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Barriere architettoniche, Lissi e Guarisco: “L’iter del Piano è stato avviato: la Giunta prosegua il lavoro di Lucini”

barriere architettoniche“L’iter del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche non solo è già stato avviato, ma erano già anche stati stanziati 190mila euro per il 2017. Quindi, la Giunta Landriscina non deve fare altro che dare corso alla nostra programmazione. Nulla di più”, lo ribadisce Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, dopo averlo già fatto presente durante la seduta d’Aula e dopo le notizie apparse in queste ore sui mass media.
“Un conto è stato votare e appoggiare la mozione dei cinquestelle che sollecitava la messa in opera di un piano – le fa eco il collega Gabriele Guarisco –. Un altro sono le parole del vicesindaco che sostiene non esserci nulla in proposito e che una commissione preposta lavorerà per produrre un programma. I documenti parlano chiaro: nel Piano esecutivo di gestione del responsabile del settore Gestione reti stradali, uno degli obiettivi è proprio il Peba”.
Le fasi previste dalla Giunta Lucini erano quattro: la mappatura e la classificazione delle barriere architettoniche esistenti in relazione all’accessibilità dei percorsi urbani, lo studio e la predisposizione delle azioni volte all’eliminazione delle barriere architettoniche riscontrate nelle infrastrutture stradali, il confronto con le associazioni e i portatori di interessi, la prima programmazione per il triennio 2018-2020 degli interventi tesi all’eliminazione delle barriere architettoniche rilevate nelle infrastrutture stradali.
“La redazione del Piano doveva partire a giugno 2017 e concludersi nel dicembre scorso, ma ciò non significa poi che non fosse stato fatto nulla in questi anni – aggiungono i due consiglieri Pd –: sono stati spesi 550mila euro solo per abbattere le barriere lungo le strade pubbliche e per rendere accessibili scuole, case, uffici e centri civici. Gli interventi su strade e piazze sono stati 41, sugli edifici 13, tra ascensori e rampe”.
I consiglieri democratici ricordano anche quali: “Per quanto riguarda l’edilizia pubblica sono stati investiti 550mila euro ed è stato fatto l’adeguamento dei servizi igienici aperti al pubblico nella sede comunale, nel centro storico (in via Vittorio Emanuele), in Villa Olmo; è stata adeguata l’aula magna della scuola di Albate, in piazza 4 Novembre, e gli ingressi dei cimiteri Maggiore, di Lora, di Monte Olimpino con un nuovo ascensore e modificato quello della scuola media di Sagnino. Altri adeguamenti hanno riguardato l’edificio per le attività diurne dei disabili alle Serre di Mognano, l’accesso e la realizzazione dei servizi igienici accessibili del mercato coperto, padiglione grossisti, i servizi igienici e la realizzazione dell’ascensore alla scuola di via Picchi. È stata, poi, installata una piattaforma elevatrice alla scuola di via Nicolodi a Breccia, sono state abbattute le barriere dei servizi igienici e degli spogliatoi della palestra della scuola secondaria di 1° grado di via Magenta, realizzata una piattaforma elevatrice a servizio del Centro anziani di Prestino, eliminate le barriere al piano terra della scuola Don Milani di Sagnino  e nei servizi igienici al primo piano della scuola primaria di via Perti, nella palestra annessa alla scuola primaria di via Montelungo e in quella annessa alla scuola di via Interlegno. Alcuni interventi sono stati fatti anche al cimitero di Albate, mentre alla scuola primaria di via Sinigaglia, in questi anni, è stata sostituita la piattaforma elevatrice”.
Per quanto riguarda la mobilità e l’arredo urbano, sono stati realizzati nuovi posti auto riservati alle persone disabili presso edifici pubblici e centro storico. Sulle strade e le reti, è stato fatto un primo intervento sui marciapiedi presso la stazione di Como Lago e vari altri per l’accessibilità alle fermate del bus. Sono stati impiegati anche dei dissuasori ad alta visibilità con catarifrangenti, secondo la richiesta dell’Associazione ipovedenti e ciechi, per un totale di altri 10 mila euro. Più altri 105mila per i marciapiedi delle vie Bellinzona, Rosselli, Borsieri, Leopardi, Risorgimento, Cardina, Varesina, Canturina.
“Il precedente assessorato aveva promosso, in collaborazione con altri enti e società, la soluzione dei problemi legati alla presenza di barriere architettoniche non di diretta competenza comunale come quelle presenti alla stazione di Como San Giovanni. Insomma, dire che si parte da zero significa raccontarla davvero grossa!”, concludono Lissi e Guarisco.

