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Como Acqua, Fanetti: “Landriscina e i suoi non hanno capito cosa c’era in gioco. A pagare saranno i comaschi”

acqua_1“Una bocciatura inspiegabile, che nemmeno la maggioranza ha saputo giustificare. Anzi, Landriscina e i suoi non hanno proprio motivato in alcun modo la loro posizione”, Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, è ancora più lucido, nonostante la stanchezza di una seduta durata ben oltre la mezzanotte, a distanza di qualche ora da quanto avvenuto e deciso in Aula a proposito della fusione in Como Acqua.
È toccato a lui l’intervento politico su una vicenda che si è trascinata fino a un epilogo inaspettato: “Il soggetto chiamato in causa (il dirigente di Regione Lombardia, ndr) non aveva titolo per dare il suo parere – ha detto Fanetti alla maggioranza –. Anzi, questa decisione ha dimostrato un uso privatistico e di parte degli uffici regionali”.
In buona sostanza, l’amministrazione comunale comasca ha fatto un “pasticcio: ha cambiato posizione un numero esagerato di volte, Como non ha esercitato il suo ruolo di capoluogo, anzi, è andata al traino dei sindaci degli altri comuni – ha incalzato Fanetti –. Addirittura, abbiamo ricevuto una diffida ingiustificabile da parte del sindaco di Barni che ha letteralmente minacciato i consiglieri comunali, minando la serenità della discussione in Aula in modo assurdo e volgare”.
E durante la discussione in consiglio comunale, racconta a distanza di poche ore il capogruppo Pd, “abbiamo assistito a un’arrampicata sugli specchi da parte dell’assessore che non sapeva come giustificare i continui cambi di rotta, con il sindaco Landriscina in evidente imbarazzo, perché non hanno assolutamente capito cosa c’era in gioco”.
Al contrario, “noi abbiamo argomentato il motivo di questo percorso che doveva essere portato a compimento, ma ci hanno risposto con giustificazioni abborracciate. Ora, ognuno si assuma la responsabilità di questa decisione, con il rischio che l’acqua pubblica del comasco vada in mano ai privati. E poi, più avanti, riparleremo delle tariffe. Ma questo lo hanno voluto Landriscina e i suoi con un atteggiamento molto chiaro: non hanno a cuore gli interessi dei cittadini comaschi”.

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Bilancio, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Cosa intende fare Landriscina del progetto Come Voglio Como?”

