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Per amore dell’Italia e per un’altra Europa, al via la mobilitazione nazionale

banchetti fotoAnche il Pd della provincia di Como ha aderito alla mobilitazione nazionale lanciata del segretario Nicola Zingaretti “Per amore dell’Italia” da cui parte la campagna per le elezioni europee, dal titolo “Per un’altra Europa”, e per il tesseramento. Qui di seguito i gazebo:

Venerdì 5 aprile
Lipomo, via Cantaluppi c/o Coop, 9-12.

Sabato 6 aprile 
Bregnano-Vertemate, piazza IV Novembre, 9-12;
Como Circoscrizione 8, Monteolimpino, via Bellinzona, fermata bus davanti Iperal, 9-13;
Erba, corso XXV Aprile, 9-13;
Olgiate Comasco, piazza Italia, 9.30-13;
Cantù, piazza Garibaldi , fronte via Matteotti, 13-17.

Domenica 7 aprile
Erba, corso XXV Aprile, 9-12.30;
Olgiate Comasco, piazza della Chiesa Ss Ippolito e Cassiano, 9.30-13.

Lunedì 8 aprile
Lomazzo, zona mercato, via del Rampanone, 9-12.

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Gender gap, Pd: “Parte da Como la battaglia per superare la disparità tra uomo e donna”

campagna donneParte da Como la battaglia per chiedere la parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro e colmare il cosiddetto gender gap. La campagna porta il titolo di ‘Io non valgo meno’, prendendo le mosse da una serie di dati: la media di occupazione femminile in Europa è del 62,4%, mentre in Italia, nel 2018, solo del 49,4%, contro il 68,5% degli uomini, evidenziando un gap di 20 punti; in Italia su 100 dirigenti solo 31 sono donne; a tre anni dal diploma solo il 38% delle donne ha un lavoro, contro il 50% degli uomini. Non migliorano i dati sulla differenza reddituale: in Italia nel 2018 questo gap arriva fino al 43,7% in alcune regioni.
La campagna per chiedere la parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro è stata presentata, l’8 marzo, nella sede del Pd, da Vinicio Peluffo, Segretario regionale, Federico Broggi, Segretario provinciale, e Andrèe Cesareo, vicesegretaria provinciale del Partito democratico.
“Abbiamo scelto simbolicamente proprio l’8 marzo per il lancio di questa importante battaglia culturale che investe larga parte della società e la presenza del segretario regionale Peluffo ha dato ancora più valore all’iniziativa, perché non riguarda solo Como, ma partendo da Como deve diventare una comune battaglia di civiltà regionale e non solo – ha spiegato Broggi –. Sono convinto, infatti, che il partito non possa solo occuparsi solo di fare opposizione o mera critica, ma debba avanzare proposte concrete. Per noi è una campagna di buon senso che speriamo sia condivisa anche da altre forze politiche. Scriverò personalmente a ogni rappresentante politico comasco chiedendo di schierarci dalla stessa parte, indipendentemente dal colore politico, per vincere questa battaglia. Voglio incontrare e discutere con i sindacati e le realtà imprenditoriali. Non sarà solo una battaglia del Pd”.
Entrando poi nel merito Broggi ha sottolineato come ‘Io non valgo meno’ racconti “le difficoltà per le donne nel mondo del lavoro, sia dal punto di vista occupazionale, che reddituale. I dati sono impressionanti e non dovrebbero esistere in un Paese avanzato come l’Italia. Peggio di noi in Europa c’è solo la Grecia. Queste differenze ne fanno emergere una ancora più profonda disparità legata a un welfare da riformare perché non crei disuguaglianze. Per questo cercheremo di coinvolgere tante più realtà possibili sul nostro territorio”.
Con questa campagna il Pd avvia anche una raccolta firme per chiedere un intervento concreto da parte della politica, a tutti i livelli di competenza, affinché venga promossa un’iniziativa di legge volta a ridurre le disparità esistenti fra uomini e donne nel mondo del lavoro. Sarà possibile firmare presso i gazebo allestiti nelle prossime settimane e sul sito internet della campagna www.iononvalgomeno.it
“L’8 marzo è la Giornata internazionale della donna, ovvero, per il nostro partito, l’occasione per fare una verifica delle situazioni che vivono le donne e i loro diritti. Ma questa battaglia non si combatte una volta per tutte, le conquiste non sono definitive: basta pensare al volantino della Lega di Crotone che ci riporta dritti nel Medioevo – ha detto poi Cesareo –. Il problema della differenza salariale, ad esempio, non è superato: tocca l’Italia, l’Europa e tutto il mondo e ha portato, lo scorso anno, l’Unione europea a individuare una data simbolo, quella del 3 novembre, come giorno in cui ogni donna smette di essere pagata, rispetto al pari collega uomo, pur in presenza di uguale ruolo professionale. Da quel giorno, insomma, è come se non prendesse più lo stipendio”.
Ecco, allora le proposte, ha aggiunto la vicesegretaria Pd: “Sgravi fiscali per aziende che assumono donne, politica previdenziale che non penalizzi l’interruzione di carriera, welfare aziendale, con un aumento della retribuzione per il congedo parentale, l’approvazione di voucher per il baby sitting. Ma vogliamo sottolineare che è una battaglia di giustizia sociale, non del Pd o delle donne e basta”.
Il segretario Peluffo ha ringraziato il Pd di Como per aver dato corso alla campagna e a una parte di discussione avviata già in fase congressuale: “Per noi l’8 marzo è ogni giorno perché ogni giorno è quello giusto per ricordare i diritti che sono stati conquistati nel corso di tanti decenni. Non c’è nulla di scontato quando parliamo di diritti: c’è un disegno di legge incardinato, che porta il nome Pillon, che è un formidabile attacco ai diritti acquisiti. Quindi, ogni giorno è quello giusto per fare un passo in avanti. Un Paese come il nostro, che viene dalla più grave crisi dal dopoguerra e oggi rischia di ripiombarci, deve ripartire da queste battaglie: non è il momento di dare meno lavoro alle donne, ma di investire sull’occupazione femminile”.

