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Politica, legalità e intrattenimento alla Festa de l’Unità del Pd provinciale di Como

festa comoSi terrà venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 luglio 2018, al Parco del Bersagliere, in via Como, a Cantù, la Festa de l’Unità del Partito democratico della provincia di Como. Tre giorni di festa e musica, ma soprattutto di incontri e dibattiti.
Si inizia venerdì 27 luglio, alle 18.30, con l’apertura della festa e un Aperitivo in compagnia dei Giovani democratici comaschi. Per l’inaugurazione ufficiale saranno presenti Fabio Pizzul, capogruppo del Pd in consiglio regionale della Lombardia, Chiara Braga, deputata, Angelo Orsenigo, consigliere regionale e segretario provinciale, e Roberto Bianchi, segretario del Circolo Pd di Cantù.
La serata sarà allietata dalla musica del gruppo “The Puffins”.
Alle 21, si prosegue con l’incontro dal titolo “Legalità e lotta alle mafie”, al quale interverranno Andrea Orlando, deputato e già Ministro della Giustizia, Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori Pd e già capogruppo in Commissione Antimafia. Introduzione dell’on. Chiara Braga. Modera il giornalista Andrea Quadroni.
Sabato 28 luglio, alle 18, si parlerà de “Il futuro della Brianza”, con Gigi Ponti, consigliere regionale, Patrizia Toia, europarlamentare e capodelegazione Pd, e Angelo Orsenigo, consigliere regionale e segretario provinciale. Saranno presenti sindaci e consiglieri comunali.
Alle 20.30, serata musicale con la Bruno B. Band.
Domenica 29 luglio, alle 10.30, dibattito a più voci sul tema “Quale futuro per il Pd?”, con gli interventi di Alessandro Alfieri, senatore e segretario regionale del Pd, Eugenio Comincini, senatore, Chiara Braga, deputata, Angelo Orsenigo, consigliere regionale e segretario provinciale.
Alle 12.30, pranzo degli iscritti.
Alle 17.30, presentazione del Quaderno n. 1 di “Cantù Oggi” su Angelo Longoni. Partecipano Roberto Bianchi, segretario del Circolo Pd di Cantù, Giancarlo Montorfano, direttore di “Cantù Oggi”, Paolo Fossati, dell’Anpi di Cantù-Mariano.
Alle 21, tributo a Ligabue con i Rubiera Blues.
Naturalmente, durante tutta la festa saranno aperti il ristorante e il bar con birre alla spina.

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Via Bixio, Cereghetti e Legnani: “Situazione di caos: rimpallo di date sul termine dei lavori e incapacità a programmarli in orari notturni”

bixio2Via Nino Bixio, a Como, nel caos a causa dei lavori per la posa della fibra ottica. Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd Como Nord, e Tommaso Legnani, segretario cittadino dei democratici, sono intervenuti in settimana sulla vicenda: “Sarebbe stato opportuno fare i lavori di notte, ma a quanto pare Comune e Telecom non hanno trovato un accordo”.
Cereghetti e Legnani ci hanno tenuto anche a sottolineare che “l’amministrazione Lucini sulle vie principali di accesso alla città ha sempre fatto fare i lavori nelle ore notturne. Oltre tutto, l’assessore competente, in vari post su Facebook, aveva annunciato che questa chiusura era per riasfaltare la via Bixio, ma non è così: per tutta una settimana gli interventi hanno riguardato la posa della fibra ottica, poi, solo la prossima ci sarà la riasfaltatura, sperabilmente, almeno quella, di notte”.
Poi la doccia gelata: Cereghetti scopre che “il cantiere per l’asfaltatura inizierà solo a fine mese. Ma martedì è il 17 luglio: si attenderanno quasi due settimane prima di asfaltare? Non avevano detto che volevano concludere il prima possibile?”.
La segretaria di circolo non vede come si possa essere “così superficiali. Forse non sanno come funzionano i cantieri e sono impreparati a gestirli. Cioè, a noi hanno risposto che i lavori terminavano venerdì, ma non è stato così. Inoltre, ribadisco, è incomprensibile l’attesa fino a fine mese per l’asfaltatura. A meno che non si siano resi conto dei disagi e hanno deciso di posticiparla pensando che a fine luglio ci sarà meno traffico. Intanto i cittadini, non solo residenti, ne pagano le conseguenze”.

