I ricercatori e «la grande bellezza» Si sperimenta il turismo sostenibile Dalla Bicocca hanno studiato per un anno la Tremezzina

- Il Giorno – domenica 10 aprile 2016 – di Paolo Galliani Parafrasando Stendhal sarebbe facile sostenere che «….niente sul lago di Como è altrettanto bello». Salvo poi essere travolti dalla famosa “sindrome” legata proprio allo scrittore francese. Evocazione pertinente: lo smarrimento è naturale nelle dimore e nei giardini più spettacolari del Lario. Ed è curioso che questo stesso sentimento, unito al senso di inadeguatezza di fronte alla «grande bellezza», gli studiosi e i ricercatori dell’Università Bicocca di Milano lo abbiano ritrovata proprio tra i visitatori di Villa Carlotta e dell’Isola Comacina. Una sorpresa: per oltre un anno la zona di Tremezzina è stata scelta dagli accademici milanesi come laboratorio per sperimentare forme di turismo consapevole e attivo, per stimolare il desiderio di esplorazione, per migliorare dove è possibile l’accoglienza, l’informazione al pubblico e l’interattività.

Un progetto forte, a suo tempo favorito da bandi regionali per la promozione del patrimoni culturale e che il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione della Bicocca aveva focalizzato sul tema «Paesaggi Culturali» già nel 2014 decidendo di individuare alcune realtà lombarde da mettere sotto lente: per l’esattezza, l’Orto Botanico di Bergamo con la Vallata d’Astina quindi i due gioielli della sponda comasca del lago.
Un lavoro meticoloso, affidato alla regia di Franca Zuccoli, responsabile scientifica del Progetto e alla competenza di Alessandra De Nicola, conservatore e storica dell’arte e di Claudia Fredella, archeologa.
A Villa Carlotta e alla Comacina i ricercatori hanno seguito i turisti per mesi, hanno raccolto giudizi e commenti, hanno stimolato la curiosità del pubblico introducendo elementi inediti e originali: un nuovo sito web (www.paesaggiculturali.org) e una App scaricabile gratuitamente, piccole lenti distribuite ai visitatori per spingerli a concentrarsi sui dettagli, mappe speciali per aiutarli a ricostruire il loro percorso. E ancora: un kit con pennarelli, cornici, fogli per il frottage per invitare i turisti a mettersi in gioco, addirittura vecchie Polaroid per stimolare la voglia di osservare e interpretare. Con tanto di totem nei punti strategici sia a Villa Carlotta che sull’Isola Comacina, per lanciare inviti espliciti e ubliminali ai visitatori («Respira!», «Ascolta», Aguzza l’orecchio»!, etc.). Ma anche interviste mirate tra i visitatori per raccogliere le loro aspettative, per individuare i punti deboli dell’accoglienza e per trovare eventuali correttivi.
Un viaggio entrato nelle pagine di un bel volume è stato presentato all’università milanese lunedì. Interessanti i giudizi su Villa Carlotta: grande emozione, stupore, ma anche richiesta di informazioni e didascalie migliori lungo i percorsi interni ed esterni. Meno esaltanti le valutazioni sull’Isola Comacina, ma solo per alcune note dolenti che vengono denunciate da tempo: i collegamenti non adeguati e l’assurdità del doppio pagamento (barca e accesso all’isola) che rende la Comacina comunque una destinazione poco economica, specie per le famiglie.
- I GIORIELLI IN TRASFERTA NEL MONDO ACCADEMICO Lunedì scorso Tremezzina ha portato i suoi gioielli in trasferta e proponendoli al mondo accademico milanese come paradigma di un nuova e moderna cultura turistica.
L’appuntamento si è svolto all’auditorium U12 dell’Università Bicocca a Milano dove è stato programmato un meeting tra gli studiosi e i ricercatori che stanno promuovendo la valorizzazione dei Beni Culturali in Lombardia.
Un evento sui cosiddetti «Paesaggi Culturali» che ha richiamato esperti da tutt’Italia e che ha visto finire sotto i riflettori proprio Villa Carlotta e l’Isola Comacina dopo la lunga ricerca sperimentale portata a termine dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione «Ricardo Massa». [...]
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