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Crisi in Comune, Legnani: “Giunta allo sbando: basta teatrino o vadano a casa”

PALAZZO CERNEZZI“Se ne stanno andando tutti: finirà che il sindaco rimarrà da solo a governare un’intera città. Forse è ora che vadano a casa e passino nuovamente la parola ai cittadini”, è un chiaro invito quello di Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, di fronte alla situazione che si sta creando, sotto gli occhi di tutti, in Comune a Como.
“La Giunta è allo sbando. Ormai, oltre a Landriscina, rimangono praticamente poche persone. E il sindaco non molla. Una situazione mai vista altrove, soprattutto in governi di città capoluogo”, insiste Legnani.
D’altra parte, fa notare il segretario Pd, “il clima è pesante, gli stessi assessori dicono che è impossibile lavorare, uno dopo l’altro staccano la spina. Adesso tocca alla Rossotti, arrivata entusiasta per occuparsi di cultura e turismo, poi se ne va via probabilmente anche Galli, che aspetta solo l’evento Giro d’Italia per togliere il disturbo. A questo punto, viene da dire peccato che non lasci anche Pettignano, e in modo definitivo, senza ripensamenti, così azzeriamo tutto e ricominciamo da capo”.
Dunque, è ipotesi elezioni anticipate: “A questo punto la smettano con questo teatrino, oppure vadano a casa e lascino nuovamente la parola ai cittadini di Como, perché la città ha bisogno di essere governata in modo serio. Certo che così non si può continuare: il sindaco che doveva essere indipendente dai partiti, non riesce a tenere sotto controllo alcunché e i risultati sono plateali: cantieri e iniziative ferme, manifestazioni cancellate, lavori in ritardo. Forse al centrodestra serve fare una riflessione e prendere una decisione definitiva”.

