Niente treni sulla Como-Lecco ad agosto: una decisione miope

Luca Gaffuri negli ultimi anni è intervenuto spesso sulla questione relativa alla Como-Lecco. Cosa ne pensa di questo treno che se ne va in vacanza per tre settimane? “E’ una scelta miope nel senso che il trasporto ferroviario è un trasporto dedicato prevalentemente ai lavoratori e, in altri periodi, anche agli studenti. Non dare comunque a tutti la possibilità di avere un servizio garantito per dodici mesi all’anno significa creare dei problemi. Anche perché l’Italia non va tutta in ferie ad agosto. Così facendo non si fidelizzano gli utenti.È facile pensare che, alla fine, gli utenti sceglieranno altri mezzi di trasporto. Prevalentemente, l’auto. E ritorniamo quindi a un discorso di disincentivo alla mobilità. Di cui invece si sente parlare tantissimo in questi tempi di Expo. Pensiamo infatti cosa potrebbe succedere l’anno prossimo. Quando, in questo stesso periodo, ci sarà appunto l’Expo 2015 di Milano. Un’occasione che ha tra i suoi obiettivi anche quello di portare in Brianza persone intenzionate a visitare l’esposizione universale. E che, proprio da queste parti, potranno avere l’occasione di conoscere meglio le attività produttive, oltre che
il territorio e il paesaggio. Mi auguro che si pensi già alle conseguenze che ci potrebbero essere. Peccato, anche perché non era mancato nemmeno qualche segnale che si sarebbe potuto definire incoraggiante, sulla Como-Lecco come l’introduzione di una corsa nel
tardo pomeriggio, ad esempio. E in alcuni giorni vengono utilizzati alcuni mezzi più adatti. Erano stati dati dei segnali tutto sommato anche significativi del fatto che non si volesse andare nella direzione di una dismissione della linea, come significativa è stata la volontà di riqualificare la stazione di Merone. Cantù è la seconda città della provincia. Si è quasi progettato di usare proprio la ferrovia come metropolitana leggera per collegarsi al capoluogo Como con corse più frequenti. In un quarto d’ora circa, dal centro città, si arriverebbe in riva al lago. Spero che con la realizzazione della nuova stazione unica di
Camerlata si inizi a quel punto a realizzare un collegamento del genere. Nel frattempo, noi, come Partito Democratico, cerchiamo di presidiare. In particolare quando ci sono i tavoli del quadrante: nei giorni precedenti segnaliamo sempre eventuali disfunzioni e richieste di miglioramento”.

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Una risposta a Niente treni sulla Como-Lecco ad agosto: una decisione miope

  1. FRANCESCO RICCHIUTO scrive:

    Condivido pienamente l’azione di Luca Gaffuri di salvaguardare l’asse Como-Lecco come elemento di salvaguardia della percorribilità di un piccolo tratto trasversale dell’arco pedemontano della regione. Giustamente, in mancanza di questi tracciati, la gente, soprattutto lavoratori, è costretta ad usare mezzi più flessibili (fondamentalmente l’auto).
    Tuttavia, non basta una linea, servono orari di esercizio adeguati e certezza di servizio, con più frequenze giornaliere (sopratutto negli orari di punta) e gli opportuni interscambi sulle direttrici radiali da e per Milano in modo da far confluire tutto quel grande bacino di utenza brianzolo che non gravita su queste direttrici principali (e magari per l’impossibilità di fare pochi chilometri di collegamento è costretta a prendere l’auto per tutto un tragitto).
    Al momento il trenino Como-Lecco è un folcloristico sistema di trasporto, molto energivoro ed inquinante, con orari assurdi, con interscambi praticamente inesistenti, che non risulta per niente attrattivo.
    Così come è potrebbe essere tranquillamente soppresso, farebbe il dispiacere di quattro gatti.
    L’alleanza Ferrovie Nord e Ferrovie dello Stato in Trenord non si è ancora concretizzata in un sistema intermodale efficiente con gravi ripercussioni sulle tratte e sugli orari (provare a chiedere agli operatori di stazione e viaggianti delle due ex società per capire quanto siano ancora scollegati).
    Certo, molto si è fatto, ma per disincentivare il traffico automobilistico in Lombardia siamo ancora lontani dai sistemi metropolitani più avanzati del Nord Europa dove la ramificazione e la qualità dei servizi pubblici su rotaia consente estrema facilità di spostamenti da e per le metropoli.
    In Lombardia è praticamente impossibile pensare di spostarsi in senso est-ovest rispetto agli assi per Milano senza mettere in conto viaggi nell’ordine di tempo delle “ore”!
    Per permettere di lasciare le automobili a casa bisogna porsi l’obiettivo, insieme ai gestori dei trasporti pubblici, di costruire percorsi con mezzi che, nei casi più svantaggiati, non superino di una volta e mezzo l’equivalente tempo di percorrenza fatto in auto, se non ridurlo nella maggior parte dei casi.
    Mi fermo qui perchè il pretesto di questo commento è la linea Como-Lecco, ma è solo un piccolo tassello del sistema, per il resto dei problemi stra-noti basterebbe parlare con qualche pendolare dei treni e qualche abitante delle numerosissime città afflitte dai passaggi al livello crea-ingorghi.
    C’è tanto da fare ancora.
    Buon lavoro.
    Francesco Ricchiuto (consigliere comunale a Mariano Comense)




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