come_voglio_como_testata“Che intenzioni ha la Giunta Landriscina nei confronti del progetto ‘Come Voglio Como’, visto che qualsiasi proposta di portarlo avanti è stata bocciata dal consiglio comunale?”, se lo chiedono, legittimamente, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo la seduta in cui è stata votata la variazione di bilancio. “Ogni nostro emendamento riferito al progetto è stato sonoramente bocciato. Questo non fa ben sperare per il futuro dell’iniziativa”.
Come Voglio Como è un percorso di partecipazione e collaborazione in cui i protagonisti sono i cittadini che hanno a cuore lo sviluppo e il benessere della città e vi contribuiscono individualmente o in forma associata. “Lo scopo – si legge sulla pagina dedicata sul sito del Comune – è far emergere bisogni, opportunità e proposte di intervento, individuare le priorità di intervento, consentire l’elaborazione comune delle esigenze e delle risposte, pervenire a decisioni, ovvero progetti, condivisi e cooperativi, riguardo a interventi specifici o determinate politiche pubbliche, valorizzare il ruolo delle assemblee di zona come luogo e strumento di partecipazione e collaborazione, promuovere un approccio collaborativo ai bisogni della comunità”. Tra i progetti vincitori e approvati la ‘Palestra scuole Tavernola – efficienza energetica e migliorie’, il ‘Museo della vita contadina: memoria e coesione sociale’, ‘Trasformiamo il Parco Negretti in un Parco polifunzionale’, ‘Rebbio-Creazione orti urbani e riqualificazione via Ennodio’, la ‘Riqualificazione urbana del lavatoio di via Alciato’, il ‘Campo sportivo polivalente, percorso vita e piscina a Lora’, ‘I sentieri dei poeti’, il ‘Banco Alimentare – Meno sprechi alimentari più aiuti’.
Per questo Fanetti, Lissi e Guarisco hanno presentato una serie di emendamenti che intendevano proseguire su questa strada: “Abbiamo chiesto 50mila euro in più per il progetto ‘Meno sprechi alimentari più aiuti’, ovvero il banco alimentare; 45mila euro per gli orti urbani di Rebbio e la riqualificazione di via Ennodio; 20mila euro per il sentiero dei poeti; 45mila euro per la realizzazione del percorso vita previsto dal progetto più ampio di campo sportivo e piscina per Lora; 50mila euro per l’efficientamento energetico della palestra delle scuole di Tavernola; ma anche 15mila euro per spese tecniche più in generale. Niente: nemmeno un emendamento approvato”.
Bocciato anche l’ordine del giorno che impegnava la Giunta “a garantire, nell’ambito degli stanziamenti del bilancio finanziario 2017, le risorse necessarie alla prosecuzione delle fasi di perfezionamento progettuale e tecnico delle iniziative selezionate nell’ambito dell’iniziativa Come Voglio Como; a prevedere nella proposta di bilancio per l’anno 2018 da sottoporre al consiglio comunale l’individuazione delle risorse necessarie all’avvio e alla realizzazione degli interventi previsti nel progetto; a riproporre un avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte per una città collaborativa”.
Un ‘no’ che preoccupa i consiglieri Pd: “Se non era intenzione della Giunta stanziare le risorse subito, con il nostro atto chiedevamo almeno di affermare la volontà di andare avanti con i progetti”.
La scusa accampata dalla Giunta? “Le motivazioni sono state di natura tecnica – raccontano i tre consiglieri Pd –: poiché noi abbiamo proposto di reperire quei soldi dall’avanzo di amministrazione, ci è stato risposto che per il momento non intendono usare quelle risorse. Ma se non vengono impiegate per progetti chiesti dalla popolazione, a cosa devono servire? Inoltre, a proposito di due emendamenti, ci è stato detto che non ci siamo con la tempistica, per eventuali bandi nel 2017: ma le altre proposte?”.
Insomma, l’amministrazione comunale non ha dissipato i dubbi sul destino di Come Voglio Como. “Nemmeno quando ci ha risposto che si riserva di rivalutare il progetto in futuro. Quindi, è certo che non sia tra le priorità di Landriscina e dei suoi assessori”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Via per San Fermo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Il lutto cittadino è un simbolo, non una formalità”

municipio como“Tanto in comuni piccoli come in grandi città la proclamazione del lutto cittadino è un atto che trova il suo unico e sufficiente presupposto nel cordoglio e nella partecipazione dell’intera cittadinanza a un evento che ha colpito e lasciato attonita la comunità, sia che si tratti della scomparsa di una famiglia in un incidente stradale, del decesso di una personalità particolarmente amata e significativa o della morte di un concittadino in qualche attentato, come purtroppo è avvenuto di recente”, è la premessa da cui partono le considerazioni di Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, a proposito della proclamazione del lutto cittadino per la tragedia di via per San Fermo, da parte della Giunta Landriscina.
“Perciò riteniamo necessario che l’amministrazione comunale si faccia interprete anche in questo modo dei sentimenti dei comaschi, profondamente colpiti dalla vicenda tragica di Sophia, Saphiria, Soraya e Siff Haitot e dei loro genitori, e dia espressione alla unanime vicinanza dei cittadini al dolore della madre, dei vicini, dei compagni di scuola e degli insegnanti, dei volontari e degli operatori che li hanno assistiti – concludono i consiglieri –. La proclamazione del lutto cittadino in occasione dei funerali delle vittime del rogo di via per San Fermo è un simbolo, ma non una formalità: che il primo cittadino arrivi a comprenderlo è ciò che i comaschi si attendono”.

