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Crisi Canepa, Orsenigo: “Audizione in Commissione mercoledì 19 dicembre e domani al presidio con i segretari Broggi e Peluffo”

canepaMercoledì 19 dicembre 2018, alle 13, in consiglio regionale della Lombardia, a Palazzo Pirelli, a Milano, si terrà l’audizione con le organizzazioni sindacali, l’associazione di categoria, il Comune e un rappresentante dell’azienda Canepa Spa di San Fermo della Battaglia, chiesta, meno di 24 ore fa, da Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd. E domani, venerdì 14 dicembre, il Partito democratico comasco e regionale interverranno al presidio dei lavoratori dell’azienda, che si terrà dalle 10 alle 14, fuori dall’azienda. Saranno presenti oltre a Orsenigo, Federico Broggi, segretario provinciale del Pd, assieme ad altri componenti della segreteria, e Vinicio Peluffo, segretario regionale dem, che ha aderito alla manifestazione di solidarietà verso la storica azienda comasca.
Secondo Orsenigo, Broggi e Peluffo: “Con la crisi che si è aperta, non stiamo rischiando solo di perdere una delle più importanti imprese della tipica produzione serica comasca, ma soprattutto di vedere altre 450 famiglie della nostra provincia in grave difficoltà. Non possiamo accettare che questi cittadini perdano il proprio lavoro e che sia così colpita direttamente anche la nostra comunità”.
Per il Partito democratico la strada, per quanto in salita, è comunque quella istituzionale: “Attendiamo di sentire direttamente dai vertici aziendali cosa ne sarà dell’importante impresa serica – dicono gli esponenti Pd –. Riteniamo che Regione Lombardia debba essere in prima fila in questa vicenda. Canepa non è solo un’azienda comasca, ma lombarda. Una di quelle che fa grande il nome della nostra regione nel mondo. E sosteniamo altrettanto l’impegno della nostra parlamentare Chiara Braga che ha assicurato il massimo supporto a livello locale e istituzionale”.

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Comonext, Orsenigo: “Ok dal Consiglio Regionale alle risorse. Ma ora vigileremo affinchè vengano date quanto prima”

comonext“Avevo presentato un emendamento affinché per il Parco scientifico tecnologico Comonext di Lomazzo venissero subito stanziate risorse già nell’ambito dell’assestamento di bilancio, ma poi, visti i margini risicati della manovra, ho deciso di ritirarlo e ho accettato di sottoscrivere l’ordine del giorno presentato da tutti i consiglieri regionali comaschi”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, spiegando quanto successo in Aula sul tema del sostegno di Regione Lombardia a Comonext. L’ordine del giorno approvato “invita la Giunta a prevedere un adeguato stanziamento da destinare al Parco scientifico tecnologico Comonext per la realizzazione del dimostratore d’impresa 4.0 oppure individuare le risorse atte a fornire adeguati finanziamenti all’interno dei bilanci 2018/2020”, fa sapere Orsenigo. “Sarebbe stato meglio che queste risorse fossero state stanziate subito. Ora il mio compito sarà quello di vigilare affinché questo ‘invito’ e queste risorse vengano realmente date al nostro Pst e quanto prima”, aggiunge il consigliere Pd.
E a sostegno della necessità di prevedere un sostanzioso contributo per il Parco scientifico tecnologico comasco, Orsenigo ricorda che nel suo emendamento spiegava i presupposti di uno stanziamento urgente e immediato: “In analogia a quanto già avvenuto con la legge regionale 22/2017 relativamente al Parco tecnologico padano Science park di Lodi, chiedevo venisse autorizzato un contributo straordinario per Comonext, considerato che non ha mai usufruito di fondi regionali, pur essendo ampiamente riconosciuta la propria attività, anche grazie alle aziende che vi sono insediate, particolarmente virtuose”.

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Campione d’Italia,Braga: “Ministri Salvini e Di Maio convochino al più presto un tavolo per affrontare l’emergenza occupazione a Campione”

