Certificato penale per i frontalieri, Guerra e Gaffuri: “Un provvedimento inaccettabile”

bandiera-svizzera-italia-free-300x199Il dossier pubblicato ieri dal Consiglio di Stato sul certificato penale per i lavoratori frontalieri scatena reazioni negative nel mondo politico comasco. Ovunque si continua a giudicare «inaccettabile» il provvedimento che impone ai frontalieri di presentare il certificato penale per ottenere il rinnovo del permesso di lavoro.
Sono soprattutto i numeri emersi dallo stesso dossier di Bellinzona ad alimentare le critiche di parte italiana. «Per noi è inaccettabile che rimangano in vigore norme così discriminatorie – afferma Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e deputato del Pd - È del tutto evidente che ci sono oggi posizioni diverse e in conflitto tra loro a Berna e in Ticino. Il Cantone di lingua italiana, da tempo, ha scelto una strada difforme da quella presa da altri Cantoni e dalla stessa Confederazione». Più duro nei toni appare il esprime pure Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd. «I dati dimostrano come le persone con precedenti penali che vanno a lavorare in Svizzera siano in numero irrisorio. La misura adottata dal Ticino è quindi demagogica e discriminatoria e va abolita. Diversamente, l’accordo fiscale con l’Italia non si firma».

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