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Richiedenti asilo, Pd e Svolta Civica: “Comune stipuli una convenzione per impiegare i migranti in lavori volontari e dare loro dignità”

stranieriUn protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti nel Comune di Como. Con uno scopo ben preciso: il riconoscimento della dignità di queste persone e un principio di restituzione verso la comunità che li accoglie. È l’impegno che Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, assieme a Vittorio Nessi, Barbara Minghetti e Maurizio Traglio, consiglieri comunali di Svolta Civica per Como, chiedono a sindaco e Giunta in una mozione congiunta in cui trattano, appunto, il lavoro volontario dei migranti richiedenti asilo.
E per questo ricordano che “sul territorio comunale di Como sono ospitate diverse centinaia di persone richiedenti asilo politico che, in attesa di avere risposta sul riconoscimento del loro status, sono accolte in varie strutture cittadine”, ma anche che in città sono presenti numerose organizzazioni vincitrici di bando che, in stretto contatto con la Prefettura, si occupano di queste persone.
Durante l’iter di valutazione della domanda, “sarebbe auspicabile che i richiedenti asilo fossero coinvolti in attività di volontariato per iniziative di pubblica utilità sul territorio comunale, al fine di riconoscere loro dignità e di permettere di integrarsi restituendo alla collettività parte dell’aiuto che ricevono”, dicono i consiglieri.
Fanetti, Lissi, Guarisco, Nessi, Minghetti e Traglio fanno presente poi che “l’inattività forzata e prolungata espone questi soggetti al rischio di essere coinvolti in pratiche illecite o di sfruttamento del lavoro a fenomeni di radicalizzazione”.
Poiché diversi Comuni hanno già firmato accordi e convenzioni di questo genere e vi sono attività, come la cura del verde pubblico, il mantenimento del decoro urbano, il presidio di aree pubbliche per le quali l’amministrazione comunale è in difficoltà a reperire le risorse necessarie, anche sostenuti dalla normativa nazionale e internazionale, nulla osta, secondo i consiglieri di Pd e Svolta Civica, “ad attivare, di concerto con la Prefettura e le associazioni operanti sul territorio negli specifici settori potenzialmente interessati, un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti”. E a questo fine allegano anche uno schema di convenzione tipo.

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Recupero seminterrati, Guarisco: “Una legge non chiara, i rischi sono dietro l’angolo e si perderanno parcheggi”

seminterratiIl Gruppo comunale del Pd ha votato contro l’adeguamento normativo alla legge regionale sul recupero dei vani e dei locali seminterrati, nonostante sia stata accolto uno dei due emendamenti presentati. A spiegare i motivi Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd: “La legge regionale che ora dobbiamo attuare suscita perplessità: votata a marzo dal consiglio regionale, è stata già modificata ad agosto per introdurre almeno alcuni requisiti minimi tecnici, perché non tiene fede agli obiettivi di incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l’installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera. Peraltro, le modifiche mettono in discussione pure il requisito, già risicato, dei 2 metri e 40 di altezza dei locali oggetto di recupero, introducendo il concetto di altezza media, che consente di operare anche su porzioni d’immobili di 1 metro e 50”.
Per Guarisco “in via ipotetica potremmo vedere l’aspetto positivo di riqualificare l’esistente in un’ottica commerciale e terziaria, ma ci preoccupa molto la spinta alla realizzazione di nuovi spazi abitativi attraverso il recupero facilitato dei seminterrati. Spazi la cui abitabilità resterà sempre problematica e rivolta a chi ha possibilità economiche ristrette. Non crediamo poi che in questo tipo di operazioni di recupero vi sia un particolare interesse economico per il settore dell’edilizia, che può aspirare ad attività di maggior portata”.
E per spiegare meglio le preoccupazione del Pd, il consigliere ha ricordato “i pericoli idrogeologici: in un territorio fragile, con condizioni meteo sempre più instabili, collocare sotto terra attività e locali abitabili rappresenta un rischio. C’è poi l’impatto paesaggistico: di qui la nostra proposta di emendamento che chiedeva di considerare tra gli ambiti di territorio comunale esclusi dall’applicazione della legge regionale le porzioni di città che il Pgt vigente individua come ‘Città murata e borghi storici’ e come ‘Centri storici suburbani, nuclei storici ed edifici di valore storico e/o rilevanza artistica e/o ambientale’. Parliamo di edifici prenovecenteschi in cui i seminterrati non sono stati neppure lontanamente pensati come possibili locali d’abitazione”. Ma la proposta che in questi ambiti il recupero non possa avvenire e che vi sia una tutela dei loro caratteri storico-architettonici e paesaggistici è stata bocciata dalla maggioranza.
Approvato, invece, l’emendamento che affrontava il tema degli impatti dal punto di vista del carico urbanistico: “Se trasformo un garage o una rimessa seminterrata, sfratto l’automobile che veniva ospitata lì e la trasferisco in strada – ha spiegato Guarisco, convincendo la Giunta –. In una città affamata di spazi per la sosta com’è Como, questo è un problema. Noi abbiamo proposto di prevedere il vincolo del reperimento dello stesso numero di spazi di sosta anche quando ad andare persi, per via del recupero dei seminterrati, sono parcheggi non pertinenziati e, nel caso il reperimento non sia oggettivamente possibile, indichiamo una misura delle monetizzazioni che almeno al Comune consenta di realizzare stalli di sosta in egual numero. Tuttavia il problema è solo ridotto ma non risolto del tutto, perché la legge regionale ci consente di attivare questo meccanismo di compensazione solo nei casi in cui i locali recuperati abbiano una superficie maggiore di 100 metri quadrati”.

