Como: Stefano Fanetti sul voto della mozione di sfiducia a Luigi Cavadini

La scelta di almeno quattro consiglieri del Pd di non difendere l’assessore alla cultura Luigi Cavadini (sulla mozione di sfiducia presentata dalle minoranze hanno votato scheda bianca) «non va sottovalutata». Bisogna cambiare registro, per evitare “incidenti” più gravi. Questa la posizione del segretario cittadino dei Democratici, Stefano Fanetti: «Se me l’aspettavo? Ho notato che c’era un certo malessere, per qualcuno legato a motivi più generali mentre per altri proprio a causa della gestione della nuova mostra di Villa Olmo. Ma solo il consigliere Gioacchino Favara mi ha anticipato come avrebbe votato e gliene do atto, altri no. Non è comunque una frattura drammatica». Le schede bianche – con voto segreto - in totale sono state 6, con ogni probabilità 4 del Pd e 2 dei consiglieri di Paco-Sel. «Dobbiamo confrontarci più spesso, questo è il messaggio che dobbiamo cogliere – spiega il segretario del Pd – Intendo come partito ma anche come maggioranza. Il segnale arrivato dal consiglio va preso molto sul serio e credo che la strada più giusta sia proprio quella del dialogo e di un maggior coinvolgimento dei consiglieri. Così si evitano altri problemi. Tutti devono sentirsi parte del progetto, serve una squadra unita tra gruppi e giunta». Quanto alla valutazione sulle recenti scelte di Cavadini: «Sulla mostra si è imboccata una strada nuova e per questo più difficile. C’erano dei rischi e si sono concretizzati, non abbiamo dato una bella immagine. Ma l’assessore ha fatto il massimo. Cosa ci aspettiamo da questa seconda mostra? Deve andare bene, non possiamo certo permetterci una brutta figura. Ci auguriamo che il risultato sia migliore rispetto a quello dell’anno scorso. Cavadini ha fatto una scommessa molto ambiziosa e crediamo ancora nel suo operato».

Chiede una svolta, a due anni dall’inizio del mandato, anche il segretario provinciale del Pd Savina Marelli: «Ho già detto che serve una verifica e lo confermo. Dobbiamo confrontarci e decidere insieme come affrontare i temi importanti e ottenere risultati. Se servono correttivi anche sulle deleghe assegnate agli assessori, possiamo parlarne. Resta la fiducia nell’assessore Cavadini, perché la responsabilità non è mai di una singola persona. Se i risultati non sono commisurati al grande impegno, vuol dire che il tema è generale e c’è qualcosa da mettere a punto. Non facciamo drammi, ma una verifica serena». 

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