Como, Luca Gaffuri: “Fiducia in Lucini”

Gaffuri1Amico da anni di Lucini, dirigente del Pd e consigliere regionale. Luca Gaffuri difende il sindaco, bacchetta i dissidenti e ribadisce il suo 8 all’amministrazione nonostante i guai degli ultimi giorni. E crede anche in un secondo mandato Lucini. Acsm-Agam bocciata, il flop della mostra a cui si aggiunge la questione paratie e i guai nel settore scolastico (dai nidi al punto unico di cottura). L’amministrazione Lucini traballa?
È un momento non semplice, penso sia necessario analizzare i fatti uno alla volta e cercare, laddove ci sono possibilità di recupero, di poter intraprendere un percorso virtuoso per la città. Allora partiamo da Acsm-Agam. L’assessore alle Partecipate Savina Marelli secondo lei si deve dimettere visto il risultato in aula?
Assolutamente no. Credo che Savina abbia svolto appieno il suo ruolo nel presentare la scelta sul futuro di Acsm-Agam, poi il voto è senso di responsabilità di ciascuno.

Cavadini ha fallito sulla mostra, Marelli su Acsm-Agam. È giusto che nessuno “paghi” per gli errori che commette?
Distinguiamo le due vicende. Per quanto riguarda Acsm-Agam penso che, purtroppo, pagheremo la scelta fatta dal consiglio con conseguenze non facili nei prossimi anni. Per questo nelle prossime settimane bisogna pensare a soluzioni che possano rimettere sui binari questo percorso. Sul fronte cultura, mi sembra che vi siano iniziative importanti in città seguite dall’assessorato. Dispiace che non si sia continuato il percorso mostre, ma ritengo che ora si debbano valorizzare altre proposte, anche con destinazioni di carattere finanziario, che possano permettere lo sviluppo turistico e culturale della città.
Se non sono gli assessori a dover fare un passo indietro, allora a dimettersi dovrebbe essere il sindaco?
Assolutamente no. Per quanto riguarda gli assessori, le decisioni sulla giunta spettano al sindaco.
Ma il segretario cittadino del Pd Stefano Fanetti ha in pratica chiesto la testa di Cavadini per l’addio alle mostre dopo 12 anni…
La valutazione fatta da Fanetti mi sembra condivisibile e sarà oggetto di discussione nelle prossime settimane. Ma non mi sembra che abbia chiesto le dimissioni dell’assessore.
Solo una manciata di giorni fa il segretario provinciale Orsenigo ha detto testualmente che non prendeva nemmeno in considerazione l’ipotesi di andare sotto su Acsm. Invece, lo schiaffo è arrivato dalla maggioranza e da due esponenti Pd. Che valutazione fa lei?
Quando ci si presenta nella lista di un partito, bisognerebbe avere senso di responsabilità. A tutti noi è capitato di non condividere delibere alla perfezione, ma per senso dell’istituzione e appartenenza al gruppo, si è votato uniformandosi al gruppo. In questo caso questo non è avvenuto e penso sia stato un errore.
Non sarebbe stato opportuno avviare un dialogo con le minoranze a cui, come è stato denunciato in aula, sono stati negati i documenti?
Non corrisponde al vero che non sono stati forniti i documenti, quello che era possibile dare è stato dato. Quando noi eravamo in minoranza e discutevamo queste operazioni abbiamo sollevato eccezioni, ma non abbiamo mai fatto ostruzionismo di fronte alla crescita di Acsm. Dall’entrata di Aem, poi la fusione con Agam e additittura all’approvazione dell’operazione con Bergamo, che poi a sua volta non approvò. Avranno avuto i loro motivi per fare la scelta di votare contro. Al di là di tutto, il tema non è la minoranza. La responsabilità principale è dei consiglieri di maggioranza che con la loro decisione hanno bloccato un’opportunità per Acsm-Agam.
Con l’arrivo a sorpresa di Gaddi da Dubai era chiaro che i numeri non ci sarebbero stati. Perché non è stata ritirata la delibera e avviato un confronto, nel merito, anche con l’opposizione?
Non c’erano gli spazi. I confronti con chi poteva essere più dialogante si erano tenuti.         Ha fallito la politica?
No. È stata fatta una scelta. Poi sarà il futuro a dire se la bocciatura sia stata la scelta ottimale per la città. A mio avviso è stato un clamoroso errore.
Lucini ha ancora un anno davanti e tra poco arriverà in aula il bilancio. Con la maggioranza spaccata sarà il primo banco di prova?
È ovvio che in queste settimane bisognerà ritrovare una coesione maggiore individuando gli obiettivi da perseguire da qui alla fine della legislatura. Sarà necessario trovare l’intesa all’interno delle forze politiche di maggioranza.
I due esponenti del Pd che hanno votato contro vanno espulsi secondo lei?
Sono decisioni che spettano al partito. Non ritengo che si possa parlare di espulsione, ma va fatta una verifica seria dentro al partito. Personalmente non ho visto da parte loro reali motivazioni nel merito della vicenda.
Poche settimane fa il Pd ha dato 8 all’amministrazione. Il giudizio è immutato?
Ritengo che in questi anni abbia ben operato. In quell’occasione avevamo anche detto che saranno i cittadini a dare il loro giudizio al momento del voto. Noi vediamo la positività.
Quindi lei conferma l’8 nonostante i fatti degli ultimi giorni?
Il bilancio finora è positivo e ci saranno altri risultati che si raggiungeranno.
Lucini rimane quindi il vostro candidato?
È il miglior candidato che il centrosinistra possa esprimere per il lavoro serio fatto in questi anni e per la sintonia con la città. La decisione spetterà a lui, ma speriamo che si ricandidi.

Intervista di Gisella Roncoroni pubblicata sul quotidiano La Provincia domenica 24 aprile 2016.

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