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Parcheggi, Legnani e Broggi: “Passo indietro clamoroso, abbandonando un assessore”

varese5“Alla fine la Giunta comunale di Como ha trovato il suo capro espiatorio. Sempre lui: l’assessore alla Mobilità Bella. Si è preso tutte le colpe e ha fatto – in realtà ha fatto fare a tutti i suoi colleghi che avevano approvato la delibera – un passo indietro clamoroso, ammettendo l’errore: altro che fuga in avanti. Insomma, ha dimostrato una volta di più che le nostre critiche erano fondate”, commentano così Tommaso Legnani e Federico Broggi, segretari cittadino e provinciale del Pd, la presa di posizione dell’amministrazione comunale sul caso parcheggi.
“Una scelta azzardata che subito abbiamo contestato, soprattutto perché fatta in solitudine dalla Giunta Landriscina, cioè senza sentire categorie produttive e cittadini, senza un confronto con il consiglio comunale – insistono i due segretari Pd –. Per poi non prendersene la responsabilità. Assurdo. Oggi l’escamotage per uscire da una situazione imbarazzante è ancora peggiore”.
In particolare, Broggi, come ex sindaco, si sente di aggiungere un commento: “Ho fatto l’amministratore e mai mi sarei lontanamente sognato di mettere in scena il triste spettacolo di queste settimane, con l’epilogo di ieri sera. Una squadra le decisioni le condivide e tutti sanno che la Giunta ha votato compatta quel provvedimento. Quando ero sindaco mai mi sono permesso di scaricare tutte le colpe di una scelta fatta, buona o meno buona che fosse, su un unico componente della Giunta, abbandonandolo a se stesso, come nel caso di Bella. Ma l’assessore alla Mobilità paga lo scotto di essere vittima delle faide dentro la maggioranza che governa Como, delle spaccature interne al centrodestra, di un sindaco che non ha il polso della situazione, che prende un componente della sua Giunta e lo espone sul patibolo. Insomma, Bella ci ha messo la faccia e si è sacrificato, ma i suoi colleghi lo hanno lasciato completamente in balia degli eventi. Umanamente, non solo politicamente, un atteggiamento terribile”.

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Parcheggi sotto le mura: la Giunta prima approva, poi smentisce

varese5“In Giunta comunale siamo al paradosso: approvano delibere ben precise e poi gli stessi assessori le smentiscono. Per la serie, ‘io non c’ero e se c’ero dormivo’. Ma gli atti parlano”. Sono sempre più caustici i consiglieri comunali del Pd: “L’assessore Locatelli si giustifica con il libretto delle assenze. Negretti e Butti sostengono che il provvedimento sia stato approvato a loro insaputa: benone! Speriamo non sia sempre così. Oppure, peggio ancora, parlano di ‘refuso’, che significa un errore di battitura. Alla faccia della tastiera del computer! E il sindaco? Come al solito fischietta guardando in alto”.
Ma Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco fanno presente che mai come nel caso di un’amministrazione comunale carta canta: “La delibera di Giunta numero 500 del 6 dicembre scorso dice chiaramente che gli assenti erano la vicesindaco Locatelli e gli assessori Caldara e Rossotti, che i voti sono stati espressi all’unanimità e che verrà attuata in via sperimentale, per un periodo di sei mesi, la regolamentazione della sosta, consentendo un tempo massimo di stazionamento pari a 2 ore, previo inserimento del numero di targa nel parcometro, che non potrà ripetersi nell’arco della giornata, in viale Lecco, piazza Verdi, via Manzoni, via Ugo Foscolo, largo Leopardi, lungo Lario Trieste, viale Varese”.
Non solo: i consiglieri Pd sottolineano anche, a proposito della presunta sbadataggine di alcuni assessori, che “loro stessi, il 30 agosto scorso, hanno approvato  l’indirizzo operativo 247 sulle ‘Disposizioni in ordine alla predisposizione dell’ordine del giorno della Giunta comunale’ nelle quali si dice che a partire dal 1 ottobre le pratiche per le quali viene chiesta l’iscrizione all’ordine del giorno della Giunta saranno supportate da adeguata istruttoria tecnico-amministrativa e da maggiore condivisione politica, e che a tal fine saranno messe a disposizione degli assessori con adeguato anticipo rispetto alla seduta di prevista trattazione. Quindi, da quella data vengono trasmesse alla Segreteria generale di regola entro il lunedì antecedente alla seduta di prevista trattazione, solitamente il giovedì pomeriggio. Fatta eccezione per quelle di particolare complessità, tra cui, ad esempio, le proposte di deliberazione consiliare, rispetto alle quali il termine retrocede al mercoledì della settimana precedente”.
Insomma, chiosa il segretario cittadino Tommaso Legnani, “i componenti della squadra di Mario Landriscina non hanno scuse: prendono decisioni politiche che indispettiscono chiunque, cittadini e operatori, e poi inventano storielle risibili per scaricarsi di dosso la colpa della scelta. Invece, si assumano le loro responsabilità: credono di aver fatto bene? Vadano avanti per la loro strada. Saranno gli elettori a decidere, a tempo debito, del loro operato”.

