‘Nndrangheta in Brianza: “Massima attenzione sull’urbanistica”

CantùTanta gente ha partecipato lunedì sera al primo incontro promosso dal Circolo Pd di Cantù dedicato all’approfondimento di una tematica d’attualità, l’infiltrazione mafiosa in Brianza e nel Comasco. Serata alla quale sono intervenuti il senatore Franco Mirabelli, capogruppo
del Pd in commissione parlamentare antimafia, e con Rita Livio, presidente della Provincia di Como. Ha introdotto il dibattito il segretario canturino del Pd, Filippo Di Gregorio.

Che il fenomeno mafioso sia ormai qualcosa di inquietante e molto presente nella realtà della Brianza è evidente dal lavoro inquirente della magistratura. Le prime avvisaglie di questo assedio risalgono agli anni Cinquanta del secolo scorso. Tra il 1965 e il 1970, ben quarantaquattro boss mafiosi vengono inviati al soggiorno obbligato in Brianza, si pensa che il contesto sociale laborioso e costruttivo riesca a generare un ciclo virtuoso di rieducazione sociale. Da allora, si iniziano a formare alcune “locali” legate alla Ndrangheta: Como, Fino Mornasco, Cermenate e Mariano Comense. La principale attività criminosa di tali affiliazioni è lo spaccio di eroina e di droghe. Dopo queste prime locali, la magistratura accerta anche l’esistenza di altre due locali ad Appiano Gentile e a Senna Comasco. Negli anni Ottanta, le associazioni criminali avviano anche attività criminali di maggior presa sociale, quali la richiesta del pizzo a imprese e commercianti, come documentato nell’inchiesta “I Fiori di San Vito” del 1994. A questa inchiesta segue l’operazione denominata “Colline comasche,” dal 2006 al 2008, che porta a 49 arresti, al sequestro di 25 chili di cocaina e uno di eroina, oltre ad altri valori. E infine l’operazione denominata “Infinito”, del luglio 2010, che conferma l’esistenza di altre due locali ad Erba e ad Asso e Canzo. Durante la discussione, oltre alla documentazione di queste infiltrazioni, si sono anche discusse proposte per trovare i rimedi a questa situazione. Due i filoni preventivi principali: quello della vigilanza massima nella gestione dei piani di governo del territorio; quello della rottura di tutte le connivenze tra le cosche e le rappresentanze amministrative, di qualunque tipo e a qualunque livello. 

Articolo scritto in Notizie dalla Provincia e con i tag , .



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>