Assemblea Provinciale del Partito Democratico di Como: facciamo il punto

Assemblea Provinciale 20 dicembreIeri sera, martedì 20 dicembre, si è svolta l’Assemblea Provinciale del Partito Democratico. Come da ordine del giorno, tra gli altri punti, si è affrontato il tema riguardante le vicende legate alle prossime elezioni amministrative, con particolare attenzione al Comune capoluogo.

“Nell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Como svoltasi ieri sera sono stati toccati alcuni punti importanti per il futuro del partito stesso e del suo prosieguo sia nelle realtà in cui si trova ad amministrare, sia nel quadro politico sociale del nostro territorio” – ha dichiarato Angelo Orsenigo – “In maniera chiara e trasparente ci siamo confrontati in particolar modo sulle vicende legate alle prossime elezioni amministrative, con particolare attenzione al Comune capoluogo. Ebbene, a questo proposito mi preme esprimere alcune considerazioni in veste di segretario provinciale del partito.

La prima vuole essere una premessa. Il Partito Democratico non deve rincorrere nessuno rispetto ai tempi della scelta del candidato a sindaco di Como. Con ogni probabilità si andrà al voto nel prossimo mese di giugno. A differenza di chi sta all’opposizione, noi abbiamo un’amministrazione in carica che sta lavorando e che, tra mille difficoltà, sta portando avanti un’azione amministrativa importante, che sta mostrando e mostrerà ancora i suoi frutti. Lasciamo, dunque, ai nostri avversari politici, la facoltà di scegliere tempi e modi che reputano più adatti ai loro candidati.

Un punto oggetto di confronto all’interno del partito è la definizione del metodo che il PD vuole adottare per la scelta del candidato. Anche qui, con estrema chiarezza, è emerso come la strada delle primarie tra vari possibili candidati possa essere una soluzione percorribile, ma, nel contempo, essa non debba rappresentare un vincolo assoluto.

Dunque, nessuna guerra intestina in proposito: sia chi preferirebbe le primarie (strada maestra e ottimo strumento per un confronto ancor più diretto con la città), sia chi non le reputa un dogma è pronto a una scelta condivisa. In merito si deve, tra l’altro, ancora esprimere l’Assemblea cittadina del partito.

E qui vengo all’altra questione saliente: i possibili candidati. Il PD è un partito radicato e diffuso nella società comasca. Come tale ha il dovere di sondare strade e figure diverse per arrivare alla scelta dei propri candidati. Per Como, ovviamente, ciò vale a maggior ragione. In queste settimane il sottoscritto ha lavorato nell’intento di verificare quale potesse essere il grado di disponibilità a svolgere un incarico gravoso e difficile come la carica di sindaco del capoluogo lariano.

All’interno di questo lavoro, la vicenda che ha avuto maggior risalto è stata quella legata al nome del giudice Giuseppe Battarino. Ho incontrato personalmente Battarino lo scorso sabato e, malgrado un clima di estrema cordialità e una visione simile circa la nostra città, insieme abbiamo purtroppo dovuto registrare la sua indisponibilità a correre per la carica di primo cittadino. Nel corso dell’assemblea di ieri sera è emerso chiaramente come nessuno, all’interno del PD, nutra alcuna riserva o, peggio, ostilità nei confronti di Battarino, il quale, al contrario, è unanimemente ritenuto persona di qualità certe, non soltanto sul piano personale, ma anche derivanti dalla sua lunga esperienza sia in campo giudiziario sia amministrativo. Purtroppo, proprio la condizione professionale dello stesso Battarino non consente, al momento, una sua partecipazione alla corsa in vista delle prossime elezioni.

A Giuseppe Battarino va, in ogni caso, un ringraziamento sentito da parte del PD, nella certezza che le forme e i tempi per una possibile collaborazione per il bene di Como saranno trovati.

Come detto, l’obiettivo del Partito Democratico di Como non è il mero ingaggio di una competizione elettorale che altri hanno la necessità di anticipare e portare alla ribalta delle cronache. Noi abbiamo deciso di ragionare sui contenuti e sulle figure che possano interpretarli al meglio. Il metodo e le tempistiche che ci consentiranno di raggiungere questi obiettivi saranno decisi con gli strumenti di cui il PD dispone: con il confronto, la condivisione e la decisione”.

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