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Gig Economy, Orsenigo: “Il Gruppo del Pd ha presentato in Regione il primo progetto di legge per i lavoratori digitali”

Gig-EconomyAnche a Como le preoccupazioni per i lavoratori delle piattaforme digitali di Gig Economy, che erogano servizi al pubblico, stanno crescendo. Lo dicono le associazioni di categorie che aspettano un intervento del livello nazionale. Ma in questa materia anche la Regione può intervenire. È per questo che il Gruppo del Pd in consiglio regionale ha depositato proprio pochi giorni fa un progetto di legge per tutelare il lavoro dei cosiddetti riders e di tutti i lavoratori della Gig Economy.
Il testo si prefigge di introdurre norme che vincolino le aziende proprietarie delle piattaforme digitali a garantire ai lavoratori un sistema di tutele uniforme e dignitoso. Ciò significa un compenso basato sull’orario e non sulla prestazione e vincolato alla contrattazione collettiva; l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali e la copertura assicurativa verso terzi, garantita dal datore di lavoro; la garanzia che il ‘rating reputazionale’ su cui vengono valutati i lavoratori, nel caso di contestazioni, sia verificato in modo imparziale.
Il progetto di legge prevede anche l’istituzione della Consulta regionale del lavoro digitale, organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro legato alla Gig Economy.
“Come ci stanno dimostrando le associazioni di categoria, preoccupate per l’avanzata sregolata di queste nuove figure, la Gig Economy è ormai una realtà consolidata e importante della nostra regione – fa presente Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd –. Manca ancora una regolamentazione nazionale che aiuti i lavoratori e le aziende a operare in modo ordinato e corretto per entrambe le parti. Oggi i lavoratori delle piattaforme digitali sono portatori di una domanda di maggiore protezione ed è importante che anche l’istituzione regionale mostri attenzione a un fenomeno in costante crescita, che coinvolge soprattutto giovani. Più garanzie e più sicurezza per i lavoratori e più certezza anche per le aziende: questo è lo spirito della proposta di legge che portiamo in Commissione Attività produttive e occupazione, visto che a livello nazionale sembra che tutto si sia fermato”.

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Viale Varese, Fanetti, Lissi e Legnani: “Subito un’assemblea tematica per rendere noto progetto e piano finanziario”

varese2È intervenuto anche il gruppo del Pd, l’altra sera, in consiglio comunale, ancora una volta sul tema dei parcheggi in viale Varese. Di fronte al numero elevato di firme raccolte, prima di tutto dai residenti e in seguito da alcune associazioni, contro un progetto così impattante in una delle zone più pregiate della città, il capogruppo Stefano Fanetti e la consigliera Patrizia Lissi hanno “invitato la Giunta a convocare al più presto e senza indugio un’assemblea tematica alla presenza di tutti i soggetti interessati, cittadini, associazioni, Cna, Confesercenti, Comune e privato, nella quale sarà resa pubblica la planimetria del parcheggio progettato”.
I consiglieri Pd chiedono cioè che “tutti si possano rendere conto dell’effettivo impatto del parcheggio, degli alberi che verrebbero abbattuti e del verde che sarebbe eliminato, del posizionamento di una sbarra per entrare e uscire, spiegando se questo significa che sarà a pagamento giorno e notte”.
Secondo il Pd “sarebbe importante rendere noto anche il piano finanziario del progetto per poter valutare costi e benefici per il Comune. Troviamo assurdo che altre città stiano lavorando per allontanare le auto dal centro in un’ottica di miglioramento della vita delle persone e a Como si stia tornando indietro. La città è di tutti e quando si fanno scelte così importanti bisognerebbe sempre ragionare per il bene comune e con uno sguardo al futuro. Ci sono delle zone non a ridosso delle mura che potrebbero essere recuperate per esigenze di sosta in modo più razionale per la città, ad esempio la ex Stecav, di proprietà del Comune”.
E sulla possibilità di un chiarimento pubblico, interviene anche Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd: “Poiché si tratta di un tema di rilevante interesse pubblico, chiediamo la convocazione dell’assemblea tematica, facendo riferimento all’articolo 12 del Regolamento per le pratiche partecipative che recita: ‘Le assemblee tematiche vengono convocate dall’amministrazione comunale in occasione dell’adozione di iniziative e provvedimenti di rilevante interesse pubblico, al fine di consultare preventivamente tutti i soggetti della partecipazione di cui all’art. 3’. E i soggetti di cui all’articolo 3 sono per l’appunto cittadini e associazioni”, precisa Legnani.
In fase di preliminare, la consigliere Lissi è stata chiara: “Non si può parlare di sosta senza parlare di mobilità, che significa auto, moto, treno, bus, bici, persino a piedi. A Como abbiamo un grave problema di mobilità sulle strade che sono poche e creano colli di bottiglia. Tutti si spostano con l’auto, quindi ci sono code, inquinamento, in particolare nelle strade che sono passaggi obbligati, come ad esempio viale Lecco o via Borgovico. Temo che non siano 80 posti auto in più in viale Varese a risolvere questa situazione”.