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Parco ex Zoo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Contro lo spaccio più illuminazione e più manutenzione del verde”

parcheggio centro lagoPer risolvere i problemi di sicurezza legati allo spaccio di stupefacenti nel parco di via Sant’Elia-via Recchi, più noto come ex Zoo, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, propongono al Consiglio comunale una mozione che impegni sindaco e Giunta a dotare il parco di una maggiore illuminazione notturna e a eliminare le barriere visuali, anche tramite interventi sulla conformazione del verde e la sua manutenzione, in particolare nell’area del cosiddetto Giardino delle Rose.
L’atto è stato depositato e sarà discusso, si augurano i tre consiglieri, alla prima occasione utile in Aula.
“È notorio che nel parco sovrastante il parcheggio Centro Lago avvengano le attività illecite di spaccio di stupefacenti che alimentano un clima di insicurezza e allarme nella zona – ricordano Fanetti, Lissi e Guarisco –. Il modo di operare degli spacciatori nell’area si avvale degli alberi e dei cespugli dietro i quali si riparano durante le loro attività di smercio o nascondono le dosi di stupefacente”.
Ma è anche vero, precisano nella mozione i consiglieri Pd, che l’articolo 4 della Convenzione, sottoscritta dal Comune di Como, che è il concedente, con Parcheggi Italia Spa, che è la concessionaria, in data 15 dicembre 1999, alla voce ‘Utilizzo delle aree’, dice: «La Concessionaria si assume l’onere relativo alla manutenzione ordinaria del giardino pubblico, interessante l’intero appezzamento oggetto di concessione, fatte salve le porzioni interessate dai volumi indispensabili per l’accesso e la fuoriuscita di autovetture, nonché le porzioni strettamente necessarie per l’accesso all’impianto e quelle destinate al traffico veicolare e pedonale, per le quali la concessionaria si assume anche l’onere della straordinaria manutenzione. Il Concedente si riserva, comunque, la facoltà di concedere porzioni del giardino pubblico a terzi su specifiche istanze di utilizzo compatibili con la finalità e la fruibilità del giardino stesso. In tale circostanza il Concedente, qualora la richiesta consistesse nella installazione di manufatti, richiederà parere alla Concessionaria al solo fine di verificare la compatibilità tecnico-statica dell’utilizzo richiesto con il sotterraneo autosilo. L’eventuale porzione di suolo concessa a terzi dal Comune di Como sarà, ai soli fini della manutenzione, sgravata dagli obblighi assunti dalla Concessionaria».
Ed è tra le righe di questo accordo che il Gruppo comunale del Pd vede una possibile soluzione al problema che angoscia soprattutto i residenti in zona.

