagna elettorale. Vigileremo e solleciteremo Regione e Governo perché si possa rispettare questo impegno; ma soprattutto non consentiremo il rimpallo di responsabilità tra Regione e Governo sulla realizzazione del secondo lotto. La Lega smetta di fare il gioco delle tre carte: governa in Regione con Fi e a Roma con i 5Stelle; trovi il modo di mantenere le promesse fatte ai comaschi. Quel che è accaduto in questi giorni sulla mozione presentata dal consigliere regionale Orsenigo ci preoccupa molto, per l’atteggiamento dei grillini su Pedemontana”.
“Nei prossimi giorni – annuncia la parlamentare dem – presenterò un’interrogazione urgente al nuovo Ministro delle Infrastrutture Toninelli sulla tangenziale di Como e sulle opere di compensazione che devono assolutamente essere realizzate”.

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