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Giunta comunale, Pd: “Un anno di immobilismo con un sindaco impacciato e senza bussola”

pd comoUna crostata con la candelina azzurra in cima: “L’unica cosa dolce di questa conferenza stampa”, hanno detto Stefano Fanetti, capogruppo in consiglio comunale, Tommaso Legnani, segretario cittadino, Chiara Braga, parlamentare, Angelo Orsenigo, segretario provinciale e consigliere regionale, presente anche la consigliera Patrizia Lissi, parlando, nella sede del Pd di Como, del primo anno di vita dell’amministrazione comunale Landriscina.
“Si stanno perdendo 5 anni e non li sta perdendo il Pd o il sindaco, ma la città di Como – ha esordito Legnani –. L’amministrazione comunale di centrodestra si limita alla gestione ordinaria, non sta pensando o facendo niente di grande o di rilevante. E le nostre proposte vengono regolarmente bocciate. Un esempio su tutti: la questione dell’immigrazione che abbiamo chiesto di governare, anche con alcune precise idee, ogni volta respinte. Le loro risposte si limitano a proclami, azioni spot o di forza”.
E rispetto al passato, ha detto ancora il segretario cittadino, “se questa Giunta è ferma, molte iniziative fatte prima o sono sparite, o sono state dimenticate o annullate. Anche qui l’esempio è noto: la gestione di Villa Olmo che doveva essere una decisione immediata e invece attende ancora. Oppure lo sportello psicologico nelle scuole, il festival Intrecci di popoli, la programmazione estiva degli eventi che a fine giugno ancora non è stata fatta”. Insomma, un giudizio molto negativo, per il Pd.
E questo perché, ha spiegato Fanetti, “in consiglio comunale non avviene assolutamente nulla. Tant’è che non ci si riunisce dal 4 giugno. E quando ci sono le sedute, si tengono in un clima sonnacchioso”. In Giunta non deve andare meglio, secondo il capogruppo: “I rapporti sono tesi, c’è un vero interesse solo per il potere, le logiche sono assolutamente spartitorie. Il sindaco è veramente impacciato e senza bussola e il vero dominus è la vicesindaco, che si caratterizza per le sparate contro gli immigrati. Poi non si capisce neanche come faccia a gestire le sue importanti deleghe stando a Roma, visto che è anche stata appena eletta parlamentare.a Landriscina “non ha rivestito neppure quel ruolo di coordinatore che richiedeva la sua posizione di sindaco del capoluogo e che era quello che gli altri primo cittadini della provincia comasca si attendevano – ha detto Orsenigo, sindaco dimissionario di Figino Serenza –. Anche qui non è difficile portare un esempio: la questione Como Acqua. Quando i colleghi degli altri comuni sono venuti in consiglio comunale con la richiesta di avere un confronto con lui, Landriscina non si è nemmeno degnato di uscire dall’Aula a incontrarli”, ha fatto presente Orsenigo.
Come consigliere regionale, tra l’altro, in sinergia con la parlamentare Braga, sta cercando di capire quale sarà il futuro della tangenziale di Como, perché, anche in questo caso, “non c’è stata nessuna voce di Landriscina in risposta all’ennesima presa in giro della Regione”.    Un totale immobilismo, dunque, è il bilancio del Pd, dopo un anno “di amministrazione di destra che ha fatto pure dei passi indietro – ha sottolineato con forza Braga –: in controtendenza rispetto alle principali città lombarde e non solo, stiamo discutendo di riportare le auto in centro. Oltre tutto, avendo la possibilità di utilizzare altre aree. Quindi, questa amministrazione viaggia guardando nello specchietto retrovisore, si preoccupa soprattutto della spartizione e dell’occupazione delle cariche nelle partecipate, subendo i diktat dei partiti, e anche il civismo di cui tanto si vantava, se c’era, si è dissolto nel nulla”.