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Nidi gratis, Gaffuri: “Strutture non possono fare da banca. Pagamenti siano più rapidi”

asilo-nido“Troppe strutture che lavorano con il sistema regionale si trovano, per inadempienze di Regione Lombardia, a fare ‘da banca’, aspettando di essere rimborsate e spesso andando in sofferenza”, così Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, ha detto, intervenendo in Aula, nell’ambito dell’interrogazione sulla misura ‘Nidi gratis 2017-2018’, presentata dai democratici per sapere quali siano le motivazioni per le quali i Comuni non hanno ancora potuto rendicontare la spesa a carico della misura in questione, ritardando così a loro volta l’erogazione dei fondi alle proprie strutture convenzionate.
L’incertezza e i ritardi della fase istruttoria stanno mettendo a rischio l’operatività delle strutture. L’assessore ha ricostruito le fasi di attuazione della delibera che ha introdotto la misura nel luglio del 2017, assicurando una sua sistematizzazione e un incremento di risorse in funzione del numero di aderenti crescenti.
“Abbiamo chiesto nello specifico quando avverranno i trasferimenti ai Comuni – aggiunge Gaffuri –. La mia impressione è che il sistema sia stato ingolfato in questi mesi e a farne le spese sono state purtroppo le strutture che ogni mese erogano il servizio avendo a proprio carico costi di personale, derrate e servizi vari”.

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Mozione migranti, Fanetti, Lissi, Guarisco: “La maggioranza boccia la nostra mozione, ma non fa nulla per risolvere i problemi”

stranieri“L’amministrazione comunale di Como non vuole una città più curata, pulita e ‘senza muri’. Non ha bisogno di coinvolgere persone e nel contempo mantenere il decoro. E intanto niente succede, nulla si muove, i problemi rimangono”, se ne lamentano Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo che in consiglio comunale la maggioranza ha bocciato la loro mozione sul lavoro volontario dei migranti richiedenti asilo.
“Milano, Bergamo e tante altre città lombarde insegnano che questi progetti si possono benissimo fare: chiedevamo semplicemente di stipulare un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti. Lo scopo era il riconoscimento della dignità di queste persone e un principio di restituzione verso la comunità che li accoglie”, aggiungono i consiglieri Pd.
“Avrebbero potuto occuparsi della cura del verde pubblico, del mantenimento del decoro urbano, del presidio di aree pubbliche laddove il Comune, con le sue forze, non arriva. Niente: non c’è stato verso. E se la risposta della maggioranza è stata che l’attenzione sarà semmai rivolta ai comaschi in condizioni di bisogno, vorremmo almeno capire in che modo. Perché finora non ci pare di aver visto muovere un dito neanche per queste persone”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Violenza sulle donne: tutti i numeri del Governo

Contro La Violenza di Genere 1Sabato 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’occasione giusta per ricorda cosa ha fatto, in questi anni, il Governo per contrastare un fenomeno assolutamente grave. E se alla base serve un deciso cambio di mentalità, gli strumenti in campo, a partire dalle scuole, oggi ci sono.

