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Como Acqua, Fanetti: “Landriscina e i suoi non hanno capito cosa c’era in gioco. A pagare saranno i comaschi”

acqua_1“Una bocciatura inspiegabile, che nemmeno la maggioranza ha saputo giustificare. Anzi, Landriscina e i suoi non hanno proprio motivato in alcun modo la loro posizione”, Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, è ancora più lucido, nonostante la stanchezza di una seduta durata ben oltre la mezzanotte, a distanza di qualche ora da quanto avvenuto e deciso in Aula a proposito della fusione in Como Acqua.
È toccato a lui l’intervento politico su una vicenda che si è trascinata fino a un epilogo inaspettato: “Il soggetto chiamato in causa (il dirigente di Regione Lombardia, ndr) non aveva titolo per dare il suo parere – ha detto Fanetti alla maggioranza –. Anzi, questa decisione ha dimostrato un uso privatistico e di parte degli uffici regionali”.
In buona sostanza, l’amministrazione comunale comasca ha fatto un “pasticcio: ha cambiato posizione un numero esagerato di volte, Como non ha esercitato il suo ruolo di capoluogo, anzi, è andata al traino dei sindaci degli altri comuni – ha incalzato Fanetti –. Addirittura, abbiamo ricevuto una diffida ingiustificabile da parte del sindaco di Barni che ha letteralmente minacciato i consiglieri comunali, minando la serenità della discussione in Aula in modo assurdo e volgare”.
E durante la discussione in consiglio comunale, racconta a distanza di poche ore il capogruppo Pd, “abbiamo assistito a un’arrampicata sugli specchi da parte dell’assessore che non sapeva come giustificare i continui cambi di rotta, con il sindaco Landriscina in evidente imbarazzo, perché non hanno assolutamente capito cosa c’era in gioco”.
Al contrario, “noi abbiamo argomentato il motivo di questo percorso che doveva essere portato a compimento, ma ci hanno risposto con giustificazioni abborracciate. Ora, ognuno si assuma la responsabilità di questa decisione, con il rischio che l’acqua pubblica del comasco vada in mano ai privati. E poi, più avanti, riparleremo delle tariffe. Ma questo lo hanno voluto Landriscina e i suoi con un atteggiamento molto chiaro: non hanno a cuore gli interessi dei cittadini comaschi”.

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Bilancio, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Cosa intende fare Landriscina del progetto Come Voglio Como?”