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Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i laghi minori, Braga: “Una via per interpretare e rispettare al meglio la bellezza ambientale del nostro lago”

laghi“Un patto per il lago di Como, il Ceresio e i laghi minori, aperto, che vuole segnare, nelle intenzioni dei diversi sottoscrittori, il rilancio del pensare e dell’agire collettivo, del fare rete per impostare strategie di sistema di medio e lungo periodo per valorizzare il territorio lacuale lariano. Ma anche e soprattutto un patto per dare soluzioni concrete, condivise e attuabili ai maggiori problemi del nostro lago di Como, come quello dei livelli idrometrici che, unito al fenomeno delle anomale precipitazioni annuali causate dal cambiamento climatico in atto, generano ricadute importanti sull’ambiente in termini morfologici, di stabilità e di consumo del territorio; come quello dello stato chimico definito dagli studi dell’Arpa di Regione Lombardia  “non buono”  dell’acqua del Lario con rilevanti conseguenze sull’ecosistema lacustre”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga da anni impegnata sul fronte ambientale locale e nazionale che, seppur impegnata a Roma nell’attività parlamentare, non ha voluto far mancare il suo interessamento al convegno sugli “Stati Generali del Lago di Como Ceresio e laghi minori” tenutosi a Villa Erba, organizzato dalle Camere di Commercio di Como e Lecco e dal Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della provincia di Como, conclusosi con la sottoscrizione del “Patto per il lago di Como, il Ceresio e i laghi minori”.Un Patto che secondo la deputata dem sancisce “L’impegno di prendersi cura del patrimonio naturale, ambientale del lago di Como come risorsa unica al mondo, di metterne in risalto l’identità particolare, di tutelare il paesaggio e insieme valorizzarlo attraverso uno sviluppo sostenibile”.“Una via – conclude la Braga – per interpretare e rispettare al meglio la bellezza ambientale e culturale del nostro lago mettendo insieme i saperi e le intelligenze collettive del nostro territorio”.

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Tangenziale di Como, Orsenigo: Fontana non può chiedere che siano i comaschi con il pedaggio a pagare la realizzazione della pedemontana

tangenziale como ritagliata“Il presidente Fontana dice che la Regione non poteva scongiurare il fallimento di Pedemontana e contemporaneamente togliere l’introito del pedaggio. È un’ovvietà, che però sentiamo dire solo oggi, mentre in campagna elettorale ai cittadini si dicevano cose ben diverse. Ma Fontana dice anche cose senza senso: come si può pensare che il secondo lotto sia finanziato con i pedaggi? È plausibile che Pedemontana stia in piedi con i soldi di chi usa la tangenziale? E perché la costruzione e la gestione dell’autostrada la dovrebbero pagare i cittadini comaschi? Mi pare che la Regione sia in grande confusione, mentre la tangenziale continua, non sappiamo fino a quando, ad essere a pagamento, in barba a tutte le promesse elettorali”.Lo dichiara il segretario provinciale del Pd e consigliere regionale Angelo Orsenigo in merito alle ultime dichiarazioni del presidente della Regione Attilio Fontana sulle ragioni per le quali non è stato ancora onorato l’impegno di togliere il pedaggio alla tangenziale di Como.

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Gravedona, Orsenigo: “Nascite costanti e punto di riferimento importante: non si chiuda la maternità”

