Valichi. Gaffuri: “Senza il confronto con il Ticino non si otterrà nulla”

bandiera-svizzera-italia-free-300x199Atteso incontro, ieripomeriggio, a Milano, nella sede del Consiglio regionale, con i sindaci dei paesi di confine di Como e Varese, interessati da un’ipotesi di chiusura notturna di alcuni valichi minori, voluta dalla Svizzera. In Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica sono stati ascoltati gli amministratori di Ronago, Colverde, Bizzarone, Dumenza, Cremenaga, Saltrio e Clivio. “Dopo aver sentito quello che in parte sapevamo già, ovvero che sono valichi frequentati e che addirittura quando un tempo erano chiusi, durante la notte, proprio la Svizzera premeva per la loro apertura 24 ore, non abbiamo potuto che ribadire l’importanza di avere in audizione i sindaci del Canton Ticino, cioè proprio coloro che stanno appena di là dal confine e che sono interessati al pari dei nostri all’eventuale chiusura – dicono Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd e componenti della Commissione –. Ascoltare i nostri sindaci è stato interessante, ma la Commissione ha un senso se i problemi li risolve, non solo se li conosce”.

Ma i due consiglieri Pd fanno anche presente che “leggendo la documentazione ufficiale del Canton Ticino, si capisce come la chiusura dei valichi sia solo un tentativo di ottimizzazione delle forze di polizia per rispondere alle difficoltà che ci sono nel presidiare efficacemente il territorio. Quindi, gli stessi problemi che abbiamo noi da questa parte. Non si vede come la soluzione possa risiedere in una chiusura repentina di alcuni valichi che invece sono fondamentali per l’economia delle due zone”.

 

Perciò, la risposta non è in una guerra di confine, ma “in una collaborazione efficace che deve partire principalmente dai territori. Ecco perché è importante che il confronto avvenga tra le comunità che vivono a cavallo del confine, prima che attraverso i canali ordinari”, concludono Gaffuri e Alfieri.

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