Gaffuri, frontalieri: “Se i ticinesi parlano di preferenza indigena, noi ribattiamo con conferenza di buon vicinato”

italia_svizzeraSi è tenuta, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica l’audizione, in merito all’iniziativa referendaria ticinese ‘Prima i nostri’, con le organizzazioni sindacali italiane e svizzere, i rappresentanti dell’Associazione Comuni italiani di frontiera e l’Associazione frontalieri Ticino

“Abbiamo ancora una volta raccolto le preoccupazioni dei nostri lavoratori frontalieri, ma anche delle amministrazioni comunali delle province di confine e lo sforzo dei sindacati di ricucire lo strappo che si sta consumando tra Lombardia e Canton Ticino”, racconta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione, al termine dell’incontro.

“A fronte del fatto che dobbiamo incontrare prossimamente i nostri colleghi della politica ticinese per provare ad affrontare la questione, ci siamo anche posti degli obiettivi e abbiamo cercato di capire come instaurare dei rapporti che siano davvero di buon vicinato, ad esempio attraverso una Conferenza, cioè un tavolo su cui si possa cominciare a lavorare assieme, proposto da Alessandro Tarpini a nome di tutti i sindacati italiani – prosegue Gaffuri –. Voglio anche ricordare che a gennaio si terrà un nuovo incontro di Eusalp, la macroregione alpina di cui facciamo parte sia noi che la Svizzera. Inoltre, attraverso Regio Insubrica abbiamo sempre collaborato in modo ottimale e stiamo anche per quest’anno programmando degli interventi comuni dentro l’Interreg”.

Ma tanta buona volontà non trova riscontro dall’altra parte del confine, secondo il consigliere Pd: “Quando leggo che i politici del Canton Ticino hanno istituito un gremio parlamentare, cioè una commissione, che avrà il compito di decidere come applicare il principio della preferenza indigena, già quest’ultima definizione mi fa venire i brividi, per il tipo di richiami a certi fatti della storia che ha. E se questo riguarda soprattutto l’ultima iniziativa di tipo referendario, il noto ‘Prima i nostri’, l’associazione dei frontalieri è stata chiara: il timore più grande è per il voto del febbraio 2014 contro l’immigrazione di massa e la reintroduzione dei contingenti. Ancora una volta non posso che invitare il Consiglio regionale e la Commissione speciale ad accelerare per avviare un tavolo su cui discutere costantemente delle questioni aperte”.

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