Parità genere Giunte Comunali a San Fermo della Battaglia. Braga-Guerra (PD): “Presentata interrogazione al ministero dell’Interno per il mancato rispetto della rappresentanza di genere nelle giunte di alcuni comuni italiani”

San Fermo“Nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere al ministro degli Interni quali iniziative intenda assumere nei confronti di quei comuni che, come San Fermo della Battaglia, non rispettano le disposizioni di legge in materia di parità di genere nella composizione delle giunte comunali. Le nome vigenti, infatti, prevedono e garantiscono la presenza di entrambi i sessi nelle amministrazioni pubbliche. Nello specifico, la legge Delrio prescrive che, nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore ai tremila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra dopo aver registrato l’ostinazione del Comune di San Fermo, nonostante le numerose sollecitazioni del gruppo di minoranza, a non rispettare la rappresentanza di entrambi i sessi nella formazione della giunta. 

“In alcuni comuni italiani, e purtroppo San Fermo della Battaglia appartiene a questo gruppo, assistiamo – continuano gli esponenti dem – ad una ingiustificata assenza o sottorappresentanza del genere femminile nella composizione degli organismi esecutivi con la conseguente violazione delle norme riguardanti la parità di genere”. “Nel caso specifico del comune comasco siamo in presenza di una giunta formata esclusivamente da soli uomini in cui non si è voluto, avanzando motivazioni del tutto inadeguate e pretestuose, prendere in giusta considerazione la possibilità, prevista dallo statuto comunale, di procedere alla nomina di assessori esterni e quindi di garantire, come previsto dalla legge, la presenza di entrambi i sessi nell’esecutivo comunale. Da notare come anche il consiglio del comune di San Fermo, risultante dalle elezioni dello scorso 5 giugno, conti la presenza di una sola donna, peraltro eletta nella lista di minoranza”. “La presenza di entrambi i generi nelle giunte comunale – concludono Braga e Guerra – non è una prescrizione eludibile, da applicare a discrezione dei sindaci di turno, ma un principio vincolante previsto sia dalla Costituzione che da diverse altre leggi, garantito da sentenze dei Tar e da rilevanti pronunce del Consiglio di Stato che hanno inequivocabilmente ribadito il carattere inderogabile della percentuale di quote rosa nelle amministrazioni pubbliche”.

 

“Il mancato rispetto di questo principio di democrazia paritaria, è indice di una forma mentis che sottovaluta culturalmente, ponendoli in secondo piano, il ruolo e le capacità femminili nell’ambito della sfera pubblica; un’impostazione mentale che non possiamo più accettare”.

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