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Incendi impianti rifiuti, Braga: “Approvata la Relazione della Commissione Ecomafie. Fenomeno nazionale, non episodi locali”

EcomafiaLa Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Chiara Braga, ha approvato, all’unanimità, la Relazione sul fenomeno degli incendi negli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti. I relatori del documento sono la presidente Braga, i senatori Paolo Arrigoni e Laura Puppato e l’onorevole Stefano Vignaroli.
“I 261 episodi che abbiamo censito, mostrano che si tratta di un fenomeno nazionale e non di una mera sommatoria di episodi distinti. Per questo la commissione ha ritenuto di studiare a fondo il fenomeno, individuando alcuni elementi d’interesse. Una chiave di lettura è individuabile nella correlazione tra il fenomeno degli incendi e la mancata corretta chiusura del ciclo dei rifiuti”, ha detto la presidente presentando la relazione.
“Il fenomeno riguarda soprattutto il nord del Paese, dove si concentra quasi la metà degli episodi censiti – ha proseguito Braga –. L’incidenza è sicuramente maggiore in questa area anche per l’alta presenza di impianti, che ricevono molti rifiuti dal centro-sud, in una inversione dei flussi rispetto al passato”.
La Commissione ha costruito la sua indagine “chiedendo prima i dati alle agenzie ambientali regionali, per poi verificare con le Procure lo stato delle indagini e degli eventuali procedimenti penali. Non tutti gli episodi censiti erano conosciuti dall’autorità giudiziaria, mostrando l’esistenza di un’area oscura, una zona d’ombra con incendi sfuggiti alle maglie investigative – ha aggiunto la presidente della Commissione –. Spesso le inchieste hanno riguardato altre ipotesi di reato rispetto all’incendio doloso o colposo, mostrando come questo fenomeno sia in realtà la spia di cattive gestioni degli impianti e di illeciti ambientali”.
Nelle conclusioni della relazione, la Commissione ecomafie “pone l’accento sulla necessità di un maggiore coordinamento, anche investigativo, oltre che conoscitivo, a livello nazionale, per poter capire, e dunque prevenire, il fenomeno. Non c’è dubbio, infine, che sia prioritario arrivare ad una chiusura corretta del ciclo dei rifiuti, contribuendo in questo modo a chiudere lo spazio a possibili comportamenti illeciti”, ha concluso l’onorevole Braga.

Qui la Relazione incendi approvata dalla Commissione sulle Ecomafie

Relazione Ecomafie su incendi

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Incendi impianti rifiuti, Braga: “Mercoledì 17 gennaio approveremo la relazione sulle ecomafie”

EcomafiaLa Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e gli illeciti ambientali terrà una conferenza stampa, nella Sala Stampa di Montecitorio, per illustrare i contenuti della Relazione sul fenomeno degli incendi negli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti, che approverà in giornata, mercoledì 17 gennaio, alle 13.
“Quello sugli incendi agli impianti di trattamento rifiuti è il primo monitoraggio che viene svolto a livello nazionale. La Commissione ha avviato già all’inizio del 2017 il lavoro di approfondimento che ha riguardato circa 260 episodi censiti negli ultimi tre anni ed è stato realizzato mediante numerosi sopralluoghi, audizioni e acquisizione di documenti delle Procure italiane e delle agenzie ambientali regionali.  Il lavoro compiuto dalla Commissione evidenzia la portata complessiva del fenomeno, che non può più essere valutato limitandosi all’analisi dei singoli eventi, come confermano anche i casi verificatisi negli ultimi giorni”, dichiara l’on Chiara Braga, presidente della Commissione.

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Parco Brughiera Briantea, Gaffuri: “L’ok un momento storico: 34 anni di attesa per superare interessi e tutelare il territorio”