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Area ex Lechler-Albarelli Cereghetti: “Dopo l’incontro con i progettisti, molte le preoccupazioni emerse”

 d7c271d3788c730239ca5ad54e3104b9L’assessore alla riqualificazione e pianificazione urbanistica del Comune di Como, assieme ai progettisti incaricati dai proprietari, ha incontrato, a Ponte Chiasso, la cittadinanza per presentare il progetto preliminare per la riqualificazione delle aree ex-Lechler/Albarelli. “Erano molti i residenti presenti e anche parecchio scettici e preoccupati del nuovo progetto – fa sapere Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd Como Nord –. Tanti anche gli interventi, da parte del pubblico, che hanno evidenziato delle problematiche non da poco. Ad esempio, dovrebbero essere tolti i parcheggi a raso lungo l’ultimo tratto di via Bellinzona, dove sorgono le attività commerciali. Ci si è chiesti chi andrebbe mai a parcheggiare in un centro commerciale per poi recarsi a piedi fino ai negozi di via Bellinzona”.
Ma i temi toccati dai residenti sono stati anche altri, come spiega Cereghetti: “Far proseguire la banchina ferroviaria fino alla stazione di Chiasso vorrebbe dire che i frontalieri andrebbero diretti a prendere il treno senza passare dalla via Bellinzona, dove al mattino sostano per un caffè nei bar. Poi c’è la questione dei parcheggi: 1400, ma solo 200 saranno liberi, cioè a disposizione di residenti e frontalieri, ma ancora non è chiaro se a pagamento o meno, sicuramente insufficienti. Una grande perplessità viene anche dal fatto che, a proposito delle cubature dei cosiddetti centri commerciali, il Piano generale del territorio comunale prevede nella zona una media distribuzione, attorno ai 1500 metri quadri, ma il progetto ne prevede 2500/3000. I progettisti hanno risposto di fare riferimento alla normativa nazionale e che, dopo un consulto con un avvocato, hanno capito di poterlo fare e lo faranno. Cosa che non è piaciuta per nulla ai residenti”.
A questo punto, alla segretaria Pd non resta che augurarsi “vivamente che l’assessore Butti faccia tesoro delle preoccupazioni di chi abita in questo quartiere, che abbia un occhio di riguardo per i commercianti della zona e che faccia in modo di avere il migliore progetto possibile di riqualificazione di Ponte Chiasso e di salvaguardia della piccola distribuzione. Faccio presente che il progetto non è pubblicato sul sito del comune come faceva l’amministrazione Lucini, e che prima di fare gli incontri con i progettisti andavano incontrate le persone. Questa non è certo partecipazione”, conclude la Cereghetti.

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Primarie: una vittoria per tutto il Partito democratico. Anche a Como vince Zingaretti

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I risultati in provincia di Como

Le Primarie del 3 Marzo 2019 sono state una vittoria per tutto il Partito Democratico: una grande partecipazione popolare ha mostrato che il partito è vivo e pronto a lavorare coeso per costruire una rinnovata proposta politica. L’affluenza ha superato le previsioni più ottimistiche con oltre 8.750 votanti, oltrepassando i dati delle primarie del 2017.
Un grande ringraziamento va a tutti i militanti e agli elettori che hanno reso possibile questa rinascita democratica. In Provincia di Como sono stati oltre 400 i volontari che hanno contribuito con successo alla gestione del voto nei 53 seggi aperti. Queste primarie hanno visto la vittoria di Nicola Zingaretti, che è stata particolarmente significativa anche a Como dove ha raccolto il 63,6% dei consensi. Maurizio Martina ha ottenuto il 23,4% dei voti e Roberto Giachetti il 13%.
“È stata una giornata bellissima, che ha restituito a tutto il Pd l’entusiasmo necessario per ripartire dopo le difficoltà di questi mesi – dichiarano Federico Broggi e Angelo Orsenigo, segretario provinciale e consigliere regionale del Pd – Le tante persone che hanno affollato i gazebo ci chiedono di tornare in mezzo a loro, di coinvolgerli, di occuparci dei loro problemi. Dopo le 200 mila persone della manifestazione di ieri, l’oltre milione e mezzo di votanti di questa fantastica festa della democrazia ci dice chiaramente che il Paese ha voglia di un cambiamento forte: le persone sono stanche degli insulti e dei toni urlati del governo e chiedono alla politica di dare un messaggio positivo”.
“È stata anche l’occasione per raccogliere ulteriori firme per la petizione relativa al parcheggio dell’ospedale Sant’Anna. Tante persone hanno sottoscritto questa battaglia insieme a noi, a ulteriore testimonianza dell’urgenza del problema. Nei prossimi giorni proseguiremo con la raccolta delle firme e, a breve, le porteremo in Regione Lombardia per chiedere di rivedere la convenzione”, ha aggiunto Orsenigo.

