Como, Braga: «Il Pd conti di più. Non sia succube di Lucini»

160404 intervento braga direzione nazionale pd 2«Le vicende di questi giorni hanno portato in evidenza una serie di questioni che richiedono in particolare da parte del Pd una forte assunzione di responsabilità per  capire come arrivare alla fine del mandato e affrontare al meglio la fase che ci porterà alle prossime elezioni». A dirlo è Chiara Braga, deputata Pd e membro della segreteria nazionale del partito di Renzi. Non parla di ricandidatura di Lucini o di provvedimenti disciplinari per i due consiglieri (Gioacchino Favara e Raffaele Grieco) che hanno votato contro la delibera di Acsm-Agam perché il problema è ben più profondo.«Credo – spiega – che vadano evitate le reazioni di impulso da tutte le parti e che serva
aprire un ragionamento serio, come ha anticipato anche il segretario provinciale su una situazione complessa, affrontando i nodi, anche politici, che sono emersi in questa vicenda tra le forze di maggioranza e il rapporto tra il Pd e la parte esecutiva dell’amministrazione».
Dice che il partito deve contare di più, riprendendosi quella leadership che dovrebbe
avere la principale forza di coalizione. Dettare le regole, per semplificare, e non limitarsi
a subire quello che stabilisce il sindaco. «È evidente - spiega – che il Pd è il primo partito in città che ha sostenuto Lucini forse anche senza porre per tempo alcuni nodi critici che portano a far ricadere sul Pd gli oneri e il peso di questa situazione. Credo che a noi come partito tocchi fare una riflessione seria, in un momento oggettivamente difficile, per trovare il modo con cui relazionarsi in modo più autorevole con l’amministrazione. Al di là della vicenda Acsm-Agam, nel mirino c’è il Pd che la è forza politica in cui si riconosce questa amministrazione e che viene affiancata questa amministrazione. È normale quindi che si chieda anche alla giunta di ragionare in maniera molto diretta su queste difficoltà».
Non dà giudizi sull’operato della giunta (sulla cancellazione della mostra e sulla posizione dell’assessore alla Cultura Luigi Cavadini si limita a dire che «si è già espresso il segretario provinciale»), ma dice che «in questi quattro anni c’è stato un deficit di politica, in senso buono, nell’amministrare». E a precisa domanda sulle valutazioni, molto positive, fatte dal consigliere regionale Luca Gaffuri sull’operato della giunta Lucini, si limita a dire: «Penso che la posizione del Pd sia quella che ha espresso il segretario provinciale», molto più cauta e meno ottimistica. E adesso? Non usa la parola «patto di fine mandato»,  ma ammette che «certamente bisogna chiarirsi su quali saranno i punti programmatici e il percorso è fondamentale per evitare di arrivare in una situazione di logoramento che indebolisce la possibilità di presentarsi in modo autorevole alla città l’anno prossimo». Timore di perdere nel 2017? «Chi è convinto di vincere - mette le mani avanti - parte sempre azzoppato. Siamo consapevoli delle condizioni molto difficili che hanno influito sul raggiungimento alcuni obiettivi, bisogna ragionare sui limiti che ci sono stati, correggerli in corsa e lavorare per evitarli».
Uno dei guai più grossi per l’amministrazione Lucini è il cantiere del lungolago, fermo da quattro anni. E a chi a Como accusa i parlamentari di non aver fatto abbastanza per aiutare il sindaco a uscire dalla secca ribatte dicendo: «Sono preoccupata perché la situazione è difficile. Nel momento in cui come parlamentari siamo stati coinvolti, abbiamo
fatto tutto quello che era necessario e abbiamo riaperto un canale di dialogo con Anac e ministero. Poi la responsabilità di trovare un punto di incontro sta nelle mani dell’amministrazione».

Intervista di Gisella Roncoroni pubblicata sul quotidiano La Provincia in data 26 aprile 2016.

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