gravedonaUna settimana fa, l’assessore regionale al Welfare Gallera, rispondendo a una domanda del Pd, in Commissione Sanità, aveva dichiarato che riguardo al destino dei punti nascita minori, quelli con meno di 500 parti l’anno, la Regione si sarebbe attenuta a quanto previsto dalla normativa nazionale e che non avrebbe chiesto ulteriori deroghe. Poi, dall’assessorato erano arrivate conferme sempre più nette: la delibera sarebbe imminente e per alcune sale parto i giorni sarebbero contati. Uniche eccezioni, due ospedali montani: il Morelli di Sondalo (So) e uno tra Chiavenna (So) e Gravedona (Co). Per questi, ha detto l’assessore, la deroga c’è per ragioni orografiche.
Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, interviene a supporto della tutela del reparto maternità di Gravedona: “Intanto, il numero di nascite negli ultimi anni è pressochè costante: i parti sono stati 228 nel 2014, 337 nel 2015, 327 nel 2016, 333 nel 2017. Il fatto, poi, che si tratti di ‘area orogeograficamente disagiata’ per la quale è previsto, da disposizioni nazionali, il mantenimento del reparto pur con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui, la dice lunga. E se devono essere sempre garantiti i criteri di sicurezza e qualità previsti dall’Accordo Stato-Regioni, il presidio ospedaliero di Gravedona ha già provveduto all’adeguamento dei requisiti strutturali, mentre per quanto riguarda il personale, è assicurata già la presenza 24 ore dell’ostetrica”.
D’altra parte, aggiunge Orsenigo, “un territorio come quello dell’Alto lago non arriverà mai ai 500 parti anno per una questione proprio di densità abitativa e di calo demografico. Tuttavia il presidio di Gravedona è punto di riferimento per Centro e Alto lago, appunto, Bassa Valtellina, Alto Lario orientale, Valchiavenna”.

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Tangenziale, Guarisco: “Avevo sollecitato il sindaco a farsi sentire con la regione. Nessuna reazione”

tangenziale como ritagliataEra la seduta del 29 maggio scorso e Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd, in fase di preliminari, aveva parlato anche di questo: “Avevo invitato il sindaco Landriscina a verificare con Regione Lombardia quali fossero i tempi per ottenere la sbandierata gratuità per la tangenziale di Como, o quanto meno che fine avessero fatto le promesse di Maroni governatore prima, ed elettorali di Fontana poi”, racconta oggi, dopo le novità emerse da una risposta data dall’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti ad Angelo Orsenigo, consigliere regionale e segretario provinciale del Pd.
“Ricordiamo tutti bene non solo le date fissate dal presidente Maroni, ovvero il 1° gennaio e, in seguito, il 1° giugno, ma anche gli impegni presi nero su bianco dal candidato a essere suo successore, che venne più volte a Como sostenendo che avrebbe fatto togliere il pedaggio – prosegue Guarisco –. Dunque, se non altro per un moto d’orgoglio, mi sembrava che la città avrebbe dovuto farsi sentire con i palazzi di Milano”.
Risultato? “Non ho ricevuto nemmeno una reazione alla mia richiesta. Né in quella sede, né in seguito. Né dal sindaco, né dall’assessore preposto. Oggi è chiaro a tutti: la gratuità della nostra tangenziale è di là da venire e sarebbe doveroso per il sindaco rimarcare con decisione nelle sedi opportune che questo, oltre a vanificare l’effettiva utilità dell’infrastruttura, lascia i comaschi ostaggio del traffico – conclude sconsolato Guarisco –. Il silenzio del sindaco mi preoccupa non solo per il futuro del pedaggio, ma anche perché dalla Regione dicono che entro fine estate dovrebbero terminare lo studio sulle alternative di progetto del secondo lotto: non vorrei che le nuove ipotesi fossero penalizzanti per il territorio del nostro Comune che, in tal caso, dovrebbe farsi sentire”.

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Pedemontana: “Incontro utile con l’Assessore Terzi, ma ora dalle parole si passi ai fatti. E sul secondo lotto della Tangenziale non accetteremo il rimpallo Regione-Governo, subito un’interrogazione al Ministro Toninelli”