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Richiedenti asilo, Pd e Svolta Civica: “Comune stipuli una convenzione per impiegare i migranti in lavori volontari e dare loro dignità”

stranieriUn protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti nel Comune di Como. Con uno scopo ben preciso: il riconoscimento della dignità di queste persone e un principio di restituzione verso la comunità che li accoglie. È l’impegno che Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, assieme a Vittorio Nessi, Barbara Minghetti e Maurizio Traglio, consiglieri comunali di Svolta Civica per Como, chiedono a sindaco e Giunta in una mozione congiunta in cui trattano, appunto, il lavoro volontario dei migranti richiedenti asilo.
E per questo ricordano che “sul territorio comunale di Como sono ospitate diverse centinaia di persone richiedenti asilo politico che, in attesa di avere risposta sul riconoscimento del loro status, sono accolte in varie strutture cittadine”, ma anche che in città sono presenti numerose organizzazioni vincitrici di bando che, in stretto contatto con la Prefettura, si occupano di queste persone.
Durante l’iter di valutazione della domanda, “sarebbe auspicabile che i richiedenti asilo fossero coinvolti in attività di volontariato per iniziative di pubblica utilità sul territorio comunale, al fine di riconoscere loro dignità e di permettere di integrarsi restituendo alla collettività parte dell’aiuto che ricevono”, dicono i consiglieri.
Fanetti, Lissi, Guarisco, Nessi, Minghetti e Traglio fanno presente poi che “l’inattività forzata e prolungata espone questi soggetti al rischio di essere coinvolti in pratiche illecite o di sfruttamento del lavoro a fenomeni di radicalizzazione”.
Poiché diversi Comuni hanno già firmato accordi e convenzioni di questo genere e vi sono attività, come la cura del verde pubblico, il mantenimento del decoro urbano, il presidio di aree pubbliche per le quali l’amministrazione comunale è in difficoltà a reperire le risorse necessarie, anche sostenuti dalla normativa nazionale e internazionale, nulla osta, secondo i consiglieri di Pd e Svolta Civica, “ad attivare, di concerto con la Prefettura e le associazioni operanti sul territorio negli specifici settori potenzialmente interessati, un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti”. E a questo fine allegano anche uno schema di convenzione tipo.

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Malattie rare, Braga e Guerra: “Sono 134 i nuovi codici di esenzione. On line la nuova guida”

ticket-sanitario“Da qualche giorno è disponibile sul sito www.osservatoriomalattierare.it la guida, aggiornata e ampliata, alle nuove malattie rare esenti, realizzata da Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con Orphanet-Italia. La guida si propone come uno strumento di orientamento destinato ai pazienti, alle Ats e, più in generale, a quanti operano nel mondo sanitario, per facilitare l’accesso all’esenzione dalla quota di ticket sanitario e offrire alcune indicazioni per l’ottenimento di altri benefici, di natura economica e non, ai quali i malati rari possono accedere in base alla normativa vigente”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra che precisano, altresì, come “questo aggiornamento e ampliamento della lista delle malattie rare esentate, atteso da tempo, segue l’entrata in vigore, avvenuta lo scorso 15 settembre, dopo 15 anni di attesa, dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) definiti dal decreto del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni lo scorso 12 gennaio 2017. I nuovi Lea hanno infatti aggiornato l’elenco delle malattie rare introducendo 134 nuovi codici di esenzione riferiti a un totale di 201 malattie, riorganizzato la nomenclatura e stabilito la logica dei gruppi di malattie”.
Il provvedimento recentemente in vigore, continuano i deputati comaschi, “riallinea l’Italia con quanto già avviene in alcuni altri Paesi europei e, soprattutto, permette al Sistema sanitario nazionale italiano di compiere un grande passo in avanti rispetto al passato nei confronti dei pazienti affetti dalle tipologie rare aggiornate in elenco. Malattie rare che purtroppo affliggono anche il territorio comasco. Sulla base dei dati rilasciati dalle ex Asl riferiti al 2015 si stima, infatti, che circa lo 0,39% della popolazione, circa duemila comaschi, sia colpito da queste forme rare di patologie”.
Secondo la rete Orphanet Italia nel nostro Paese i malati rari sono 2 milioni e il 70% sono bambini in età pediatrica. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti e ogni anno sono circa 19.000 i nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie diffuse in tutta la penisola.
“Questo  non significa che ogni malattia rara avrà l’esenzione, ma rispetto al passato indubbiamente si sono compiuti progressi fondamentali – concludono Braga e Guerra –. La speranza è comunque che la ricerca, anche in questo delicato campo, non si arreda e soprattutto non trascuri le malattie rare evitando il più possibile che diventino ‘malattie orfane’”.