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Canturina bis e Fondazione Minoprio, Orsenigo: “Ok ai finanziamenti grazie al nostro sollecito”

traffico comoBuone notizie per il primo tratto della Canturina bis, ovvero il collegamento alternativo Cucciago (via Cantù) – Cantù (corso Europa) che sarà finanziato grazie a un emendamento presentato da Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, durante la sessione di bilancio regionale. “Bene: il mio appello non è rimasto inascoltato e grazie alla collaborazione di tutti i consiglieri comaschi, il progetto sarà finanziato, anche se spalmato su più annualità il finanziamento sarà di 1 milione e 300mila euro: ne arriveranno 660mila euro per il 2019 e 700mila euro per il 2020”, spiega Orsenigo.
Con un altro emendamento alla legge di stabilità, Orsenigo ha poi chiesto e ottenuto di ripristinare il contributo di 500mila euro per il sostegno della Fondazione Minoprio – Centro Lombardo per l’incremento della floro-orto-frutticoltura di Vertemate con Minoprio.
“Un’ottima notizia per questo centro di eccellenza che in questo modo potrà continuare a svolgere la sua fondamentale attività di agricoltura sociale progettando, diffondendo e sviluppando modelli d’integrazione socio lavorativa e terapeutica in ambito agricolo”, conclude il consigliere dem.

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Pedemontana Lombarda, Braga: “Per il Ministro Toninelli è un’opera “da rivedere” e scappa per non rispondere alle domande”

pedemontanabIl Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in Commissione alla Camera ha svelato la vera intenzione del Governo “del cambiamento” su Pedemontana: “rivedere” il progetto, così come si sta facendo per la TAV. Dopo aver registrato la mancanza di qualsiasi impegno dei suoi Sottosegretari su gratuità del primo lotto e completamento del secondo lotto della Tangenziale di Como e Varese, oggi abbiamo capito che la situazione è ancora più preoccupante. Così anche Pedemontana lombarda rischia di finire sotto la scure dell’approssimazione e dell’incompetenza grillina, con l’effetto di lasciare a metà un’opera così importante, in un territorio già pesantemente compromesso, che attende invece da anni opere di completamento e di compensazione ambientale.” Lo dichiara la deputata comasca Chiara Braga, capogruppo PD in Commissione Ambiente, al termine dell’audizione di questo pomeriggio che ha visto il ministro Toninelli ‘fuggire via’, dopo essersi limitato a presentare le linee programmatiche del dicastero da lui guidato, senza dare ai deputati presenti, la possibilità di intervenire sulle questioni aperte per il rilancio del sistema Paese.”Chissà – continua la deputata dem – cosa ne pensano i suoi alleati di Governo leghisti e il Presidente della Regione Lombardia; sono questi gli interessi di Como e della Lombardia che dovevano garantire con i voti dei comaschi e dei lombardi?  Il Ministro Toninelli purtroppo è sfuggito al confronto e alle domande che avrei voluto porgli su Pedemontana, variante della Tremezzina, Navigazione Laghi, così come su altre infrastrutture strategiche, Codice degli appalti, ferrovie e Anas, Tav”.”Come sul decreto Di Maio – conclude la Braga – si sta finalmente chiarendo la vera natura di questo Governo: sordo e traditore delle promesse fatte a cittadini, amministratori e imprese in una campagna elettorale che ormai è finita da tempo”.