pedemontanab“Un incontro utile per rappresentare al nuovo Assessore alle Infrastrutture Terzi le tante questioni aperte sul territorio di Como legate a Pedemontana.  A partire dal ritardo ormai inaccettabile dei lavori di realizzazione del sovrappasso e della tangenzialina tra Bregnano e Cermenate. I tempi annunciati in campagna elettorale da Lega e FI sono ormai superati e si annunciano ben più lunghi di quelli promessi: avevano garantito che entro il 2018 i lavori sarebbero finiti e invece oggi le previsioni sono che i lavori inizino nel 2019. La Regione, attraverso CAL, è concessionaria dell’opera a Pedemontana e quindi responsabile del rispetto degli impegni presi con le amministrazione comunali; ho chiesto all’Assessore Terzi di garantire la massima attenzione perché il nuovo progetto stralcio per il completamento della tangenziale sia approvato dal CdA di CAL a inizio luglio, come mi è stato annunciato oggi, e poi si provveda immediatamente all’indizione della gara per l’esecuzione dei lavori. Resta il forte dubbio sul fatto che una maggiore attenzione di Pedemontana avrebbe potuto garantire l’immediata realizzazione di alcune opere importanti per il Comune di Bregnano, come la rotatoria in via Achille Grandi, già concordata dal 2015 dall’Amministrazione Daddi al posto della doppia rotatoria originariamente prevista”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico Chiara Braga al termine dell’incontro richiesto e avuto con l’Assessore regionale alle Infrastrutture per  fare il punto sulla situazione delle infrastrutture viabilistiche del nostro territorio.
“Purtroppo – afferma la parlamentare comasca – in questi anni Regione Lombardia è stata molto disattenta alle richieste di questo territorio; ho chiesto al nuovo Assessore di seguire personalmente la questione, ascoltando il territorio, venendo anche di persona a verificare qual è la situazione in questa parte della nostra Provincia, così pesantemente toccata dalla realizzazione di Pedemontana. C’è infatti anche la questione della terza vasca di laminazione sul torrente Lura che Pedemontana non ha ancora realizzato, rischiando di vanificare così il progetto già realizzato dal Parco del Lura, e quella della mancata esecuzione della Greenway, l’importante opera di compensazione a carico sempre di Pedemontana che doveva essere stata già completata. Su tutti questi temi ho ribadito all’Assessore Terzi la richiesta, già venuta dal territorio, di attivare un tavolo politico e tecnico per superare in fretta i ritardi e gli ostacoli registrati fin qui. Mi auguro che l’attenzione manifestata questa mattina si traduca presto in fatti concreti”.
“Naturalmente – sottilinea la Braga – ho rappresentato all’Assessore Terzi anche la preoccupazione relativa al completamento della tangenziale di Como, dopo le parole non certo rassicuranti del nuovo Ministro delle Infrastrutture su Pedemontana e grandi opere. Como attende ancora che sia reso gratuito  l’utilizzo del primo lotto, anche questa un’altra promessa mancata di campagna elettorale. Vigileremo e solleciteremo Regione e Governo perché si possa rispettare questo impegno; ma soprattutto non consentiremo il rimpallo di responsabilità tra Regione e Governo sulla realizzazione del secondo lotto. La Lega smetta di fare il gioco delle tre carte: governa in Regione con Fi e a Roma con i 5Stelle; trovi il modo di mantenere le promesse fatte ai comaschi. Quel che è accaduto in questi giorni sulla mozione presentata dal consigliere regionale Orsenigo ci preoccupa molto, per l’atteggiamento dei grillini su Pedemontana”.
“Nei prossimi giorni – annuncia la parlamentare dem – presenterò un’interrogazione urgente al nuovo Ministro delle Infrastrutture Toninelli sulla tangenziale di Como e sulle opere di compensazione che devono assolutamente essere realizzate”.

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Tangenziale, Orsenigo: “Gratuità lontana e complicata da realizzare, progetto secondo lotto in corso e opere ambientali in alto mare”

