Lavoro, il decreto Poletti è legge

E’ stato convertito in legge – in terza lettura alla Camera e con voto di fiducia – il decreto-legge n. 34 del 2014, che contiene disposizioni in materia di lavoro a termine, apprendistato, servizi per il lavoro, verifica della regolarità contributiva e contratti di solidarietà (A.C. 2208-B).

Il testo originale del decreto è stato oggetto di ampio dibattito tra le forze politiche e sociali, dando vita ad un articolato iter parlamentare durante il quale sono state introdotte modifiche di sostanza, nel rispetto però dell’impianto iniziale e della ratio del decreto, che è quella di fornire alle imprese strumenti più agevoli per facilitarle nelle assunzioni e nella creazione di nuovi posti di lavoro. Le correzioni al Decreto Lavoro votate al Senato hanno sostanzialmente confermato quelle della Camera e si sono rese utili a realizzare l’equilibrio tra le semplificazioni della normativa a favore delle imprese e la necessità di mantenere un presidio minimo ed efficace delle garanzie per i lavoratori. Le modifiche hanno riguardato soprattutto la disciplina dei contratti a termine e dell’apprendistato.

In particolare, è stata modificata la disposizione introduttiva volta a chiarire le finalità dell’intervento normativo d’urgenza, richiamando espressamente l’incertezza dell’attuale quadro economico nel quale le imprese devono operare. Viene anche inserito il riferimento al contratto di inserimento a tempo indeterminato “a tutele crescenti”, contenuto nella Delega governativa (AS.1428).

Per quanto riguarda la nuova disciplina dei contratti a tempo determinato: la sanzione prevista per lo sforamento del 20% di contratti a termine rispetto all’organico totale viene trasformata da obbligo di assunzione asanzione amministrativa, pari al 20% e al 50% della retribuzione per ciascun mese di durata del rapporto di lavoro, se il numero di lavoratori assunti in violazione del limite sia, rispettivamente, inferiore o superiore a uno.Gli introiti derivanti dalle sanzioni vanno ad alimentare il Fondo sociale per occupazione e formazione; viene stabilito che iltetto legale del 20 % non trova applicazione nel settore della ricerca, limitatamente ai contratti a tempo determinato; si stabilisce che i contratti a termine che abbiano ad oggetto esclusivo attività di ricerca possono avere durata pari al progetto di ricerca al quale si riferiscono. Circa il diritto di precedenza nelle successive assunzioni, si precisa che il datore di lavoro ha l’obbligo di richiamare espressamente il diritto di precedenza del lavoratore nell’atto scritto con cui viene fissato il termine del contratto, senza necessità di procedere ad una ulteriore e distinta comunicazione scritta da consegnare al momento dell’assunzione, come previsto nel testo alla Camera.

Per la nuova disciplina dell’apprendistato: viene innalzata da 30 a 50 la soglia dimensionale dell’impresaoltre la quale trova applicazione l’obbligo di stabilizzazione di una quota del 20% di apprendisti al fine di nuove assunzioni in apprendistato; si autorizza la possibilità di attivare contratti di apprendistato per attività stagionali, qualora i contratti collettivi nazionali di lavoro ne disciplinino le modalità, nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro definiti dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano; viene confermato l’obbligo della formazione pubblica per i contratti di apprendistato professionalizzante o di mestiere, specificando che la Regione deve comunicare le modalità dell’offerta formativa; nell’ambito del programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado per il triennio 2014-2016, viene specificato che tale ipotesi si applichi con particolare riguardo agli studenti degliistituti professionali, ai fini della loro formazione e valorizzazione professionale, nonché del loro inserimento nel mondo del lavoro.

E’ previsto inoltre che l’obbligo di adeguamento al tetto legale del 20% (introdotto alla Camera), previsto a decorrere dal 2015 , operi a condizione che la contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, non fissi un limite percentuale o un termine temporale più favorevole. Mentre per l’attestazione dello stato di disoccupazione, è stato specificato che la presentazione del soggetto presso un servizio pubblico per l’impiego possa essere sostituita dall’invio della dichiarazione da parte dell’interessato mediante posta elettronica certificata

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