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Viale Varese, FANETTI E LEGNANI: “GRANDE SODDISFAZIONE LA BOCCIATURA DA PARTE DELLA GIUNTA

varese5“Non possiamo che esprimere una grande soddisfazione per la decisione della Giunta di bocciare un progetto che principalmente non era voluto né dai cittadini, né dalle associazioni”, è il commento a caldo di Stefano Fanetti e Tommaso Legnani, capogruppo in consiglio comunale e segretario cittadino del Pd, alla notizia che la Giunta ha respinto il progetto dell’ampliamento del parcheggio in viale Varese.
“Avevamo detto più volte che il progetto non aveva senso né dal punto di vista viabilistico-ambientale, né da quello economico e che, semmai, la strada era esattamente all’opposto: valorizzazione delle mura e del verde, dell’arredo urbano, degli spazi vivibili. Meno auto, non di più. Oggi, anche il centrodestra ci dà ragione, ma soprattutto dà ragione ai comaschi a cui questo ampliamento non piaceva”, aggiungono Fanetti e Legnani.
“Ora ci auguriamo, e siamo pronti a confrontarci e a portare contributi nel merito, che la Giunta, prima di lanciare altre ipotesi spot, voglia portare avanti un ragionamento sensato e complessivo su viabilità, traffico e sosta, pensando ad alternative valide e non certo a spese del nostro patrimonio più prezioso, cioè Città murata”, concludono i due esponenti dem.

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Tangenziali Como e Varese, ORSENIGO E ASTUTI : “ANCORA UNA CONFERMA: LA LEGA BOCCIA IL NOSTRO EMENDAMENTO E NON VUOLE LA GRATUITÀ”

tang“Ancora una volta la Lega conferma la sua posizione sulle tangenziali di Como e Varese: non vuole la gratuità”, lo dicono Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, consiglieri regionali del Pd, dopo che il consiglio regionale, riunito in queste ore per votare l’assestamento di bilancio, ha bocciato un loro emendamento sul tema.
“Ci aspettavamo un altro esito, visto che in fase di approvazione del Piano regionale di sviluppo il centrodestra aveva approvato un nostro ordine del giorno che impegnava la Giunta proprio su questo – raccontano i due consiglieri Pd –. Nell’emendamento di oggi chiedevamo, conseguentemente, che venisse aumentato lo stanziamento sul capitolo apposito di 1 milione di euro, prendendo le risorse dagli accantonamenti e dal fondo di riserva. Sarebbe dovuto servire a finanziare la gratuità del transito sulle due tangenziali nel periodo 1 settembre-31 dicembre 2018. Niente: bocciato sonoramente”.
A questo punto, aggiungono Orsenigo e Astuti, “dopo che le medesime informazioni sono giunte da Roma, oggi la Lega che governa Regione Lombardia ha dato un’ulteriore dimostrazione che quelle formulate da Maroni prima e Fontana poi, sono state solo promesse elettorali e che non c’è nessuna intenzione di sgravare comaschi e varesini di un costo che nessun altro cittadino in Lombardia paga per percorrere la propria tangenziale”.

