Lombardia-Canton Ticino, Gaffuri: “Sulla Commissione speciale veniamo informati da oltre confine”

bandiera-svizzera-italia-free-300x199“Che fine ha fatto la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica? E come mai sembrava che fosse imminente un incontro con l’assessore regionale Brianza, tanto che persino i media ticinesi erano stati avvisati, e noi consiglieri regionali non ne sapevamo niente?”, l’intento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione, è chiaramente polemico. Troppo tempo che l’organismo non si riunisce: “Esattamente da fine marzo, quando abbiamo ricambiato, dopo anni, la visita al Gran consiglio a Bellinzona. Un’occasione per mettere sul piatto i molti temi ancora aperti, ma che nel nostro caso è rimasta totalmente in sospeso”, aggiunge Gaffuri.
E gli argomenti, appunto, non solo non mancano, ma crescono di mese in mese: “Se le questioni legate ai frontalieri e alla posizione della politica ticinese nei loro confronti è sempre in cima all’agenda, ricordo che i progetti sul trasporto ferroviario rimangono aperti: dovremmo verificare il rispetto del cronoprogramma dell’Arcisate-Stabio, ma vorremmo saperne di più anche sulla Milano-Chiasso e sugli interventi nella stazione svizzera”, ricorda Gaffuri.
Quest’estate si è aggiunta la vicenda della “frana del Cengalo che, sebbene sia più legata al Canton Grigioni, ha necessità di essere affrontata in Commissione speciale, visto che interessa le nostre popolazioni e il traffico frontaliero in quella zona”. Sempre sul fronte delle novità, il consigliere Pd fa presente che “la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge di ratifica relativo alla cooperazione culturale tra Regione Lombardia, i Cantoni Ticino e Vallese e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, che dovrebbe passare in Consiglio regionale, ma non è stata per ora calendarizzata. E naturalmente, men che meno, è previsto se ne parli in Commissione”.
Da segretario e consigliere Gaffuri ha più volte sollecitato, via lettera, il presidente della Speciale “a convocare almeno una seduta e reitererò l’invito in queste ore. Soprattutto dopo aver saputo dalle testate ticinesi che sarebbe stato in programma un incontro con l’assessore proprio in questi giorni. È interessante scoprire che oltre confine erano già stati allertati e noi, qui, al Pirellone, non ne sapevamo nulla”, conclude seccato il consigliere Pd.

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