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Reddito di cittadinanza, Lissi e Cereghetti: “Ma il Comune di Como è pronto?”

lavoroTra un mese circa sarà possibile presentare le richieste per ottenere il reddito di cittadinanza. Da una vecchia classifica del Sole 24 ore Como è una delle ultime provincie per incidenza e numero di potenziali richiedenti. E tuttavia bisogna essere pronti per affrontare le richieste che, comunque, migliaia di cittadini avranno diritto di avanzare.
“Tra le clausole inserite nella misura, si legge che i beneficiari dovranno esercitare 8 ore alla settimana di lavori socialmente utili a favore del comune di residenza. Non sappiamo ancora di quante persone si parlerà per Como città, ma ci chiediamo se il Comune è attrezzato a questo scopo”, e la domanda è stata già posta, sia in consiglio comunale, che pubblicamente in una trasmissione televisiva. A farla Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, da un lato, e Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd di Como Nord, dall’altro.
“Anche se ancora non si sa quanti saranno esattamente i beneficiari a Como, l’amministrazione comunale dovrebbe aver già un’idea di come muoversi. Ad esempio, che mansioni farà svolgere a questi cittadini? In quali ambiti ha deciso di impiegare gli aventi diritto? Sono davvero servizi che mancano alla macchina comunale o verranno scelti a casaccio?”, si chiedono oggi Lissi e Cereghetti.
Il nostro timore è che nel suo ormai assoluto immobilismo questa amministrazione comunale non si sia per niente organizzata e di fatto troveremo le persone che dovrebbero essere correttamente impiegate a vagare per i corridoi di Palazzo Cernezzi senza sapere cosa fare”, temono le esponenti dem.
Non è solo un dubbio: “Poiché la questione è già stata sottoposta all’attenzione della Giunta, durante una preliminare, nell’ultima seduta di consiglio comunale, e non è pervenuta alcuna risposta, le nostre perplessità stanno diventando sempre più delle certezze”, concludono Lissi e Cereghetti.

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Ospedale Sant’Anna, Orsenigo: “Petizione nelle piazze e on line per un parcheggio meno caro e più sicuro e un Pronto soccorso più efficiente”