 

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Stazione Lomazzo, Orsenigo: “Rusconi non è informato: la chiusura preoccupazione del Pd, ma anche della Lega e dell’assessore Terzi”

biglietteria-treni“Secondo Rusconi la chiusura delle stazioni di Lomazzo e Mariano Comense è una bugia? Forse non è informato: a giugno il Gruppo regionale della Lega aveva già presentato un’interrogazione al suo assessore ai Trasporti in cui chiedeva spiegazioni delle notizie che circolavano circa l’intenzione di Trenord”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, a proposito delle accuse dell’ex sindaco di Lomazzo proprio ai democratici che avrebbero diffuso una notizia infondata.
“Spiacciono le dichiarazioni del consigliere provinciale Rusconi: lo invito a leggere tutto il testo dell’interrogazione leghista, primo firmatario, Alessandro Corbetta sulla chiusura delle 25 biglietterie di Trenord. Rusconi dimostra di non essere informato e di voler creare una polemica priva di ogni fondamento – continua Orsenigo –. Per quanto ci riguarda, il Pd, con un giorno di anticipo, sempre a giugno, aveva depositato un’analoga interrogazione per sapere dall’assessore Terzi quali azioni intendesse mettere in atto urgentemente affinché si scongiurasse la chiusura delle stazioni lombarde e si favorisse una maggiore rete di vendita dei biglietti sul territorio lombardo, all’interno di un piano complessivo di riqualificazione delle stazioni che garantisse e migliorasse i livelli di vivibilità e la sicurezza”.
La risposta, per altro, è già arrivata: “L’assessore Terzi, durante una seduta di consiglio regionale, aveva confermato la volontà di Trenord, che tra l’altro lei non condivideva, di chiudere le 25 stazioni, tra cui Lomazzo e Mariano Comense, e aveva rimandato alla Commissione Territorio e infrastrutture un approfondimento proprio con Trenord – spiega ancora il consigliere Pd –. A settembre torneremo a chiedere un aggiornamento e speriamo che Rusconi, da oggi informato dal Pd e non dalla Lega evidentemente, sia al nostro fianco e a quello del gruppo del suo partito e dell’assessore in Regione”.
A questo punto, il Pd del territorio si rivolge direttamente a Rusconi: “Venga anche Lei, consigliere, al nostro banchetto a firmare la petizione indirizzata all’assessore Terzi e al consiglio regionale affinché si impegnino a evitare la chiusura. Altro che strumentalizzazione!”, dice Luciano Nettis, segretario del Circolo Pd di Lomazzo.

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Viale Varese, Legnani, Fanetti, Lissi e Guarisco: “Tanto tuonò che piovve: guarda caso, il progetto non si farà più”

varese3“Tanto tuonò che piovve: in una bella mattina di fine luglio scopriamo, all’improvviso, che la pantomima di viale Varese si sta per risolvere in un nulla di fatto perché molto probabilmente il progetto non si realizzerà. Ma intanto, una parte del centrodestra tenta ancora, disperatamente, di buttare la croce addosso a noi”, è il commento di Tommaso Legnani, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, segretario e consiglieri comunali del Pd, alla notizia di un probabile parere negativo della Giunta al progetto di ampliamento del parcheggio sotto le mura a ovest di città murata.
“La capogruppo di Fdi, forse incaricata dal resto della coalizione, parla della Commissione, sostenendo che sia pubblica: certo, ma non ha nemmeno un centesimo delle potenzialità di partecipazione della cittadinanza di un’assemblea tematica. E lei dovrebbe saperlo bene: in Commissione non tutti possono prendere la parola e l’assemblea tematica è uno strumento formale previsto da un regolamento comunale per l’interlocuzione tra la cittadinanza e l’amministrazione – incalzano i quattro esponenti dem –. Poi, dice in sostanza che noi dovevamo organizzare un incontro pubblico sul progetto degli ingegneri Monza, Tavola e Zizolfi: e perché? Non si capisce. La questione infatti è un’altra: i cittadini vogliono intervenire in generale sull’idea di posteggi in viale Varese, non tanto sul progetto A, B o C. Per questo stesso motivo non ha avuto senso dire che i progettisti non potevano partecipare all’incontro e dunque è dovuto saltare. La partecipazione dei comaschi non riguarda i progetti precisi, riguarda le scelte di fondo. In questo senso, noi sosteniamo l’idea delle associazioni di raccogliere le 400 firme e obbligare l’amministrazione a fare comunque l’assemblea”.
Non solo: “Se i cittadini chiedono di potersi confrontare con l’amministrazione, come i regolamenti consentono loro, l’amministrazione ha la responsabilità, oltre che il dovere, di garantire loro questo diritto – aggiungono –. E se invece è il Comune a convocare i cittadini per un’assemblea tematica, lo fa seriamente, oppure fa una figuraccia. Al contrario, se tutto è già deciso, lascia perdere”.
Infine, concludono Legnani, Fanetti, Lissi e Guarisco, “non capiamo perché Fdi se ne salta fuori solo ora su viale Varese, dopo che è praticamente scomparsa durante tutta la discussione. Anche se adesso è chiarissimo un aspetto: è solo un problema politico, perché a quanto pare i tecnici del Comune conoscono molto bene il progetto e hanno già chiarito agli amministratori che non è il caso di farlo”.