campioneditalia“La situazione di Campione d’Italia richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni. Mi ha stupito leggere nei giorni scorsi lo scarno e “pilatesco” comunicato del sottosegretario Molteni, ma non voglio fare polemica. Penso che su una questione così preoccupante, come il rischio della perdita del posto di lavoro per oltre 600 persone, e così complicata, come il destino della Casa da Gioco di Campione, sia indispensabile lavorare a tutti i livelli per individuare una via d’uscita che metta al primo posto la salvaguardia dell’occupazione”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga firmataria di un’interrogazione urgente presentata ieri al Governo.
“Per questo – prosegue la Braga – ho chiesto con un’interrogazione urgente ai due Vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini e Luigi Di Maio, Ministro dell’Interno e Ministro del Lavoro, competenti per materia, di convocare al più presto un tavolo di confronto e di trattativa con tutti i soggetti coinvolti, compresi i rappresentanti dei lavoratori, per affrontare l’emergenza occupazionale e valutare ogni possibile soluzione per consentire la continuità dell’attività della Casa da Gioco”.
“È nota a tutti la particolarità della situazione di Campione e certamente la soluzione di un problema così complesso non è semplice; ma i 492 lavoratori del Casinò, oltre ai lavoratori dell’indotto, che rischiano di perdere il posto di lavoro, i 102 dipendenti del Comune che da febbraio non percepiscono lo stipendio, i dipendenti della scuola materna già licenziati e l’impossibilità di erogare un servizio fondamentale alle famiglie dal prossimo mese di settembre, ci dimostrano che siamo in presenza di una crisi di sistema e l’impatto sociale, oltre che occupazionale, di questa condizione merita la massima attenzione anche da parte del Governo nazionale.”
“Mi auguro – conclude la deputata dem -che questa richiesta trovi orecchie attente nel Governo, a partire dal sottosegretario Molteni che conosce bene la situazione di Campione e proprio per la sua responsabilità nel Ministero degli Interni, titolare del rilascio della concessione dei giochi, potrà facilmente farsi promotore di un tavolo interministeriale.”

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Tangenziali Como e Varese, ORSENIGO E ASTUTI : “ANCORA UNA CONFERMA: LA LEGA BOCCIA IL NOSTRO EMENDAMENTO E NON VUOLE LA GRATUITÀ”

tang“Ancora una volta la Lega conferma la sua posizione sulle tangenziali di Como e Varese: non vuole la gratuità”, lo dicono Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, consiglieri regionali del Pd, dopo che il consiglio regionale, riunito in queste ore per votare l’assestamento di bilancio, ha bocciato un loro emendamento sul tema.
“Ci aspettavamo un altro esito, visto che in fase di approvazione del Piano regionale di sviluppo il centrodestra aveva approvato un nostro ordine del giorno che impegnava la Giunta proprio su questo – raccontano i due consiglieri Pd –. Nell’emendamento di oggi chiedevamo, conseguentemente, che venisse aumentato lo stanziamento sul capitolo apposito di 1 milione di euro, prendendo le risorse dagli accantonamenti e dal fondo di riserva. Sarebbe dovuto servire a finanziare la gratuità del transito sulle due tangenziali nel periodo 1 settembre-31 dicembre 2018. Niente: bocciato sonoramente”.
A questo punto, aggiungono Orsenigo e Astuti, “dopo che le medesime informazioni sono giunte da Roma, oggi la Lega che governa Regione Lombardia ha dato un’ulteriore dimostrazione che quelle formulate da Maroni prima e Fontana poi, sono state solo promesse elettorali e che non c’è nessuna intenzione di sgravare comaschi e varesini di un costo che nessun altro cittadino in Lombardia paga per percorrere la propria tangenziale”.

 

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Stazione Lomazzo, Orsenigo: “Rusconi non è informato: la chiusura preoccupazione del Pd, ma anche della Lega e dell’assessore Terzi”

biglietteria-treni“Secondo Rusconi la chiusura delle stazioni di Lomazzo e Mariano Comense è una bugia? Forse non è informato: a giugno il Gruppo regionale della Lega aveva già presentato un’interrogazione al suo assessore ai Trasporti in cui chiedeva spiegazioni delle notizie che circolavano circa l’intenzione di Trenord”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, a proposito delle accuse dell’ex sindaco di Lomazzo proprio ai democratici che avrebbero diffuso una notizia infondata.
“Spiacciono le dichiarazioni del consigliere provinciale Rusconi: lo invito a leggere tutto il testo dell’interrogazione leghista, primo firmatario, Alessandro Corbetta sulla chiusura delle 25 biglietterie di Trenord. Rusconi dimostra di non essere informato e di voler creare una polemica priva di ogni fondamento – continua Orsenigo –. Per quanto ci riguarda, il Pd, con un giorno di anticipo, sempre a giugno, aveva depositato un’analoga interrogazione per sapere dall’assessore Terzi quali azioni intendesse mettere in atto urgentemente affinché si scongiurasse la chiusura delle stazioni lombarde e si favorisse una maggiore rete di vendita dei biglietti sul territorio lombardo, all’interno di un piano complessivo di riqualificazione delle stazioni che garantisse e migliorasse i livelli di vivibilità e la sicurezza”.
La risposta, per altro, è già arrivata: “L’assessore Terzi, durante una seduta di consiglio regionale, aveva confermato la volontà di Trenord, che tra l’altro lei non condivideva, di chiudere le 25 stazioni, tra cui Lomazzo e Mariano Comense, e aveva rimandato alla Commissione Territorio e infrastrutture un approfondimento proprio con Trenord – spiega ancora il consigliere Pd –. A settembre torneremo a chiedere un aggiornamento e speriamo che Rusconi, da oggi informato dal Pd e non dalla Lega evidentemente, sia al nostro fianco e a quello del gruppo del suo partito e dell’assessore in Regione”.
A questo punto, il Pd del territorio si rivolge direttamente a Rusconi: “Venga anche Lei, consigliere, al nostro banchetto a firmare la petizione indirizzata all’assessore Terzi e al consiglio regionale affinché si impegnino a evitare la chiusura. Altro che strumentalizzazione!”, dice Luciano Nettis, segretario del Circolo Pd di Lomazzo.