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Treni, Orsenigo e Guarisco: “Centrodestra: la Regione considera Como meno di zero e la fermata viene soppressa”

albate“Il centrodestra governa sia in Regione che a Como città. Eppure, i suoi esponenti sembrano non parlarsi. Anzi, è chiaro che Palazzo Lombardia ignora completamente Palazzo Cernezzi”, è il duro commento di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, e di Gabriele Guarisco, consigliere comunale dei democratici comaschi, dopo le notizie circa la soppressione della fermata di Albate-Camerlata.
“Avevo sollevato la questione già a fine maggio, in una seduta di consiglio comunale, chiedendo all’assessore ai Trasporti Bella se ne sapesse qualcosa – rivela Guarisco –. Ma mi aveva risposto di non aver nessuna notizia in merito. Però, la sua verifica si era limitata a un controllo degli orari sul sito delle società di trasporto ferroviario. Poi, nella seduta consiliare seguente, aveva rettificato confermando che qualche avvisaglia c’era e che gli uffici stavano monitorando la situazione. Ma era evidente che si sentiva molto in imbarazzo e forse aveva già capito come sarebbe finita”.
Ed è finita, rincara Orsenigo, “con la Regione che impone al Comune di Como di perdere una fermata importante della linea per la Svizzera e di spostare tutto il traffico dei pendolari su Como San Giovanni, dove la carenza di posteggi è notoriamente cronica. Insomma, tra i due assessori, è evidente che la Terzi è più ‘forte’ e decide a prescindere dalla posizione dei suoi interlocutori e omologhi locali. Ancora una volta, si conferma che Regione Lombardia considera Como e i comaschi meno di zero”.
Per i due consiglieri Pd ora è “importante capire se questa situazione perdurerà per sempre o è temporanea. Ma soprattutto se l’amministrazione comunale intende intervenire su quella regionale riaffermando le proprie ragioni, anche in virtù del fatto che proprio la Regione ha previsto un grosso investimento con la nuova stazione di Albate-Camerlata e per l’annesso parcheggio da 200 posti. Non vorremmo che le novità diventassero il pretesto per rimangiarsi anche quell’impegno. Al contrario, spostare i pendolari a Como San Giovanni vorrebbe dire impedire alla maggior parte di questi di trovare parcheggio, nelle condizioni date. A meno che la Giunta comasca non pensi di risolverla mandando i frontalieri a mettere l’auto a ridosso delle mura della città, in viale Varese. Si spiegherebbero molte cose. E tutto per non contrariare il centrodestra che governa la Regione”.

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Servizi al cittadino, Lissi: “Centri di aggregazione chiusi, niente assistenza ai minori, né psicologi a scuola: la Giunta dimentica chi ha bisogno”

scuola“H0 saputo casualmente e con profonda tristezza e stupore che i centri di aggregazione giovanili Oasi e lo Spazio Pineta sono chiusi. Eppure offrono servizi educativi che si occupano di socializzazione, informazione, orientamento, sostegno e accompagnamento di preadolescenti, adolescenti e giovani. Lavorano da anni sulla promozione del benessere della persona, sulla prevenzione dei fattori di rischio, sulla valorizzazione delle risorse, sull’offerta di spazi di incontri”, lo ha denunciato Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, l’altra sera durante le preliminari, in Aula.
“Conosco bene l’Oasi, che è situata al parco Negretti, conosco il lavoro svolto in questi anni di coinvolgimento e di collaborazione con l’oratorio di Rebbio e con le scuole di quartiere, con ottimi risultati – ha aggiunto ancora Lissi –. Nel mese di luglio ci sono sempre state attività estive per i bambini, gite e altre attività. Ma quest’anno nulla”.
Per questo la consigliera Pd ha chiesto se “sono stati avvisate le famiglie, perché non mi risulta”.

Un altro servizio sospeso, ha segnalato Lissi, è l’assistenza domiciliare ai minori. “Ho chiesto all’assessore di competenza che spieghi pubblicamente i motivi di questa decisione e quale sarà il futuro di questi servizi. È pazzesco nel metodo ed è pazzesco che tutto questo sia successo nel silenzio più totale. Una politica che non pensa a chi ha bisogno crea una società senza speranza”.
Ma in particolare, per Lissi, è proprio “Rebbio a essere stata abbandonata dall’amministrazione Landriscina: prima il mancato incarico agli psicologi nelle scuole, ora la chiusura dei centri di aggregazione. Il disegno è chiaro: le periferie sono state dimenticate subito dopo la campagna elettorale e intanto le attività educative sono all’anno zero”.

