Affrontare l’emergenza abitativa con capacità di usare lenti nuove

“Affrontare l’emergenza abitativa cresciuta e trasformata in questi anni di crisi, con la capacità di usare lenti nuove” è quello in cui confida la deputata Chiara Braga, responsabile Ambiente presso la segreteria nazionale del Partito Democratico intervenuta all’assemblea di Federabitaizone Lombardia tenutasi la scorsa settimana presso l’Urban Center di Milano. “Il fenomeno che abbiamo davanti è in evoluzione, in cambiamento come dimostra in questi anni la crescita della dimensione, difficilmente collocabile, della cosiddetta “fascia grigia” , formata da quei nuclei familiari mono reddito che non possono accedere per ragioni di reddito medio-basso all’assegnazione di un alloggio pubblico ma nello stesso tempo non sono nelle condizioni di sostenere canoni di locazione elevati a libero mercato né tantomeno di acquistare casa e che hanno pertanto hanno l’esigenza di disporre di un alloggio a canone contenuto. E’ chiaro quindi che “i bisogni e le necessità portati da coloro che si trovano a dover vivere in questa situazione sono difficilmente risolvibili attraverso gli strumenti tradizionali”.

“Le politiche abitative nell’arco degli ultimi decenni hanno vissuto una certa fase di rallentamento e i contenuti del decreto legge sull’emergenza abitativa in questi giorni in esame al Senato, in parte anche migliorato dalla discussione, danno il segnale della volontà di provare ad affrontare in maniera organica un fenomeno articolato e complesso come quello dell’emergenza della casa”.

E nel soffermarsi sul tema dell’affitto contenuto nel decreto la deputata comasca ribadisce come “ci sia bisogno di dare risposte coraggiose su questo fronte perché il tema della locazione si incrocia con la questione della mobilità sociale e territoriale. La possibilità di dare una risposta alle problematiche dell’affitto anche attraverso sistemi emergenziali come possono essere il Fondo per la morosità incolpevole o il rifinanziamento del Fondo sostegno affitti, praticamente azzerato negli ultimi anni, va quindi nella giusta direzione, così come vanno nella giusta direzione gli interventi in materia contenuti nel decreto, in quanto consentono di dare ulteriore slancio, di semplificare e dare maggiore incisività al social housing”. Un campo questo, dove la stessa Braga ritiene che “le cooperative possano e devono svolgere un ruolo fondamentale perché capaci di tenere insieme la vocazione sociale, che non dobbiamo mai dimenticare anche nella costruzione di risposte al problema dell’affitto”.

Altro punto positivo riferito alla locazione ad uso abitativo, approfondito dallo stesso decreto legge, è sempre secondo la responsabile Ambiente del PD, “il maggiore sostegno previsto per gli affitti a canone calmierato collocandosi nella fascia intermedia tra il fabbisogno di edilizia sociale e quello di accesso al libero mercato. Questo strumento viene sostenuto sia attraverso un abbassamento ulteriore dell’aliquota della cedolare secca, sia attraverso una misura innovativa per il nostro ordinamento, ovvero la detrazione per quegli inquilini il cui reddito è al di sotto di alcuni livelli. Vedremo come il testo uscirà dalla conversione in legge dal Parlamento, in ogni caso – continua la Braga – credo che questo provvedimento sia una prima risposta data dalla volontà di affrontare in maniera complessiva e organica il tema del disagio abitativo” anche se “non tutte le problematiche sono risolte in questo decreto”.

“Parlare di abitare significa parlare delle trasformazioni delle nostre città. Tutti noi concordiamo sull’urgenza e necessità di dover attuare un nuovo modello di sviluppo urbano, di trasformazione del nostro territorio”, un modello che sempre secondo l’esponente democratica “affronti anche la grande emergenza della progressiva erosione e consumo ingiustificato, rispetto al fabbisogno, del suolo agricolo. A tale proposito abbiamo in discussione alla Camera un disegno di legge, di cui peraltro sono relatrice in Commissione Ambiente, sul contenimento del consumo di suolo agricolo e della sua valorizzazione. Non vi nascondo che, mentre a livello di principi siamo tutti d’accordo, la possibilità di portare a compimento questo disegno di legge sta incontrando alcuni ostacoli e preoccupazioni. Occorre però avere la capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e in questo senso il richiamo giustissimo al tema del riuso e della riqualificazione del nostro patrimonio edilizia può diventare un volano straordinario. Gli strumenti fin qui introdotti e sostenuti ci danno prova che questa è la strada giusta”. Qualche giorno fa è stato presentato uno studio del Cresme in cui viene fatta un’analisi dei risultati sull’applicazione, in questi anni, del meccanismo dell’ecobonus ovvero degli incentivi fiscali introdotti per la riqualificazione energetica ed edilizia. Nell’anno 2013, grazie a questi strumenti, sono stati realizzati investimenti per quasi 28 miliardi di euro con la creazione di posti di lavoro stimati in circa 340 mila. In un momento in di crisi per il settore dell’edilizia queste misure hanno consentito la tenuta di alcuni comparti, e di modificare e rinnovare una filiera edilizia importante”.

In conclusione c’è l’impegno della responsabile Ambiente del Pd di raccogliere “la sollecitazione contenuta nella relazione del Presidente di Federabitazione Lombardia, Alessandro Maggioni rispetto alla necessità di dare un segnale forte, anche nell’ambito dell’abitare, sul fronte della semplificazione e della chiarezza delle competenze. Nella proposta di riforma del titolo V alcune materie assegnate alle Regione sono passate di competenza allo Stato centrale. Tra queste c’è il tema dei principi del governo del territorio. Una valutazione di quello che può essere un quadro omogeneo dei criteri e dei principi dentro cui regolamentare le varie soluzioni che a livello regionale e territoriale vengono assunte, e quelli che possono essere i fabbisogni minimi di soddisfacimento di un bisogno primario come quello dell’abitare stanno nella discussione che stiamo facendo come Paese e come istituzioni proprio in questi mesi in Parlamento”.

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