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Treni, Orsenigo : “Maggiore attenzione da Trenord e controllo da parte della Regione”

trenord“Tre ore per fare i 40 chilometri che separano Cantù da Milano rappresentano una situazione non accettabile”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, riferendosi ai disagi che stanno vivendo i pendolari comaschi che fruiscono della linea ferroviaria S-11 Chiasso-Como-Milano-Rho. A causa di lavori sulla linea a opera di Rfi, il servizio sostitutivo tra Carimate e Como organizzato da Trenord “è così raffazzonato che i viaggiatori stanno ore per strada e perdono regolarmente tutte le coincidenze”, aggiunge Orsenigo.
“Ancora una volta, chi paga le conseguenze di questi interventi sono i pendolari – incalza il consigliere Pd –. Intendiamoci: questi lavori vanno assolutamente fatti, ma tenendo conto degli eventuali disagi che devono essere superati da soluzioni alternative e dei quali chi usa i mezzi deve essere ampiamente informato. Perciò, a Trenord chiediamo che metta a disposizione i bus necessari e a Regione Lombardia di pretendere dalla sua controllata di garantire la puntualità”.
Non è l’unica ‘falla’ nel sistema dei trasporti su rotaia della provincia di Como: “Come Pd, stiamo raccogliendo le firme affinché non vengano chiuse le biglietterie di Lomazzo e di Mariano Comense, decisione presa sempre da Trenord dentro una sorta di piano di razionalizzazione. Ma sarebbe un danno perché rappresentano non solo un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono viaggiare e per i quali non è sufficiente fare il biglietto alla macchinetta, ma anche un presidio di sicurezza per la linea e per il territorio”, conclude Orsenigo.

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Lago di Como, Orsenigo: “Regione Lombardia intervenga sul deflusso minimo vitale”

digaAngelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, scrive all’assessore all’Agricoltura e a quello agli Enti locali, montagna e piccoli comuni a proposito delle criticità segnalate dal Consorzio di bonifica Dugali Naviglio Adda Serio in relazione alla scarsità d’acqua rilasciata verso il lago di Como e le conseguenze che comporta.
“Il Consorzio di bonifica Dugali Naviglio Adda Serio ha espresso nei giorni scorsi forte preoccupazione per le criticità che stanno emergendo in relazione all’insufficiente rilascio di acqua dai bacini idroelettrici della Valtellina verso il lago di Como e di conseguenza all’irrigazione dei territori della bassa Lombardia – spiega Orsenigo –. Considerata l’importanza che il turismo ricopre per il territorio del lago di Como e che l’agricoltura riveste per il resto della regione, ho chiesto agli assessori di valutare se ci siano le condizioni per invitare i gestori degli impianti idroelettrici a garantire un afflusso costante di acqua al lago di Como e applicare deroghe al Deflusso minimo vitale, così come previste dalle Norme tecniche di attuazione del Ptua (Programma di tutela e uso delle acque) approvato lo scorso anno e, qualora non ci fossero, la convocazione urgente del Tavolo per il monitoraggio delle riserve idriche, per riunire tutti i soggetti interessati alla regolazione e all’utilizzo delle acque e intervenire subito con soluzioni alternative”.
Il timore di Orsenigo è che “si ripetano situazioni già viste per il nostro lago: l’abbassamento dei livelli comporta problemi di vario genere che riguardano le darsene che rischiano di essere inutilizzabili, le sponde che potrebbero cedere, la riproduzione stessa dell’ecosistema. Credo che sia necessario intervenire preventivamente e anche con celerità”.