parco brughieraTrentaquattro anni per avere un parco. Non perché non ci fossero proposte di legge che lo istituissero, ma perché erano forse gli interessi a bloccarlo. Finalmente, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e l’accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale della Brughiera Briantea.
“Questo è un momento storico – spiega Luca Gaffuri, uno dei consiglieri che a suo tempo, ancora nel 2007, presentò l’ennesima proposta di legge per il parco –. Un obiettivo non facile è stato raggiunto. Ci sono voluti anni, ma alla fine quello che era già previsto nella legge 86/83, un Plis che entra in un parco regionale, completa un iter davvero importante. E non solo perché la Brughiera Briantea viene accorpata dalle Groane, ma perché l’accorpamento riguarda anche una riserva, altre aree protette, Comuni esterni al parco, ampliando notevolmente la superficie, addirittura raddoppiandola con i suoi 8249 ettari”.
Un territorio “di buona valenza ecologica, perché conta presenze forestali importanti, residui di ambiti a vegetazione a brughiera, cascine, quindi testimonianze di architettura agricola, fornaci, perciò archeologia industriale. Insomma, un territorio meritorio di essere tutelato. Ed è un’operazione virtuosa perché le comunità locali hanno deciso di estendere sul proprio territorio, già pesantemente urbanizzato e antropizzato, l’ambito delle aree protette”.
Ed è un “momento storico perché la prima volta che si iniziò a parlare di parco della Brughiera era il 1983, quando nel Piano generale delle aree protette era stata data particolare rilevanza territoriale all’area della brughiera, appunto – aggiunge Gaffuri –. Questa è un’iniziativa che nasce dal basso, grazie a un comitato promotore che ha seguito passo passo tutto lo svilupparsi di questo percorso, con alcuni momenti in cui le speranze andavano affievolendosi. Ma la costanza di portare avanti un progetto di questo tipo e di coinvolgere la cittadinanza, le associazioni, organizzare convegni, raccolte di firme, iniziative di conoscenza delle aree del parco oggi ha ripagato”.
Per Gaffuri quello raggiunto oggi è però “un punto di partenza perché andiamo a normare l’area del parco, estendendo le Groane alla brughiera, però poi un parco va fatto vivere. È un territorio di pregio, ma all’interno di una zona molto urbanizzata: proprio per questo va il più possibile protetto e valorizzato. Ora, speriamo che entrino a farne parte anche tutti i Comuni che finora, forse sconfortati da come andavano le cose, consideravano questo risultato una chimera”.

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Pizzo Cengalo, Gaffuri: “Nessuna moria di pesci nei laghi, ma il rischio di strada bloccata non è superato”

frana pizzo cengaloSi è tenuta, in Commissione Ambiente del consiglio regionale, l’audizione con l’assessore alla Sicurezza e protezione civile, l’assessore al Territorio, urbanistica e difesa del suolo e gli amministratori del territorio di Sondrio in merito alle ripercussioni prodotte dalla frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto scorso.
“I problemi che la frana ha portato sono sostanzialmente due – fa sapere Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che ha richiesto l’audizione –: da un lato, lo spostamento dei detriti sulla strada ne ha provocato la chiusura praticamente fino a fine novembre, con tutti i disagi del caso per coloro che, frontalieri e non, da lì passano per raggiungere il Canton Grigioni; dall’altro, il materiale che si è riversato nel fiume Mera ha prodotto tali e tanti danni che i pescatori professionisti del lago di Mezzola hanno il timore che non ci sia più vita né riproduzione e si chiedono se sia necessario il ripopolamento”.
Ma almeno su questo fronte i tecnici della Regione, che accompagnavano gli assessori, sono stati rassicuranti: “Nel lago di Mezzola e quindi nell’alto lago di Como non ci sono stati ritrovamenti di pesci morti e, forse, quelli che ci sono si sono stabiliti sul fondo – riferisce Gaffuri –. In ogni caso, la situazione va monitorata per vedere cosa accadrà nei prossimi mesi”.
Diverso il discorso per la fruibilità della strada: “Sul lato grigionese gli amministratori svizzeri hanno deciso di creare una vasca di decantazione, che è stata anche ampliata, che dovrebbe riuscire a impedire all’eventuale frana di bloccare il passaggio per più di qualche giorno. Ma di fatto dal 23 agosto la strada principale è stata riaperta il 24 novembre. Quindi, nell’eventualità, il test è tutto da verificare. Ecco perché ci sembrava importante invitare a questa audizione anche il presidente del Canton Grigioni, con cui c’è un rapporto costante, ma un confronto diretto aiuta sempre”.