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Vaccini, Gaffuri: “Strada scelta da Regione macchinosa e burocratica e grava su genitori e scuole”

vaccini“La strada scelta da Regione Lombardia per applicare il decreto vaccini è macchinosa e burocratica, con un carico di lavoro che grava tutto su genitori e scuole”, è il commento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore Gallera e il piano predisposto da Regione Lombardia per ottemperare al decreto vaccini.
“Ci chiediamo come una Regione che si racconta eccellente in campo sanitario, non voglia investire per fornire direttamente ai cittadini le certificazioni necessarie, così come fanno altre Regioni – continua Gaffuri –. Nelle sue dichiarazioni l’assessore sembra ammettere che non ci sia sicurezza dei dati già in possesso delle strutture. E d’altronde, come è emerso dalle audizioni di mesi fa in Commissione, la Lombardia non è dotata di una anagrafe vaccinale omogenea”.
Per il consigliere Pd “anche il percorso di segnalazione delle inadempienze rischia di impantanarsi nelle diverse competenze di Asst e Ats. Su questo fronte, ad esempio, la Liguria sarà da subito in grado di fissare un appuntamento vaccinale ai genitori interessati. E cito una Regione che pure ha fatto ricorso contro il decreto, ma si è comunque impegnata per rendere più semplice la sua applicazione”.

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Iva, Gaffuri: “Grazie a un nostro ordine del giorno, sostegno alle cooperative sociali”

sociale“È ora che la Giunta getti la maschera e dica davvero se vuole farsi carico dei problemi delle cooperative sociali colpite dall’aumento dell’Iva dal 4 al 5%”, lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che, con i colleghi, ha visto approvare, nel recente bilancio, un ordine del giorno che, almeno in linea di principio, va incontro alle esigenze delle cooperative sociali che tanta utilità pubblica ricoprono in Lombardia. Un risultato che lascia Gaffuri “parzialmente soddisfatto perché vorrei ora vedere degli atti concreti subito”.
L’atto di indirizzo chiede che l’aggravio di costi che, con la Legge di Stabilità 2016, si è venuto a creare per le cooperative sociali, rispetto ad altri soggetti erogatori, sia in qualche modo compensato, individuando nell’ambito degli stanziamenti di bilancio 2017/2019 nuove risorse e verificando la possibilità di ridefinire il corrispettivo contrattuale per la gestione dei servizi sociosanitari accreditati al netto dell’Iva.
“Le cooperative sociali contribuiscono in modo determinante al buon funzionamento dei servizi sociosanitari di questa Regione, perché in grado di garantire presenza e prestazioni – ricorda Gaffuri –. In particolare, nel settore del welfare sono un milione le persone assistite dalla cooperazione sociale e oltre il 50% dei servizi alla disabilità. Per questo non possiamo permetterci di buttare via questo capitale, ma dobbiamo in ogni modo sostenerlo”.
L’ordine del giorno approvato rimanda però alle conclusioni del gruppo di lavoro insediato in seno alla Commissione Bilancio, di cui Gaffuri fa parte. La questione è dunque rimandata a dopo la pausa estiva “con l’auspicio che i tecnici della Giunta dimostrino una maggiore flessibilità rispetto a quanto è avvenuto finora”, sottolinea il consigliere.