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Mobilieri, Orsenigo : “Decreto Dignità: subito un’audizione con Federlegno”

federLe preoccupazioni del settore mobiliero per i contenuti del cosiddetto Decreto Dignità, a proposito dei contratti a tempo determinato, sono al centro di una richiesta di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd.
“Ho chiesto urgentemente un’audizione in IV Commissione Attività produttive del consiglio regionale di FederlegnoArredo Lombardia e delle organizzazioni sindacali – fa sapere Orsenigo –. Il mio invito ad ascoltare il settore avviene alla luce delle considerazioni del presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini, apparse sulla stampa comasca, in merito alle pesanti, potenziali ricadute occupazionali nel settore del mobile a causa delle misure contenute nel Decreto Dignità licenziato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Si stima infatti che, nel solo settore del legno, siano a rischio quasi 10mila posti di lavoro in Italia, di cui una buona parte in Lombardia”, conclude il consigliere Pd.

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Navigazione lago di Como, Braga: “Interrogazione al ministro Toninelli su inefficienze sistema di bigliettazione. E chiarimenti sul processo di regionalizzazione”

navigazioneUn’interrogazione per sapere dal ministro Toninelli quali iniziative intenda adottare per porre fine ai frequenti disagi che ormai da alcuni anni si verificano nei periodi estivi e festivi sul lago di Como derivanti da un inadeguato sistema di bigliettazione e quali siano le tempistiche per giungere ad un processo di ammodernamento del sistema”. E’ quanto riportato nell’interrogazione presentata dalla deputata comasca Chiara Braga dopo il riscontro dell’ennesimo weekend di file al pontile della Navigazione di Como città.
“Sono anni ormai – chiarisce la deputata dem – che sul lago di Como nei periodi estivi di alta stagione turistica e soprattutto nei fine settimana si registrano disagi subiti da turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo, costretti a code interminabili e a lunghi tempi di attesa alla biglietteria per poter acquistare i biglietti necessari per usufruire del servizio di navigazione. Così come sono anni, che la città di Como attende un servizio di vendita e di acquisto di titoli di viaggio efficiente, al passo con i tempi, in grado di coniugare la necessaria classica biglietteria con un sistema moderno di bigliettazione elettronica, unico o integrato, che permetta l’acquisto di ticket in qualsiasi momento della giornata. Credo sia necessario che Como si innovi, visti i circa due milioni e mezzo di passeggeri l’anno trasportati dalla Navigazione Laghi e l’enorme potenzialità attrattiva fatta di bellezze naturali e paesaggistiche del territorio”.
Nell’interrogazione poi la parlamentare comasca non ha perso l’occasione per riportare al centro della discussione la questione fondamentale della governance futura dei laghi Maggiore, di Como e di Garda. “Ho chiesto al Ministro quale sia lo stato di completamento del processo di regionalizzazione della gestione dei servizi pubblici di navigazione dei laghi Maggiore, di Como e di Garda disposto più di vent’anni fa, era il 1997, e se concretamente sia stata avviata quanto meno un’interlocuzione con il Ministero da parte delle Regioni interessate, Lombardia in testa”.

 

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Mense scolastiche, Lissi: “Chi era contrario alla nostra idea del centro unico di cottura, adesso affida il servizio a una ditta lontana 40 chilometri”

mensa“È ancora fresco il ricordo della levata di scudi contro il progetto di centro unico di cottura, predisposto dalla Giunta Lucini. Tra le argomentazioni dei contrari: la distanza, la qualità del cibo, il rischio che arrivasse freddo sulle tavole dei ragazzi”, lo dice Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, a proposito della nuova gestione delle mense scolastiche comasche.
“Ricordiamo le parole della pasionaria Anna Veronelli, allora consigliera comunale di opposizione, che la considerava una decisione assurda, che lamentava il fatto che la pasta cucinata alle 9 del mattino non può essere uguale a quella cucinata e scolata nella cucina della scuola poco prima del pranzo. Invece adesso, grazie al bando magistralmente confezionato dall’amministrazione comunale di centrodestra, di cui fa parte la stessa Veronelli, il servizio verrà affidato a una ditta, la cui cucina ha sede a Garbagnate Milanese, ovvero 37,7 chilometri da Como e 40 minuti con traffico scorrevole solo per arrivare in città. Non prendiamoci in giro”.
Adesso, continua Lissi, “le preoccupazioni per i tempi di percorrenza dal punto di cottura alle scuole sono miracolosamente svanite nel nulla. Direi che tra Garbagnate e Camerlata la distanza c’è. Peccato che sia la Veronelli che il suo collega Butti su questo avevano sollevato molte obiezioni”.
Inoltre, per la consigliera Pd, “restano i dubbi sul destino futuro del servizio: dopo questi 3 anni è difficile pensare che vogliano tornare indietro. Esternalizzeranno anche il restante 47% dei pasti? Che ne sarà delle nostre cuoche? E il punto unico costava troppo? Questa non mi sembra una soluzione economica, tanto più che è previsto anche un aumento del costo pasto”.

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