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Viadotto dei Lavatoi, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Ma la Giunta che cosa intende fare per risolvere la situazione?”

viadotto dei lavatoi 2Un’interrogazione rivolta direttamente alla Giunta comunale di Como per chiedere cosa intende fare per la situazione del viadotto dei Lavatoi. La presentano i tre consiglieri comunali comaschi del Pd, riassumendo, nelle premesse, quanto sta accadendo.
Per questo Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco ricordano che “le deficienze strutturali rilevate sul viadotto dei Lavatoi prolungano il permanere dell’interdizione del transito dei mezzi pesanti e le deviazioni del traffico stanno producendo pesanti conseguenze sulla circolazione veicolare in zona. Inoltre, i rallentamenti causati dai manufatti (barriere jersey) collocati per assicurare le limitazioni d’accesso al viadotto, hanno avuto ripercussioni notevoli sulla situazione viabilistica dei quartieri di Camerlata, Muggiò, Lora e Albate, in particolare nelle ore di punta, con il coinvolgimento degli assi stradali delle vie Oltrecolle, Muggiò, Canturina, Napoleona, Tentorio e del Lavoro”.
Non solo: “Le notizie riportate dagli organi d’informazione indicano che l’amministrazione comunale, dopo avere valutato ipotesi differenti per il miglioramento degli accessi dei veicoli leggeri al viadotto quali l’istallazione di appositi portali, è intervenuta all’ingresso da via Oltrecolle con una diversa collocazione delle barriere jersey già presenti – proseguono i tre consiglieri Pd –. Nel frattempo, prosegue il confronto con le categorie degli autotrasportatori e viene fatta la proposta di un senso unico in via Donatori di Sangue. In tutto ciò si colloca l’esasperazione dei residenti”, riassumono i firmatari.
“Nell’interrogazione ribadiamo anche come, in sede di Consiglio comunale, sia stato chiesto alla Giunta di avviare un confronto con la cittadinanza dei quartieri interessati, per la raccolta di segnalazioni di criticità e di eventuali suggerimenti utili alla gestione della situazione”, insistono Fanetti, Lissi e Guarisco.
Per questo, nell’atto chiedono alla Giunta di sapere “in che modo sta monitorando gli effetti dei provvedimenti relativi all’accesso al viadotto dei Lavatoi, anche in riferimento alla situazione sulle direttrici stradali limitrofe e al fine di considerare ulteriori possibili azioni di miglioramento; in relazione all’accesso al viadotto da via del Lavoro e da via Canturina, se intende procedere all’istallazione di portali agli ingressi della struttura, e in caso negativo, quali ragioni ostino a questa soluzione, ovvero a una diversa collocazione delle barriere jersey già presenti, come avvenuto per l’ingresso da via Oltrecolle, e quali tempi sono previsti per la realizzazione delle azioni necessarie; se per il transito su via Donatori di Sangue ritiene di adottare l’istituzione di un senso unico oppure se sta valutando provvedimenti alternativi che evitino il totale indirizzamento dei flussi di traffico dal termine di via Oltrecolle verso via Muggiò, ad esempio tramite impianti semaforici ‘intelligenti’; quali richieste e indicazioni sono emerse dal confronto avviato con le organizzazioni trasportistiche; se e quando intende organizzare un’assemblea tematica per offrire informazioni alla cittadinanza dei quartieri direttamente interessati dalle ricadute delle deviazioni del traffico in atto e in previsione e per raccogliere segnalazioni e proposte; come intende garantire la sicurezza sugli assi stradali interessati da maggiori flussi di veicoli pesanti a seguito delle modifiche viabilistiche già poste in essere, come nel caso di via Sportivi Comaschi”.

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Bagni pubblici, Lissi: “Chiusi sia quelli di Trenord che quelli di Sant’Agostino. Alla faccia della città turistica”