come_voglio_como_testata“Che intenzioni ha la Giunta Landriscina nei confronti del progetto ‘Come Voglio Como’, visto che qualsiasi proposta di portarlo avanti è stata bocciata dal consiglio comunale?”, se lo chiedono, legittimamente, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, dopo la seduta in cui è stata votata la variazione di bilancio. “Ogni nostro emendamento riferito al progetto è stato sonoramente bocciato. Questo non fa ben sperare per il futuro dell’iniziativa”.
Come Voglio Como è un percorso di partecipazione e collaborazione in cui i protagonisti sono i cittadini che hanno a cuore lo sviluppo e il benessere della città e vi contribuiscono individualmente o in forma associata. “Lo scopo – si legge sulla pagina dedicata sul sito del Comune – è far emergere bisogni, opportunità e proposte di intervento, individuare le priorità di intervento, consentire l’elaborazione comune delle esigenze e delle risposte, pervenire a decisioni, ovvero progetti, condivisi e cooperativi, riguardo a interventi specifici o determinate politiche pubbliche, valorizzare il ruolo delle assemblee di zona come luogo e strumento di partecipazione e collaborazione, promuovere un approccio collaborativo ai bisogni della comunità”. Tra i progetti vincitori e approvati la ‘Palestra scuole Tavernola – efficienza energetica e migliorie’, il ‘Museo della vita contadina: memoria e coesione sociale’, ‘Trasformiamo il Parco Negretti in un Parco polifunzionale’, ‘Rebbio-Creazione orti urbani e riqualificazione via Ennodio’, la ‘Riqualificazione urbana del lavatoio di via Alciato’, il ‘Campo sportivo polivalente, percorso vita e piscina a Lora’, ‘I sentieri dei poeti’, il ‘Banco Alimentare – Meno sprechi alimentari più aiuti’.
Per questo Fanetti, Lissi e Guarisco hanno presentato una serie di emendamenti che intendevano proseguire su questa strada: “Abbiamo chiesto 50mila euro in più per il progetto ‘Meno sprechi alimentari più aiuti’, ovvero il banco alimentare; 45mila euro per gli orti urbani di Rebbio e la riqualificazione di via Ennodio; 20mila euro per il sentiero dei poeti; 45mila euro per la realizzazione del percorso vita previsto dal progetto più ampio di campo sportivo e piscina per Lora; 50mila euro per l’efficientamento energetico della palestra delle scuole di Tavernola; ma anche 15mila euro per spese tecniche più in generale. Niente: nemmeno un emendamento approvato”.
Bocciato anche l’ordine del giorno che impegnava la Giunta “a garantire, nell’ambito degli stanziamenti del bilancio finanziario 2017, le risorse necessarie alla prosecuzione delle fasi di perfezionamento progettuale e tecnico delle iniziative selezionate nell’ambito dell’iniziativa Come Voglio Como; a prevedere nella proposta di bilancio per l’anno 2018 da sottoporre al consiglio comunale l’individuazione delle risorse necessarie all’avvio e alla realizzazione degli interventi previsti nel progetto; a riproporre un avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte per una città collaborativa”.
Un ‘no’ che preoccupa i consiglieri Pd: “Se non era intenzione della Giunta stanziare le risorse subito, con il nostro atto chiedevamo almeno di affermare la volontà di andare avanti con i progetti”.
La scusa accampata dalla Giunta? “Le motivazioni sono state di natura tecnica – raccontano i tre consiglieri Pd –: poiché noi abbiamo proposto di reperire quei soldi dall’avanzo di amministrazione, ci è stato risposto che per il momento non intendono usare quelle risorse. Ma se non vengono impiegate per progetti chiesti dalla popolazione, a cosa devono servire? Inoltre, a proposito di due emendamenti, ci è stato detto che non ci siamo con la tempistica, per eventuali bandi nel 2017: ma le altre proposte?”.
Insomma, l’amministrazione comunale non ha dissipato i dubbi sul destino di Come Voglio Como. “Nemmeno quando ci ha risposto che si riserva di rivalutare il progetto in futuro. Quindi, è certo che non sia tra le priorità di Landriscina e dei suoi assessori”, concludono Fanetti, Lissi e Guarisco.

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Carta sconto benzina, Guerra: “Lo sconto per le zone di confine sarà salvaguardato nella manovra di bilancio”

benzina“La legge di bilancio per il 2018 sarà approvata senza che venga tagliato il fondo in favore delle Regioni a statuto ordinario confinanti con l’Austria e la Svizzera per ridurre il prezzo alla pompa della benzina e del gasolio per autotrazione nelle aree di confine”. Lo dichiara il parlamentare  comasco Mauro Guerra, componente della Commissione Bilancio della Camera.
“Il fondo, che stanzia ulteriori 5 milioni con questa destinazione specifica, è stato creato con un emendamento, a mia prima firma, alla legge n. 208 del 2015, legge di bilancio per il 2016, sostenuto dal Partito democratico con l’adesione del Governo – precisa Guerra –.  Rispetto a quella decisione per il Pd nulla è cambiato e nulla deve cambiare. L’iter della legge di bilancio è appena iniziato e su questo punto il Partito democratico garantisce che, nella sua versione definitiva approvata dal Parlamento, non vi sarà alcun intervento che metta a rischio il meccanismo dello sconto”.