Angelo Orsenigo conferenza stampa petizione ospedaleIl Gruppo regionale del Pd organizza e dà avvio a una raccolta di firme, dal vivo e virtuale sul sito change.org (https://is.gd/ugf8H1), per chiedere che venga modificata la convenzione che regola l’utilizzo del parcheggio a uso dell’ospedale Sant’Anna di Como, affinché una parte degli introiti siano investiti per interventi nello stesso nosocomio.
“Ci sono delle costanti che l’ospedale Sant’Anna presenta da quando si è trasferito a San Fermo della Battaglia: un pronto soccorso mal pensato e un parcheggio a pagamento, caro, che non dà nulla dei propri introiti alla struttura sanitaria”, ha spiegato, durante una conferenza stampa di presentazione, Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd.
“È sempre più urgente una riorganizzazione radicale che trova proprio nel parcheggio dell’ospedale il punto di partenza e il fulcro della risoluzione – ha aggiunto Orsenigo –. Si devono inoltre trovare nuovi spazi e posti letto per i degenti del Pronto soccorso. Perciò, abbiamo messo insieme le due esigenze e ragionato su questo”.
Il parcheggio dell’ospedale è da sempre il pomo della discordia, fonte di un gettito significativo di circa 1 milione di euro l’anno. Cifra che ricade totalmente nelle casse di un ente sottoscrittore dell’Accordo di programma senza dare nessun plus alla struttura ospedaliera e ai suoi utenti. “Si tratta di malati e loro familiari che si trovano a pagare gravosi ticket per parcheggiare l’automobile. Una sosta che avviene, cioè, esclusivamente per accedere a un luogo di cura, ricordiamolo sempre, e non certo per piacere – sottolinea il consigliere Pd –. La nostra proposta parte proprio da qui: ridurre l’esborso che gli utenti della struttura ospedaliera si trovano a dover corrispondere per il parcheggio, unico presente e al quale non esiste nessuna alternativa gratuita. E da qui continuiamo: è giunto il momento di cambiare e di destinare queste risorse all’ospedale Sant’Anna, a partire dal Pronto soccorso che, anche con questi fondi, potrebbe così risolvere le proprie carenze strutturali, organizzative e di sicurezza”.
Orsenigo fa presente che “sempre più spesso i ricoverati devono sostare in barella e in corridoio anche per giornate intere perché non c’è posto in reparto, con familiari accanto in una situazione non degna della Lombardia. Se questo non bastasse, una volta dimessi, i pazienti, certamente non al pieno delle proprie condizioni, devono percorre un lungo tragitto esterno per arrivare alle proprie auto. Stessa sorte per i dipendenti che anche quando smontano dal turno di notte si trovano ad affrontare una lunga passeggiata all’aperto e senza nessuna sicurezza, oltre al fatto che in questo momento non hanno un parcheggio dedicato. La nostra proposta è quella di destinare le risorse economiche provenienti dal parcheggio del Sant’Anna proprio alla soluzione di tutte queste carenze: si potrebbe creare un nuovo parcheggio per il Pronto soccorso, realizzare un percorso più funzionale che tenga conto delle condizioni dei malati, che non possono affrontare grandi spostamenti e un passaggio in sicurezza per dipendenti e utenti, magari che si colleghi direttamente con l’interno della struttura sanitaria”.
Per queste ragioni, il Gruppo regionale del Pd e il consigliere Orsenigo chiedono, rivolgendosi direttamente al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, “che si attui immediatamente una revisione dell’Accordo di programma che a distanza di 8 anni dall’apertura del nuovo ospedale Sant’Anna risulta essere non adeguato alle esigenze della collettività. Per questo motivo ho presentato un ordine nel giorno in consiglio regionale votato a larga maggioranza. Da oggi è possibile sottoscrivere la petizione a sostegno di questa proposta sia attraverso la piattaforma change.org (https://is.gd/ugf8H1), sia attraverso una raccolta firme tradizionale, realizzata insieme con la Segreteria provinciale del Partito democratico, nei banchetti che si troveranno nel weekend sul territorio”.
L’hashtag dell’iniziativa è #lospedalechevorrei

Broggi: “Organizzeremo dei gazebo per spiegare i motivi direttamente ai cittadini”

copertina fb petizione“Tutto il Partito democratico di Como supporta l’iniziativa del consigliere regionale Angelo Orsenigo e del Gruppo regionale, per la raccolta firme a favore dell’ospedale Sant’Anna”, lo conferma Federico Broggi, segretario provinciale del Pd, spiegando il ruolo che avrà il partito per la riuscita della petizione lanciata dal consigliere Orsenigo.
“Crediamo fermamente che sia necessario ridurre la tariffa del parcheggio a uso dell’ospedale, perché fortemente penalizzante per i cittadini che si recano in visita ai propri cari – aggiunge Broggi –. Chiunque debba accedere a una struttura sanitaria, in quanto paziente o suo accompagnatore, deve trovare il massimo del servizio e del comfort anche in questo”.
Il Pd di Como sposa in toto anche l’obiettivo della raccolta firme: “Una parte di quegli introiti deve assolutamente essere reinvestita nell’ospedale, che necessita di una revisione del Pronto soccorso e dello stesso parcheggio, che va reso più funzionale. Non dimenticando che anche i dipendenti hanno seri problemi a trovare un posto dove lasciare la propria auto e che i collegamenti con il trasporto pubblico locale non sono ottimali, ma vanno anch’essi rivisti nel senso di un deciso miglioramento”.
Per questo, il Pd comasco organizzerà dei gazebo per la raccolta di firme direttamente con i cittadini “ai quali spiegheremo perché vogliamo risolvere il problema dell’iniquo principio in base al quale i soldi ricavati dal parcheggio non vengano destinati, neanche in parte, all’ospedale che quel parcheggio serve”.
L’appello finale di Broggi è per gli iscritti e i militanti: “Chiediamo a tutti voi di sostenere questa importante iniziativa in due modi: firmando subito la petizione online; stampando il modulo di raccolta firme (stampare fronte-retro perché le firme siano ritenute valide) e iniziare a raccogliere le prime firme. Altri moduli sono a disposizione presso la sede della Federazione provinciale”.

