Frontalieri, Gaffuri: “Mozione timida, ma finalmente Regione Lombardia si fa sentire con il Canton Ticino”

frontalieri freccia“Votiamo a favore della mozione di maggioranza sui frontalieri, ma la consideriamo molto timida, per quanto riguarda i rapporti con i partiti del Canton Ticino”, lo ha detto Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, questo pomeriggio, in Consiglio regionale, a proposito del documento in discussione che riguarda la vicenda e la situazione dei lavoratori frontalieri. “La mozione riprende alcuni contenuti di quella analoga approvata dal Parlamento italiano che dà indicazione al Governo di affrontare con la necessaria attenzione la problematica – ha detto Gaffuri nel suo intervento –. E in effetti alcuni riscontri positivi li abbiamo già percepiti, ad esempio nella soluzione della vicenda del pagamento della sanità da parte dei frontalieri, ingiustamente pretesa da Regione Lombardia”.
Ora, ha proseguito il consigliere Pd, “siamo in un momento di passaggio che, ricordiamo, non avviene per volontà dell’Italia, ma della Svizzera e in particolare del Canton Ticino. Il quale negli ultimi anni ha fatto un’azione di forza, bloccando i ristorni e chiedendo che il sistema di tassazione dei frontalieri venisse modificato. Fondamentalmente, il Cantone non accettava più di ristornare il 38,8% di risorse all’Italia. Oggi, a leggere bene le novità del nuovo accordo, il Ticino non ha fatto questa grande operazione e non ha ottenuto chissà quali benefici, perché le risorse che rimarranno in Svizzera saranno sostanzialmente le medesime. Ma come succede da noi, questa è in realtà un’operazione di consenso politico che avviene evidentemente anche oltre confine. E viene fatta sulla pelle dei frontalieri”.

Per Gaffuri e il Pd, quindi, “oggi approviamo una mozione timida, che vede Regione Lombardia succube del Canton Ticino: i ticinesi alzano l’asticella ogni giorno, dal salto in alto siamo passati al salto con l’asta e la Lombardia chiede se ‘per favore’ possono non fare azioni discriminanti nei confronti di frontalieri e padroncini lombardi. Ma questo è il massimo che possiamo ottenere dall’attuale maggioranza. Se avessimo i numeri utilizzeremo altre espressioni nei confronti dei colleghi ticinesi: in questi anni io stesso, da solo, ho dimostrato di non avere lo stesso timore di un’intera maggioranza verso i colleghi ticinesi”.

Tuttavia, il Pd ha voluto sostenere almeno il fatto che “finalmente Regione Lombardia mette nero su bianco la constatazione che il Canton Ticino sta esagerando”, ma Gaffuri ha chiesto almeno di tener conto di alcune importanti richieste fatte dai frontalieri in questi giorni, durante gli incontri con il capo negoziatore del Governo, Vieri Ceriani, “persona che non si è mai sottratta al confronto”, ha voluto sottolineare Gaffuri. “A parte le questioni di carattere fiscale, il vero tema che viene posto dai frontalieri è il fatto di avere diritti simili ai lavoratori italiani: maternità, disoccupazione, qualche barriera ai licenziamenti. L’Italia non può pretendere di regolamentare il mercato del lavoro oltre confine. Ma in una fase come questa, di trattativa, una volta deciso il canovaccio dell’accordo da approvare, sul piatto bisognerebbe mettere quello che interessa davvero i frontalieri, ovvero maggiori tutele. E queste potrebbero essere la soluzione anche al dumping salariale, dunque, allo snodo vero che ci vede contrapposti alla controparte ticinese”, ha concluso Gaffuri.

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