tangenziale como ritagliataLa gratuità per la tangenziale di Como? Tutt’altro che facile da applicare. Il secondo lotto? È ancora in corso di realizzazione il documento di fattibilità. Le opere di mitigazione e compensazione ambientale? Totalmente in alto mare per difficoltà con le risorse. Sono queste, in sintesi, le risposte che Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, ha ottenuto dall’assessore regionale ai Trasporti, dopo aver presentato un’interrogazione sul tema.
“Quello che abbiamo scoperto grazie all’interrogazione ha veramente dell’incredibile – racconta Orsenigo –. Ad esempio, l’accordo tra Regione e Anas per l’affidamento della gestione delle strade regionali a un soggetto compartecipato non si farà: la Giunta Fontana non procederà con la costituzione della società. Però, l’azzeramento del pedaggio non sarebbe mai passato attraverso questa strada. L’iter giusto è complicatissimo e coinvolge Cal, Apl, Ministero del Trasporti e Cipe. Insomma, Maroni aveva promesso la gratuità il 1° gennaio, poi l’ha fatta slittare al 1° giugno e ora si scopre che il percorso non è quello che l’ex presidente ci aveva raccontato e che la via da percorrere è tutt’altro che semplice e anzi mancano completamente i presupposti. In più, ci è stato addirittura detto che tra Regione, Anas, Cal e Apl ‘non sono intercorse comunicazioni in merito all’ipotesi di transito gratuito sulle tangenziali di Como e Varese’, come si legge nella risposta”.
E se sul secondo lotto “il Documento di fattibilità delle alternative progettuali è ‘tuttora in corso di redazione e il suo completamento è previsto entro l’estate’, quindi ci stanno lavorando e li attendiamo al varco”, commenta Orsenigo, sulle opere di mitigazione e compensazione ambientale si legge nella risposta che “sono in corso di realizzazione, ma anche in questo caso sembrano molto in ritardo su tutta la procedura”.
e c’è un’altra sorpresa che è peggio di quanto si pensi, secondo il consigliere: “In sostanza, nel testo della risposta si legge che le risorse per le compensazioni dovrebbero ritornare dalla Provincia, impossibilitata a utilizzarle per i vincoli di bilancio, alla Regione, la quale però non li ha ancora riacquisiti. Infatti, nonostante alcune norme che dovrebbero agevolare la restituzione, di fatto ‘i vincoli presenti sul bilancio dell’amministrazione provinciale rendono insostenibile questa possibilità’, quindi sono bloccati in un circolo vizioso kafkiano. E anche fossero di nuovo nelle disponibilità, queste risorse, ci dice la Regione, sarebbero certo vincolate a compensazioni ambientali, ma senza specificare quali. Quindi, potenzialmente, i soldi di Como potrebbero finire in qualsiasi altra provincia”, chiude esterrefatto Orsenigo.

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Area nautica Tavernola, Fanetti e cereghetti: “Dopo oltre un anno il comune non ha neanche costituito il gruppo di lavoro per valutare il progetto”

tavernola“Da oltre un anno giace depositato in Comune a Como un progetto fondamentale per Tavernola e ancora non è stato nemmeno istituito il gruppo di lavoro che dovrebbe valutarlo: si tratta della nuova area polifunzionale per la nautica”, lo denunciano Stefano Fanetti e Barbara Cereghetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale e segretaria del Circolo di Como Nord, dopo aver richiesto ufficialmente informazioni all’amministrazione comunale.
“La Società Ghimas Servizi Subacquei snc ha depositato il progetto di finanza per la riqualificazione e la valorizzazione dell’area demaniale il 9 febbraio 2017”, ricordano i due esponenti Pd. Il documento prevede la “realizzazione di una nuova area polifunzionale per la nautica, in particolare con la dotazione dei necessari sottoservizi, mediante la realizzazione di opere di consolidamento delle murature esistenti, la costruzione di un nuovo molo, la realizzazione di un impianto di fornitura carburante per natanti e la posa di colonnina per l’approvvigionamento acqua, l’istallazione di gru per il sollevamento di imbarcazioni, realizzazione di piccoli manufatti per deposito materiali, uffici e spazi a servizio della struttura per lo svolgimento di attività subacquee, nonché realizzazione di una struttura, dotata di impianto igienico-sanitario, dedicata a spazio ristoro, munita di passerella di collegamento al pontile della Navigazione pubblica”, così recita la delibera di Giunta del 20 dicembre 2017.
“È previsto un investimento di circa 353 mila euro e una durata della concessione pari a vent’anni – raccontano ancora Fanetti e Cereghetti –.  Nella delibera di Giunta si parla correttamente della ‘necessità di effettuare un’attenta valutazione, al fine di verificarne la rispondenza all’interesse pubblico, valutando, altresì, l’eventuale percorribilità di strumenti alternativi’. A questo scopo, si dà mandato al segretario generale di costituire un gruppo di lavoro. Peccato che da dicembre a oggi questo gruppo non sia stato ancora istituito e, senza di esso, sarà ben difficile fare passi avanti”.
E comunque, per Fanetti e Cereghetti, “a prescindere dal merito del progetto, da anni la città e il quartiere di Tavernola attendono una riqualificazione di quell’area. Solo poche ore fa, tutti i soggetti del territorio hanno sottoscritto il Patto per il Lago di Como, Ceresio e Laghi minori, ma il Comune lascia dormiente una iniziativa legata proprio agli obiettivi di quel patto. Ancora una volta, questa amministrazione comunale denota una sciatteria senza pari persino nelle pratiche più importanti. Ci aspettiamo risposte quanto prima”.

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