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Parcheggi, Legnani e Broggi: “Passo indietro clamoroso, abbandonando un assessore”

varese5“Alla fine la Giunta comunale di Como ha trovato il suo capro espiatorio. Sempre lui: l’assessore alla Mobilità Bella. Si è preso tutte le colpe e ha fatto – in realtà ha fatto fare a tutti i suoi colleghi che avevano approvato la delibera – un passo indietro clamoroso, ammettendo l’errore: altro che fuga in avanti. Insomma, ha dimostrato una volta di più che le nostre critiche erano fondate”, commentano così Tommaso Legnani e Federico Broggi, segretari cittadino e provinciale del Pd, la presa di posizione dell’amministrazione comunale sul caso parcheggi.
“Una scelta azzardata che subito abbiamo contestato, soprattutto perché fatta in solitudine dalla Giunta Landriscina, cioè senza sentire categorie produttive e cittadini, senza un confronto con il consiglio comunale – insistono i due segretari Pd –. Per poi non prendersene la responsabilità. Assurdo. Oggi l’escamotage per uscire da una situazione imbarazzante è ancora peggiore”.
In particolare, Broggi, come ex sindaco, si sente di aggiungere un commento: “Ho fatto l’amministratore e mai mi sarei lontanamente sognato di mettere in scena il triste spettacolo di queste settimane, con l’epilogo di ieri sera. Una squadra le decisioni le condivide e tutti sanno che la Giunta ha votato compatta quel provvedimento. Quando ero sindaco mai mi sono permesso di scaricare tutte le colpe di una scelta fatta, buona o meno buona che fosse, su un unico componente della Giunta, abbandonandolo a se stesso, come nel caso di Bella. Ma l’assessore alla Mobilità paga lo scotto di essere vittima delle faide dentro la maggioranza che governa Como, delle spaccature interne al centrodestra, di un sindaco che non ha il polso della situazione, che prende un componente della sua Giunta e lo espone sul patibolo. Insomma, Bella ci ha messo la faccia e si è sacrificato, ma i suoi colleghi lo hanno lasciato completamente in balia degli eventi. Umanamente, non solo politicamente, un atteggiamento terribile”.

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Parcheggi sotto le mura: la Giunta prima approva, poi smentisce