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Acqua, Braga: “Con Summit Italia pone questione fondamentale alla Cop23 di Bonn”

acqua“Con il summit internazionale ‘Acqua e clima, i grandi fiumi del mondo a confronto’, che si è tenuto in questi giorni in Campidoglio, il Governo Italiano pone al centro dei prossimi negoziati sul clima alla Cop23 di Bonn l’acqua e la gestione della risorsa idrica con un documento che punta a stabilire buone pratiche di gestione internazionali, diritto all’accesso sicuro e diffuso all’acqua, quale risorsa preziosa e fondamentale, ma purtroppo spesso all’origine di conflitti e tensioni in molte parti del mondo. I tanti interventi qualificati che hanno animato queste giornate e le parole importanti venute dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo messaggio conclusivo, hanno dato ulteriore forza  all’importante iniziativa dell’Alleanza delle imprese italiane per l’acqua e il cambiamento climatico, nella convinzione che per affrontare la sfida della gestione sostenibile della risorsa idrica debba vedere impegnate istituzioni, imprese e cittadini in uno sforzo comune”. Lo afferma l’on. Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico componente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati,  che ha preso parte ai lavori del Summit internazionale.

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Energia, Braga: “Nuova Sen all’altezza dello sviluppo del Paese e del cambiamento climatico”

energia“Dalle parole dei Ministri Calenda e Galletti, in audizione a Commissioni riunite di Camera e Senato sulla restituzione della consultazione pubblica sulla nuova Sen (Strategia energetica nazionale), è chiaro che il sistema energetico italiano stia vivendo una fase di profonda trasformazione, sia nella sua struttura produttiva che nel quadro delle regole e nel funzionamento del mercato europeo. La vera prova è quindi accompagnare la transizione energetica avendo ben chiari i target fissati dall’Accordo di Parigi e dal pacchetto clima-energia al 2030. Questo ci impone anche la quotidianità: siccità, smog, revisione del costo dell’energia, sviluppo delle rinnovabili”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, in occasione dell’audizione alle Commissioni riunite di Montecitorio e Palazzo Madama sulla Sen dei Ministri Calenda e Galletti.
“A ciò si aggiungano mobilità elettrica  efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, incremento delle rinnovabili, rafforzamento al tempo stesso dei sistemi di accumulo con lo sviluppo delle infrastrutture energetiche – prosegue Braga –. Sarà poi centrale anche l’obiettivo della decarbonizzazione che deve essere perseguito con forza e tempi precisi, adottando scelte conseguenti che garantiscano stabilità e sicurezza del sistema di approvvigionamento: su questo abbiamo chiesto al Governo l’impegno a perseguire l’obiettivo più sfidante. È questa la strada che l’Italia dovrà percorrere nei prossimi anni”.

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Lombardia-Canton Ticino, Gaffuri: “Sulla Commissione speciale veniamo informati da oltre confine”

bandiera-svizzera-italia-free-300x199“Che fine ha fatto la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica? E come mai sembrava che fosse imminente un incontro con l’assessore regionale Brianza, tanto che persino i media ticinesi erano stati avvisati, e noi consiglieri regionali non ne sapevamo niente?”, l’intento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione, è chiaramente polemico. Troppo tempo che l’organismo non si riunisce: “Esattamente da fine marzo, quando abbiamo ricambiato, dopo anni, la visita al Gran consiglio a Bellinzona. Un’occasione per mettere sul piatto i molti temi ancora aperti, ma che nel nostro caso è rimasta totalmente in sospeso”, aggiunge Gaffuri.
E gli argomenti, appunto, non solo non mancano, ma crescono di mese in mese: “Se le questioni legate ai frontalieri e alla posizione della politica ticinese nei loro confronti è sempre in cima all’agenda, ricordo che i progetti sul trasporto ferroviario rimangono aperti: dovremmo verificare il rispetto del cronoprogramma dell’Arcisate-Stabio, ma vorremmo saperne di più anche sulla Milano-Chiasso e sugli interventi nella stazione svizzera”, ricorda Gaffuri.
Quest’estate si è aggiunta la vicenda della “frana del Cengalo che, sebbene sia più legata al Canton Grigioni, ha necessità di essere affrontata in Commissione speciale, visto che interessa le nostre popolazioni e il traffico frontaliero in quella zona”. Sempre sul fronte delle novità, il consigliere Pd fa presente che “la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge di ratifica relativo alla cooperazione culturale tra Regione Lombardia, i Cantoni Ticino e Vallese e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, che dovrebbe passare in Consiglio regionale, ma non è stata per ora calendarizzata. E naturalmente, men che meno, è previsto se ne parli in Commissione”.
Da segretario e consigliere Gaffuri ha più volte sollecitato, via lettera, il presidente della Speciale “a convocare almeno una seduta e reitererò l’invito in queste ore. Soprattutto dopo aver saputo dalle testate ticinesi che sarebbe stato in programma un incontro con l’assessore proprio in questi giorni. È interessante scoprire che oltre confine erano già stati allertati e noi, qui, al Pirellone, non ne sapevamo nulla”, conclude seccato il consigliere Pd.