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Navigazione lago di Como, Braga: “Interrogazione al ministro Toninelli su inefficienze sistema di bigliettazione. E chiarimenti sul processo di regionalizzazione”

navigazioneUn’interrogazione per sapere dal ministro Toninelli quali iniziative intenda adottare per porre fine ai frequenti disagi che ormai da alcuni anni si verificano nei periodi estivi e festivi sul lago di Como derivanti da un inadeguato sistema di bigliettazione e quali siano le tempistiche per giungere ad un processo di ammodernamento del sistema”. E’ quanto riportato nell’interrogazione presentata dalla deputata comasca Chiara Braga dopo il riscontro dell’ennesimo weekend di file al pontile della Navigazione di Como città.
“Sono anni ormai – chiarisce la deputata dem – che sul lago di Como nei periodi estivi di alta stagione turistica e soprattutto nei fine settimana si registrano disagi subiti da turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo, costretti a code interminabili e a lunghi tempi di attesa alla biglietteria per poter acquistare i biglietti necessari per usufruire del servizio di navigazione. Così come sono anni, che la città di Como attende un servizio di vendita e di acquisto di titoli di viaggio efficiente, al passo con i tempi, in grado di coniugare la necessaria classica biglietteria con un sistema moderno di bigliettazione elettronica, unico o integrato, che permetta l’acquisto di ticket in qualsiasi momento della giornata. Credo sia necessario che Como si innovi, visti i circa due milioni e mezzo di passeggeri l’anno trasportati dalla Navigazione Laghi e l’enorme potenzialità attrattiva fatta di bellezze naturali e paesaggistiche del territorio”.
Nell’interrogazione poi la parlamentare comasca non ha perso l’occasione per riportare al centro della discussione la questione fondamentale della governance futura dei laghi Maggiore, di Como e di Garda. “Ho chiesto al Ministro quale sia lo stato di completamento del processo di regionalizzazione della gestione dei servizi pubblici di navigazione dei laghi Maggiore, di Como e di Garda disposto più di vent’anni fa, era il 1997, e se concretamente sia stata avviata quanto meno un’interlocuzione con il Ministero da parte delle Regioni interessate, Lombardia in testa”.

 

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Mense scolastiche, Lissi: “Chi era contrario alla nostra idea del centro unico di cottura, adesso affida il servizio a una ditta lontana 40 chilometri”

mensa“È ancora fresco il ricordo della levata di scudi contro il progetto di centro unico di cottura, predisposto dalla Giunta Lucini. Tra le argomentazioni dei contrari: la distanza, la qualità del cibo, il rischio che arrivasse freddo sulle tavole dei ragazzi”, lo dice Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, a proposito della nuova gestione delle mense scolastiche comasche.
“Ricordiamo le parole della pasionaria Anna Veronelli, allora consigliera comunale di opposizione, che la considerava una decisione assurda, che lamentava il fatto che la pasta cucinata alle 9 del mattino non può essere uguale a quella cucinata e scolata nella cucina della scuola poco prima del pranzo. Invece adesso, grazie al bando magistralmente confezionato dall’amministrazione comunale di centrodestra, di cui fa parte la stessa Veronelli, il servizio verrà affidato a una ditta, la cui cucina ha sede a Garbagnate Milanese, ovvero 37,7 chilometri da Como e 40 minuti con traffico scorrevole solo per arrivare in città. Non prendiamoci in giro”.
Adesso, continua Lissi, “le preoccupazioni per i tempi di percorrenza dal punto di cottura alle scuole sono miracolosamente svanite nel nulla. Direi che tra Garbagnate e Camerlata la distanza c’è. Peccato che sia la Veronelli che il suo collega Butti su questo avevano sollevato molte obiezioni”.
Inoltre, per la consigliera Pd, “restano i dubbi sul destino futuro del servizio: dopo questi 3 anni è difficile pensare che vogliano tornare indietro. Esternalizzeranno anche il restante 47% dei pasti? Che ne sarà delle nostre cuoche? E il punto unico costava troppo? Questa non mi sembra una soluzione economica, tanto più che è previsto anche un aumento del costo pasto”.

