Artigiani in Canton Ticino, Gaffuri: “Rischio di discriminazioni: ascoltiamo in Commissione le associazioni di categoria”

lavoroLa situazione delle imprese artigiane lombarde, dopo l’entrata in vigore della nuova Legge sulle imprese artigiane (Lia) del Cantone Ticino, va approfondita per evitare qualunque possibile forma di discriminazione. Lo crede il Pd e per voce di Luca Gaffuri, consigliere regionale e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, chiede che, affinché la Regione, nei suoi rapporti con le autorità cantonali ticinesi, possa tempestivamente assumere iniziative utili, la Commissione convochi quanto prima in audizione le organizzazioni di categoria Confartigianato e Cna, le Camere di commercio di Varese, Como e Sondrio e la Camera di commercio italiana per la Svizzera.
 
Nella lettera in cui chiede l’audizione, Gaffuri ricorda che “il 1° febbraio scorso è entrata in vigore in Canton Ticino la nuova legge, la quale impone per qualunque impresa artigiana, in particolare nei settori connessi alle costruzioni e all’edilizia, l’iscrizione a un apposito albo per potere svolgere la propria attività sul territorio cantonale, a pena di pesanti sanzioni. L’obbligo riguarda pure le imprese artigianali italiane. La nuova normativa, che prescrive il possesso da parte del titolare dell’impresa di specifici titoli della formazione professionale elvetica, ovvero lo svolgimento in Svizzera dell’attività artigianale da almeno cinque anni, rappresenta un aggravio specialmente per gli imprenditori lombardi che dall’entrata in vigore dell’Accordo di libera circolazione tra Unione europea e Confederazione svizzera hanno titolo per operare liberamente nel territorio elvetico per novanta giorni annui”.
 
Questi artigiani “lamentano le complicazioni che nascono da questa novità e hanno il fondato timore che la Lia contrasti con l’Accordo di libera circolazione e che rappresenti una misura protezionistica volta a limitare la possibilità dei cosiddetti padroncini di operare sul mercato ticinese – aggiunge Gaffuri –. Non a caso la gestione dell’albo è affidata a una commissione il cui funzionamento è pesantemente condizionato dalla presenza dell’Unione associazioni dell’edilizia ticinese, vale a dire dall’organizzazione delle imprese artigianali che hanno tutto l’interesse a limitare l’accesso sul mercato locale dei concorrenti italiani”.
Articolo scritto in Economia e lavoro e con i tag , , .



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>