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Chiara Braga nuovo presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie

chiara bragaCongratulazioni alla nostra parlamentare Chiara Braga per il prestigioso traguardo raggiunto: l’on. Braga è stata, infatti, eletta presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie con il voto della maggioranza assoluta dei parlamentari che la compongono.
Come ha detto lei stessa, ora continuerà a occuparsi di ambiente e a difendere la legalità in un ruolo di maggiore responsabilità e a pensare che per essere al servizio dei cittadini sono necessarie concretezza, competenza e rettitudine, ma ci vuole anche passione. Tutte qualità che la nostra parlamentare ha.
In quest’ultima parte della legislatura, a Chiara Braga toccherà proseguire nella fase delicata di chiusura di molte rilevanti inchieste, dando continuità al lavoro del predecessore, Alessandro Bratti, assieme a colleghi deputati e senatori che svolgono la loro funzione con competenza.
Auguri per l’importante impegno da tutto il Pd della provincia di Como.

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Ambiente, Braga: “Contratti di fiume strumenti per gestione efficace e sicura delle acque”

Fiume Seveso“Sostegno unanime della Commissione Ambiente della Camera alla diffusione dei Contratti di fiume, strumenti efficaci per migliorare la qualità delle acque e degli ecosistemi dei corpi idrici, rafforzare la difesa del suolo e promuovere una gestione del territorio che  coniughi sostenibilità economica e sostenibilità ambientale, anche per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico, prima firmataria della risoluzione sull’attuazione dei Contratti di fiume approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
“I contratti di fiume, introdotti nel Codice ambiente grazie a un mio emendamento al Collegato ambientale, hanno trovato progressivo riconoscimento nelle politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico e di difesa del suolo – prosegue Braga –: sono riconosciuti nelle linee guida per il contrasto al rischio idrogeologico redatte dall’unità di missione ‘Italia sicura’, sono richiamati nella strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e sono presenti nei criteri di selezione previsti per il Programma di sviluppo rurale nazionale del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Con la risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione impegniamo il Governo a istituire un Osservatorio nazionale dei contratti di fiume che operi in stretta relazione alle Regioni e alle autorità di distretto, con compiti di indirizzo e di monitoraggio e di supporto informativo e di formazione ai vari livelli, regionali e locali; ad attuare le attività formative e di supporto tecnico già previste dall’apposito progetto proposto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare nell’ambito del Pon governance 2014-2020, nonché ad assumere iniziative per destinare apposite risorse finalizzate a sostenere e diffondere tali processi, sulla base di criteri di qualità ed efficacia, avvalendosi delle strutture dell’Osservatorio nazionale. Le tante esperienze positive diffuse per l’Italia dimostrano che i Contratti di fiume favoriscono la partecipazione, la condivisione delle informazioni e l’assunzione di responsabilità da parte dei soggetti coinvolti, aumentando l’efficienza dei processi decisionali e migliorando la qualità progettuale degli interventi e il grado di accettabilità sociale degli stessi nel territorio”.

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Incendi, Braga: “Opera di criminali, ma favoriti da siccità e cambiamento climatico”

incendio“Fiamme anche sulle montagne comasche, come a Varese e in Piemonte, che vedono lavorare ancora alacremente Vigili del Fuoco, volontari di Protezione civile, Forze dell’Ordine. E nella quasi totalità dei roghi a scatenare questi disastri sono atti criminali compiuti da persone senza scrupoli. Ma accanto a questo non bisogna dimenticare che la siccità che perdura da mesi, assieme a venti caldi dalle Alpi come il Föhn, creano purtroppo le condizioni ideali per il verificarsi di incendi”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico, commentando la situazione gravissima degli incendi che stanno colpendo vaste aree del Piemonte e della Lombardia.
“C’è quindi una sola strada per affrontare queste emergenze – conclude Braga -: in primis, perseguire i responsabili con pene molto severe, ma allo stesso tempo implementare con la massima priorità il Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico con misure di controllo e pulizia dei boschi, con uso razionale ed efficiente della risorsa idrica e riducendo infine le emissioni di anidride carbonica”.