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Recupero seminterrati, Guarisco: “Una legge non chiara, i rischi sono dietro l’angolo e si perderanno parcheggi”

seminterratiIl Gruppo comunale del Pd ha votato contro l’adeguamento normativo alla legge regionale sul recupero dei vani e dei locali seminterrati, nonostante sia stata accolto uno dei due emendamenti presentati. A spiegare i motivi Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd: “La legge regionale che ora dobbiamo attuare suscita perplessità: votata a marzo dal consiglio regionale, è stata già modificata ad agosto per introdurre almeno alcuni requisiti minimi tecnici, perché non tiene fede agli obiettivi di incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l’installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera. Peraltro, le modifiche mettono in discussione pure il requisito, già risicato, dei 2 metri e 40 di altezza dei locali oggetto di recupero, introducendo il concetto di altezza media, che consente di operare anche su porzioni d’immobili di 1 metro e 50”.
Per Guarisco “in via ipotetica potremmo vedere l’aspetto positivo di riqualificare l’esistente in un’ottica commerciale e terziaria, ma ci preoccupa molto la spinta alla realizzazione di nuovi spazi abitativi attraverso il recupero facilitato dei seminterrati. Spazi la cui abitabilità resterà sempre problematica e rivolta a chi ha possibilità economiche ristrette. Non crediamo poi che in questo tipo di operazioni di recupero vi sia un particolare interesse economico per il settore dell’edilizia, che può aspirare ad attività di maggior portata”.
E per spiegare meglio le preoccupazione del Pd, il consigliere ha ricordato “i pericoli idrogeologici: in un territorio fragile, con condizioni meteo sempre più instabili, collocare sotto terra attività e locali abitabili rappresenta un rischio. C’è poi l’impatto paesaggistico: di qui la nostra proposta di emendamento che chiedeva di considerare tra gli ambiti di territorio comunale esclusi dall’applicazione della legge regionale le porzioni di città che il Pgt vigente individua come ‘Città murata e borghi storici’ e come ‘Centri storici suburbani, nuclei storici ed edifici di valore storico e/o rilevanza artistica e/o ambientale’. Parliamo di edifici prenovecenteschi in cui i seminterrati non sono stati neppure lontanamente pensati come possibili locali d’abitazione”. Ma la proposta che in questi ambiti il recupero non possa avvenire e che vi sia una tutela dei loro caratteri storico-architettonici e paesaggistici è stata bocciata dalla maggioranza.
Approvato, invece, l’emendamento che affrontava il tema degli impatti dal punto di vista del carico urbanistico: “Se trasformo un garage o una rimessa seminterrata, sfratto l’automobile che veniva ospitata lì e la trasferisco in strada – ha spiegato Guarisco, convincendo la Giunta –. In una città affamata di spazi per la sosta com’è Como, questo è un problema. Noi abbiamo proposto di prevedere il vincolo del reperimento dello stesso numero di spazi di sosta anche quando ad andare persi, per via del recupero dei seminterrati, sono parcheggi non pertinenziati e, nel caso il reperimento non sia oggettivamente possibile, indichiamo una misura delle monetizzazioni che almeno al Comune consenta di realizzare stalli di sosta in egual numero. Tuttavia il problema è solo ridotto ma non risolto del tutto, perché la legge regionale ci consente di attivare questo meccanismo di compensazione solo nei casi in cui i locali recuperati abbiano una superficie maggiore di 100 metri quadrati”.