 

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Viale Varese, Pd: “Centrodestra imbarazzante: prende in giro noi, ma i cittadini non ci trovano niente da ridere”

varese“Sono imbarazzanti: l’hanno convocata con soli tre giorni di anticipo e ora la disdicono con sole 3 ore di anticipo e l’assessore Butti pensa pure a prenderci in giro. Ma non si rende conto che lui e tutta la Giunta Landriscina in realtà stanno prendendo sonoramente per i fondelli i cittadini di Como?”, se lo chiede Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, che, assieme ai consiglieri comunali Stefano Fanetti, Gabriele Guarisco e Patrizia Lissi, è ancora esterrefatto alla notizia della mancata assemblea tematica su viale Varese.
“L’assessore alla Riqualificazione urbana faceva lo spiritoso per le nostre proteste circa la modalità di gestione della vicenda. Ora forse si è reso conto che c’è ben poco da ridere e che ai cittadini tutto questo non diverte per niente – incalzano gli esponenti del Pd –. Potremmo capire tutte le motivazioni, anche che, visto appunto i tempi strettissimi con cui hanno convocato l’assemblea, non tutti gli interessati potessero essere disponibili a stretto giro di posta, in una serata di fine luglio. Ma per quanto ci riguarda, speriamo invece che il rinvio voglia dire che il centrodestra ha capito che si tratta di una discussione importante e che non si poteva liquidare velocemente in un unico incontro. E ci auguriamo che in fondo l’impossibilità del progettista a partecipare sia solo una scusa per ripensarci”, concludono.

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Treni, Orsenigo : “Maggiore attenzione da Trenord e controllo da parte della Regione”

trenord“Tre ore per fare i 40 chilometri che separano Cantù da Milano rappresentano una situazione non accettabile”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, riferendosi ai disagi che stanno vivendo i pendolari comaschi che fruiscono della linea ferroviaria S-11 Chiasso-Como-Milano-Rho. A causa di lavori sulla linea a opera di Rfi, il servizio sostitutivo tra Carimate e Como organizzato da Trenord “è così raffazzonato che i viaggiatori stanno ore per strada e perdono regolarmente tutte le coincidenze”, aggiunge Orsenigo.
“Ancora una volta, chi paga le conseguenze di questi interventi sono i pendolari – incalza il consigliere Pd –. Intendiamoci: questi lavori vanno assolutamente fatti, ma tenendo conto degli eventuali disagi che devono essere superati da soluzioni alternative e dei quali chi usa i mezzi deve essere ampiamente informato. Perciò, a Trenord chiediamo che metta a disposizione i bus necessari e a Regione Lombardia di pretendere dalla sua controllata di garantire la puntualità”.
Non è l’unica ‘falla’ nel sistema dei trasporti su rotaia della provincia di Como: “Come Pd, stiamo raccogliendo le firme affinché non vengano chiuse le biglietterie di Lomazzo e di Mariano Comense, decisione presa sempre da Trenord dentro una sorta di piano di razionalizzazione. Ma sarebbe un danno perché rappresentano non solo un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono viaggiare e per i quali non è sufficiente fare il biglietto alla macchinetta, ma anche un presidio di sicurezza per la linea e per il territorio”, conclude Orsenigo.

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