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Acqua, Braga: “Con Summit Italia pone questione fondamentale alla Cop23 di Bonn”

acqua“Con il summit internazionale ‘Acqua e clima, i grandi fiumi del mondo a confronto’, che si è tenuto in questi giorni in Campidoglio, il Governo Italiano pone al centro dei prossimi negoziati sul clima alla Cop23 di Bonn l’acqua e la gestione della risorsa idrica con un documento che punta a stabilire buone pratiche di gestione internazionali, diritto all’accesso sicuro e diffuso all’acqua, quale risorsa preziosa e fondamentale, ma purtroppo spesso all’origine di conflitti e tensioni in molte parti del mondo. I tanti interventi qualificati che hanno animato queste giornate e le parole importanti venute dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo messaggio conclusivo, hanno dato ulteriore forza  all’importante iniziativa dell’Alleanza delle imprese italiane per l’acqua e il cambiamento climatico, nella convinzione che per affrontare la sfida della gestione sostenibile della risorsa idrica debba vedere impegnate istituzioni, imprese e cittadini in uno sforzo comune”. Lo afferma l’on. Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico componente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati,  che ha preso parte ai lavori del Summit internazionale.

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Energia, Braga: “Nuova Sen all’altezza dello sviluppo del Paese e del cambiamento climatico”

energia“Dalle parole dei Ministri Calenda e Galletti, in audizione a Commissioni riunite di Camera e Senato sulla restituzione della consultazione pubblica sulla nuova Sen (Strategia energetica nazionale), è chiaro che il sistema energetico italiano stia vivendo una fase di profonda trasformazione, sia nella sua struttura produttiva che nel quadro delle regole e nel funzionamento del mercato europeo. La vera prova è quindi accompagnare la transizione energetica avendo ben chiari i target fissati dall’Accordo di Parigi e dal pacchetto clima-energia al 2030. Questo ci impone anche la quotidianità: siccità, smog, revisione del costo dell’energia, sviluppo delle rinnovabili”. Lo afferma Chiara Braga, deputata comasca del Partito democratico in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, in occasione dell’audizione alle Commissioni riunite di Montecitorio e Palazzo Madama sulla Sen dei Ministri Calenda e Galletti.
“A ciò si aggiungano mobilità elettrica  efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, incremento delle rinnovabili, rafforzamento al tempo stesso dei sistemi di accumulo con lo sviluppo delle infrastrutture energetiche – prosegue Braga –. Sarà poi centrale anche l’obiettivo della decarbonizzazione che deve essere perseguito con forza e tempi precisi, adottando scelte conseguenti che garantiscano stabilità e sicurezza del sistema di approvvigionamento: su questo abbiamo chiesto al Governo l’impegno a perseguire l’obiettivo più sfidante. È questa la strada che l’Italia dovrà percorrere nei prossimi anni”.

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Parchi, Gaffuri: “Finalmente la Brughiera briantea diventerà Parco regionale come chiede da 20 anni”

parco brughiera brianteaIl consigliere regionale Luca Gaffuri si è detto soddisfatto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, con delibera del 17 ottobre scorso (Dgr 7216), dell’avvio dell’iter del progetto di legge per l’ampliamento dei confini del Parco regionale delle Groane e per l’accorpamento del Plis della Brughiera Briantea. Si tratta di una storia lunga e articolata che ha visto diverse interruzioni e che è cominciata nel lontano 1997 su sollecitazione di alcuni Comuni e del Plis stesso.
Se la prima proposta di legge di iniziativa consiliare per l’istituzione del Parco della Brughiera è infatti del 2000, la seconda di cui Gaffuri è stato firmatario (il pdl 152/2006) non è mai arrivata in discussione, ma un ordine del giorno del 2009 approvato dal Consiglio regionale riportava di attualità la questione nell’VIII Consiliatura. Infine nel 2013, l’assessore regionale all’Ambiente esplicitava le difficoltà a sostenere l’istituzione di un nuovo parco regionale, ma manifestava contemporaneamente la disponibilità a favorire l’accorpamento delle aree oggetto della proposta ad un parco regionale già esistente.
“Proposto da anni dal Pd, seguito con ardore dal Comitato promotore e da alcuni Comuni del territorio comasco e monzese, il territorio della Brughiera Briantea aspetta da 20 anni questo momento – afferma Gaffuri –. Un primo passo è stato fatto, siamo certi che questa nuova decisione potrà garantire maggiori tutele e valorizzare al meglio le aree interessate, come del resto i 13 Comuni adiacenti chiedono da anni. Ora è importante che l’ampliamento arrivi a termine entro fine della legislatura”.

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