varese5“In Giunta comunale siamo al paradosso: approvano delibere ben precise e poi gli stessi assessori le smentiscono. Per la serie, ‘io non c’ero e se c’ero dormivo’. Ma gli atti parlano”. Sono sempre più caustici i consiglieri comunali del Pd: “L’assessore Locatelli si giustifica con il libretto delle assenze. Negretti e Butti sostengono che il provvedimento sia stato approvato a loro insaputa: benone! Speriamo non sia sempre così. Oppure, peggio ancora, parlano di ‘refuso’, che significa un errore di battitura. Alla faccia della tastiera del computer! E il sindaco? Come al solito fischietta guardando in alto”.
Ma Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco fanno presente che mai come nel caso di un’amministrazione comunale carta canta: “La delibera di Giunta numero 500 del 6 dicembre scorso dice chiaramente che gli assenti erano la vicesindaco Locatelli e gli assessori Caldara e Rossotti, che i voti sono stati espressi all’unanimità e che verrà attuata in via sperimentale, per un periodo di sei mesi, la regolamentazione della sosta, consentendo un tempo massimo di stazionamento pari a 2 ore, previo inserimento del numero di targa nel parcometro, che non potrà ripetersi nell’arco della giornata, in viale Lecco, piazza Verdi, via Manzoni, via Ugo Foscolo, largo Leopardi, lungo Lario Trieste, viale Varese”.
Non solo: i consiglieri Pd sottolineano anche, a proposito della presunta sbadataggine di alcuni assessori, che “loro stessi, il 30 agosto scorso, hanno approvato  l’indirizzo operativo 247 sulle ‘Disposizioni in ordine alla predisposizione dell’ordine del giorno della Giunta comunale’ nelle quali si dice che a partire dal 1 ottobre le pratiche per le quali viene chiesta l’iscrizione all’ordine del giorno della Giunta saranno supportate da adeguata istruttoria tecnico-amministrativa e da maggiore condivisione politica, e che a tal fine saranno messe a disposizione degli assessori con adeguato anticipo rispetto alla seduta di prevista trattazione. Quindi, da quella data vengono trasmesse alla Segreteria generale di regola entro il lunedì antecedente alla seduta di prevista trattazione, solitamente il giovedì pomeriggio. Fatta eccezione per quelle di particolare complessità, tra cui, ad esempio, le proposte di deliberazione consiliare, rispetto alle quali il termine retrocede al mercoledì della settimana precedente”.
Insomma, chiosa il segretario cittadino Tommaso Legnani, “i componenti della squadra di Mario Landriscina non hanno scuse: prendono decisioni politiche che indispettiscono chiunque, cittadini e operatori, e poi inventano storielle risibili per scaricarsi di dosso la colpa della scelta. Invece, si assumano le loro responsabilità: credono di aver fatto bene? Vadano avanti per la loro strada. Saranno gli elettori a decidere, a tempo debito, del loro operato”.

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Ospedale di Cantù, Orsenigo: “Presidio qualificato, ma mancano medici. Regione risponda all’appello”

ospedale-cantu-esterno“Ho partecipato con molta soddisfazione alla Festa dell’Ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù. Con piacere ho ascoltato la relazione che il direttore generale della Asst Lariana, Fabio Banfi, ha presentato in merito all’attività dell’ospedale, una struttura per casi acuti che è un punto di riferimento fondamentale per il territorio e che non subirà variazioni negli orari d’apertura del pronto soccorso, a cui è garantita un’operatività di 24 ore. Un presidio che può contare su ottimi medici e infermieri, su personale qualificato e appassionato. Un ospedale in grado di avere ottimi rapporti con le persone, con le fondazioni e le imprese del territorio da cui riesce ad avere fondi e donazioni. A tutti gli operatori va il nostro grazie per il lavoro che stanno facendo”, è quanto dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, al termine della visita al nosocomio canturino.
Orsenigo affronta anche un tema importante per il Sant’Antonio: “Mi domando se la Giunta regionale abbia pronte le risposte che l’ordine dei medici aveva chiesto rispetto alla mancanza drammatica di medici di famiglia e di chirurghi sul territorio. L’ordine denunciava che ‘il personale non viene rimpiazzato in modo regolare e programmatico’, per carenza di investimenti e perché le borse di studio ‘sono insufficienti’, come ha dichiarato”.
Il consigliere Pd ricorda che è “drammaticamente simile la situazione di pediatri e anestesisti. Anche di infermieri c’è bisogno sul territorio comasco: ne servirebbero 300 in più. A questo aggiungiamo, notizia di questi giorni, la difficoltà di reperire i medicinali per anziani e malati gravi. Francamente mi chiedo se la maggioranza che governa Regione Lombardia voglia continuare a darsi lustro, parlando di eccellenza europea, o voglia finalmente prendere atto del fatto che rischiamo di finire dritti in un fosso”.

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