bagni a lago“Una città che vuole essere turistica non può avere tutti i bagni pubblici vicino al lago chiusi”, denuncia Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, che si è accorta del problema proprio in una giornata “in cui ancora molti visitatori girano per il centro e il lungolago”.
“E se non possiamo che segnalarlo e lamentarcene, per quanto riguarda i bagni gestiti da Trenord vicino alla stazione, voglio ricordare che quelli di Sant’Agostino sono stati sistemati dalla Giunta Lucini ed è stata aggiudicata la gara per la loro gestione, assieme ad altri quattro distribuiti in città, già da tempo. Quindi non si capisce perché oggi debbano essere chiusi”, prosegue la Lissi.
E se per i servizi di piazza Matteotti servono “interventi tecnici manutentivi di natura strutturale, è bene che il Comune li realizzi al più presto, per consentire alla ditta aggiudicatrice di potere avviare l’attività di cui è stata incaricata”.
La Lissi ricorda che “l’opposizione cavalcò la questione dei bagni pubblici per attaccare pesantemente la nostra amministrazione e ora ci ritroviamo che addirittura rimangono chiusi. Probabilmente i nuovi assessori stanno aspettando i bagni autopulenti e a scomparsa, ovvero il peggio che si possa offrire a chi viene nella nostra città”, insiste la consigliera Pd.
“Intanto, l’unica cosa che scompare, in tema di luogo dove espletare i propri bisogni, è la siepe di tasso in piazza San Rocco. Qui le sparizioni sono all’ordine del giorno: prima i bagni chimici, poi le panchine, ora la pianta dove i migranti, umiliati fino in fondo, cercavano riparo per le proprie esigenze. Questa amministrazione non ha rispetto per chi scappa da situazioni al limite, ma oggi abbiamo capito che non si preoccupa nemmeno per i turisti che vengono a portare in città soldi e ricchezza”, conclude Lissi.

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Sgarbi a Como, Guarisco: “Idee non molto originali del critico tra i più costosi d’Italia. Che convenga dargli direttamente l’assessorato alla Cultura?”

casa fascio como“Una trovata davvero grandiosa ma non originale: una mostra sull’astrattismo alla Casa del Fascio. In fondo tutti i candidati sindaci proponevano di collocare lì iniziative culturali. Era necessario chiamare pure il più noto e costoso critico d’arte italiano a dircelo?”, è ironico, ma non troppo il commento di Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd, sulle proposte fatte da Vittorio Sgarbi al sindaco Landriscina per rilanciare Como dal punto di vista della cultura.
“Il problema non è dirlo ma farlo. E pensare anche alla proposta culturale complessiva, oltre che ai grandi eventi. Vorremmo ricordare che, da consulente, già altrove Sgarbi ha portato con sé non solo costi sostenuti, ma anche polemiche, vedi il caso dell’esposizione del suo Museo della Follia a Mantova, per cui la Regione ha impegnato 350mila euro, ai tempi di Expo – prosegue Guarisco –. A questo punto è meglio che il sindaco gli passi l’assessorato alla Cultura che forse spendiamo meno e magari traiamo più beneficio”.
Ma il consigliere Pd non può esimersi dal riportare alcune parole del critico a proposito delle mostre organizzate dall’ex assessore Gaddi: “Sgarbi ha dichiarato che non le avrebbe fatte in quel modo e con quei contenuti. Esattamente ciò che dicevamo noi, quindi le nostre critiche, all’epoca, non erano poi così strampalate”.

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Illuminazione pubblica, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Solo tre anni fa Butti faceva il cinema. Oggi il suo sindaco non sa che pesci prendere”

illuminazione“Solo tre anni fa l’allora consigliere comunale di opposizione Butti faceva il cinema in via Petrarca accendendo lumini per protestare contro l’annoso problema dell’illuminazione pubblica a Como. Oggi il suo sindaco Landriscina ammette candidamente che la questione è difficilissima da risolvere e che, sostanzialmente, non sa che pesci pigliare. Ci sarebbe da ridere, se non fosse un problema serio”, commentano sarcastici Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, la notizia apparsa sui media, ricordando quello che l’attuale assessore faceva solo poco tempo fa.
“Oggi Butti ha deleghe pesanti come la riqualificazione urbana, la pianificazione urbanistica, l’edilizia privata, il commercio, le attività economiche, lo sportello unico attività produttive. Perché non ci mette una pezza lui?”, insistono i tre consiglieri Pd.
“La verità è che, come ammette senza problemi lo stesso sindaco, la questione è tutt’altro che facile da risolvere, anche considerato il fatto che chi dovrebbe occuparsi della vicenda a livello di uffici comunali, è da tempo inattivo per le note vicende giudiziarie – concludono Fanetti, Lissi e Guarisco –. Forse al centrodestra conviene fare meno sceneggiate e guardare più ai fatti”.

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