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Stazione unica appalti, Fanetti, Guarisco e Legnani: “Per Como non è necessaria. Ma intanto la maggioranza si spacca”

cernezziIl consiglio comunale di Como ha bocciato, a maggioranza, la stazione unica per la gestione degli appalti sopra i 20mila euro assieme all’amministrazione provinciale. I favorevoli sono stati 12, ma non sono bastati: i 16 contrari hanno impedito alla delibera della Giunta Landriscina di proseguire il suo iter. Tra questi, i tre consiglieri comunali del Pd: “Noi siamo consiglieri del capoluogo e per questo ci siamo chiesti qual è l’interesse della città – spiegano il capogruppo Stefano Fanetti e il collega Gabriele Guarisco, contrari assieme a Patrizia Lissi –. A noi risulta che l’Ufficio gare del Comune, riorganizzato recentemente poco prima della fine del mandato Lucini, stia lavorando bene, così come l’Ufficio provinciale: la proposta della Giunta Landriscina non interveniva sulla fase dove per noi attualmente si fa più fatica, cioè quella progettuale, e rischiava di privare il Comune di 8 risorse che con i 5 colleghi della Provincia avrebbero dovuto occuparsi di 84 comuni”.
Oltre tutto, fanno presente i due consiglieri Pd, “a fronte dei nostri dubbi argomentati, sindaco e assessore non ci hanno risposto nel merito. Ma questo non ci stupisce più di tanto: tra insipienza e incapacità amministrativa, non otteniamo mai delle spiegazioni alle nostre richieste legittime. Quello che, invece, abbiamo visto è stato un sindaco che si rivolge con tono minaccioso alla sua maggioranza, ma lui, di suo, non prende una decisione, né un’iniziativa. Dice che non vuole tirare a campare, ma poi è nell’immobilismo assoluto”.
E la stoccata viene anche da Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd: “Il ruolo della città capoluogo si difende, in primis, facendone gli interessi. Perciò, se a ben vedere, Como non ha bisogno della stazione unica degli appalti, per noi non è necessaria. Invece, l’altra sera sono stati chiari due aspetti: il sindaco è incapace di valorizzare il ruolo del Comune capoluogo ed è sempre più evidente la spaccatura nella maggioranza di centrodestra a un anno dalle elezioni”.
Fanetti e Guarisco rivelano anche che “il centrodestra si aspettava che andassimo in loro soccorso su un provvedimento che non ci convinceva assolutamente, ma facciamo presente a Landriscina e ai suoi che non siamo la stampella della maggioranza”.
Insomma, il dato politico è uno, per i tre esponenti del Pd: “Questa maggioranza non solo non condivide con la città i temi importanti, ma nemmeno al suo interno. Le forze di centrodestra sono completamente sfilacciate, non si parlano e all’ultimo pretendono l’aiuto della minoranza su una questione che non risponde agli interessi della città”.

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Cantù e Como, Orsenigo: “Centrodestra comasco in crisi. Due grossi comuni in serie difficoltà”

cantùcomoIl sindaco di Cantù che decade, il consiglio comunale di Como che si spacca: per Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Pd, “è in atto una vera e propria crisi nel centrodestra comasco e questi sono i due casi più eclatanti”.
Forse nemmeno tanto inaspettati perché “la situazione che si è creata, nel capoluogo e nel comune capofila del canturino, è solo l’apice di una serie di difficoltà nei comuni amministrati da loro”, aggiunge Orsenigo.
Se su Cantù, infatti, “si attendeva praticamente dall’insediamento di capire cosa sarebbe successo alla nuova amministrazione comunale, a Como sul voto alla centrale unica degli appalti, si è visto chiaramente che la Giunta scricchiola e i segnali erano già stati tanti. Forse è colpa del fatto che a Roma ormai Lega, Forza Italia e Fdi sono contrapposti. Oppure, è proprio un problema locale. Fatto è che due grossi centri della nostra provincia si ritrovano in grandi difficoltà e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”, conclude il segretario Pd.

