Artigiani, Gaffuri: “Il Ticino abroghi la Lia”

frontalieri“Chiediamo subito e ufficialmente al Governo del Canton Ticino che la legge sulle imprese artigiane venga abrogata”, è la prima reazione di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Canton Ticino, al termine dell’audizione con Confartigianato, Cna, le Camere di commercio di Como, Sondrio e Varese e la Camera di commercio italiana per la Svizzera sul tema della cosiddetta Lia.

“Da quanto abbiamo potuto capire, nessun artigiano lombardo potrà più di fatto lavorare nel Cantone a partire da luglio – spiega Gaffuri –. La normativa svizzera viene ammantata di un significato condivisibile, la sicurezza sul lavoro, il contrasto al lavoro nero, ma in realtà è discriminatoria. La richiesta dei titoli di studio e soprattutto degli anni di prestazione di lavoro in Svizzera sono tutti ostacoli spesso insormontabili: a conti fatti, poiché le nostre imprese potevano lavorare al massimo 90 giorni l’anno, facendo il calcolo sugli ultimi 11 anni di rapporti bilaterali, nessuno raggiunge i 5 anni minimi necessari a esercitare la professione quando non ci sono i titoli di studi riconosciuti dalla Confederazione”. Anzi, la situazione è peggiore: “Come ci hanno detto le associazione di categoria, la media dei giorni di lavoro delle nostre 15mila imprese è 21, mentre le 2-3mila imprese più piccole lavorano addirittura al massimo 2 settimane. E i costi per la pratica burocratica, tra l’altro, si aggirano sui 5mila euro. È evidente che, quando non è possibile, non conviene e d’ora in poi lavoreranno solo le ditte svizzere”. Gaffuri precisa meglio i numeri, per altro già resi noti in una mozione alla Camera: “La norma, definita non per nulla anti-padroncini, coinvolge 4.548 ditte artigiane individuali e 9.835 dipendenti di società, per un totale di 14.383 italiani che nel corso del 2015 hanno prestato lavoro in Ticino”. Per affrontare la gravità del fenomeno, Gaffuri ha, dunque, proposto in Commissione che “il Consiglio regionale si esprima con una risoluzione da trasmettere al Ministero degli Esteri, ma anche al Governo del Cantone”.

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