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Illuminazione pubblica, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Solo tre anni fa Butti faceva il cinema. Oggi il suo sindaco non sa che pesci prendere”

illuminazione“Solo tre anni fa l’allora consigliere comunale di opposizione Butti faceva il cinema in via Petrarca accendendo lumini per protestare contro l’annoso problema dell’illuminazione pubblica a Como. Oggi il suo sindaco Landriscina ammette candidamente che la questione è difficilissima da risolvere e che, sostanzialmente, non sa che pesci pigliare. Ci sarebbe da ridere, se non fosse un problema serio”, commentano sarcastici Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, la notizia apparsa sui media, ricordando quello che l’attuale assessore faceva solo poco tempo fa.
“Oggi Butti ha deleghe pesanti come la riqualificazione urbana, la pianificazione urbanistica, l’edilizia privata, il commercio, le attività economiche, lo sportello unico attività produttive. Perché non ci mette una pezza lui?”, insistono i tre consiglieri Pd.
“La verità è che, come ammette senza problemi lo stesso sindaco, la questione è tutt’altro che facile da risolvere, anche considerato il fatto che chi dovrebbe occuparsi della vicenda a livello di uffici comunali, è da tempo inattivo per le note vicende giudiziarie – concludono Fanetti, Lissi e Guarisco –. Forse al centrodestra conviene fare meno sceneggiate e guardare più ai fatti”.

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Lombardia-Grigioni, Gaffuri: “Ok alla ratifica, ma mancano temi come cabotaggio e integrazione tariffaria”

italia svizzeraOk alla ratifica, da parte del consiglio regionale, dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
“È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia, in particolare, per lo sviluppo turistico di questi territori – commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica –. È un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, importante l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità”.
Tuttavia, mancano degli aspetti importanti al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni, secondo Gaffuri: “Non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico”.
Gaffuri ha espresso rammarico anche per il fatto che “ancora una volta, all’incontro della scorsa settimana con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che approviamo solo ora non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare all’incontro l’intesa già ratificata”. Non solo: Gaffuri si è detto anche molto stupito che “l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate”.

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Piccoli comuni, Guerra: “Novità che tutelano la vera forza del nostro Paese”

piccoli comuni“Il Senato ha approvato in via definitiva la legge che tutela e valorizza i piccoli comuni vera forza del nostro Paese. Una legge per la riqualificazione e il sostegno dei Comuni con meno di 5.000 abitanti (o derivanti dalla fusione di 2 o più Comuni ciascuno dei quali con meno di 5.000 abitanti). Si tratta di un provvedimento che interessa 5.585 comuni che costituiscono il 57% del territorio nazionale, in cui vivono 10 milioni di cittadini ed operano oltre 400mila aziende agroalimentari. È il territorio della green economy e anche del Made in Italy”, spiega l’on. Mauro Guerra, parlamentare del Pd.
Ecco le principali norme previste dal provvedimento: viene istituito un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni, con una dotazione di 100 milioni: 10 milioni per l’anno 2017 e 15 milioni di euro l’anno dal 2018 al 2023. Il governo dovrà varare un Piano per la riqualificazione dei piccoli comuni finalizzato alla manutenzione del territorio, alla messa in sicurezza delle strade e degli edifici pubblici (tra cui le scuole), all’efficienza energica e alla promozione delle energie rinnovabili, all’acquisizione e alla riqualificazione di terreni ed edifici in stato di abbandono, alla ristrutturazione dei centri storici, al miglioramento dei trasporti; i piccoli comuni potranno individuare all’interno dei centri storici zone di particolare pregio in cui realizzare interventi pubblico-privati di riqualificazione e contro lo spopolamento, anche con la conversione in alberghi diffusi. Potranno inoltre acquisire terreni, immobili e case cantoniere abbandonati e promuovere la realizzazione di centri multiservizi per rendere più agevole agli abitanti l’accesso ai servizi postali, al pagamento dei tributi, ai trasporti e garantire la promozione turistica; le amministrazioni potranno lavorare per accedere alla banda ultra-larga, rientrando nelle aree cosiddette ‘a fallimento di mercato’ e promuovere l’artigianato digitale; i piccoli comuni potranno promuovere mercati locali per i prodotti agroalimentari della filiera corta; è inoltre previsto un piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane, per la messa in rete delle scuole e la progressiva informatizzazione dei servizi.

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