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Sicurezza, Legnani e Braga: “Le telecamere sono una risposta ai cittadini del Ministro Minniti”

telecamere“Landriscina, Salvini e il centrodestra sul tema della sicurezza non hanno proprio scoperto nulla. Anzi, Como è pure in ritardo di un anno e mezzo. Ma intanto il sindaco vende come suo un provvedimento per la sicurezza che non fa altro se non rifarsi al Decreto legge del Ministro dell’Interno Marco Minniti del febbraio 2017, intitolato Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. E che prevede esattamente quanto il Comune è andato a stipulare”, dicono Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, e Chiara Braga, parlamentare.
Nel decreto si parla di ‘Patti per l’attuazione della sicurezza urbana’ tra Prefetto e sindaco che perseguono prioritariamente alcuni obiettivi: “La prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi  di  prossimità,  in  particolare  a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado; la promozione del rispetto della legalità, anche mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di  condotta  illecita, comprese l’occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati, nonché la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici; la promozione del rispetto del decoro urbano, anche  valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l’ente locale nell’individuazione di aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti  flussi  turistici,  ovvero adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela”.
“In quest’ambito vengono previsti anche i sistemi di videosorveglianza, quindi non solo il sindaco non ha scoperto nulla di nuovo, ma anzi Como arriva in grande ritardo rispetto a molte altre città, a proposito di priorità della sicurezza”, concludono Legnani e Braga.

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Rebbio, Lissi: “Ancora poca chiarezza su via Varesina, via Giussani e via Lissi”

rebbioIl consiglio comunale di Como ha affrontato, nella seduta dell’altra sera, anche l’interrogazione presentata da Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, sul futuro di via Varesina e via Giussani, nel quartiere di Rebbio. “Ho avuto poche risposte alla mia interrogazione sulla prevista ristrutturazione di via Varesina e via Giussani – fa sapere la consigliera –. Non si capisce quando inizieranno i lavori, mentre è chiaro che i posteggi rimangono gli stessi decisi dalla precedente amministrazione. Anzi, l’assessore alla Riqualificazione urbana Butti ha dovuto ammettere di fronte a tutti che non è cambiato nulla, rispetto al progetto Lucini: lo spartitraffico non c’era nel nostro progetto e i posteggi saranno 28 più 4”.
Lissi tiene a sottolineare questi aspetti perché “ho letto sui social commenti di esponenti delle associazioni di categoria che dicono che questa amministrazione ha salvato i commercianti, mentre per stessa ammissione dell’assessore, sarà sostanzialmente il nostro progetto a essere messo in atto”.
Per quanto riguarda, invece, la rotonda di via Lissi, “Butti ha detto che alcuni cittadini e l’Acus hanno manifestato dubbi sulla pericolosità dell’opera, ma non ha chiarito se si farà. Preoccupante e totale il silenzio sul progetto di via Giussani del valore di 1 milione di euro, dopo gli accordi presi con l’Esselunga. Ho fatto presente che prima di concretizzarlo, bisognerebbe sistemare la fognatura lungo la via, ma mi è stato risposto con il silenzio. Il rischio è che salti la riqualificazione di questa via”.
E per quanto riguarda via Lissi, “ho suggerito di fare un incontro pubblico per chiarire e per spiegare quello che si era deciso anche sulla viabilità di questa strada, ovvero che le macchine potranno entrare dalla via Varesina e arrivare fino all’oratorio, ma non potranno passare dalla strettoia, mentre tutte le auto potranno percorrerla in senso inverso fino alla via Varesina. L’intento è rendere via Lissi una strada residenziale con meno traffico”.
Ma, naturalmente, tutto questo dopo aver ascoltato i cittadini, secondo la consigliera Pd: “Invece, questi amministratori hanno un’idea molto strana degli incontri pubblici: non si capisce bene chi siano i residenti che si trovano con l’assessore. Ancora una volta, voglio ricordare che per incontro pubblico si intende che vengono invitati tutti i cittadini e le associazione del quartiere, ma proprio tutti, come facevamo noi, e non si fanno riunioni per pochi eletti. Ho detto e ripetuto in consiglio che mi dispiace molto per i residenti che hanno partecipato attivamente alle idee per il progetto originario, pensando solo a rendere più vivibile e bello il quartiere, e non mi arrenderò di fronte a questo scempio”.

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