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Sanità, Gaffuri: “Tempi d’attesa fino a 25 volte più brevi se si prenota una visita intra moenia”

misuratore pressione medico visitaDieci giorni per fare una visita contro otto mesi, nella stessa struttura e con lo stesso medico: è la differenza che può passare tra una visita in regime di libera professione, pagando la prestazione per intero, e quella con il servizio sanitario nazionale, pagando il ticket. A rilevarlo è il Comitato dei Controlli di Regione Lombardia che nella relazione relativa al primo semestre del 2017 bacchetta l’amministrazione regionale sulle liste d’attesa in sanità.
Secondo le rilevazioni del Comitato, i tempi di attesa per le prestazioni in ‘intra moenia’ sono almeno dieci volte inferiori rispetto a quelli normali, ma in alcuni casi la differenza è addirittura di 25 volte. Troppo, secondo il Comitato, che chiede alla Regione di effettuare “un monitoraggio trimestrale sull’andamento delle liste d’attesa per prestazioni istituzionali ed in Alpi (libera professione) nonché delle azioni di intervento obbligatorio al fine dell’equilibrio dei tempi”. A tal fine l’organismo propone di inserire nei regolamenti aziendali anche la possibilità della sospensione delle prestazioni in libera professione, e di introdurre una valutazione dei direttori generali anche in base alle azioni in materia di libera professione e l’andamento delle liste d’attesa.
“Le liste d’attesa in sanità sono un problema molto serio a cui la Regione, in questi anni, non ha saputo porre rimedio, visto anche il fallimento dell’operazione ‘ambulatori aperti’ – commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. Ora la Regione deve sgomberare il campo dal dubbio che la libera professione negli ospedali, anziché costituire un’opportunità in più per i cittadini, sia una causa dell’allungamento dei tempi di attesa. Purtroppo le considerazioni del Comitato non sembrano avere molto successo presso la Giunta Maroni, perché anche altre sollecitazioni non hanno avuto riscontro, come quella di unire le agende degli ospedali privati convenzionati a quelle delle strutture pubbliche per ridurre i tempi di attesa e per facilitare le prenotazioni da parte dei cittadini”.

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Vaccini, Braga e Guerra: “Ecco perché abbiamo approvato il nuovo decreto”

vaccino-influenzaIn questi mesi, sul tema dei vaccini, c’è stato un forte interesse dell’opinione pubblica. Purtroppo sono state diffuse anche molte notizie false, prive di qualunque fondamento scientifico, che hanno descritto i vaccini come pericolosi per la salute. “È bene, invece, ricordare a tutti che la vaccinazione è considerata una delle più rilevanti scoperte mediche fatte dall’uomo e tra i fattori che hanno permesso di raddoppiare negli ultimi cento anni l’aspettativa di vita nelle nazioni più ricche – tengono a sottolineare Chiara Braga e Mauro Guerra, deputati comaschi del Pd –. L’Oms stima che ogni minuto vengono salvate cinque vite, pari a 7.200 vite al giorno, grazie proprio alla somministrazione dei vaccini”.
Come parlamentari Braga e Guerra assicurano di essersi fatti “carico di esaminare con cura e con la dovuta attenzione le questioni legate al tema delle vaccinazioni, giungendo a compiere delle scelte e quindi ad approvare la legge di conversione del cosiddetto ‘decreto Vaccini’, affidandoci al rigore della scienza, recependo le indicazioni di tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale”.
Con questa legge, grazie alla quale vengono resi obbligatori e gratuiti 10 vaccini, mentre prima erano 4, “abbiamo voluto proteggere per prima cosa la salute pubblica, dei nostri figli e di tutta la collettività. Perché al contrario di un normale farmaco che tutela la salute del singolo, i vaccini oltre al singolo tutelano anche l’intera comunità e rappresentano una prevenzione di sanità pubblica”, concludono i due parlamentari.
Per saperne di più, il Dossier sul decreto Vaccini (Dl 73/2017) elaborato dall’Ufficio Documentazioni e studi dei Deputati Pd al link del Gruppo, dove si possno trovare gli interventi in Aula e i comunicati stampa più rilevanti riguardanti la materia.

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